Vespa, ennesima anticipazione:Il divorzio di Veronica e la vacanza con il bodyguard

https://i0.wp.com/image.excite.it/gossip/foto/Alberto-Orlandi-il-bodyguard-di-Veronica-Lario/4-alberto-orlandi--0032ee.jpg

(il bodyguard di Veronica)

Veronica in Cina per un mese con il bodyguard e la figlia

Giallo sulla censura Ansa

Guerra dei Berlusconi: mentre il sito dagospia.com rivela la lunga vacanza asiatica della signora, in compagnia della guarda del corpo che, secondo Daniela Santanché, sarebbe il nuovo compagno dell’ex attrice, l’ennesima anticipazione del libro di Vespa ricostruisce la sera in cui Veronica divorziò via Ansa. E l’allora direttore dell’agenzia tagliò una “frase un’ po’ troppo sopra le righe”

Milano, 6 novembre 2009 – Riesplode la guerra dei Berlusconi. Scrive il sito dagospia.com: “Madame Veronique torna da una vacanza di un mese in Cina (dura la vita!) in compagnia della figlia Eleonora e del suo body-guard (attenzionato all’epoca dalla Santadechè) e scodella a Papi un conto spese “de paura” (oltre 500 mila euro?). Non solo rotture dai soliti ‘alleati? (de che?) Bossi, Fini e Tremonti, a quel ducetto di Arcore rode particolarmente il sederino a causa di un estratto conto ricevuto dai sui contabili. Un conto ‘de paura’ – oltre 500 mila euri, sussurrano fonti ben introdotte nel cuore di Papi Silvio – che è stato recapitato alla sua attenzione dalla segretaria di madame Veronique. La signora Myriam Bartolini è tornata nei giorni scorsi da un un viaggetto in Cina di un mese (dura la vita), in compagnia dell’immancabile e chiacchieratissimo body-guard che fu messo sulla graticola di “Libero” dalla Santadeché (che non ha mai ricevendo querela). Per un tratto del lungo viaggio, era affiancata anche dalla figlia Eleonora. Chissà cosa avrà speso Lady Veronica tra Pechino e Shangai…

LA SERA IN CUI VERONICA DIVORZIÒ A MEZZO STAMPA…

Esce oggi in libreria il nuovo libro di Bruno Vespa ‘Donne di cuori. Duemila anni di amore e potere. Da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi’ (Mondadori – Rai Eri, 564 pagine, 20 euro). Un grande affresco sul ruolo delle donne nella storia: da Cleopatra a Napoleone, dalle lettere appassionate di Garibaldi alla bulimia sessuale di Kennedy e Clinton, dalle seconde unioni di Fini, Casini, Bossi e D’Alema fino alla vivace vita amorosa di Berlusconi, seguendo il filo rosso della seduzione.

Pubblichiamo l’anticipazione del primo capitolo, ‘La grande tempesta’:  «Signora, la frase è un po’ troppo sopra le righe. Mi permette di tagliarla?».

«Direttore, ho i miei buoni motivi per averla scritta. Comunque, si regoli come meglio crede. L’importante è che la sostanza di quel che penso esca immutata».

Mancavano pochi minuti alle 22 di martedì 28 aprile 2009 quando si chiuse l’ultima conversazione di un animato pomeriggio tra Veronica Lario e Giampiero Gramaglia, allora direttore dell’agenzia Ansa. Gramaglia era stato contattato dopo le 17 da due persone vicine alla moglie di Silvio Berlusconi.

«Può darsi che la signora voglia rilasciare una dichiarazione all’Ansa», era il messaggio. Gramaglia chiamò subito alla sala stampa della Camera dei deputati Alessio Panizzi, capo del servizio politico dell’agenzia, e gli affidò la missione. Vista la delicatezza della cosa, Panizzi decise di gestirla in prima persona, senza metterne a parte altri colleghi.

Alle 17.30 telefonò a villa Belvedere, la residenza della signora Lario, e chiese di poter parlare con lei, ma le fu passata la sua assistente, Paola Gipponi, la quale, ascoltata la richiesta, disse che lo avrebbe richiamato. Infatti, un’ora più tardi si mise in contatto con lui, comunicandogli che Veronica Berlusconi avrebbe risposto solo a domande scritte.

Panizzi si consultò allora con Gramaglia e, insieme, formularono tre domande molto generiche, senza mai chiamare in causa Berlusconi. Con la prudenza tipica dell’Ansa, i due dovettero farsi questo discorso: se vuole chiamare in causa il marito, lo faccia lei. La prima domanda riguardava il ruolo delle donne in politica, citando anche l’attacco che il giorno precedente il sito web della fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini, aveva mosso sull’onda delle voci che accreditavano la presenza di «veline» nella lista del Popolo della libertà per le elezioni europee di giugno.

La seconda domanda rivolta a Veronica Lario era legata alla prima, poiché le si chiedeva un giudizio sull’uso di candidare donne avvenenti per attirare voti. La terza verteva sul fatto che lei, quando incontrò Silvio Berlusconi, era un’attrice. Dunque, anche nel suo caso c’era stata una sorta di passaggio riflesso dal mondo dello spettacolo a quello della politica, seppure non immediato, per i lunghi anni in cui il Cavaliere era stato soltanto un brillante imprenditore. (A questa domanda lei non rispose).

Verso le 20 di quel 28 aprile Paola Gipponi chiamò di nuovo Panizzi e gli disse che la signora Lario aveva preparato le risposte, precisando però che avrebbe aggiunto una quarta domanda con una quarta risposta. (Quello stesso giorno La Repubblica aveva riferito della presenza di Berlusconi, la domenica precedente, alla festa del diciottesimo compleanno di una ragazza napoletana, Noemi Letizia, ma la cosa non aveva fatto ancora rumore, tanto che alla direzione dell’Ansa non pensarono di chiedere alla moglie un commento in proposito.

Tuttavia, la corrispondenza di Conchita Sannino non era sfuggita a Veronica. La quarta domanda che si era posta, infatti, suonava così: «Non le sembra strano che suo marito abbia partecipato domenica al compleanno di una diciottenne di Napoli chiamata Noemi?». La sua risposta, come vedremo tra poco, era molto severa).

Il testo di Veronica Lario arrivò nella casella di posta elettronica di Panizzi poco prima delle 20. Il giornalista, che non aveva mai parlato con la signora Berlusconi se non per interposta persona, voleva essere sicuro che lei fosse completamente d’accordo con la stesura trasmessa all’agenzia, e quindi chiamò Paola Gipponi che, a quel punto, gli passò Veronica.

«Mi scusi – le disse Panizzi – ci siamo parlati solo per posta elettronica e volevo verificare che fosse lei l’autrice del testo. Ho visto che ha scritto risposte molto dure… ». La signora Berlusconi gli confermò l’autenticità del testo, gli spiegò le ragioni della durezza delle sue risposte e aggiunse un dettaglio che il giornalista avrebbe inserito nella nota d’agenzia che fu diffusa più tardi e di cui parleremo tra poco: «Finora mi ero sempre rivolta ai giornali – gli disse -. Se stavolta ho scelto l’Ansa, è perché tutti sappiano che i miei figli e io siamo vittime e non complici di questa situazione».

il resto del Carlino 6 novembre 2009

ANNO ZERO 7 maggio: IN ONDA IL TRASHATRO

https://i0.wp.com/www.sambenedettoggi.it/wp-content/uploads/2008/12/Monica-guerritore.jpg

video

MONICA GUERRITORE

IN

“IL DIVORZIO DI VERONICA LARIO”

DA UN’IDEA

DI

BRUNO VESPA

SCENE

SILVIO BERLUSCONI

AIUTO SCENOGRAFO

NICCOLO’ GHEDINI

REGIA

MICHELE SANTORO

IL VIDEO

autore wildgreta-www.wildgretapolitics.wordpress.com

Questo articolo è riproducibile esclusivamente citando autore e link attivo

VERONICA DIVORZIA: TUTTA COLPA DI NOEMI E DEL SUO “PAPI”?


«Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi»

DI WILDGRETA

Sono certa che non tutti avranno letto questa inquietante intervista di Noemi, la ragazza acqua e sapone tanto cara al premier. Alla luce del divorzio chiesto oggi pubblicamente da Veronica Lario, vale la pena rileggere questa dichiarazioni che, probabilmente, sono state la goccia che hanno fatto traboccare il vaso nel già compromesso equilibrio familiare dei Berlusconi. Oggi Veronica dichiara  a un’amica, “Mi domando in che paese viviamo  – , come sia possibile accettare un metodo politico come quello che si è cercato di utilizzare per la composizione delle liste elettorali del centrodestra e come bastino due mie dichiarazioni a generare un immediato dietrofront. Io ho fatto del mio meglio, tutto ciò che ho creduto possibile. Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile. Credevo avessero capito, mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.

La replica del premier: io legato da vecchia amicizia con la sua famiglia

Ecco la bella Noemi, la diciottenne che chiama Berlusconi «papi»

«Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi»

PORTICI — Il suo motto è «Amali tutti, ma non sposar nessuno». Noemi Letizia è una statuaria ragazza, di scintillante bellezza, figlia di un dipendente comunale di Napoli e di una bella signora di Portici, ex miss Tirreno, titolare di un negozio di cosmetici a Secondigliano che le fa da assistente-ombra. È per i diciotto anni di Noemi che Silvio Berlusconi è atterrato in gran segreto a Capodichino domenica sera e ha raggiunto il locale sulla circumvallazione di Casoria dove la festeggiata aveva radunato un centinaio di invitati.

Nell’appartamento di via Libertà a Portici Noemi ci accoglie in cucina, benché si faccia trovare già pronta, in abito lungo e capelli sistemati a boccoli dal parrucchiere, per la trasmissione tv «Stelle emergenti», condotta da Francesca Rettondini, che tutti i martedì su TeleA la impegna come ballerina-valletta-showgirl. «È stata la sorpresa più bella, quella di papi Silvio».

Noemi, lei chiama ‘‘Papi’’ il presidente Berlusconi?

«Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata».

Ha mai conosciuto qualcuno dei figli del Cavaliere?

«No, mai. Anche se lui mi ripete che gli ricordo Barbara, sua figlia. Che ora studia in America».

Com’è nata la vostra amicizia?

«È un amico di famiglia. Dei miei genitori». «Diciamo», interviene mamma Anna, «che l’ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista. Ma non possiamo dire di più».

Non capita a tutte le belle ragazze di ritrovarsi il presidente del Consiglio alla festa di compleanno?

«Infatti, io alla mia non l’aspettavo. È stata una vera sorpresa. Né ho mai raccontato in giro di questa amicizia così forte con Papi Silvio. Nessuno mi avrebbe creduta. Ora, invece, l’hanno visto tutti…»

Cosa le ha regalato?

«Una collana d’oro con un ciondolo».

Berlusconi è sempre stato presente alle sue feste di compleanno?

«No, ma non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni volta mi riempie di attenzioni».

Suo padre non è geloso?

«Assolutamente no. È devotissimo di Papi Silvio».

E la mamma?

«Assolutamente no», risponde la signora Anna, «e poi gelosi di chi, di Silvio?». In cameretta, incorniciata, anche una foto con dedica del premier: “Ad Anna con gli auguri più affettuosi – 20 novembre 2008 – Silvio Berlusconi».

Noemi, lei frequenta il quarto anno della scuola per grafici pubblicitari?

«Sì, la Francesco Saverio Nitti di Portici e sono la prima della classe. La mia insegnante di italiano dice che ho inventato il ‘‘metodo letiziano’’: ho una grande capacità espressiva. Mi piace molto studiare».

Sa chi fu Nitti?

«Nitti…Nitti… Lo abbiamo anche studiato a scuola».

Fu un grande meridionalista e presidente del Consiglio.

«Ah, sì».

Cosa vorrà fare da grande?

«La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi».

Sa che ha provocato una fiammante polemica il fatto che Berlusconi vorrebbe candidare letterine e donne dello spettacolo alle europee?

«Fa bene, vuole ringiovanire. E poi se Papi pensa di fare così, stia certo che non sbaglia. Sceglie queste ragazze perché intelligenti e capaci. Non solo perché belle. Il mio motto in politica sarà: ‘‘Meno tasse, più controlli’’. Basta con i furbi che non rispettano le regole».

Lei vuole diventare showgirl e avviarsi all’attività politica. E lo studio?

«Papi Silvio mi ripete sempre che la prima cosa è studiare. Lo sa che ha fondato una università a Milano? L’anno prossimo vorrei frequentarla. Mi iscriverò a scienze politiche».

Noemi, lei ha girato anche un cortometraggio?

«Si chiama Scaccomatto. È stato presentato a Venezia a dicembre scorso. Io interpreto il ruolo della fidanzata di un politico. È tutta una storia di mafia, di intrighi, di caccia ad un diamante».

Insomma, una trama di grande attualità. Torniamo a Berlusconi?

«Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme».

Quali canzoni?

«Non ricordo il titolo della sua preferita: aspetti che vedo sui suoi cd. Li ho tutti. Ma come fa quella… ‘‘Mon amour, lalalala’’»

Lei quali canzoni preferisce?

«A me piace la musica italiana. Non le canzoni classiche. I miei cantanti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek. E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke».

Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?

«Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima bunga-bunga e poi morire».

Nei momenti di relax, Berlusconi cosa le confida?

«Fa tanto per il popolo. È il politico numero uno. Non dorme mai. Io non riuscirei a fare la sua stessa vita. Quando vado da lui ha sempre la scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto io potevo capire il suo dolore».

Perché?

«Ho perso un fratello, Yuri, sette anni fa. A causa di un incidente stradale. Ora è il mio angelo custode».

Noemi, per quale squadra tiene?

«Sono patriottica, tifo Napoli. Poi, la mia seconda squadra è il Milan».

Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali?

«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».

Angelo Agrippa

28 aprile 2009(ultima modifica: 29 aprile 2009)

La mamma di Noemi irritata «Squallore sulla mia bimba»

La famiglia della teenager al centro del caso

NAPOLI – Noemi non risponde più al cellulare. Se non riconosce il numero lascia squillare, o al massimo risponde una voce maschile che gentilmente dice: «Noemi non c’è», come se fosse credibile che una ragazzina di 18 anni si separi per ore dal suo cellulare e dai messaggini e tutto il resto, e pure dalla rubrica su cui è memorizzato il numero diretto di papi, come lei chiama Berlusconi.

Deserta pure la sua bacheca su Facebook, fino all’altro giorno piena di «botta e risposta» tra lei e suoi tantissimi amici. La stessa voce maschile ricompare implacabile pure al telefono di casa. Ma siccome quest’uomo pure avrà bisogno di allontanarsi un attimo, ecco che per una volta risponde la mamma di Noemi, la signora Anna. Che però ha perso la disponibilità del primo giorno, quando raccontava pure lei di papi e delle apparizioni televisive della figlia. E chiederle un commento alle parole di Veronica Lario è un modo sicuro per farla indispettire: «Ma perché dovete trasformare in un affare squallido una cosa che ha fatto tanto felice la mia bambina? Non lo so perché la signora Lario ha detto quelle cose. Mi dispiace che le abbia dette, ma non ho idea del perché l’abbia fatto. Se conosco anche lei come conosco Silvio? Arrivederci». Clic. Fine delle comunicazioni. Per tutto il resto della giornata risponde sempre il body guard telefonico, e di essere ricevuti a casa un’altra volta non se ne parla nemmeno.

Nessuno, quindi, che racconti come Berlusconi sia diventato amico della famiglia Letizia, mamma Anna, papà Benedetto e Noemi, che aveva un fratello morto sette anni fa in un incidente stradale. Benedetto ha commentato con qualche conoscente la visita del premier al compleanno di Noemi dicendo che lo ha fatto «per la nostra antica amicizia». Berlusconi dice che lui quell’uomo lo conosce da anni: «È un vecchio socialista, era l’autista di Craxi». Ma si sbaglia, assicura chi l’autista di Craxi lo conosceva bene. Come Bobo, il figlio: «L’autista di mio padre si chiamava Nicola, era veneto ed è morto». Pure due socialisti napoletani che furono in auge nell’era pre-tangentopoli, Giulio Di Donato e Silvano Masciari, escludono che Craxi, anche nelle sue visite a Napoli, abbia mai avuto un autista che si chiamava Benedetto Letizia. Quindi Berlusconi proprio si confonde. Benedetto Letizia fu effettivamente molto vicino al Psi, però non ha mai fatto l’autista ma sempre l’impiegato comunale. E lo faceva anche nel febbraio 1993, quando fu arrestato con l’accusa di peculato e concussione per una tangente da 35 milioni. Una vicenda giudiziaria ormai estinta, e lui, dopo tre sospensioni, nel 2007 è tornato definitivamente a lavorare al Comune di Napoli.

Fulvio Bufi

30 aprile 2009

CORRIERE DELLA SERA

Noemi, la diciottenne che ha scatenato Veronica:” Io lo chiamo papi”

«Una sorpresa da “papi”. Eccezionale. Chi se lo scorda più questo diciottesimo compleanno. Ho pianto di gioia. E i miei amici: certo, sapevano che frequento da un po’ il mondo dello spettacolo, ma mai avrebbero immaginato».

Ecco Noemi Letizia, la diciottenne che alla sua festa di compleanno ha visto comparire il premier Silvio Berlusconi, da lei soprannominato «papi» e che ha scatenato le ire di Veronica Lario. «Lo chiamo presidente, ma qualche volta mi scappa papi, secondo al mio papà, ovvio. Quale regalo mi ha fatto? È entrato con quel sorriso e un pacchettino in mano», con all’interno «un collier».

Berlusconi, ha spiegato Noemi, è un amico di famiglia. Però con i genitori «non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli». Per Noemi invece il futuro è lo spettacolo: «Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la ‘gossippinà per una tv locale, Rete A». La politica dunque per adesso può attendere «però sosterrò “papi” fino alla morte», ha detto la ragazza.

«Mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? – si chiede Noemi – È un mito, non sapevo che sarebbe comparso così dal buio della sala. Ci sono state urla. Ho guardato mia madre che è sbiancata, tesa ma felice». Erano le 22, ha ricordato la ragazza. «Gli invitati stanno dentro, io arrivo dopo, con l’autista. Una Mercedes bellissima. Mi presentano al microfono, nel buio. Ovazione. Poi vedo mamma con gli occhi che le brillano, mi dice ‘c’è una sorpresà». «Luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi. Ora sogno di fare la show girl. Perchè io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: