Veltroni, tutti gli errori del PD: un partito che ha solo un vertice poggiato su un tappeto rosso

             (il compagno Silvio) 

di Wildgreta

La comunicazioni e il linguaggio del Partito Democratico

Innanzitutto, trasformare i termini politici di uso comune  in chiave snob ( o provinciale) ha creato una barriera con le fasce sociali meno elevate culturalmente: la sede del partito diventa il “loft”, la riunione diventa il “caminetto”, il governo ombra lo “shadow cabinet”. E non c’è neppure un bonario, “Walter è fatto così” tra gli elettori del PD, ma soltanto un “Veltroni è un despota” sintesi di giudizio espressa dalla base, che “base” non è, se di colpo il partito si è accorto di avere soltanto un “vertice” che si è ritenuto non avesse bisogno di pilastri su cui reggersi. La annunciata partecipazione di tutti alla costruzione del partito democratico con le primarie, si è rivelata poi una presa in giro. Molte delle personalità di spicco chiamate a raccogliere consensi allora, sono state messe da parte una volta che si è trattato di scegliere le candidature. Ad un professionista toscano che aveva ricevuto moltissimi voti alle primarie, è stato detto:”Mi dispiace, le candidature per le politiche sono blindate”.

Ragazze capolista

Le Walter’Angels sparse un po’ in tutta Italia, hanno scalzato personalità di spicco legate al territorio senza avere nessun merito se non quello di piacere a Walter (in quale senso dovrebbe spiegarcelo lui). E’ stato così nel Lazio e in Campania e forse anche da qualche altra parte.
Ma Walter voleva “rinnovare“, e per farlo, forse ha guardato solo la carta di identità e la fotografia, quasi a dire:”Sei giovane e carina, puoi rappresentare il popolo”. Se le avesse mandate tutte in televisione, avrebbe fatto meno danni a se stesso e al paese.

L’errore di voler piacere a tutti
Con la sua smania di piacere al centro, a sinistra e a destra, Veltroni è riuscito a non piacere quasi a nessuno. Neppure a quelli che nel PD hanno voluto credere comunque, perdonandone anche gli errori. Lo hanno votato in molti, ma più per il bisogno di credere in qualcosa, che per convinzione. Leggi il seguito di questo post »

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21 febbraio 2008: Forza Italia prometteva “liste pulite”

di Wildgreta

Bondi 21 febbraio 2008: «Chi ha procedimenti in corso non sarà candidato. La regola non vale per processi di chiara origine politica».

Questo proclamava il probabile futuro ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi poco più di due mesi fa. Oggi è tutto dimenticato, e le bugie preelettorali non hanno impedito al PDL di vincere le elezioni nonostante abbia disatteso la promessa fatta. I parlamentari eletti nelle file del Partito delle Libertà che sono indagati, condannati o prescritti sono, infatti, 45. Qui trovate la lista completa  (l’unico partito che non ne ha è l’Italia dei Valori)

Oggi ho ritrovato per caso questo articolo de La Stampa del 21 febbraio 2008 e rileggendolo ho provato una strana sensazione. Ho pensato che, in fondo, a ben pochi politici interessano i cittadini. Sono ancora poche le persone che si informano bene prima di andare a votare, quindi contando su una macchina elettorale ricca di mezzi economici e televisivi, coloro che disattendono le promesse, rischiano di vincere nonostante bugie così macroscopiche. I giornali di tutto il mondo si stupiscono dell’esito delle elezioni italiane, e noi siamo qui a domandarci come sia potuto accadere. Un giornale tedesco, oggi, imputa tutto a Prodi. Sinceramente, non posso pensare che anche la perdita della mia vasca da bagno, della quale si lamenta l’inquilina del piano di sotto, si possa imputare a un errore di Prodi. Ma degli errori ci sono stati e d’ora in poi si riperquoteranno su milioni di persone, senza averli neppure individuati con certezza.

Articolo La Stampa 21 febbraio 2008

Miccichè-Lombardo, Sicilia spacca Pdl

ROMA
Dopo il pressing di Fini e della Lega, arriva il via libera di Forza Italia alle “liste pulite”. Nel Popolo delle libertà, alle prossime elezioni, non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. La conferma arriva dalla lettera che Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha inviato ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi.

Le conferme
«Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati – scrive Bondi – , esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione» dalle liste del Pdl. Leggi il seguito di questo post »

“Aiuto, torna Berlusconi”. All’estero la stampa giudica il nuovo governo

Martedì, 15 aprile 2008

La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del Cavaliere. «Aiuto, torna Berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano francese “Liberation”, che dedica al vincitore delle elezioni anticipate una foto che copre quasi interamente la prima pagina. «Vittorioso nelle elezioni italiane con i suoi alleati estremisti, il Cavaliere riprende le redini di un Paese in pieno marasma», si legge nel sottotitolo del quotidiano voce della sinistra francese.Nel riportare i risultati della consultazione elettorale italiana, i corrispondenti di “Liberation” sottolineano lo spostamento a destra della coalizione vincitrice. «Una vittoria grazie alla destra dura», s’intitola l’articolo a pagina 3 dedicato ai risultati elettorali, in cui si afferma che Silvio Berlusconi «è ostaggio» della Lega Nord, definita «un movimento xenofobo, secessionista ed “eurofobo”».

Secondo il giornale francese, inoltre, «questa deriva di Berlusconi verso una destra dura rischia di accentuarsi ancora, dal momento che è stato abbandonato dalla piccola formazione cristiano-centrista dell’Udc di Pier Ferdinando Casini». Per Le Figaro: «L’inossidabile “Cavaliere” seduce sempre l’Italia».

E il sottotitolo: «Cacciato dal potere nel 2006, il capofila della destra dalla personalità controversa ha avuto successo nel suo ritorno». «I geronti italiani aggrappati al potere. L’Italia nazione con classe politica più vecchia del mondo».

Per il britannico “The Financial Times”, Berlusconi ha vinto con un buon margine, ma la stabilità politica in Italia resta in dubbio. Il Pdl ha perso l’appoggio del centro cattolico, e che deve la sua vittoria agli alleati di destra.

«La scorsa notte Silvio Berlusconi ha ottenuto un significativo ritorno al potere con un margine relativamente decisivo», si legge sul giornale economico, che a suo tempo ebbe a definire il leader del Pdl “unfit”, cioè “non adatto” a governare, «ma se l’Italia assisterà a una nuova era di stabilità politica resta in dubbio».

Berlusconi «guida una coalizione di centro-destra che ha perso la voce moderata dei cattolici centristi, i quali alle elezioni hanno corso da soli»; e dunque deve il risultato «agli alleati di destra che hanno reso possibile la sua vittoria».

Ora, spiega il quotidiano londinese, al suo ritorno al potere il capo del Pdl «dovrà affrontare la crisi economica globale, che è ancora più accentuata in Italia». Inoltre, nota il corrispondente da Roma di “Ft”, «le dichiarazioni protezionistiche» degli alleati di Berlusconi, «sottolineate dalla loro opposizione all’acquisizione della compagnia di bandiera Alitalia da parte di Air France-Klm, indicano che la sua politica di mercato neo-liberale potrebbe lasciare il posto a un più diretto intervento del governo».

Anche la restante stampa britannica riporta unanime la netta affermazione elettorale del PdL, sottolineando il fair-play nel comportamento dello sconfitto Walter Veltroni, che ha ammesso la sconfitta e ha telefonato al leader del Popolo delle libertà per congratularsi e augurargli buon lavoro.

Per “The Guardian”, «in Italia Berlusconi torna al potere, la sinistra ammette la sconfitta». Il quotidiano, anch’esso in prima, osserva come il Cavaliere andrà alla guida del «governo più di destra degli ultimi 14 anni», e riporta le prime dichiarazioni fatte da Berlusconi dopo il responso delle urne, sottolineandone i toni «insolitamente pacati».

«Berlusconi torna al potere grazie all’alleato “post-fascista”», titola l’edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno». «Berlusconi ha festeggiato una trionfale rielezione, tornando alla guida del governo della settima economia mondiale», scrive il giornale britannico.
Per l’Independent il centrosinistra di Walter Veltroni «ha fallito nel tentativo di unirsi per fermarlo.

Dal canto suo, la stampa tedesca riferisce con grande evidenza del successo elettorale di Silvio Berlusconi, con alcuni giornali che parlando di autentico trionfo del leader conservatore. «Berlusconi vince, Veltroni ammette la sconfitta», titola in prima pagina l’edizione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ).

«Berlusconi – aggiunge il giornale conservatore – vuol restare alla guida del governo per cinque anni». «Venti mesi dopo la sua sconfitta elettorale, Berlusconi torna al potere in Italia assicurandosi una chiara maggioranza sia alla Camera che al Senato».

«Vittoria trionfale per Berlusconi» è il titolo in prima della Sueddeutsche Zeitung (SZ), che sottolinea come l’avversario del Cavaliere – il liberale Valter Weltroni – «ha ammesso la sconfitta». Il quotidiano tedesco pubblica un commento dal titolo «Pista del circo libera per il mago della politica». La Sueddeutsche mostra in prima una foto di Berlusconi mentre vota. Il quotidiano Die Welt da parte sua titola nell’edizione online «Silvio Berlusconi, il grande trionfatore».

Per il giornale, «in Italia il blocco di centrodestra ha ottenuto una inattesa, chiara maggioranza». «Lo schieramento di centrosinistra ha ammesso la sconfitta», aggiunge la Welt che pubblica in prima una foto di Berlusconi sorridente. Per il settimanale Der Spiegel, «la vittoria di Berlusconi rivoluziona il panorama parlamentare italiano». «Non è solo una vittoria, è un trionfo», aggiunge il settimanale tedesco.

Anche l’Estremo Oriente si occupa delle elezioni italiane, sottolineando la preoccupazione del ritorno di Berlusconi. Nella sua edizione pomeridiana, l’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso del Giappone e che è tradizionalmente considerato di area di centrosinistra, dà ampio conto del voto che ha portato Berlusconi, appena «dopo due anni, ad avere una netta maggioranza nei due rami del Parlamento».

«Ci sarà un sensibile cambiamento della linea di politica estera», continua l’Asahi, «perché Berlusconi è filo-Bush». La sua vittoria ha trovato sponda «su una delusione della classe media verso il centrosinistra di Prodi, che è rimasto in affanno».

Anche la Cina guarda all’Italia, ma più dal punto di vista economico. La precaria situazione economica dell’Europa e dell’Italia è al centro di un commento sulla vittoria elettorale del centrodestra diffuso dall’agenzia Nuova Cina. Di tono analogo sono gli articoli comparsi sui principali quotidiani che però, a causa della differenza di orario, si basano sugli exit-poll che davano la coalizione Popolo delle Libertà – Lega Nord – Movimento per l’ Autonomia in vantaggio di soli due o tre punti su quella del Partito Democratico-Italia dei Valori.

Nuova Cina definisce «confortevole» vittoria ottenuta dal premier eletto Silvio Berlusconi ma sottolinea che essa è stata ottenuta «principalmente grazie all’aiuto dei suoi alleati». L’ agenzia ricorda la sostanziale «instabilità» dell’ equilibrio politico italiano, sottolineando che il governo che Berlusconi si appresta a formare sarà il sessantaduesimo dalla fine della seconda guerra mondiale (la Cina ne ha avuti due, quello del Kuomintang, recentemente tornato al potere a Taiwan, e quello comunista, in sella a Pechino dal 1949).

Ma è soprattutto sull’economia che si concentra l’ attenzione di Nuova Cina e degli altri mezzi d’ informazione cinesi. «Una volta assunta la carica (di capo del governo) per la terza volta, Berlusconi avrà immediatamente davanti a sé il compito di salvare una economia indebolita dalla recessione, una preoccupazione che è stata manifestata da molti elettori», sostiene Nuova Cina.

da http://www.unita.it

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