VELTRONI, ADDIO AL PD: “IL SOGNO SPEZZATO”

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Dopo la sconfitta del partito alle regionali in Sardegna
Veltroni: «Mi dimetto». Pd nel caos

DI WILDGRETA

Il profetico titolo del libro che Veltroni scrisse su Bob Kennedy, suona oggi abbastanza sinistro. Dispiace sempre quando qualcuno non riesce a raggiungere un obiettivo ambizioso dopo aver convinto tante persone a credere in lui e nel suo progetto. Ma, a mio avviso, la colpa del fallimento del progetto-Veltroni era già scritta. Se fate una ricerca in questo blog, troverete innumerevoli articoli nei quali  in molti ci domandavamo come mai Veltroni agisse in quel modo. Dal loft al caminetto, passando per Tafazzi, tutto sembrava allontanare il partito democratico dalla gente per cui era nato. Perchè un partito nasce per rappresentare chi lo ha votato, e non il segretario che lo ha creato. Ma Veltroni, come segretario, non si è mai posto il problema di rappresentare altri fuorchè se stesso e la sua creatura, “il PD”. Un contenitore asettico di milleanima diverse che, messe tutte insieme, non davano al partito alcuna identità. Questo è stato il fallimento di Veltroni. Strano che lo avessimo capito tutti, fuorchè lui. E ora che si “scannino” tra loro coloro che lo hanno contestato. E se non riuscissero, neppure dopo essersi liberati del segretario, a trovare un’identità, allora vorrà dire che la colpa non era tutta di Veltroni.

Votate i due sondaggi di Paturnio, qui non sono riuscita  a metterne. Uno dei due sondaggi era partito prima che si sapesse delle dimissioni, quindi potete rispondere alle altre domande. Nell’altro si chiede se  secondo voi ha fatto bene a dimettersi. Poi pubblicherò qui i risultati.

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Veltroni lascia la guida del PD. Le reazioni

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Caro Walter, io lascio la direzione nazionale del PD

Caro Walter, io me ne vado: la lettera di Irene Tinagli Fonte:
23 novembre 2008
Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.

Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo. Leggi il seguito di questo post »

Alitalia: la lettera shock di Veltroni a Berlusconi

 

Autore: Wildgreta

Terremoto nel mondo politico dopo la durissima lettera che Veltroni, di ritorno da New York e ancora sotto Jet Lag, ha inviato a Silvio Berlusconi. Da giorni si attendeva una sua parola decisiva sulla crisi Alitalia e questa è arrivata e, dalle reazioni che ha suscitato nella maggioranza di governo, non possiamo fare altro che constatare che “Veltroni ha fatto centro“.Paolo Bonaiuti, ad esempio, dichiara al Sole 24ore:””Veltroni si e’ inventato l’acqua calda”. Subito gli fa eco il ministro Sacconi, turbato dalla velenosa missiva:” Da Veltroni solo parole ovvie, mi ha ricordato Catalano,il filosofo di ‘Quelli della notte” e non si è fatta attendere neppure la reazione di Roberto Castelli, che all’Ansa ha dichiarato:Con queste proposte per salvare Alitalia, Veltroni vince le olimpiadi dell’ovvio”. Non c’è che dire, più che un ritorno, quello del capo del maggior partito di opposizione, è stato un vero e proprio uragano che ha spazzato via d’un sol colpo la facile ironia sulla mancanza di una vera opposizione da parte del Partito Democratico. Bentornato, Walter! Di seguito il testo della lettera di Veltroni e le reazioni della maggioranza. Leggi il seguito di questo post »

Per Di Pietro non c’è posto sotto “l’Ombrellone”

Di Wildgreta

La spiegazione data da Veltroni all’esclusione di Di Pietro dallo shadow cabinet, è stata che Di Pietro ha costituito un gruppo a sè e, di conseguenza, il PD ha organizzato l’opposizione all’interno del proprio gruppo parlamentare. In effetti, è un po’ come se un gruppo di amici decidesse di andare in vacanza a Rimini e prima di partire prenotasse un ombrellone al “bagno 55”. Una volta sul posto, però una parte del gruppo, constatando che il “Bagno 55” è troppo affollato, decide di andare al “Bagno 56”, da Gino, dove c’è più spazio fra una fila e l’altra di ombrelloni. Questo non significa che gli amici abbiano litigato; infatti faranno il bagno insieme, si vedranno la sera e magari prenoteranno anche un’uscita  in pedalò. Del resto, alloggiano nello stesso albergo e questo non può fare altro che cementare la loro amicizia. Se alla fine non dovessero divertirsi comunque, la prossima volta, oltre allo stabilimento, cambieranno anche destinazione.

 PD: E’ NATO IL GOVERNO OMBRA Leggi il seguito di questo post »

Veltroni, tutti gli errori del PD: un partito che ha solo un vertice poggiato su un tappeto rosso

             (il compagno Silvio) 

di Wildgreta

La comunicazioni e il linguaggio del Partito Democratico

Innanzitutto, trasformare i termini politici di uso comune  in chiave snob ( o provinciale) ha creato una barriera con le fasce sociali meno elevate culturalmente: la sede del partito diventa il “loft”, la riunione diventa il “caminetto”, il governo ombra lo “shadow cabinet”. E non c’è neppure un bonario, “Walter è fatto così” tra gli elettori del PD, ma soltanto un “Veltroni è un despota” sintesi di giudizio espressa dalla base, che “base” non è, se di colpo il partito si è accorto di avere soltanto un “vertice” che si è ritenuto non avesse bisogno di pilastri su cui reggersi. La annunciata partecipazione di tutti alla costruzione del partito democratico con le primarie, si è rivelata poi una presa in giro. Molte delle personalità di spicco chiamate a raccogliere consensi allora, sono state messe da parte una volta che si è trattato di scegliere le candidature. Ad un professionista toscano che aveva ricevuto moltissimi voti alle primarie, è stato detto:”Mi dispiace, le candidature per le politiche sono blindate”.

Ragazze capolista

Le Walter’Angels sparse un po’ in tutta Italia, hanno scalzato personalità di spicco legate al territorio senza avere nessun merito se non quello di piacere a Walter (in quale senso dovrebbe spiegarcelo lui). E’ stato così nel Lazio e in Campania e forse anche da qualche altra parte.
Ma Walter voleva “rinnovare“, e per farlo, forse ha guardato solo la carta di identità e la fotografia, quasi a dire:”Sei giovane e carina, puoi rappresentare il popolo”. Se le avesse mandate tutte in televisione, avrebbe fatto meno danni a se stesso e al paese.

L’errore di voler piacere a tutti
Con la sua smania di piacere al centro, a sinistra e a destra, Veltroni è riuscito a non piacere quasi a nessuno. Neppure a quelli che nel PD hanno voluto credere comunque, perdonandone anche gli errori. Lo hanno votato in molti, ma più per il bisogno di credere in qualcosa, che per convinzione. Leggi il seguito di questo post »

Lo chiamavano “governo ombra”, poi…

                            (Bob Kennedy)

di Wildgreta

Lo avevamo sempre sentito chiamare “Governo Ombra”, ma poi è arrivato uòlter e abbiamo saputo che la sua traduzione inglese è “shadow cabinet” o, aggiungo io,  “shadow front bench”. Certo. Che ogni parola italiana avesse una sua traduzione inglese, o che ogni parola inglese entrata nel linguaggio italiano, avesse una traduzione o un corrispondente italiano, lo immaginavamo anche noi. Yes, we knew that! (Sì, lo sapevamo) So, the italian new goverment…scusate…. quindi il nuovo governo italiano, forse avrà il suo “shadow front bench” o ” shadow cabinet”. Chi sceglierà i ministri? Non si sa, per ora. Quello che è certo è che non saranno presi in considerazione gli ex ministri del Governo Prodi (ormai diventato, alla stregua dell’ICI, the mother of every modern disasters) . I’m so sorry about Romano. It seems that everybody ates him!

Scusate, ogni tanto mi ricordo che le frasi in italiano hanno anche una traduzione inglese e mi viene da usare quella. Silly girl! Ora, la domanda è la seguente: fra le due forme di shadow cabinet, quale verrà scelta?  Il “sistema Westminster”, in cui  il leader dell’opposizione e il suo governo ombra hanno uno status ufficiale, oppure il sistema “we sing by ourselves and we play by ourselves? “…( trad. ce la cantiamo e ce la suoniamo)  ovvero lo shadow front bench sarà un semplice organo interno di partito come nei laburisti?

E chi sceglierà coloro che dovranno diventare ministri? Il leader dell’opposizione o  il gruppo parlamentare? (in questo caso il leader dell’opposizione  si limiterebbe a distribuire loro gli incarichi). Time will tell us, ce lo dirà il tempo (poco).

Dimenticavo, Italia dei Valori e Pd hanno annunciato stasera che faranno due gruppi parlamentari separati con un unico portavoce. And the shadow cabinet? Will Walter give something to the Italy of Values? Ce lo dirà il tempo (poco). For now, thats all… per ora questo è tutto.

Remember: domenica e lunedì  andate a votare per i ballottaggi. Dichiarazione di voto di Wildgreta: Rutelli e Zingaretti, of course!

da Wikipedia Leggi il seguito di questo post »

Veltroni analizza il voto: “Sconfitta, ma anche miracolo”

In una lunga intervista di Massimo Giannini su Repubblica di oggi, Walter Veltroni analizza i motivi della sconfitta alle elezioni, commenta i risultati degli altri partiti, spiega le strategie dell’opposizione.”Io non ho alcuna difficoltà a parlare di sconfitta – dice Veltroni – Ma attenzione. La sconfitta c’è stata nella sfida per il governo: ero il primo a sapere che questa era una missione difficilissima, che non era certo facile vincere in soli quattro mesi invertendo una tendenza negativa consolidata in due anni. Ma se guardiamo alla costruzione di una grande forza riformista, allora non si può proprio parlare di sconfitta: è stato un miracolo, perché oggi quella forza ha recuperato più di 10 punti, esiste ed è finalmente una realtà del Paese”. Leggi il seguito di questo post »

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