Una poltrona per Villari, la soluzione

VILLARI NON LASCIA, SI CERCA LA SOLUZIONE.ECCOLA:

Nella foto, una sedia da tortura chiodata da sistemare nell’ufficio di presidenza della commissione di vigilanza Rai.Al prossimo “no” alle dimissioni, basterà accendere il fuoco sotto la sedia.

Soluzione 2:

Qualora gli unici due membri rimasti nella commissione si rifiutassero di accendere il fuoco, si può sostituire la sedia con questo modello di poltrona. Sulla parete di fronte,  una gigantografia di Capezzone completerà l’incubo:

Soluzione 3:

Nell’unico attimo in cui Villari si alza per recarsi alla toilette, sostituire la poltrona presidenziale con questo modello a doppia seduta. In uno dei due  sedili  fargli trovare qualcuno disposto a restargli  sempre accanto e che, con voce metallica ripeta, “Quando ti dimetti?, Quando ti dimetti? Quando ti dimetti?”.

Se anche la terza soluzione non funzionasse, mettetegli questa poltrona, avendo cura di far “ingrippare”  i rulli, in modo che appena si sposti provochi rumori molesti ed equivoci.

http://www.wildgreta.wordpress.com  Autore Wildgreta/18 gennaio 2009/contenuto riproducibile  esclusivamente cita ando autore e link Leggi il seguito di questo post »

Vigilanza Rai, Villari non si dimette. Quando l’allievo supera i maestri

mastellari
20 novembre 2008 – 15.05

Riccardo Villari, il presidente della Commissione di Vigilanza della Rai membro del Partito democratico ma eletto con i voti del centrodestra, ha deciso di non dimettersi dalla carica, come tutta l’opposizione aveva chiesto. Al suo posto avrebbe dovuto issarsi il senatore del Pd, Sergio Zavoli, nome sul quale erano d’accordo tutti i partiti. Zavoli non ha partecipato alla riunione in cui Villari avrebbe dovuto dimettersi per lasciarli il posto alla guida della Commissione. IL PD aveva annunciato che, qualora Villari non si fosse dimesso, sarebbe stato espulso dal partito. Adesso attendiamo le reazioni ufficiali. L’operazione inciucio è perfettamente riuscita e Villari, allievo tra gli altri di Mastella, ha di gran lunga superato il suo principale maestro.Un consiglio ai politici: quando siete in presenza di un ex UDEUR, fuggite prima che sia troppo tardi. Veltroni, come ho già avuto modo di dire, in questa occasione lo vedrei più bersaglio che grande stratega di un colpo di mano per fare fuori l’IDV. Credo, infatti, che i bersagli di questa ignobile farsa fossero due: Veltroni e dI Pietro. Di Pietro esce da questa storia rafforzato, insieme all’IDV che ha mostrato la sua trasparenza. Veltroni si è indebolito ma si è arrabbiato troppo e non è un attore consumato al punto da fingere così bene la rabbia, quindi potrebbe recuperare consensi. La Torre è stato un mezzo e nessuno sa come farà a riciclarsi come politico.  Siamo sempre alla ricerca del mandante del pizzino che, fra un po’, non potrà più ridere sotto i baffi.

Villari non si dimette.

La riunione è servita comunque per eleggere i due vice presidenti, che sono Francesco Merlo (Pd) e Giorgio Lainati (Pdl). Un voto e’ andato anche a Sergio Zavoli. Alla riunione non erano presenti gli esponenti dell’Idv Leoluca Orlando e Francesco Pardi, come anche il senatore del Pd Sergio Zavoli. Leggi il seguito di questo post »

VIGILANZA:ATTACCO A VELTRONI E DI PIETRO. CHI E’ IL MANDANTE DEL “PIZZINO”?

(Latorre- D’Alema)

Rai; Pd pronto a sanzioni per Villari ma in diversi fibrillano.Latorre: Rapporti con IDV compromessi.

Di Wildgreta

Oggi avevo anticipato le mie perplessità sulla storia della vigilanza Rai e, piano piano, qualche particolare a conforto della mia tesi emerge. Latorre del PD sarebbe contrario a sanzionare Villari, Latorre ha anche passato il famoso pizzino a Bocchino per suggerire la risposta che avrebbe dovuto dare a Donadi (idv) e che non gli veniva in mente.Latorre, però, è un dalemiano. E cosa dice D’alema di tutto ciò? Condanna la cosa, ma aggiunge che tutta la questione poteva essere gestita con più accortezza. E allora? Chi ha tradito chi? Si voleva indebolire Veltroni? Ci si vuole alleare con l’udc facendo fuori Di Pietro che, con questa mania di dire la verità alla fine diventa stucchevole? Si voleva far vedere a Veltroni come si fa la politica? In tutta questa faccenda c’è una cosa di cui sono sempre più convinta: Di Pietro va protetto come le specie a rischio. Una sorta di Panda di Montenero di Bisaccia che deve essere difeso perchè, finito lui, sarà finita per sempre anche la possibilità di sapere cosa trama la politica alle nostre spalle.Sono in troppi ormai ad essere maestri nella spartizione del potere. L’unica persona che non consente, ancora, di stare in parlamento “come a casa propria”, è Di Pietro. Fatto fuori lui e il suo partito di guastafeste, potranno ricominciare a banchettare tutti con più serenità.

CHI è NICOLA LATORRE? Ecco una delle sue ultime dichiarazioni:

RAI, LATORRE: TRA PD E IDV RAPPORTI SEGNATI IN MODO SERIO

Roma, 18 nov. (Adnkronos) – ”Di fronte a un atteggiamento irresponsabile del centrodestra, con i suoi pregiudizi nei confronti di Orlando, e dopo oltre 40 votazioni, le opposizioni dovevano tenere un comportamento responsabile e non inseguire la destra in questa esibizione muscolare. Questo non è stato possibile perché altrimenti si sarebbe rotto il fronte dell’opposizione. Però adesso questo problema va affrontato, perché francamente è una cosa che lascia il segno il fatto che il segretario del Pd e il leader dell’Udc chiedano a Di Pietro una rosa di nomi e lui non solo non risponda, ma faccia replicare un esponente del suo partito, liquidando questa iniziativa. Questo è un episodio che segna in maniera seria i rapporti con l’Idv”. Lo dice Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, a proposito delle vicende legate alla presidenza della commissione Vigilanza Rai. ”Io penso – aggiunge l’esponente dei Democratici – che Villari si debba dimettere e che il Pdl abbia compiuto un grave strappo votandolo, però considero sbagliati metodi come quelli dell’espulsione e delle sanzioni che evocano dei precedenti e un’idea della vita democratica che dovrebbero essere ormai alle nostre spalle”.

“PROTESTA SCUOLA:«Stamattina è stato bello, lavorare con la musica, dà ritmo. Adesso però urlano, e non mi fanno concentrare». -La Repubblica”

Il caso Unipol: Unipol, al Senato le carte dei pm contro Latorre

E i pizzini:video OMIBUS dal blog di Marco Travaglio

Zorro l’Unità, 16 novembre

Istruttiva scenetta l’altra mattina a Omnibus, rilanciata da Striscia la Notizia. In studio, a La7, si discute della Vigilanza Rai con Nicola Latorre, vicecapogruppo Pd al Senato, Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Bocchino, poveretto, non riesce a spiegare a che titolo il Pdl pretenda di scegliersi il presidente della Vigilanza. Leggi il seguito di questo post »

Vigilanza, Villari non si dimette:il perchè nella sua biografia

“IO LO CONOSCEVO BENE”

di Wildgreta

Bisognerebbe chiedere a Rutelli chi è Villari, visto che era nella Margherita. Oppure si potrebbe chiederlo a Buttiglione, visto che era nel PPI. Ma si potrebbe anche chiederlo a Mastella, visto che è stato segretario regionale dell’UDEUR e poi ha lasciato il partito (per la Margherita), oppure a De Mita che ha sfidato alle regionali del 2000. Oppure si potrebbe tornare molto indietro e telefonare a Vincenzo Scotti (democristiano di sinistra) per chiedergli com’era da giovane. Certamente è inutile chiedere a Veltroni come mai Villari stia per passare alla piccola storia come un altro caso De Gregorio: non penso che Veltroni lo conosca bene.

DI SEGUITO, LA BIOGRAFIA DI RICCARDO VILLARI Leggi il seguito di questo post »

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