MANOVRA MONTI, STANGATA PER PIERSILVIO: PAGHERA’ 150 EURO AL GIORNO PER IL “BESAME” DA 18 MILIONI”

Di Wildgreta

Mentre i pensionati dovranno dire addio  alle poche decine di euro di indicizzazione, sacrificate per salvare l’Italia, è proprio il caso di dire che “Se Atene piange, Sparta non ride”, infatti non sappiamo come abbia preso Piersilvio Berlusconi la “stangata” di 150 euro al giorno che dovrà pagare per il suo yacht di 37 metri costato 18 milioni di euro e varato soltanto un anno fa. Immaginiamo che in queste ore, Piersilvio si stia rammaricando di aver rinunciato al suo “Suegno” di 30 metri, che avrebbe pagato una tassa di 120 euro, con un risparmio di ben 30 euro al giorno. In tempo di crisi, siamo certi che i conti li facciano un po’ tutti.

Di seguito, una scheda sullo “sfortunato” yacht di Piersilvio.

 

Pier Silvio Berlusconi e il nuovo yacht da 37 metri

Quale modo migliore per salutare l’arrivo dell’estate se non quello di regalarsi uno yacht nuovo di zecca?

Questo sembra aver pensato Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset e figlio del più famoso Silvio, il nostro presidente del Consiglio.

Il giovane rampollo infatti ha acquistato un’imbarcazione lunga 37 metri che è stata appena varata ad Ancona.

Lo yacht è stato realizzato dal celebre marchio Ferretti, leader mondiale nella costruzione di questo tipo di natanti, e dispone di quattro suite e di una sala dedicata esclusivamente al fitness, di cui il facoltoso proprietario è un seguace convinto.

Grazie all’ampia disponibilità di spazi il Custom line 124, questo il nome del modello, può trasportare fino a sedici ospiti, compresi i sei dell’equipaggio.

Questa è la seconda imbarcazione acquistata da Pier Silvio Berlusconi, che tre anni fa si era regalato uno yacht di 30 metri chiamato Suegno e realizzato sempre da Ferretti.

Il costo del nuovo gioiellino è di 18 milioni di euro.

“La Merkel, ci rovinerà tutti”, lo dice lo Spiegel

 

«La cancelliera rovinosa» è il titolo di un articolo pubblicato da Spiegel in serata sulla crisi dell’eurozona. «La chance per un salvataggio dell’euro sostenibile finanziariamente è andata sprecata – scrive il columnist Wolfgang Muenchau -. E colpevole è la cancelliera». «Angela Merkel – continua – ci rovinerà tutti perchè lei con la sua titubanza inasprisce la crisi. Adesso ha soltanto due opzioni politiche: la bancarotta o la rovina».

Secondo l’articolo di Spiegel on line la politica dei ‘No’ che avrebbe dovuto tutelare i tedeschi, sortirà l’effetto contrario. E sarà «rovinosa per la Germania», sia che nel caso in cui la cancelliera ceda sugli eurobond, sia nel caso in cui continui a negarli. Se la Merkel otterrà le modifiche dei trattati, come chiede, e accetterà gli eurobond, il risultato sarà «una sorta di conto corrente comune», dove tutti garantiscono per tutti, fra stati comunque sovrani. Questo però non renderebbe evitabile un crash prima o poi, nel lungo periodo.

Nel caso in cui la cancelliera dovesse rimanere ferma contro gli eurobond, invece, l’euro crollerebbe «nei prossimi due tre mesi», secondo la previsione di Muenchau. E verosimilmente molti paesi dovrebbero «uscire dalla moneta unica».ui la cancelliera ceda sugli eurobond, sia nel caso in cui continui a negarli. Se la Merkel otterrà le modifiche dei trattati, come chiede, e accetterà gli eurobond, il risultato sarà «una sorta di conto corrente comune», dove tutti garantiscono per tutti, fra stati comunque sovrani. Questo però non renderebbe evitabile un crash prima o poi, nel lungo periodo. Nel caso in cui la cancelliera dovesse rimanere ferma contro gli eurobond, invece, l’euro crollerebbe «nei prossimi due tre mesi», secondo la previsione di Muenchau. E verosimilmente molti paesi dovrebbero «uscire dalla moneta unica».

Goldman Sachs, “rischio crollo dell’Euro”.Monti, “Facciamo in fretta”

di Wildgreta

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di oggi da parte di Goldman Sachs e del presidente Monti. Alla vigilia dell’annuncio della manovra economica, infatti, il Professore tuona da Bruxelles: “Se l’Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende, le conseguenze sarebbero molto gravi” e poi, “Non c’è tempo per discutere”. Cosa significa? Che qualora il parlamento non approvasse le proposte di Monti, il disastro sarebbe una certezza? Dall’altra parte, Goldman Sachs riprende il tormentone sul probabile crollo dell’Euro e della soluzione del debito sovrano come condizione imprescindibile per salvarsi. Un clima di paura, dunque, alimentato da dichiarazioni che rimbalzano da una parte all’altra dell’Europa e che si scontrano con le dichiarazioni di CGIL e Lega che intimano a Monti di non toccare le pensioni, mentre la sommessa voce del PD fa capolino invocando “Equità”. Casini, invece, si fida ciecamente di Monti, dunque sposa la linea del “o si fa la manovra o si muore”.Più perplessa IDV, che di fatto è stata esclusa dai “colloqui del tunnel” e si trova, forse, nella posizione più scomoda. Appoggiando il governo per singoli provvedimenti, infatti, finchè questi provvedimenti non si conosceranno, IDV sarà un partito che non fa parte nè della maggioranza, nè dell’opposizione, dunque escluso a prescindere da qualsiasi azione. E mentre si consuma la spasmodica attesa di una manovra che conoscono soltanto all’estero, continuano le manifestazioni dei lavoratori delle aziende che chiudono ma, soprattutto, continuano le chiusure a catena dei piccoli esercizi commerciali, che hanno deciso di non arrivare neppure al Natale, tanto è scarsa la speranza di un incasso decente. Il 2011 si avvia spedito verso una fine imprevedibile,esattamente come si ritengono imprevedibili alluvioni e terremoti che flagellano poplazioni e territori italiani.Ma sarà vero che non si poteva proprio fare nulla di meglio?

Di seguito le dichiarazioni di G.Sachs e Monti.

”Lader Ue risolvano con decisione il problema dei debiti sovrani”
Goldman Sachs: ”Cresce il rischio del crollo dell’euro, Italia in recessione nel 2012”
ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:44
Roma – (Adnkronos) – L’allarme lanciato dalla banca d’affari: “Le possibilità di sviluppi più caotici, sebbene ancora minori, sono aumentate”

Roma, 1 dic.(Adnkronos) – “Le possibilità di sviluppi più caotici, come il crollo dell’euro, sebbene ancora minori, sono cresciute”. E’ allarme lanciato dalla banca d’affari Goldman Sachs che prevede una “modesta recessione” per l’Europa. Leggi il seguito di questo post »

PADRI E MADRI: LA PARITA’ “POSSIBILE”

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Di Wildgreta

L’uomo raffigurato nella foto è finora l’unico a cui sia riuscito di raggiungere la vera parità con una donna.Certo il percorso è stato un po’ complicato, in quanto quest’uomo prima era una donna che ha deciso di diventare uomo, e che poi ha deciso di fare un figlio. In questi mesi, però,  una sorta di neonato “movimento maschilista” si è affacciato all’orizzonte con l’intento di sovvertire l’idea a suo dire preconcetta, che le donne siano più indifese degli uomini, che abbiano meno diritti di loro e che, soprattutto, subiscano più violenze di loro. Per promuovere la nuova immagine dell’uomo come “parte debole della società “, sono spuntati su internet decine di siti che mirano a dipingere le donne come autentici mostri.

A quali donne si riferiscono? A quelle sposate e con figli.Per ora le ragazze sono salve.

Se dovessimo fissare un punto da cui è partita la crociata di questi uomini apparentemente con molto tempo libero, potremmo dire che è successo nel 2006,  quando è stata approvata la legge 54 sull’affido condiviso, ovvero quando il sogno di rendere un padre uguale a una madre è apparso ai loro occhi realizzabile. Un padre totalmente equiparato alla madre, però, rappresenta per taluni il traguardo finale, ovvero quello che si potrebbe raggiungere se venissero approvate le nuove norme contenute nel DDL sull’affido condiviso bis in discussione al senato.

Con le modifiche pensate da Lega e PDL e fortemente volute dalle associazioni dei padri separati, la trasformazione del genere maschile sarebbe finalmente completa.L’uomo sarebbe come una donna, il padre come una madre e, auspicabilmente, un giorno potrebbe anche raccontare   di aver preso  qualche schiaffo o calcio o pugno dalla moglie senza essere preso per pazzo.

Già, la violenza.Un cruccio per “l’uomo nuovo” non essere creduto quando dice di subire violenze da una donna e così, per ovviare al problema,  sono nati decine di gruppi su Facebook contro la donna, il femminismo e la violenza femminile.Ce n’è uno che fa addirittura il verso allo storico UDI, e che si chiama “Unione Uomini Italiani”. Non bisogna sorridere, perchè loro ci credono davvero e potrebbero offendersi.

Altri hanno titoli inquietanti ma d’effetto: “Femmine violente”, “Donne assassine”, LA MAGISTRATURA APRA INCHIESTA SU DATI ISTAT VIOLENZA DONNE, Riconosci la violenza, Movimento per IL PADRE,Un Ministero Pari Opportunità “SESSISTA” che non ci rappresenta,Il femminismo è una pratica anti-costituzionale, Garanzie costituzionali violate da prassi giudiziarie “femministe”,  Movimento per IL PADRE , Sessimo e razzismo, pari sono. Appunto… ,  Il femminismo è una pratica anti-costituzionale, Garanzie costituzionali violate da prassi giudiziarie “femministe”,  Bollettino delle violenze femminili contro uomini e bambini,   Sono una DONNA e non diventerò mai un parassita del mio compagno , L’aberrazione umana negli AFORISMI del femminismo. INCREDIBILE … 😦 Critico/a Del vecchio FEMMINISMO è rimasto solo l’OPPORTUNISMO ! ,  Femminismo e Anaffettività (non amore!),  Il Femminismo,   I FALSI ABUSI E LE FALSE ACCUSE Femminismo + separazioni = maschicidio! 2000 papa’ suicidi ogni anno in UE!,  Tremate, tremate le streghe son tornate , L’origine della vita non ha sesso. F-E-M-M-I-N-I-S-M-O ? NO, GRAZIE. PREFERISCO VIVERE! No agli estremismi…  Dentro quattro mura, senza il papa’, la vita fa paura,    BASTA ALLA VIOLENZA DELLE DONNE SU UOMINI E BAMBINI!”

Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i tipi di padri separati che oggi si definiscono vittime delle donne e organizzano forme di lotta per “far valere i loro diritti”. L’unico dato che pare davvero impossibile scoprire è quanti siano questi uomini animati da cotanto spirito di rivalsa che si iscrivono alle onlus a loro dedicate.Qualcuno dice poche centinaia, altri affermano che sono migliaia.Sui siti delle varie associazioni, però, non compare mai il numero di iscritti, dunque non possiamo quantificare il fenomeno. Quello che è certo, è che hanno lasciato o sono stati lasciati da delle donne e che queste donne erano così spaventose, da far scattare in loro un inusitato spirito di vendetta contro l’intero universo femminile.Anche voi, ad esempio, che non avete mai fatto male a nessuno, potreste diventare un bersaglio da colpire senza pietà,per tutto il male che hanno subito dalle loro ex.

Ma sì…in fondo è un po’ come andare al ristorante e obbligare il resto dei clienti a pagarci il conto.

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BRAMBILLA:IL GOLF OPPORTUNITA’ PER ITALIA. FERRANTE (PD), IDEA BALZANA

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DI WILDGRETA

Cara Michela Brambilla, era stata in silenzio per diverso tempo, cosa mai la ha portata ad

interromperlo? E poi, mi scusi, perchè snobbare l’ippica?


NUMERO COSPICUO NUOVI VISITATORI RIATTIVANDO CIRCUITO VIRTUOSO.
(DIRE) Roma, 
16 apr. - "Il golf e in particolare  il turismo
sportivo legato al golf, rappresentano un'opportunita' 
per
portare un numero cospicuo di nuovi turisti nel nostro Paese e
riattivare un circuito virtuoso 
in grado di incentivare il giro
d'affari". Con queste parole il ministro del Turismo, Michela
Vittoria 
 Brambilla, commenta il disegno di legge approvato questa
mattina dal Consiglio dei ministri. 
"Il nostro obiettivo  e'
quello di costruire nel nostro paese, come hanno fatto ad esempio
Spagna,
 Portogallo, Tunisia e Marocco, un segmento forte
dell'offerta turistica legata al golf- afferma 
 Brambilla- per far
si' che l'Italia possa vincere la concorrenza internazionale
diventata fortissima
 nel bacino del Mediterraneo e non rimanere
esclusa da un mercato che muove miliardi di euro".
 A fronte della consapevolezza che il turismo estero "sia una
delle risorse potenzialmente piu' importa
nti per lo sviluppo
economico del Paese- continua il ministro del Turismo- si avverte
la necessita' di
 individuare settori specifici di business che
diano continuita', anche nei periodi di bassa stagione, 
alle
attivita' turistiche ricettive, ai servizi e alla vendita del
'prodotto Italia' in genere".
 (Com/Ran/ Dire)
16:31 16-04-10

 

TURISMO. FERRANTE (PD): CON IL GOLF NEI PARCHI ARRIVA CEMENTO

 

DA BRAMBILLA IDEA BALZANA, PRESTIGIACOMO SI OPPONGA.

 

(DIRE) Roma, 16 apr. - "I campi da golf in aree protette sono il

cavallo di Troia per avviare delle speculazioni edilizie dove il

cemento non dovrebbe assolutamente entrare". Lo dice il senatore

del Pd Francesco Ferrante in merito al ddl sul golf approvato

oggi dal Cdm. "Il golf, che coniuga sport e cura dell'ambiente,

puo' essere lo strumento per valorizzare aree degradate e da

recuperare- valuta Ferrante- ma il ministro Brambilla, con questa

idea balzana, autorizza invece una nuova aggressione al

patrimonio paesaggistico del nostro Paese in nome di interessi

privati".

Il golf "e' sicuramente uno sport interessante, che permette

un'attivita' fisica all'aria aperta a tutte le eta', e puo'

essere utile anche in funzione del rilancio del turismo in alcune

aree del Paese- prosegue il senatore Pd- ma di certo non puo'

essere il pretesto per dare il via libera ad alberghi e resort

nelle aree di maggior pregio dell'Italia".

Cio' detto, "mi auguro che il ministro dell'Ambiente Stefania

Prestigiacomo- conclude Ferrante- si opponga a questa trovata

della sua collega di governo, anteponendo la salvaguardia del

paesaggio a un campo a 18 buche, con mega resort annesso, che

potrebbe sorgere  nel bel mezzo della tenuta di San Rossore in

Toscana o nel parco naturale della Biderosa in Sardegna".

 

 

(Com/Ran/ Dire)

16:41 16-04-10

 

GUIDO BERTOLASO INTERROGATO:NE’ SOLDI NE’ SESSO IN CAMBIO DI FAVORI

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GUIDO BERTOLASO 5 ORE IN PROCURA A PERUGIA

12 Aprile 2010 23.51 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.225352

Guido Bertolaso ha risposto per 5 ore ai magistrati di Perugia

” Non ho ricevuto nè soldi nè sesso in cambio di favori “

Una lunghissima deposizione di quasi 5 ore nella sede della Procura di Perugia per Guido Bertolaso, sottosegretario con delega alla Protezione Civile, indagato con l’accusa di corruzione nello scandalo degli appalti del G8 e per le opere del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

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Bertolaso ha risposto a tutte le domande che gli hanno posto i PM titolari dell’inchiesta, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.

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” Non avevo alcuna responsabilità diretta nell’aggiudicazione degli appalti e tanto meno ho ricevuto prestazioni sessuali a pagamento in cambio di qualcos’altro ” . Così si è difeso Bertolaso difronte ai magistrati. In modo particolare il capo della Protezione Civile ha ricostruito i suoi rapporti con la figura cardine dell’inchiesta, l’imprenditore Diego Anemone ” che conoscevo dai tempi del Giubileo “. Bertolaso ha negato con forza di avere avuto incontri con prostitute nel village Salaria Sport, e messe a disposizione dallo stesso Anemone che ne è il proprietario. I magistrati hanno insistito su questo punto. forti di numerose intercettazioni telefoniche che proverebbero le loro accuse.

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” Non eravamo preoccupati prima lo siamo ancora meno oggi ” . E’ Filippo Dinacci che parla, uno dei legali di Guido Bertolaso. ” Sono fiducioso, ha sostenuto Dinacci, che, quanto prima, la magistratura possa definire questa vicenda, prendendo atto che il dottor Bertolaso non è coinvolto nei fatti “. Secondo il legale il clima del confronto con i magistrati è stato molto sereno. Sono stati portati difronte ai PM, prove e documenti e, soprattutto, Bertolaso ha ricordato l’allontanamento , voluto dai lui stesso , dell’ingegner Fabio De Santis ( una delle quattro persone finite in carcere ) dopo che quest’ultimo aveva approvato una serie di progetti per oltre 600 milioni di euro mentre l’importo previsto per tutti i lavori del G8 , che si doveva tenere alla Maddalena , era di 300 milioni euro. ” Ho fatto quello che dovevo fare come controllore di quella parte che era di mia competenza ” , si è difeso Bertolaso.

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I PM Sottani e Tavernesi hanno fatto ascoltare a Bertolaso alcune intercettazioni telefoniche che lo riguardavano e il capo della Protezione Civile, secondo i suoi legali, avrebbe spiegato punto per punto.

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Al termine del lunghissimo interrogatorio non hanno voluto rilasciare dichiarazioni nè i Pubblici Ministeri nè Guido Bertolaso.

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Roberto Cota:tutte le dichiarazioni dal libro “Il partito dell’amore”

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Chi è Roberto Cota?

Avvocato penalista, 42 anni, ha mosso i primi passi nella Lega Nord di Novara, dove è stato fra l’altro assessore alla Cultura. È stato segretario nazionale della Lega Nord Piemont, consigliere regionale, sottosegretario all’Attività produttive nei due governi Berlusconi, dal 2001 al 2006. Arrivato alla Camera per la prima volta nel 2006, nel 2008 è eletto capogruppo del suo partito.
È candidato alla presidenza della Regione Piemonte.
Da avvocato difende in tribunale i leghisti implicati nell’azioni più dure. Per esempio, le “camicie verdi” di Borghezio, che avevano dato fuoco ai materassi dove dormivano immigrati senza tetto a Torino, o i giovani che avevano bruciato il tricolore nella manifestazione di solidarietà al sindaco Monti. In quest’ultimo caso, Cota sostiene che bruciare una bandiera durante una manifestazione politica non sia un reato, ma “l’entrinsecazione di una libera manifestazione del pensiero”, e nella situazione specifica soltanto “una protesta contro un provvedimento ritenuto ingiusto”. (25 maggio 2001).
Raramente Roberto Cota si lascia andare a toni e gesti forti, ma questo non fa di lui, nell’ambito leghista, un moderato.
Quando un consigliere comunale leghista invoca il “metodo delle SS” contro gli immigrati, lui si limita a dire: «Frasi forzate, bisogna però capire che dietro c’è una vera e propria esasperazione» (5 dicembre 2007, Corriere della Sera).
Fin dagli inizi della militanza verde è in prima fila in molte proteste sul tema dell’immigrazione.
Manifesta contro il giorno di festa per il Ramadan concesso da una scuola di Ceva, in provincia di Cuneo e partecipa alla messa tradizionalista riparatrice, con predica “sull’invasione dei musulmani” (17 novembre 2001).
Intima il dietrofront al presidente della Regione Enzo Ghigo, di Forza Italia, quando quest’ultimo afferma che per far chiudere in tempo i cantieri delle Olimpiadi Invernali di Torino è necessario “importare” mano d’opera straniera (1 luglio 2003).
Così come per lui è una “provocazione” bella e buona l’idea, avanzata dalla provincia di Novara, che per un tratto la fiaccola olimpica sia portata anche da tedofoli “extracomunitari” (5 dicembre 2005).
Il futuro candidato presidente di una regione che conta circa 150 mila residenti originari di Paesi islamici è fermamente convinto che “l’integrazione dei musulmani rimane un’utopia” (11 agosto 2006).
Le religioni, peraltro, “non sono tutte uguali. Per esempio per quella cattolica la vita umana è un valore importante e nessuno riconosce un valore nel farsi saltare in aria per fare il kamikaze” (23 novembre 2006).
Di conseguenza “la legge sulla libertà religiosa è molto pericolosa: non si può concedere a qualcuno il diritto di non rispettare le nostre regole e di disintegrare il nostro sistema di valori” (10 gennaio 2007, su una legge proposta dal centrosinistra che non vedrà mai la luce).
Quanto alle moschee sono “potenziali bombe a orologeria” (21 luglio 2007), e stretto è il legame “tra l’immigrazione islamica e il pericolo di attentati terroristici” (8 ottobre 2007). La soluzione è “una moratoria a tempo indeterminato” della istituzione di nuovi luoghi di culto islamici (5 dicembre 2008).
Neppure le migrazioni sono tutte uguali. A differenza degli “extracomunitari” che si trovano oggi in Italia, secondo il capogruppo leghista gli emigranti italiani all’estero “furono sempre molto rispettosi” (14 novembre 2009), affermazione che, per esempio, la sezione antimafia dell’ Fbi difficilmente si sentirebbe di sottoscrivere.
Nell’ottobre del 2008 Cota è il promotore di una mozione alla Camera in favore delle “classi d’inserimento” riservate ai bambini stranieri, che non conoscono ancora la lingua italiana.
L’idea suona discriminatoria, molti vedono il rischio della nascita di “classi ghetto”, e non se ne farà nulla. Sempre a proposito di scuola, è sua l’idea di inserire l’insegnamento dei dialetti locali nelle scuole della sua regione, annunciata da un editoriale in “piemontese” sul quotidiano leghista “La Padania” (13 agosto 2009).
Altra differenza che Cota non gradisce è quella relativa ai gusti sessuali: «Purtroppo Torino è ormai una città simbolo dell’immigrazione clandestina e degli omosessuali» sintetizza il 17 giugno 2006 in occasione della sfilata del Gay Pride, a cui partecipa la presidente della Regione Mercedes Bresso, sua avversaria all’elezioni del 2010 per la coalizione di centrosinistra guidata dal Pd.
Da capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota si ritaglia un ruolo da pompiere di tutti i guai che coinvolgono Berlusconi, con l’obiettivo di convincere gli spettatori dei tiggi che “gossip” e processi non fermano l’indefessa attività del governo sui “problemi concreti”.
È un grande sostenitore, per esempio della norma sul “legittimo impedimento”, che renderebbe più facile per Berlusconi far rinviare le udienze dei processi dove è imputato.
«Il presidente del Consiglio è la mia alta istituzione eletta dal popolo» afferma impropriamente l’avvocato Cota. «Questa legge serve a garantire che il governo possa occuparsi dei problemi» (3 febbraio 2010).

* da “Il Partito dell’Amore” di Mario Portanova edizione Chiarelettere in libreria in questi giorni

26 marzo 2010 fonte:http://www.nuovasocieta.it/inchieste/5077-chi-e-roberto-cota.html

POLVERINI, IN NOME DELL’AMORE TIFA TUTTE LE SQUADRE

Polverini, la Lazio, la Roma e la sfiga Il tifo sottosopra dopo la visita alle squadre

E SUOI NUOVI MANIFESTI OPERANO I “MAGHI DEL PHOTOSHOP”

di Wildgreta

Nel Lazio vita dura per la Polverini.Il caos delle liste, la paura di essere troppo sola nella competizione contro un ” gigante” come la Bonino, e la smania di piacere a tutti, a volte le fanno fare dei passi falsi.Come nel caso delle sue visite alle squadre di calcio.La Lazio ha perso nel giorno in cui lei era allo stadio (ma aveva perso talmente tante volte, che imputare qualche responsabilità a lei è troppo anche per me), mentre giorni prima era andata a vedere un allenamento della Roma, definendola la sua squadra preferita. Ma forse questo sarà l’unico aspetto per cui potremo rimpiangere Veltroni, che non ha mai fatto mistero di essere juventino, ed è già una consolazione visto lo scarsissimo amore di cui gode l’ex sindaco di Roma ed ex leader del PD, nonchè ex speranza della sinistra. Ma torniamo alla Polverini.

Berlusconi ha preso in mano la situazione e il portafoglio: 3 milioni di euro stanziati per gli ultimi giorni di campagna elettorale.Dopo aver restituito 100.000 euro ai poveri ex consiglieri PDL che avevamno già speso tanti soldi per la campagna elettorale miseramente abortita, li ha costretti ad adottare i candidati della lista civica della Polverini, che in vita loro loro non godranno mai più di tante attenzioni.Ogni ex consigliere regionale, infatti, è stato costretto a fare da sponsor a un candidato della lista civica.Roma è stata inondata di nuovi manifesti inneggianti alla candidata del centro destra, e tra gli slogan è comparso anche quello in cui si grida che Berlusconi vota per  Polverini.

Peccato che il premier voti a Milano, altrimenti per una volta avrebbe detto la verità.Ma la politica è anche fatta di bugie, quindi nessun problema.Come la bugia sul nucleare che la Polverini non vorrebbe nel Lazio.Peccato che a Montalto i lavori alla centrale siano già cominciati, ma basta non farlo sapere a nessuno.

Silvio deve aver prestato alla povera Polverini anche i suoi “maghi del photoshop”, infatti nei nuovi manifesti le  rughe sono sparite del tutto e la candidata dimostra non più di trent’anni.Nel frattempo Il PDL continua la guerra all’ultimo ricorso e si fanno scommesse su quanto gente Berlusconi riuscirà a portare a piazza San Giovanni sabato 20 marzo.

“L’amore vince sull’odio“, è lo slogan prescelto e bisognerà vedere con quanto amore il partito si adopererà affinchè le 500.000 persone promesse raggiungano la piazza per non far fare brutta figura al premier-

Chissà se, per una volta, i dati della questura risulteranno gli unici realistici?

Polverini, la Lazio, la Roma e la sfiga.Il tifo sottosopra dopo la visita alle squadre

La candidata del centrodestra in curva: ma dopo la vittoria del Bari è partito il tam-tam degli ultras. Ma c’è anche chi non apprezza che si mischi sport e politica

di GIOVANNI GAGLIARDI Leggi il seguito di questo post »

“Sangue e Duomo”: il volto del martire Berlusconi diventerà un manifesto

di Wildgreta

Finirà sui muri delle nostre città, il volto insanguinato del premier? Punterà ancora sul martirio per sfruttare al massimo l’effetto-Duomo, il “duce dei media”, come lo definisce un programma satirico della tv tedesca? Vedremo, per esempio, la Polverini che stringe un telo con l’impronta del volto insanguinato di Berlusconi, nei manifesti per le regionali nel Lazio? Lo sapremo fra poco, per ora godiamoci ancora qualche video che prende in giro il premier, definendo l’aggressione a piazza del Duomo un film.E questa volta è un programma della tv tedesca, come dire che le bufale italiane sbarcano all’estero. Intanto il PD sta ancora pensando a chi candidare alle regionali senza mandarlo al macello.Ho provato a pensarci anch’io, ma non mi è venuto in mente nessuno. Ma un partito che non ha una persona da candidare alla guida del Lazio, che partito è? Qualcuno ha proposto Debora Serracchiani, ma che c’entra con il Lazio? E che esperienza ha per poter guidare una regione come il Lazio? In televisione non mi sono piaciute affatto le sue apparizioni: non dice niente, come niente dicono tanti politici che non studiano i fatti, che non sono informati. Il PD cerca un volto credibile e sufficientemente nuovo da non essere già stato giudicato , qualcuno che non vada a trans e che sia conosciuto nel Lazio: per questo l’unico nome spendibile appare Zingaretti, ma il rischio di bruciarsi è molto alto e per questo lui non ha ancora detto di sì. Per accettare, Zingaretti, dovrebbe essere sicuro di vincere, ma questa certezza chi può dargliela, oggi?

Guarda il video della tv tedesca sull’aggressione al premier

OBBLIGATI AD AMARLO

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Di Wildgreta

Nella surreale discussione che si è sviluppata in seguito all’attentato a Silvio Berlusconi, crea sconcerto che il PDL abbia colto la palla al balzo per indicare come mandanti dello squilibrato Tartaglia, una lista di oppositori del premier e del suo governo che si allunga di ora in ora: siamo partiti da Di Pietro, poi si è aggiunto Ingroia, e poi come un’onda da campionato di surf, ecco Travaglio, Borsellino, Facebook, Internet, Rosy Bindi, l’intera opposizione , i quotidiani nemici del governo, Annozero, l’Espresso, i partecipanti al No berlusconi Day (90.ooo per la questura, un milione per gli organizzatori), eccetera, eccetera. Tutte queste persone, per il solo fatto di opporsi a Berlusconi e al suo governo, sarebbero per il PDL, i “mandanti dell’attentato”.

E’ un vero peccato che finora “nel clima di odio scatenato da certi poteri e da certi politici”, siano stati colpiti solo alcuni extracomunitari  in terre leghiste, perchè se invece fosse stato colpito un leader dell’opposizione, anche di secondo piano,  per mano di uno squilibrato qualsiasi, forse non saremmo qui a difenderci dall’accusa di essere un po’ tutti noi “I mandanti” dell’attentato al premier.

Personalmente condanno la violenza, qualunque tipo di violenza e trovo gravissimo che il Presidente del Consiglio non possa fare a meno dei bagni di folla, con tutti i rischi che questi comportano. Nella storia sono centinaia le persone famose colpite da squilibrati, ma mai le idee sono state  indicate come mandanti dei tanti squilibrati che si sono scagliati contro personaggi famosi.

Perchè allora si dovrebbe dare ragione a Di Pietro, quando ribalta il concetto dicendo che è stato lo strapotere arrogante del premier a provocare una reazione sconsiderata nella mente di uno squilibrato.Ma qui non vogliamo dare ragione a Di Pietro, per il semplice motivo che quella sua frase ha dato il là ad un dibattito dall’evoluzione paradossale, che potrebbe portare ad una ulteriore restrizione della libertà di espressione .Una frase inutile, o perlomeno detta  male, che ha servito su un piatto d’argento un’arma fantastica al Pdl.

Tanto che la sceneggiata è continuata oggi alla Camera, quando il PDL ha lasciato sdegnosamente l’aula,mentre  prendeva la parola Di Pietro. Il PDL può tollerare i 100.00 fucili di Bossi, ma non le parole di Di Pietro.Può tollerare l’odio razziale di Gentilini, ma non le parole di Di Pietro. Può tollerare Noemi, le 50 ragazze, lo scandalo Tarantini, i parlamentari inquisiti o già condannati, ma non Di Pietro. Il PDL oggi si è rifatto il look: da partito che ha azzerato il parlamento a suon di fiducia,  ha assunto le sembianze di una timida debuttante che arrosisce per una parola troppo volgare per la  sua età e il suo status.

Avevamo visto i nani, ora, finalmente, sono arrivate le ballerine.

autore Wildgreta-15 dicembre 2009

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