SCANDALO TRANS: E’ PARTITO IL “TOTO MINISTRO”

Di Wildgreta

Da qualche giorno non si parla d’altro che di una lista con dodici nomi che circolerebbe nelle redazioni dei giornali.Dodici personaggi in vista che avrebbero avuto a che fare con i carabinieri ricattatori, con i transessuali, e tutto il resto. Ripetendo ancora una volta che non voglio partecipare al “banchetto” sulle miserie umane delle vittime di questo tipo di ricatti, ritengo che sia meglio venga fuori tutto ciò che deve venire fuori, anche se questo potrebbe far sprofondare altri nell’abisso.Infatti, ritengo che chi accetta di occupare posti di responsabilità, dovrebbe avere almeno l’accortezza di non rendersi vulnerabile ai ricatti, non dovrebbe fare uso di droghe e, possibilmente, non dovrebbe fare pubblicamente il paladino della famiglia tradizionale, scagliarsi contro le coppie di fatto, e tutto il corollario di luoghi comuni a cui siamo stati abituati in questi anni dai partiti di destra e da qualche esponente di sinistra molto attento a non ferire la sensibilità del Vaticano. Insomma, se si vuole fare i paladini, non si può avere una doppia vita.

Comunque, siccome le notizie sulle presunte nuove vittime cominciano ad uscire, vi consiglio la lettura dei seguenti articoli:

MINISTRO AN NELLO SCANDALO TRANS?

MARRAZZO: In un pc sequestrato tracce dell’altro video

Ultime ore di consultazioni:Secondo Bossi il governo giurera’ domani

Politica
Roma 7 mag. – Al termine del suo incontro con il Presidente Giorgio Napolitano, il capo della Lega, Umbero Bossi, rilascia una sola dichiarazione “Il governo giura domani pomeriggio”.

Più loquace Antonio Di Pietro, dopo la consultazione con il Capo dello Stato, il leader dell’Idv ha annunciato un’opposizione senza sconti al governo che sta peer nascere.
Di Pietro attuerà una serie di iniziative referendarie e legislative “Per un’informazione plurale e trasparente e per risolvere il conflitto di interessi. Secondo il ministro per le Infrastrutture uscente, il primo banco di prova per il governo Berlusconi sarà sui temi della giustizia e della sicurezza.
“Vogliamo sapere -domanda- se ci sarà tolleranza zero verso i poveri cristi e tolleranza tutta per i potenti ed i colletti bianchi. Molto se non tutto dipende dal nome del futuro ministro della Giustizia”.

La voce

Governo: Napolitano incontra Berlusconi, iniziate le consultazioni

Nazionale – Mezz’ora è durato l’incontro al Quirinale tra il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi e il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ad accompagnare il Cavaliere Gianni Letta.

Alle 13.40 il leader del Pdl è rientrato a Palazzo Grazioli, mentre alle 16 hanno preso il via le consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo che, stando a quanto emerso nella capigruppo di Montecitorio, dovrebbe presentarsi lunedì alla Camera mentre martedì l’Aula voterebbe la fiducia.

Come da calendario, il primo a salire sul Colle è stato il presidente del Senato Renato Schifani seguito successivamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini.

Sul versante toto-ministri sembrerebbe che alla Lega vadano quattro ministeri: due con portafoglio (Roberto Maroni e Luca Zaia, rispettivamente all’Interno e all’Agricoltura) e due senza, Calderoli e Umberto Bossi. Il senatur si occuperà di ”federalismo e autonomia”, mentre per Calderoli ”è stato elaborato un nuovo ministero”, una ”cosa buona attesa da tutti gli italiani”.
Continua poi la trattativa sul Welfare. Il leader del Pdl sarebbe determinato a tenere per Forza Italia il dicastero dello Stato sociale (in pole ci sono Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi) e quello della Giustizia. Per la carica di Guardasigilli il più papabile resta Angelino Alfano, ma il nodo è ancora da sciogliere.
Confermato Roberto Castelli viceministro alle Infrastrutture.

Modena 2000 6 maggio 2008

An vuole il Welfare, altro che governo PDL

“Non siamo disposti a rinunciare al ministero del Welfare”. Più che una dichiarazione quella di Alleanza nazionale, sembra una minaccia. Ad An proprio non ci stanno a rinunciare al terzo ministero. In fondo fanno capire era stato deciso così subito dopo la vittoria del PDL lo scorso 14 aprile e prima del ballottaggio che ha portato Gianni Alemanno a diventare sindaco di Roma. Ignazio La Russa, che nel nuovo governo Berlusconi ricoprirà probabilmente la carica di Ministro della Difesa salvo impensabili imprevisti, lo ripete: il Welfare spetta ad An e che An in questo senso non ammette no.
Rincara la dose Gianni Alemanno che il terzo dicastero con portafoglio, al quale era candidato prima della sua elezione a sindaco di Roma, dovrà avere un ministro di An, oltre alla Difesa e all’Infrastrutture con Matteoli. Fa molto di più il neo sindaco di Roma: fa nomi e cognomi di un eventuale ministro, fa pesare il ruolo avuto An nella vittoria del PDL alle recenti elezioni politiche, fa scatenare un vero terremoto sia nelle fila del suo partito che in quelle del PDL.Insomma Alemanno chiarisce che la vittoria di Roma non cambia le carte in tavola e che Berlusconi dovrà rispettare i patti. Certo le recenti dichiarazioni di Alemanno & Co fanno pensare che An, nonostante le continue dichiarazioni di Fini di un suo presunto confluire nel PDL, sia viva e vegeta e che voglia la sua parte nella formazione del nuovo governo. Sulla base di questi presupposti Alemanno ha prima fatto il nome di Roberto Mantovano, poi in un secondo comunicato ha candidato Andrea Ronchi. In questo modo il sindacoo fa pesare molto la sua carica che, almeno secondo lui, lo mette nella posizione di poter dettare condizioni al premier Berlusconi. E non perde tempo in questo senso proponendo anche la Meloni ad un ministero senza portafoglio come le politiche giovanili e Francesco Cognetti, noto oncologo, al Ministero della salute.
Ma il suo chiodo fisso, come di tutta A,n è e resta il Welfare. Così ospite di “Domenica in” ha rilanciato la questione dov’è scoppiato un vero e proprio putiferio visto che in un ulteriore comunicato Alemanno ha dovuto fare qualche passo indietro
“Non ho avanzato alcuna candidatura al Welfare, non sta a me entrare nel toto ministri. E’ compito del presidente Berlusconi definire la squadra di governo da presentare al Capo dello stato”. Poi, senza tener contro delle precedenti dichiarazioni spiega che “per quanto riguarda il Welfare la candidatura espressa da Alleanza nazionale è quella del portavoce Andrea Ronchi”.

Una vera e propria limatura nei toni e nelle parole ma Alemanno e tutto il suo partito non mollano questo pressing sul premier Berlusconi che presenterà il Governo. Fini sulla questione non interviene, come se An dopo la sua nuova investitura a Presidente della camera, non lo riguardasse più, ma ci torna La Russa tentando di smorzare i toni della debacle e precisando che l’uscita di An non era un di certo aut aut, comunque il Welfare spetta ad An e su questo intendono lavorare.
Welfare o non Welfare la questione appare quanto mai chiara: il PDL non è un partito ma un cartello elettorale e come tale mostra tutte le sue contraddizioni. La più evidente è che al suo interno si stiano già formando tante correnti, che toglieranno stabilità ed equilibrio al terzo mandato di Belusconi.

Ora la palla passa proprio a lui, a Silvio Berlusconi, che dovrà tenere conto delle aspettative e del peso di An, anche se ancora qualche giorno per decidere e confrontarsi. Bisogna capire se ne parlerà con Fini o con Alemanno, che forte della sua nuova e prestigiosa carica, fa’immaginare che d’ora in poi avrà sempre l’ultima parola. E difatti non perde tempo. Se dentro il PDL – dichiara Alemanno ai giornalisti accorsi in Abruzzo per un seminario rivolto ai giovani di An, Fi e Dc simbolicamente intitolato “Il ritorno delle elite” – non si avvierà un percorso veramente partecipato, allora è meglio pensare a un patto federativo”. Vedremo cosa succederà.

Nel frattempo, è stato il neocapogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri a confermare che An non ha alcuna intenzione di rinunciare al ministero del Welfare, sottolineando come il partito di Gianfranco Fini abbia ottenuto un grande consenso a destra. “Abbiamo posto la nostra candidatura in maniera seria e alla luce del sole e ci auguriamo che sia accolta”.

L’uNITà 5 MAGGIO 2008

Toto Ministri, lista provvisoria: Falsi i Veti- su- Vito

 

QUASI PRONTO IL “DREAM TEAM BERLUSCONI 3”. SEMBRA SCONGIURATO IL PERICOLO DI BONDI ALL’ISTRUZIONE, MA NON SFUGGIREMO ALLA CARFAGNA E ALLA BRAMBILLA A CUI IL CAVALIERE TROVERA’ CERTAMENTE UN INCARICO DI PRESTIGIO.

di Wildgreta

Sembra uno scioglilingua, ma oggi si sono davvero rincorse le smentite sui supposti “veti su Vito” da parte dell’ANM per il Ministero della Giustizia. Quindi, la scelta di Berlusconi sarà fra Marcello Pera, Elio Vito e Angelina Alfano (coordinatore regionale Sicilia). Leggi il seguito di questo post »

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