Terremoto:Berlusconi in Abruzzo fra miracoli insesistenti e “nuova moralità”

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Terremoto Abruzzo: Berlusconi, “Stiamo riuscendo nel miracolo”

29 Settembre 2009 09:06

L’AQUILA – Silvio Berlusconi, in collegamento con Uno Mattina, ha ricordato che oggi all’Aquila consegnera’ ai terremotati dell’Abruzzo 400 appartamenti. “Stiamo riuscendo nel miracolo di costruire una citta’ per 30mila abitanti in meno 5 mesi: oggi daremo i primi 400 appartamenti, poi ne consegneremo altri 4mila”. Il premier e’ tornato a parlare di moralita’, dopo il comizio di domenica alla Festa del Pdl, a Milano: “C’e’ una moralita’ nuova nella politica, l’abbiamo introdotta noi: quella di mantenere gli impegni che si prendono con cittadini”. (RCD)

di Wildgreta

Ennesima farsa del premier in occasione del suo compleanno.Infatti il miracolodel post terremoto è, amio avviso, che gli sfollati non lo abbiano ancora contestato in massa, ma solo in ordine sparso.Infatti, se facciamo i raffronti con quanto era avvenuto nei precedenti terremoti, scopriamo che dopo 6 mesi gli sfollati erano stati tutti sistemati nei prefabbricati e a costi molto inferiori di quelli affrontati finora per alberghi, tende e alloggi in affitto.Il fatto che poi dopo i precedenti terremoti, non si sia provveduto celermente alla ricostruzione e molte persone siano rimaste nei prefabbricati per anni, è un discorso che affronteremo successivamente, in quanto non sappiamo quanto tempo resteranno in sistemazioni provvisorie gli aquilani. A oggi, quello che conta è che persino il governatore Chiodi (pdl) ha affermato che il “piano c.a.s.e” è stato un fallimento. Secondo un tecnico del comune de L’Aquila, infatti, conti alla mano sono  26.000 le persone che non hanno un alloggio.Quanto costerà mantenere tutte queste persone ancora negli alberghi o in affitto se la ristrutturazione delle case lesionate in modo non grave non è ancora cominciata?

Quindi parlare di miracoli è assolutamente ridicolo, ma se lo si fa ad Uno Mattina, lo scopo è quello di convincere milioni di casalinghe che il governo ha mantenuto le promesse.I tg, poi, faranno il resto, non mostrando eventuali contestazioni o manifestazioni già previste a L’AQUILA PROPRIO OGGI.Quello che il premier chiama miracolo, non è altro che una speculazione edilizia che corono il suo sogno di una “new town” in ogni città.Lo aveva annunciato nella campagna elettorale 2008, e finalmente  il sogno si è realizzato. Si parte da L’Aquila, e poi, chissà…

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L’AQUILA:IL DISASTRO MASCHERATO

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L’AQUILA: IL DISASTRO MASCHERATO DALLA STAMPA DI SUA EMITTENZA

La lettera di Helene Benedetti e Pier Paolo Cirillo da L’Aquila.

Cosa succede a L’Aquila? Visto che l’informazione da lì non arriva, e se arriva sembra talmente rosea da far pensare che ci sia stato un party di veline e politici quando la realtà è che c’è stato un terremoto che ha spazzato via un capoluogo e 49 paesi limitrofi, siamo andati a vedere di persona. E infatti no, la situazione non è affatto rosea come il nostro Premier ce la vende, forse nel tentativo di utilizzare il terremoto dell’Aquila come palcoscenico e trampolino di lancio per recuperare consensi.continua a leggere

L’Aquila, la scoperta di Franceschini: ”A settembre 30mila senza casa”.

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di Wildgreta

Ben alzato, Franceschini.
Da mesi la rete diffonde il malessere che si respira nelle tendopoli, da mesi i sindaci lanciano continui appelli.Sono arrivati fino a Roma, gli sfollati, per gridare che a l’Aquila non è partito niente e tutto è fermo al 6 aprile. Oggi anche Franceschini se n’è accorto. Bravo. E ora cosa propone? Di chiudere la stalla? Non si è accorto della massa di buoi che corre libera per i terreni agricoli espropriati a L’Aquila?

‘La new town prevede 3.500 appartamenti”

L’Aquila, l’allarme di Franceschini: ”A settembre 30mila senza casa”

L’Aquila, 25 lug. (Adnkronos/Ign) – Il segretario del Pd ha visitato le tendopoli ed ha incontrato Bertolaso e gli amministratori delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo: ”Aspettiamo risposte concrete, non di immagine, per capire qual è la soluzione per chi ancora non sa dove andare, tutte persone che sono nelle tende o negli alberghi”. La replica di Bonaiuti: ”Ricostruzione in tempi record”. Il sindaco Cialente contro il dl anticrisi: ”Sconsiderato far pagare le tasse agli aquilani”. L’Aquila, la caserma della Finanza sarà la casa di parte degli sfollati

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L’Aquila, 25 lug. (Adnkronos/Ign) – “Aspettiamo risposte concrete, non di immagine, per capire qual è la soluzione per chi ancora non sa dove andare”. Dario Franceschini ha incontrato gli amministratori delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo, ha visitato le tendopoli e incontrato il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso. Ma nel bilancio di questa visita in Abruzzo il leader Pd, pur riconoscendo gli sforzi compiuti fino ad oggi nella ricostruzione, non risparmia critiche ai piano previsto dal governo e in particolare lancia l’allarme in vista dell’arrivo dell’autunno.

“Con responsabilità e spirito costruttivo bisogna dire alcune cose. I sindaci hanno spiegato che per metà settembre qui si tornerà ad accendere i termosifoni, la new town dell’Aquila prevede 3.500 appartamenti. Speriamo che tutto avvenga nei tempi previsti ma comunque restano 30mila persone con il problema di dove andare, tutte persone che sono nelle tende o negli alberghi”.

Franceschini ha sottolineato: “Per amore della verità bisogna dire che anche se il piano viene completato, resta il problema di 7mila nuclei familiari che vanno incontro al freddo, pur non tacendo che anche ad agosto vivere in una tenda non è agevole”. Il leader democratico ha infine denunciato che “c’è una distanza enorme tra quello che viene raccontato e ciò che avviene nella realtà”.

Stessa accusa per il dl anticrisi. ”Il nostro dovere di controllo di opposizione esige che denunciamo la vergognosa distanza tra le cose annunciate, gli atti parlamentari e quello che viene effettivamente realizzato” ha rimarcato il leader democratico.

Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, contesta il decreto nella parte che riguarda il trattamento fiscale per le aree terremotate. “E’ un atto sconsiderato, una cosa profondamente sbagliata che incide sulle aspettative della gente, un fattore fondamentale” ha detto il primo cittadino.

“Mi trovo alle prese con l’umiliazione, come sindaco, di dire che la mia popolazione non può pagare le tasse. Pensare che da qui a quattro mesi qui tutto torna normale e si possa tornare a pagare le tasse, che sia chiaro è un dovere, è falso ed è una miccia che viene accesa in un periodo delicato come quello di settembre e ottobre”, ha poi aggiunto, criticando anche il fatto “che la copertura degli interventi sta nei soldi che pagheranno gli abruzzesi”.

L’Aquila, terreni espropriati non ideonei. Salterebbero le c.a.s.e. per 2500 persone


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Terremoto, Manifestazione Montecitorio 16 giugno:”Verba Volant, Sisma Manent”

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Terremoto: Sfollati a Roma il 16 giugno, contro le mancate promesse del governo

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La protesta aquilana arriva a Roma

Enzo Mangini

Domani a mezzogiorno presidio dei comitati aquilani a Montecitorio. Contestano il decreto del governo, che la Camera si appresta a votare senza alcuna modifica. I sindaci del cratere, invece, protestano a Preturo, nell’aeroporto del G8.

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Sta per passare l’Appenino e arrivare fino a Roma la protesta aquilana, covata per due mesi nelle tendopoli del cratere devastato dal sisma del 6 aprile. Domani, da mezzogiorno, un presidio sarà a Montecitorio per contestare il decreto Abruzzo, che la Camera dei deputati si appresta a votare senza che siano state accolte le modifiche proposte dalle opposizioni e dagli enti locali abruzzesi rispetto al testo licenziato dal Senato il 31 maggio scorso.

Oggi pomeriggio, a Roseto degli Abruzzi, ci sarà una grande assemblea, convocata da tutti i comitati aquilani, per coinvolgere nella protesta i 35 mila sfollati distribuiti negli alberghi della costa. Anche loro, si spera, saranno domani a Roma. Organizzare la protesta non è stato facile. Dalla settimana scorsa nei campi sono in corso assemblee molto partecipate e attente. Nonostante la Protezione civile, spesso con motivazioni assolutamente pretestuose, ha sistematicamente negato ai comitati la possibilità di distribuire nelle tendopoli volantini sulle diverse iniziative. «Se questa è ora la nostra città – diceva uno dei giovani del 3e32 – Perché ci viene proibito di far sapere ai cittadini cosa stiamo facendo? Le tendopoli dovrebbero essere le piazze e i quartieri dell’Aquila, quindi deve esserci la stessa praticabilità democratica che si avrebbe se la città non fosse crollata». La scelta dei vertici della Protezione civile di proibire o almeno rendere molto difficile qualsiasi attività «politica» nelle tendopoli, peraltro, sta creando tensioni con alcune organizzazioni di volontariato che non sono favorevoli a questa scelta e non vedono di buon occhio la trasformazione della macchina dei soccorsi in una «centrale» di controllo del territorio. Leggi il seguito di questo post »

Terremoto, Appelli e Testimonianze dalle Tendopoli: Pubblichiamoli tutti

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di Wildgreta

Di seguito alcuni articoli e testimonianze che non hanno avuto diffusione sui media nazionali. Invito, quindi, quanti siano interessati ad aiutare la popolazione che vive nelle tendopoli a scegliere uno o tutti gli articoli da pubblicare sul proprio blog in modo che vengano diffuse informazioni che, altrimenti, rimarrebbero circoscritte a pochi. Questo aiuterà le istituzioni ad agire più in fretta. A quanto ho letto, la ricostruzione non è mai partita e persino le case prefabbricate donate dalla provincia di Trento sono state bloccate. Perchè? Non lo sappiamo, ma forse, diffondendo queste informazioni, un giorno qualcuno chiederà spiegazioni ai diretti interessati. Sono gli stessi sfollati a chiedere che si diffonda il più possibile la reale condizione di vita nelle tendopoli, quindi aiutiamoli tutti insieme. Grazie a quanti vorranno partecipare a questa iniziativa umanitaria e assolutamente non politica.

Messaggi dalle tendopoli:”In televisione e sui giornali stanno raccontando solo bugie”

TERREMOTO: LA RICOSTRUZIONE NON E’ MAI PARTITA E LE CASE DONATE SONO STATE BLOCCATE

L’AQUILA, TESTIMONIANZA AGGHIACCIANTE: QUELLO CHE NON SI DEVE SAPERE

E la tendopoli diventa un incubo “Non resistiamo fino all’autunno”

Diario dal container (http://miskappa.blogspot.com/)

ABRUZZO: LAVERITA’ UFFICIALE … LE TESTIMONIANZE DAL CAMPO

“Vi ho voluto Beni”: La poesia che Sandro Bondi non ha ancora scritto

Terremoto, esautorate le soprintendenze: la poesia di addio ai Beni Culturali che Bondi non ha ancora scritto

Vi ho voluto Beni (di R. Lerici)

Vi ho voluto Beni
Vi ho voluto nelle mie mani
Vi ho chiesto con ardore
Vi ho avuto per favore

E adesso che vi ho posseduto
Un pensiero mi è venuto,
Che me ne faccio di voi,
che siete sopravvissuti a noi?

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Terremoto: Operaio muore mentre demolisce edificio, la volgarità del TG2

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OMAGGIO DI WILDGRETA  A TULLIO DI GIACOMO, OPERAIO MORTO A CAGNANO AMITERNO

di Wildgreta

Oggi muore un operaio: Il tg 2 annuncia la notizia e poi fa un bel servizio sulla nascita di un bambino in tendopoli. Non merita neppure un ricordo, l’operaio. “Un altro morto del terremoto”, è l’unica frase che gli viene dedicata. In realtà, dall’articolo di seguito, scopriamo che l’operaio stava lavorando per una ditta che stava demolendo un edificio per volontà dei propietari e non per il sisma, quindi la giusta categoria a cui appartiene questa morte, non è “Vittime Terremoto”, ma “Morti sul lavoro”.

Si chiamava Tullio Di Giacomo, ma non era un uomo della Protezione Civile, e neppuere uno sfollato, quindi niente servizio. Complimenti al Tg2, che dimostra una sensibilità rara nello svolgere il difficile compito di “fare informazione”. E che ai ricordi dell’operaio, ci pensino preti e familiari…

Muore travolto dalle macerie mentre demolisce edificio
Un uomo, che si trovava in un cementificio, dove stava lavorando su un escavatore per demolire un fabbricato, sceso dal mezzo, è rimasto schiacciato dalle macerie del palazzo

Un operaio di 43 anni, Tullio Di Giacomo, originario di Barete, piccolo centro alla periferia dell’Aquila, è morto a Cagnano Amiterno, un altro dei comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, travolto dal crollo di un fabbricato che stava demolendo.
L’uomo si trovava in un cementificio, dove stava lavorando su un escavatore per demolire un fabbricato. L’uomo è poi sceso dal mezzo ed è stato travolto dalle macerie. La demolizione del fabbricato, non era dovuta ai danni riportati dal terremoto, anche se l’edificio era stato segnato dal sisma.

All’interno del cementificio infatti erano in corso lavori da tempo, perché chi lo aveva acquistato aveva deciso di eliminare il fabbricato, una piccola costruzione di una decina di metri quadrati.
Sull’episodio stanno indagando i carabinieri
(Il Centro 24 aprile 2009)

Terremoto, Berlusconi:”non riempire i giornali solo di inchieste”.

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Nel 1976 il terremoto  in Friuli ebbe un  bilancio devastante: oltre 1.000 morti, migliaia i feriti, 40.000 persone senza casa, danni ingenti alla rete ferroviaria e viaria, industrie sbriciolate

di Wildgreta

Avete capito, giornalisti? Hai capito, Bonini? Tu e quella storia della sabbia nel cemento? Concentratevi sulla ricostruzione, come dice il premier. Come? Non sapreste cosa dire? Bè, è semplice: la sera chiamate l’ufficio stampa del Premier e gli chiedete cosa dovete pubblicare. “Casette di legno entro giugno”, “Tutte le scuole riaperte il 1 settembre”, “Tutti gli studenti sitemati in un apposito villaggio da quasi subito”, “Tutto il centro storico de L’Aquila ricostruito identico”, “Due tailleur neri sul mio conto”, “Una dentiera nuova alla signora”, “vacanze in hotel per tutti”, “per ora, fine settimana in camping “.  Come dice la Gelmini, “Lasciate fare a Berlusconi che nell’edilizia è un genio. Fategli fare il premier- imprenditore”. Poi dicono che non ci sono notizie da dare….

Comunque, quello “scellerato” del procuratore Rossini ha risposto a Berlusconi dicendogli che non c’è alcun nesso, fra ricostruzione e inchieste. Che scandalo, dovrebbe imparare da Lorena Bianchetti come si omaggiano i Presidenti del Consiglio. Di seguito le due dichiarazioni.

TERREMOTO: BERLUSCONI, SI’ A INCHIESTE MA PRIMA RICOSTRUIRE

‘PER ASSERIRE RESPONSABILITA’ CI DEVONO ESSERE COSE CONVINCENTI’
L’Aquila, 18 apr. – (Adnkronos) – “Ben vengano le inchieste”, ma ora concentriamoci sulla ricostruzione. Silvio Berlusconi fa il punto sull’emergenza terremoto in Abruzzo nella sede della caserma della Gdf di Coppito, frazione de L’Aquila dopo una lunga visita delle tendopoli di Pianola. Il presidente del Consiglio invita la stampa “a non riempire i giornali” solo di inchieste che vanno fatte per accertare eventuali responsabilita’, perche’ ora e’ il momento “di pensare soprattutto alla ricostruzione”.TERREMOTO: PROCURATORE,

L’INCHIESTA NON E’ PERDITA DI TEMPO

(ASCA) – L’Aquila, 18 apr – L’inchiesta sui crolli a L’Aquila ”non e’ una perdita di tempo”. Cosi’ il Procuratore del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini, ha commentato le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ”Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l’accertamento delle eventuali responsabilita”’.

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