ROMA/ LA STORTA,PM: SENTIRE VITTIMA STUPRO IN INCIDENTE PROBATORIO

Il giudice dovrà ora fissare la data dell’udienza
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Stupro La Storta, interrogatori in procura. Gasparri promette: “Parleremo dello “stile di vita di Bettini”

Di Wildgreta:

Non ho capito se quella di Gasparri sia una minaccia o cosa (sempre che le agenzie abbiano riportato fedelmente le sue parole) e non ho la più pallida idea di quale sia lo stile di vita di Goffedo Bettini, numero 2 del PD. Non ho neppure capito come mai dia tanto fastidio l’indagine sullo stupro della studentessa a Roma. Se gli uomini vicini ad Alemanno o ad AN non c’entrano nulla, non c’è motivo di preoccuparsi. Il “nulla” non è perseguibile, nè moralmente nè legalmente.

ROMA: STUPRO LA STORTA, INTERROGATORI IN PROCURA
Roma, 29 apr. – (Adnkronos) – Alcuni romeni, tra i quali due donne, sono stati interrogati oggi dal pubblico ministero di Roma Maria Monteleone, nell’ambito dell’inchiesta su Joan Rus, l’uomo che la sera del 16 aprile scorso, nei pressi della stazione ‘La Storta’ ha aggredito, stuprato e ferito una studentessa universitaria del Lesotho. Massimo riserbo sulle dichiarazioni fatte dalle persone interrogate, visto che tutti verbali sono stati secretati. Gia’ ieri il pubblico ministero Monteleone aveva interrogato la ragazza aggredita da Rus, ma anche sulle sue dichiarazioni continua a essere mantenuto il piu’ stretto riserbo. (Saz/Gs/Adnkronos)

29-APR-08 14:29

 Gasparri: «Prometto: parleremo di stili di vita di Bettini»

ROMA (28 aprile) – «L’unico che spero non abbia più gestione di potere è Goffredo Bettini. Parleremo di stili di vita di Bettini, questa è una mia promessa». Lo ha detto l’esponente del Pdl Maurizio Gasparri arrivando in piazza del Campidoglio per festeggiare la vittoria di Gianni Alemanno.

«Bettini ha detto: “non parliamo degli stili di vita” – ha continuato Gasparri – la mia promessa è che parlerò degli stili di vita di Bettini», ha sottolineato l’esponente di An. «Qualche sassolino nella scarpa dobbiamo togliercelo, come quello di chi ha detto che lo stupro della Storta era inventato. Non bastano le dimissioni di uno dell’ufficio stampa della Bindi, occorre che lei chieda scusa per i suoi collaboratori», ha aggiunto Gasparri.

Il Messaggero 29 aprile 2008

Stupro La Storta: i due “angeli custodi”si imbatterono per caso nella pattugia dei carabinieri

Studentessa violentata a Roma.Sentito dal pm il secondo teste

Massimiliano Crepas, uno dei due uomini che hanno avvertito i carabinieri
di quanto stava accadendo, ha raccontato la sua versione dei fatti

Secretati gli atti. Da lunedì i sopralluoghi. Quella sera i due
s’imbatterono solo per caso nella pattuglia che poi intervenne

ROMA – Tre ore davanti al magistrato a spiegare l’esatta dinamica dei fatti di quella maledetta sera del 16 aprile in cui una studentessa del Lesotho venne assalita, violentata e accoltellata dal romeno Jona Rus e a chiarire anche alcuni aspetti di quello che è accaduto nei giorni successivi. Massimiliano Crepas, uno dei due soccorritori della ragazza è stato sentito questa mattina dal pm Maria Monteleone, che da alcuni giorni affianca il collega Erminio Amelio nelle indagini, per l’aggressione alla Storta. Il suo amico Bruno Musci aveva risposto già ieri alle domande del magistrato.

Un racconto da ‘eroi per caso’ finito sulle prime pagine dei giornali, e, dopo le polemiche politiche, ora al vaglio della magistratura chiamata a far luce sulle presunte ombre. Il romeno, invece, è ‘blindato’ in carcere da una richiesta di perizia psichiatrica avanzata dai suoi difensori che ne consentirà un secondo interrogatorio da parte dei pm (il primo avvenuto solo alla presenza del gip) solo tra qualche tempo.

Crepas, il cui interrogatorio è stato secretato per impedire che il contenuto venga divulgato alla stampa o per altri scopi, ha risposto come persona informata dei fatti. L’uomo non ha precedenti penali. Musci, il più presente dei due su giornali e tv dopo il fatto, risulta invece pregiudicato. Anche a Crepas sarebbe stata chiesta una ricostruzione dei fatti della sera del 16 aprile scorso e il motivo per cui i due si trovavano quella sera in una zona fuori mano.

E dalle audizioni una prima novità che modifica il racconto delle prime ore: i due testimoni la sera dello scorso 16 aprile si imbatterono soltanto per caso nella pattuglia dei carabinieri a cui denunciarono l’aggressione, vicenda resa pubblica dagli stessi carabinieri solo tre giorni dopo i fatti. Nei prossimi giorni i pm hanno in programma di eseguire un sopralluogo nella zona dell’aggressione e anche di raccogliere la testimonianza della studentessa. Da questi due atti istruttori dovrebbero giungere, oltre che dettagli sullo stupro e l’accoltellamento, anche chiarimenti su alcuni punti della vicenda rimasti oscuri e in particolare su aspetti riguardanti la ricostruzione dei fatti.

La procura sta, infine, cercando anche riscontri alla testimonianza su Joan Rus fatta da una romena. Si tratta di una commerciante della Storta, che riferì nei giorni scorsi di voci che circolavano nell’ambiente dei romeni di un gesto fatto per screditare la stessa comunità.

I pm stanno ricostruendo il profilo dell’aggressore e del suo entourage. In questo contesto non è escluso che nei prossimi giorni gli investigatori sentiranno alcuni parenti di Rus che abitano a Roma. Secondo la testimonianza della commerciante romena, l’aggressore non viveva in una baraccopoli, ma in un appartamento non lontano dal luogo dello stupro. La moglie di Rus, partita in autobus per la Romania proprio la mattina del 16 aprile, giorno dell’aggressione, avrebbe avuto un impiego in una struttura sanitaria della capitale.

(La Repubblica 26 aprile 2008)

I dubbi sulla ricostruzione ufficiale partiti da un’email diffusa da un esponente del Pd

Sospetti e veleni sullo stupro di Roma

L’ex sindaco: troppe stranezze. La replica: ipotesi assurde Leggi il seguito di questo post »

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