SILVIO E VERONICA, L’ADDIO DEI RICCHI:A LEI 300.000 EURO AL MESE

Silvio e Veronica, intesa sull’addio: alla Lario 300mila euro al mese

di Redazione

Roma. Di fatto raggiunto l’accordo di separazione con la moglie Veronica Lario, Berlusconi pranza con i figli Marina, Pier Silvio ed Eleonora. Assenti Barbara e Luigi. Un pranzo tradizionale, quello del lunedì ad Arcore con i suoi eredi, durante il quale presumibilmente si sarà parlato della futura divisione dei beni. Una riunione familiare, infatti, che arriva due giorni dopo la lunga udienza di sabato pomeriggio al tribunale di Milano tra il Cavaliere e la consorte.

L’intesa per arrivare a un addio consensuale è quasi perfezionata: a Veronica resta l’usufrutto a vita di villa Belvedere Visconti, a Macherio, oltre a un assegno di mantenimento ben lontano dalla cifra iperbolica richiesta inizialmente dalla Lario. Tre milioni e mezzo al mese, aveva preteso inizialmente Veronica; 300mila euro mensili la controproposta di Berlusconi, diventata poi definitiva. Ci sono ancora dei punti da chiarire, come la quota di spese per il mantenimento della casa di Macherio a carico del premier, ma l’intesa sembra sia stata chiusa con una stretta di mano tra i due. Niente richiesta di separazione con addebito, niente infinite battaglie tra i rispettivi legali: i fratelli Niccolò e Ippolita Ghedini e la patrimonialista Cristina Rossello da una parte, l’avvocato Maria Cristina Morello dall’altra.

La guerra dei Roses è stata scongiurata anche in nome di figli e nipoti. Tutti, sia quelli di primo letto, Pier Silvio e Marina, sia quelli di secondo, Barbara, Eleonora e Luigi. Berlusconi si sarebbe fatto garante proprio sul futuro ruolo nelle aziende di famiglia degli ultimi tre, come strenuamente richiesto dalla loro madre. Uguale trattamento tra i cinque gli eredi, avrebbe intimato Veronica in cambio della deposizione delle armi.

Ecco le posizioni in campo: Marina, 43 anni, due figli (Gabriele e Silvio junior), è presidente Fininvest e Mondadori e siede nei cda di Mediaset e Mediobanca. Pier Silvio è vice presidente Mediaset, consigliere Fininvest e Mondadori, amministratore delegato di Rti e Med Due, Telecinco, Medusa Film e Publitalia e ha una figlia di quasi vent’anni. Poi i figli avuti dalla Lario: Barbara, 25 anni, due figli, laureanda in filosofia, siede nel consiglio di amministrazione di Fininvest e ha dichiarato pubblicamente interesse per le attività editoriali (Mondadori?), con ambizioni che appaiono in contrasto con le responsabilità attuali di Marina. Eleonora, 23 anni, stage in Fininvest, laurea in Economia all’università St. John’s a New York. Infine Luigi, 21 anni, bocconiano, è nel consiglio di amministrazione della Mediolanum. Il grosso del patrimonio di famiglia fa capo a Fininvest, il cui controllo è diviso in holding. In mano a Berlusconi il 61,2%, Marina e Pier Silvio hanno una quota del 7,6% a testa, mentre gli altri tre il 7,1%

il giornale 11 maggio 2010

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Vespa, ennesima anticipazione:Il divorzio di Veronica e la vacanza con il bodyguard

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(il bodyguard di Veronica)

Veronica in Cina per un mese con il bodyguard e la figlia

Giallo sulla censura Ansa

Guerra dei Berlusconi: mentre il sito dagospia.com rivela la lunga vacanza asiatica della signora, in compagnia della guarda del corpo che, secondo Daniela Santanché, sarebbe il nuovo compagno dell’ex attrice, l’ennesima anticipazione del libro di Vespa ricostruisce la sera in cui Veronica divorziò via Ansa. E l’allora direttore dell’agenzia tagliò una “frase un’ po’ troppo sopra le righe”

Milano, 6 novembre 2009 – Riesplode la guerra dei Berlusconi. Scrive il sito dagospia.com: “Madame Veronique torna da una vacanza di un mese in Cina (dura la vita!) in compagnia della figlia Eleonora e del suo body-guard (attenzionato all’epoca dalla Santadechè) e scodella a Papi un conto spese “de paura” (oltre 500 mila euro?). Non solo rotture dai soliti ‘alleati? (de che?) Bossi, Fini e Tremonti, a quel ducetto di Arcore rode particolarmente il sederino a causa di un estratto conto ricevuto dai sui contabili. Un conto ‘de paura’ – oltre 500 mila euri, sussurrano fonti ben introdotte nel cuore di Papi Silvio – che è stato recapitato alla sua attenzione dalla segretaria di madame Veronique. La signora Myriam Bartolini è tornata nei giorni scorsi da un un viaggetto in Cina di un mese (dura la vita), in compagnia dell’immancabile e chiacchieratissimo body-guard che fu messo sulla graticola di “Libero” dalla Santadeché (che non ha mai ricevendo querela). Per un tratto del lungo viaggio, era affiancata anche dalla figlia Eleonora. Chissà cosa avrà speso Lady Veronica tra Pechino e Shangai…

LA SERA IN CUI VERONICA DIVORZIÒ A MEZZO STAMPA…

Esce oggi in libreria il nuovo libro di Bruno Vespa ‘Donne di cuori. Duemila anni di amore e potere. Da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi’ (Mondadori – Rai Eri, 564 pagine, 20 euro). Un grande affresco sul ruolo delle donne nella storia: da Cleopatra a Napoleone, dalle lettere appassionate di Garibaldi alla bulimia sessuale di Kennedy e Clinton, dalle seconde unioni di Fini, Casini, Bossi e D’Alema fino alla vivace vita amorosa di Berlusconi, seguendo il filo rosso della seduzione.

Pubblichiamo l’anticipazione del primo capitolo, ‘La grande tempesta’:  «Signora, la frase è un po’ troppo sopra le righe. Mi permette di tagliarla?».

«Direttore, ho i miei buoni motivi per averla scritta. Comunque, si regoli come meglio crede. L’importante è che la sostanza di quel che penso esca immutata».

Mancavano pochi minuti alle 22 di martedì 28 aprile 2009 quando si chiuse l’ultima conversazione di un animato pomeriggio tra Veronica Lario e Giampiero Gramaglia, allora direttore dell’agenzia Ansa. Gramaglia era stato contattato dopo le 17 da due persone vicine alla moglie di Silvio Berlusconi.

«Può darsi che la signora voglia rilasciare una dichiarazione all’Ansa», era il messaggio. Gramaglia chiamò subito alla sala stampa della Camera dei deputati Alessio Panizzi, capo del servizio politico dell’agenzia, e gli affidò la missione. Vista la delicatezza della cosa, Panizzi decise di gestirla in prima persona, senza metterne a parte altri colleghi.

Alle 17.30 telefonò a villa Belvedere, la residenza della signora Lario, e chiese di poter parlare con lei, ma le fu passata la sua assistente, Paola Gipponi, la quale, ascoltata la richiesta, disse che lo avrebbe richiamato. Infatti, un’ora più tardi si mise in contatto con lui, comunicandogli che Veronica Berlusconi avrebbe risposto solo a domande scritte.

Panizzi si consultò allora con Gramaglia e, insieme, formularono tre domande molto generiche, senza mai chiamare in causa Berlusconi. Con la prudenza tipica dell’Ansa, i due dovettero farsi questo discorso: se vuole chiamare in causa il marito, lo faccia lei. La prima domanda riguardava il ruolo delle donne in politica, citando anche l’attacco che il giorno precedente il sito web della fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini, aveva mosso sull’onda delle voci che accreditavano la presenza di «veline» nella lista del Popolo della libertà per le elezioni europee di giugno.

La seconda domanda rivolta a Veronica Lario era legata alla prima, poiché le si chiedeva un giudizio sull’uso di candidare donne avvenenti per attirare voti. La terza verteva sul fatto che lei, quando incontrò Silvio Berlusconi, era un’attrice. Dunque, anche nel suo caso c’era stata una sorta di passaggio riflesso dal mondo dello spettacolo a quello della politica, seppure non immediato, per i lunghi anni in cui il Cavaliere era stato soltanto un brillante imprenditore. (A questa domanda lei non rispose).

Verso le 20 di quel 28 aprile Paola Gipponi chiamò di nuovo Panizzi e gli disse che la signora Lario aveva preparato le risposte, precisando però che avrebbe aggiunto una quarta domanda con una quarta risposta. (Quello stesso giorno La Repubblica aveva riferito della presenza di Berlusconi, la domenica precedente, alla festa del diciottesimo compleanno di una ragazza napoletana, Noemi Letizia, ma la cosa non aveva fatto ancora rumore, tanto che alla direzione dell’Ansa non pensarono di chiedere alla moglie un commento in proposito.

Tuttavia, la corrispondenza di Conchita Sannino non era sfuggita a Veronica. La quarta domanda che si era posta, infatti, suonava così: «Non le sembra strano che suo marito abbia partecipato domenica al compleanno di una diciottenne di Napoli chiamata Noemi?». La sua risposta, come vedremo tra poco, era molto severa).

Il testo di Veronica Lario arrivò nella casella di posta elettronica di Panizzi poco prima delle 20. Il giornalista, che non aveva mai parlato con la signora Berlusconi se non per interposta persona, voleva essere sicuro che lei fosse completamente d’accordo con la stesura trasmessa all’agenzia, e quindi chiamò Paola Gipponi che, a quel punto, gli passò Veronica.

«Mi scusi – le disse Panizzi – ci siamo parlati solo per posta elettronica e volevo verificare che fosse lei l’autrice del testo. Ho visto che ha scritto risposte molto dure… ». La signora Berlusconi gli confermò l’autenticità del testo, gli spiegò le ragioni della durezza delle sue risposte e aggiunse un dettaglio che il giornalista avrebbe inserito nella nota d’agenzia che fu diffusa più tardi e di cui parleremo tra poco: «Finora mi ero sempre rivolta ai giornali – gli disse -. Se stavolta ho scelto l’Ansa, è perché tutti sappiano che i miei figli e io siamo vittime e non complici di questa situazione».

il resto del Carlino 6 novembre 2009

Graziana Capone, intervista Novella 2000:”Silvio come Gesù”

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Il suo nome è spuntato nell’inchiesta barese su Tarantini e sul giro di ragazze da portare alle cene di Berlusconi. E ora Graziana Capone parla a Novella 2000

“Mi sento la più vicina a Silvio.Lui come Gesù, io forse la nuova Veronica”

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EUROPEE:LA CANDIDATA PDL LARA COMI CONFERMA RELAZIONE VERONICA

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DI WILDGRETA

Davvero europeiste queste candidate PDL. Preparate e attente all’Europa, chi le voterà avrà la certezza di non mandare a Bruxelles qualcuno che ruba lo stipendio. Dopo il brillante video del suo programma per l’Europa, lara Comi, infatti, si distingue per questa dichiarazione da convinta europeista. Non vediamo l’ora che venga eletta! Ecco la dichiarazione:

“VERONICA, PARLA ANCHE LARA COMI Intanto, sul fronte della presunta love story di Veronica Lario, interviene anche Lara Comi, candidata all’europarlamento con il Pdl. Nel corso della registrazione del programma ‘Speciale Iceberg: “Veronica ha un compagno’, in onda domani su Telelombardia, rispondendo ad una domanda sulla presunta love story della signora Lario, ha detto: “Confermo quanto raccontato al quotidiano ‘Libero’ da Daniela Santanchè. Anch’io, da qualche tempo, sapevo della love story della signora Lario. Ma non voglio parlare di vicende che riguardano la vita privata delle persone. Comunque confermo. In molti sapevano”.

FONTE

“Berlusconi Rispondi”: Le dieci domande su Letizia

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Il rosario di incoerenze che si incardina sulla questione politica posta da farefuturo e dalla signora Lario (come Berlusconi seleziona le classi dirigenti) sollecita di rivolgere a Berlusconi dieci domande:

1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?

2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice “lunga”, quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?

3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?

4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?

5. Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?

7. Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?

8. E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo “uso strumentale del corpo femminile”, per il premier, non “impoverisce la qualità democratica di un paese” come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?

9. Veronica Lario ha detto che il marito “frequenta minorenni”. Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o “alleva”, per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?

10. Veronica Lario ha detto: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di “una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità”. Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

Incoerenze di un caso politico:
dieci domande a Berlusconi Leggi il seguito di questo post »

Compleanno di Noemi: il mistero delle foto


Leggi l’articolo e guarda il servizio fotografico:    Il compleanno di Noemi: le foto

wildgreta 5 maggio 2009

Veronica lascia Silvio:entrerà nei “fischiatori organizzati”?

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Veronica: “Mi domando in che paese viviamo – ha raccontato Veronica l’altro giorno a un’amica – , come sia possibile accettare un metodo politico come quello che si è cercato di utilizzare per la composizione delle liste elettorali del centrodestra e come bastino due mie dichiarazioni a generare un immediato dietrofront. Io ho fatto del mio meglio, tutto ciò che ho creduto possibile. Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile. Credevo avessero capito, mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.

VERONICA ANNUNCIA IL DIVORZIO DAL PREMIER

«La signora» si dimette da moglie. L’offensiva di Silvio da Versavia e la sconfitta di tutte noi

di Maria Laura Rodotà

«Berlusconi è n’ber probblema pe’ noi italiani. Pe’ come è fatto: te riconosci e nun te riconosci. Nun sai mai bene che pensà», spiegava ieri sera un avventore del baretto romano di piazza Farnese a un gruppo di origliatori rapiti. Anche la sua signora, grazie, è un po’ così. Alla sua seconda esternazione in due anni, quando ha parlato di «ciarpame» riferendosi a frequentazioni e candidature caldeggiate da suo marito (spesso coincidevano) e forse alle sue gite da una diciottenne napoletana che maliziosamente lo chiama “papi”, moltissime, d’istinto, si sono riconosciute. Poi ci hanno pensato un momento: per carità, ha ragione, ma perché non divorzia?

Ora divorzia, o almeno si separa, si sa che in Italia la procedura è complicata (per la cronaca: secondo la legge italiana la moglie separata ma non divorziata eredita la “legittima” proprio come una moglie, scusate la digressione). Divorzia e probabilmente non poteva fare altro, a questo punto. Questa volta non ci sono state lettere di scuse da marito simpaticamente malandrino, con le altre possibili fanciulle definite “bagatelle”. C’è stato un fuoco incrociato contro Veronica che ha spiazzato il pubblico, linciato il personaggio occasionalmente pubblico (Veronica, accusata anche di questo, di rimanere nell’ombra tranne quando attacca il marito), l’ha alla fine (finalmente?) costretta alle dimissioni da moglie.

Ha lanciato l’offensiva Silvio B. in persona addirittura, da Varsavia, chiamandola «quella signora» e definendola «vittima della stampa di sinistra». L’attacco era già in corso sul sito Pdl, nella blogosfera, onestamente anche nelle conversazioni da bar e da macchinetta del caffè. Manifestavano molti dubbi uomini e anche donne (piangere in limousine o nella villa di Macherio può non essere popolarissimo, in tempi di crisi).

Poi è arrivata la gogna a mezzo stampa, una prima pagina di Libero con vecchie foto di Veronica a teatro (nella pièce Il magnifico cornuto, ironia della storia), una sequenza in cui, sul palcoscenico, scopre il seno. Messaggio non troppo criptico: cosa vuole, ora, questa vecchia velina? Forse non lo sapremo mai, cosa voleva. Forse non vorremmo neanche saperlo. È un canovaccio che di sicuro continuerà per un po’, però; in cui esce in modo diciamo ambiguo il premier («ce se riconosce e nun ce se riconosce», per un maschio italiano, si è capito). In cui esce a pezzi una donna volutamente (ma anche no) misteriosa con una vita stranissima. Da cui escono un po’ peggio tutte le donne italiane. Non tanto per la figuraccia all’estero, non è più quella che conta (ne facciamo di continuo). Perché il gran pasticcio in cui è finita la nostra prima dama di fatto benché generalmente assente (quella ufficiale, Clio Napolitano, è mujer vertical rispettatissima dal marito, per fortuna; consoliamoci così) non aiuta l’autostima collettiva di tutte noi.

In questi giorni abbiamo sentito argomentazioni di due secoli fa, magari proposte da uomini civili e progressisti: «Ma cosa vuole, le donne dei grandi uomini devono sapere che il loro ruolo è al loro fianco e che non possono fare queste uscite, che un grande uomo ha molte donne e loro devono fare la loro parte con dignità». Solo loro? Parrebbe di sì. Sul resto, sul grand’uomo, sono stati finora consentiti e incoraggiati pettegolezzi e battutoni. Certo (sottotesto) donna Rachele Mussolini non l’avrebbe mai fatto. Ma proprio la dignitosa donna Rachele dobbiamo recuperare, nel 2009, come modello? E tutte le altre sono Clarette? È offensivo per tutte, suvvia. E allora si vorrebbe lasciar perdere. A prescindere da toni e intenzioni di V. Lario, questa è stata un’umiliazione collettiva.

Ed è pretestuoso dire «solo Veronica è in grado di fare opposizione, in questo Paese». Beato il Paese che non ha bisogno di Veroniche, che ha una maggioranza rispettabile e un’opposizione che fa il suo lavoro (anche il «tra moglie e marito…» del Pd Dario Franceschini non è stato un bel momento, diciamolo; di democristiani che dicono «i panni sporchi si lavano in casa» ne abbiamo avuto di più autorevoli, molto discussi ma con una visione più ampia e maggiore capacità di governare, è noto).

E il delirio gossiparo di questi giorni sta facendo male a tutti. A un partito e a un governo ridotti a comprimari di una pochade anche un po’ laida; a un’opposizione sgangherata che per curriculum non può nemmeno troppo polemizzare sulle belle fanciulle in lista (l’ha fatto anche il Pd); a un’Italia che avrebbe bisogno di parlare, di confrontarsi, di mobilitarsi sulle cose serie. Forse a una parte della classe politica il caso Lario fa comodo; si parla d’altro, non si parla di nient’altro, anzi. Ma a noi tutti, francamente, no. E non fa bene ai figli, alle figlie, nostre ma anche di Silvio Berlusconi (come si sentiranno Barbara, Eleonora, e pure Marina, bombardate di notizie su un padre così pimpante? Veronica lo ha detto, e su questo aveva stra-ragione; nessuno vuole che ragazze e ragazzine crescano tra mogli trascurate e forse disperate e adolescenti che dicono “papi” a sproposito; vorremmo tutti qualcosa di meglio, per loro e per noi).

CORRIERE DELLA SERA 03 maggio 2009

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