RUTELLI DICE ADDIO AL PD E NESSUNO LO TRATTIENE

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DI WILDGRETA

Eccola, “la svolta” di Rutelli: andarsene dal PD. Pensavo che per Rutelli una svolta fosse, per esempio, aprire un negozio di caccia e pesca, darsi ala montagna, farsi prete…insomma, fare qualcosa di diverso e inaspettato rispetto a quello che aveva sempre fatto.E invece, no.Rutelli resterà in politica, ma cercherà conforto fra le accoglienti braccia di Casini, che per il Lazio ha già dato il suo ok a Bersani e così, torneranno di nuovo tutti insieme, ancora vicini di banco. Casini è felice dell’elezione di Bersani, perchè lo ritiene molto a sinistra e così per lui resterà più spazio al centro, il suo adorato centro che oggi sembra prendere forma.La vecchia scuola democristiana, alla lunga, pagherà. E Rutelli starà benissimo accanto a Casini, tutti e due piacenti, tutti e due cattolici.Mi rendo conto dell’impossibilità di scrivere un lungo articolo sulla “svolta” di Rutelli, infatti, dopo solo dieci righe, ho già esaurito gli argomenti.

PD, BERSANI PAZZO PER CASINI, FASSINO PAZZO PER GALAN (PDL)

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Fassino corteggia Galan: «Il Pd è pronto,
in Veneto una nuova fase con il Pdl»

Mano tesa al governatore: «Ma la prima mossa deve farla lui»
Altolà dei democratici veneziani: «La linea la decidiamo noi»

ROMA (20 agosto) – «Non voglio giocare per perdere. E non ci sto a dare per scontato che Lombardia e Veneto siano terre straniere per il Pd». In vista delle regionali 2010 Piero Fassino sollecita i democratici a nuove strategie rilanciando la proposta al governatore del Veneto: «Siamo pronti ad aprire una pagina nuova – assicura l’ex segretario Ds intervistato da Repubblica – ma la prima mossa spetta a Galan».

Il punto, ragiona Fassino, è che le prossime regionali saranno «uno spartiacque, noi governiamo oggi la maggior parte delle regioni ma se loro sfondano il quadro politico cambia radicalmente». Fassino non sottovaluta affatto il pressing leghista di queste settimane («Sbaglia chi derubrica le sortite di Bossi come puro folklore ferragostano»), tutt’altro: «C’è un filo che unisce le varie proposte del Carroccio e questo filo conduce a una separazione del Centronord dal resto del Paese».

Bossi è «uomo che ha fiuto» e ha colto che «in una parte larga della società del Nord – insiste Fassino – il disagio si va trasformando in un sentimento di estraneità all’Italia e al suo modo di essere. Si va radicando la convinzione che da soli si possa vivere meglio». Un disagio vero, «i nodi della questione settentrionale – dice il democratico – esistono sul serio», e dunque il Pd «deve ascoltare la domanda di autonomia che viene dal Nord».

Ma in Veneto e Lombardia, osserva Fassino, «non ci basta riproporre il centrosinistra classico perché il differenziale di voti è enorme». Di qui la mano tesa a Galan: «Non penso a un’alleanza tra noi e il centrodestra», ma di fronte al conflitto tra Pdl e Lega «è nostro dovere, viste le condizioni di partenza, andare a vedere se sono solo scaramucce tattiche oppure ci sono differenze reali che possono dare luogo a scenari non ancora ipotizzabili».

Fredda la reazione del Pd locale. «Sulle alleanze per il Veneto e, tanto più su Venezia, il Pd locale non si fa dettare la linea da nessuno dei dirigenti romani». È secca la replica del segretario del Pd di Venezia Gabriele Scaramuzza, che rivendica senza mezzi termini la piena autonomia del Pd Veneto sulle alleanze per le prossime elezioni regionali. «La Birmania a Fassino, il Veneto al Pd di questa Regione», afferma sarcastico Scaramuzza, che ribadisce con forza «il primato sacrosanto delle scelte effettuate dai livelli regionali e provinciali del Pd per la costruzione di una proposta coerente e convincente alle elezioni del 2010».

«Il Pd dovrà raffinare nelle prossime settimane una propria idea forte per il governo della Regione – sottolinea il segretario provinciale di Venezia – che parta prima di tutto dai problemi veri e reali delle nostre genti», e fra i potenziali alleati indica «le forze tradizionali del centrosinistra, l’Udc e i molti movimenti civici». «Se Galan volesse rompere il proprio legame con il PdL e convenire su questa nostra proposta, spetterà a lui deciderlo», sottolinea infine Scaramuzza, che avverte: «È così che costruiremo, in solida e convinta autonomia, le nostre alleanze, e non a partire da schemi precostituiti più o meno “benedetti” da Roma. Questo – conclude – semplicemente per rimanere coerenti ai principi federativi di cui si è voluto intessere il Pd».

Calearo (Pd): l’asse col Pdl al nord non va escluso. D’accordo con l’apertura a Galan fatta da Fassino, Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e parlamentare del Pd, va oltre e non esclude l’ipotesi di una “grosse koalition” per il Veneto qualora fosse proposta dal Pdl. In una intervista a Libero Calearo spiega che «alle Regionali non va fatto un discorso di alleanza a prescindere ma di programmi, persone e sistema».
Se Galan si sganciasse dal Pdl sarebbe più facile l’alleanza? «Galan rifarà il governatore pur essendoci leghisti capacissimi di governare la Regione come Luca Zaia o Flavio Tosi» questo perché «a Bossi darebbe fastidio un governatore leghista forte sul territorio».

Rizzo (Comunisti): il Pd vuole il potere a tutti i costi. «Fassino, con la scelta di aprire a Galan “tentandolo” svela la via del Pd, quella del potere a tutti i costi. Così invece non vinceranno mai. Serve un progetto alternativo a Berlusconi non chiedere ad un suo uomo di saltare il fosso. Questaè una politica da “straccioni” che terrà in sella il Cavaliere per altri 100 anni». Lo dice Marco Rizzo, segretario di Comunisti-sinistrapopolare.

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Elezioni Regionali Sardegna: Soru sfida “i cappellacci” (date, candidati, liste)

cappellacci

Soru sfida Cappellacci  ( foto)

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Cercando una foto di Cappellacci, mi è apparsa una pagina intera di immagini tipo questa e, in mezzo, una solitaria fotografia di Renato Soru con la didascalia, “Soru sfida Cappellacci”. In pratica, è come se Soru sfidasse un piatto di cappellacci. Probabilmente il candidato scelto da Berlusconi per sconfiggere Soru, non è ancora entrato nel cuore dei motori di ricerca, ma è solo questione di tempo. In capo a un paio di settimane, addio manicaretti!

Di seguito, tutto quello che c’è da sapere sulle elezioni, inclusa una biografia di Cappellacci, le date delle elezioni e i partiti che sostengono i due candidati. IDV appoggia naturalmente Renato Soru, al quale faccio tutti gli auguri possibili.

Elezioni Regionali in Sardegna

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Tratto da: Donpizza’s Political Cafè

Il 15 e 16 febbraio 2009 si svolgeranno le elezioni regionali in Sardegna, dopo le dimissioni, ufficializzate prima di Natale dal presidente Renato Soru, a causa di forti contrasti interni al PD. Leggi il seguito di questo post »

Gelmini: il “Ministro-Meccanico”, incassa la fiducia del governo e la sfiducia di tutti senza comparire in aula

di Wildgreta

Si è resa conto che quella di Tremonti non era una riforma della scuola, e allora ha  dichiarato che “la sua era solo manutenzione“. E così, dopo il Presidente- operaio, il Presidente-spazzino e il Presidente-mandrillo, oggi nasce il Ministro-meccanico. Che meraviglia…ci sarebbe davvero da ridere, se non fosse una tragedia. E oggi che era la sua grande giornata, lei ha preferito non esserci. Sì, la Gelmini non era in aula ad ascoltare le opinioni dell’opposizione. Troppo severe, troppo articolate, troppo precise, per poterle sopportare. Troppo tecniche nel demolire pezzo per pezzo il suo piccolo e indecente capolavoro. Lei, che, davvero, di scuola non ne sa nulla. Chissà cosa ne pensa la sua ex maestra elementare intervenuta a Porta a Porta il 22 settembre… mi sembra di sentirla:”Maria Stella, sei sempre stata la mia preferita, ma oggi, potevi entrare a testa alta in quell’aula. Sei così brava!” E adesso, comincia la battaglia di insegnanti, genitori, studenti, sindacati, Italia dei Valori, Partito Democratico, Sinistra Democratica, Pdrc, Verdi, Radicali, Udc e di tutte le persone che si oppongono alla demolizione della scuola pubblica ad opera di un manipolo di ignoranti.

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