Il Governo scatena le piazze: tutte le manifestazioni di ottobre

Di Pietro contro il Lodo Alfano l’11 ottobre a piazza Navona, il 4 ottobre, sempre a Roma, corteo contro il razzismo, il 17 i Cobas contro la riforma Gelmini, il 25 il PD per “salvare l’Italia” (Sperando che non sia troppo tardi…) 

 DAL 4 AL 25 OTTOBRE IN PIAZZA SU IMMIGRAZIONE, SCUOLA, GIUSTIZIA Leggi il seguito di questo post »

Camera: governo battuto sui rifiuti. La Lega Nord ha votato contro la maggioranza

Idv: stop ai pianisti o inizia ostruzionismo

Passa un emendamento Udc sul termovalorizzatore di Napoli.

ROMA – Governo e maggioranza battuti alla Camera durante le votazioni sul decreto legge per l’emergenza rifiuti in Campania. È stato approvato infatti un emendamento dell’Udc sull’articolo 8 riguardante il termovalorizzatore di Napoli. L’aula, con il parere contrario di commissione e governo, con 274 sì e 224 no ha approvato un emendamento sui fondi Cip6 all’articolo sul termovalorizzatore di Napoli. Ben 38 deputati Lega Nord hanno votato a favore dell’emendamento (più uno dell’Mpa), mentre altri undici hanno detto no. I lavori sono stati sospesi su richiesta del relatore, Agostino Ghiglia (Pdl), per valutare il testo dopo l’approvazione di tale modifica che sopprime una parte dell’articolo relativo al deposito dei rifiuti. All’Udc mancava il 20% dei deputati, al Pd il 14% e all’Idv il 10%, sul fronte della maggioranza il Pdl aveva solo il 9% di assenze e la Lega il 5%. Leggi il seguito di questo post »

Buttiglione: tanti i gay nella Dc. Grillini:un gay stava per diventare Presidente della Repubblica. Chi?

MARIO AJELLO Roma. «I gay stanno tutti a sinistra!», disse una volta Silvio Berlusconi. Ma davvero? Ora si scopre che no, non è vero affatto. Anzi…. Anzi che? I gay ormai stanno a destra, nonostante Francesco Storace abbia tuonato «adesso dico una cosa de destra. A frociiiii!!!»? No, i gay stavano – oddio, serve un segno della croce – dove meno te li aspetti: nella vecchia, sacrosanata, Dc.

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Rutelli: “Buon governo? Pensino a Lady Asl”

Anna Maria Liguori
“I giornali di Berlusconi descrivono Roma come Mogadiscio”

Parliamo dunque degli alleati di Alemanno che hanno messo in ginocchio la sanità e sono in carcere»”

Il candidato del centrosinistra: “Niente strisce blu davanti agli ospedali” Dal Programma all´Ici, dalla sicurezza alle strisce blu il candidato sindaco del centrosinistra Francesco Rutelli ieri ha parlato a ruota libera su Radiosei della «mia Roma di cui sono innamorato» e del lavoro di sindaco che «farei anche gratis». In studio il cantautore Antonello Venditti e Cristiano e Giorgio Sandri, rispettivamente fratello e padre di Gabbo, il tifoso ucciso nell´autogrill vicino ad Arezzo, hanno ascoltato il fuoco di fila di domande fatte in diretta e via sms dagli ascoltatori.

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Storace: Berlusconi un fuorilegge

22:20 11-04-2008

Santanche’: pronta a farmi uccidere per la fiamma tricolore

 

(ANSA) – ROMA, 11 APR – ‘Berlusconi e’ un fuorilegge. L’unica risposta e’ in sede penale e soprattutto civile’: lo ha detto il segretario de La Destra, Storace. ‘L’ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, – ha sottolineato Storace – denota uno straordinario sprezzo delle regole’. Poco prima, dal palco del Pantheon, la candidata premier de La Destra, Daniela Santanche’, aveva detto: ‘sono pronta a farmi uccidere per portare avanti la destra e la fiamma tricolore’.

Incontenibile Silvio: crea sms per convincere gli amici

Elemosine e promesse-slogan, nel suo stile inimitabile

Quante risate potremmo fare, se fosse un comico. Invece è un candidato, e allora cambia tutto. Ma al suo comizio di fine campagna elettorale a Roma, stasera c’era poca gente. Storace ride:”Forse erano tutti al comizio di Dini”.

Stasera ecco spuntare sul suo sito una serie di “sms passaparola”. Nome televisivo per uno dei tanti “servizi” che i ceativi di Silvio hanno messo a punto per aiutare gli elettori a votarlo. “Ogni voto in più per il PDL è un voto utile per avere più senatori, più deputati, un governo più forte. Rialzati, Italia!” “Meno tasse per le famiglie con figli. Nuovo bonus bebè di 1.000 euro e abolizione totale dell’ICI. Per la tua famiglia, vota PDL”

Dai contenuti degli sms mancano ovviamente i provvedimenti annunciati in questi giorni e ritenuti prioritari: decreto sulle intercettazioni, revisione dei capitoli sulla Resistenza nei testi scolastici di storia, speculazione immobiliare con le “new town” (Torino 2, Napoli 2,Catania 2), test di sanità mentale per i giudici, donne orizzontali, donne che devono cucinare. Strano, forse se ne sono dimenticati.

Schede elettorali:Bossi se la prende con la “canaglia romana comunista”

Il Delirio del Senatur

di Wildgreta

«Imbracceremo le armi contro la canaglia romana comunista che sta facendo apposta per impedire il voto»

Vorrei che qualcuno comunicasse a Bossi che la grafica delle schede elettorali è stata decisa dal governo Berlusconi e che il solo torto del ministro Amato è stato quello di non cambiarla con un nuovo DL. La definizione  “Canaglia romana comunista”, quindi, dovrebbe essere trasformata in ” Canaglia forzista di Arcore“. Bossi può pure imbracciare il fucile, basta che qualcuno lo avverta a quale bersaglio deve mirare.

Sono questi i candidati alla guida del paese?

VERBANIA – «Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili». Lo ha dichiarato Umberto Bossi in un comizio a Verbania. «I veneti, i piemontesi, i lombardi non permetteranno questo imbroglio. Il ministro dell’Interno ha fatto stampare schede in cui di fatto non si può votare. Con due simboli collegati, in cui chi vota per uno vota per due e quindi crea confusione», ha aggiunto il leader della Lega Nord. «Fate tutti molta, molta attenzione e mettete una croce al centro del simbolo giusto. Noi comunque terremmo le cose sotto controllo. Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana che sta facendo apposta a impedire il voto».

VITTORIA A MANI BASSE – Bossi ha ribadito la sua certezza «in una vittoria a mani basse anche se i romani, i comunisti, stanno facendo di tutto per impedire il voto, con queste schede tranello. I comunisti non sono cambiati – ha aggiunto – sono canaglie antidemocratiche, abbiamo anche mandato a dire al presidente della Repubblica di darci un’occhiata».

REPLICHE – Immediata le repliche. Walter Veltroni, candidato premier del Partito democratico: «Voglio sapere da chi si candida a governare questo Paese, se uno che dice queste parole può essere chiamato a fare il ministro delle Riforme. Ma dove viviamo, dove siamo? Imbracciare i fucili? Con queste parole il Paese non reggerà, la destra è solo capace di seminare odio e paura». Il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace: «A Bossi qualcuno dovrebbe ricordare che in Parlamento hanno votato la legge che loro stessi hanno definito porcata. A Milano fanno la faccia feroce, a Roma stanno a tavola con i loro padroni». Giuseppe Giulietti, portavoce del movimento Articolo 21: «Berlusconi ora il dovere morale di prendere le distanze e di rompere l’alleanza con Bossi». In precedenza aveva detto Silvio Berlusconi a Palermo: « Ciò che lega me e Bossi è un’autentica amicizia fraterna. Noi consideriamo i nostri alleati carne della nostra carne e sangue del nostro sangue».


Corriere della Sera 06 aprile 2008

 

 

Berlusconi: chi vota Pd non è coglione. E chi vota Berlusconi?

Il Cavaliere sulla battuta del 2006: «La gente di sinistra è in buona fede»
di Wildgreta
Ora siamo tutti più tranquilli. Berlusconi ha assolto chi vota o voterà PD. Archiviate le espressioni volgari, oggi Silvio bolla soltanto come “inutile” il voto ALL’UDC dell’odiato Casini e a La Destra dell’amico del volgo, Storace. Non credo che consideri la Santanchè un problema, tanto pensa che, qualora servisse, basterà un fischio e lei che è donna, cadrà orizzontalmente ai suoi piedi.Pizza, ormai, è sotto l’ala protettrice di Berlusconi e, tra un comizio e l’altro, i candidati fanno scommesse su cosa gli abbia promesso per non insistere sul rinvio del voto. Del resto, se gli ultimi sondaggi vedevano notevolmente ridotta la distanza fra i due schieramenti più grossi, lo slittamento delle elezioni avrebbe dato altro tempo agli elettori per pensare. E si sa, che a pensarci troppo, si rischia di cambiare idea. Un ultima annotazione: il sito di Silvio stasera titola:”Ci vogliono imbrogliare” .Il politico più paranoico d’italia, questa volta ha ragione, le schede elettorali sono fatte male. Quindi, eccolo spiegare agli elettori che chi vuole votare per lui deve mettere la croce sul simbolo PDL e non su quello della Lega. Bene, tutto chiaro? No. Il nostro continua, spiegando che non bisogna neppure mettere una croce gigante che abbracci i due simboli della coalizione Pdl-Lega. Capito? Niente croce gigante! Ricapitolando:chi vuole votare per lui voti solo per lui e non per qulcun’altro. E soprattutto, vietati gli “abbracci tra simboli”. Meno male che Silvio c’è.
La Stampa 4 aprile 2008
ROMA
Silvio Berlusconi in un’intervista all’Agi cambia la celebre espressione di due anni fa nei confronti degli elettori di sinistra e dice che nel 2006 «le mie parole furono travisate e io fui costretto a correggerle». Chi vota partito democratico «non è un coglione» ma «è in buona fede». Il leader del Pdl ricorda che «allora mi trovai all’interno della giunta dell’associazione dei commercianti e, dopo aver ricordato che la sinistra stava per portare in auge l’imposta sulle donazioni e quella sulle successioni, io dissi che non avrei creduto che tra noi ci fossero dei personaggi così coglioni da votare contro il proprio interesse. Questa cosa uscì fuori e la battuta venne attribuita nei confronti di tutti gli elettori della sinistra. Una cosa che io non mi sono mai permesso nè di fare nè di pensare. La gente che vota a sinistra lo fa in buona fede».

Il Cavaliere sostiene però che oggi «molti elettori di sinistra abbiano cambiato opinione. Possiamo infatti cambiare pagina dando il proprio voto a chi ha governato cinque anni e che anche sul piano internazionale è stato rispettato». Silvio Berlusconi ricorda che in cinque anni di governo la Cdl «ha dimostrato che i programmi vengono rispettati, mentre per la sinistra il programma non è altro che uno strumento per prendere il consenso durante la campagna elettorale, per poi metterelo nel cassetto».

Il leader del Pdl affronta anche il tema delle pensioni e assicura: «non prevediamo di intervenire sull’età lavorativa. Non si può continuare a cambiare – dice – perchè chi sta per andare in pensione deve fissare degli orizzonti, dei traguardi che non possono essere cambiati ad ogni cambio del governo. Prevediamo di intervenire sulle pensioni sotto i mille euro per adeguarle all’aumentato costo della vita. Una cosa giusta che uno stato giusto deve fare». Silvio Berlusconi preannuncia anche che in caso di vittoria il primo viaggio da premier lo farà in Israele e spiega che il primo provvedimento sarà l’abolizione dell’Ici. Il leader del Pdl spiega che oltre ad abolire l’imposta sulla prima casa «detasseremo tutti i premi e gli incentivi di produzione, compresi gli straordinari. In questo modo i capifamiglia, lavorando di più, potranno avere al cento per cento ciò che l’impresa gli dà, in modo da avere più soldi da destinare ai consumi della famiglia». Il Cavaliere insiste anche sul voto utile ribadendo che scegliere i piccoli partiti di centrodestra come Udc o La Destra è «assolutamente inutile».

Berlusconi: “Mai più condoni”. E chi glielo dice al cane Gunther?

di Wildgreta 

Forse ricorderete i soldi depositati in Liechenstein a nome del cane Gunther , quelli Tremontizzati dal famoso scudo fiscale e poi rientrati, bene è di ieri la brutta notizia che Berlusconi non farà più condoni. Magari vi darà un bonus per comprarvi la carrozzina se arriva un bebè, ma se avete milioni di euro all’estero, scordatevi di farli rientrare grazie a qualche legge ad hoc. Rassegnatevi a lasciarli sepolti laggiù, sperando che non se ne accorga nessuno. E le tasse? Tranquilli, Berlusconi, se vincerà, promette di arrivare in breve ad una bella aliquota unica al 33%. Come? Puntando sull’evasione e l’elusione fiscale. Di chi? Di quelli che ha aiutato nel suo precedente governo. I favori si rendono.

Avendo fatto fuori tutte le sue spine nel fianco, (Casini e la Destra), Berlusconi annuncia poi che “non farà la fine di Romano Prodi”. E’ un illuso. Cosa crede, che basti l’autoeliminazione di Mastella (al quale, per altro dovrebbe fare un ponte d’oro non sullo stretto, ma da Roma a Ceppaloni) per mettersi al riparo dai traditori? I traditori spuntano come funghi nel terreno umido della politica, quindi, stia attento, Silvio o si ritroverà in pensione senza neppure poter usare lo “scivolo” (è troppo anziano).

Ah, dimenticavo, il suo odio per Casini deriva dal fatto che non gli ha permesso di eliminare la par condicio….

Politiche 2008: le battute più belle dei primi trenta giorni

 LA STORIA – NEL TACCUINO DEI PRIMI TRENTA GIORNI
 

Silvio spodestato, Santanchè regina del battutario
Bilancio già ricco a metà della campagna elettorale. Tra le gaffe Oscar a Di Pietro e al suo 13° apostolo

MATTIA FELTRI
ROMA
Peccato di pantalone pronta assoluzione, dicono i saggi di Sicilia, e fra tutti i merli maschi della politica italiana il più cascamorto è sempre Silvio Berlusconi. Se c’è una femmina nei paraggi non si contiene: «Tutte si innamorano di me, che ci posso fare?». La sua campagna elettorale prevede una battuta al giorno, e almeno una a settimana sulle signore: «La faccio, la foto. Ma soltanto con le donne. Mi chiamo Silvio, ma Berlusconi, non come quell’altro». Quell’altro era Silvio Sircana, il portavoce unico fotografato mentre sbirciava dal finestrino i trans romani. Spesso le facezie del Cavaliere sono buone, spesso passabili, spesso inascoltabili. E’ che la politica italiana non scala le vette del senso dell’umorismo. «Tuteliamo i figli di Berlusconi», ha puntato all’ironia Pietro Marcenaro (Pd), e riferendosi ai giovani eredi dati in sposi alle precarie e in corsa per Alitalia dal frizzante genitore.

La vena comica, nella prima fase della campagna elettorale, ha accarezzato il sublime sulle ali dell’involontarietà: «Berlusconi ha segnato un’epoca come De Gaulle», ha sostenuto Gianfranco Rotondi. «E’ meglio abortire che dare i figli all’orfanotrofio, con tutti i pedofili che ci sono in giro», ha spiegato Franca Rame. Da podio olimpico l’uscita di Antonio Di Pietro a proposito di Sergio De Gregorio: «Anche Gesù Cristo ha sbagliato con gli apostoli: uno su tredici lo ha tradito». Ma gli apostoli erano dodici. E’ che il candidato deve fare colpo, specie il candidato paracadutato. Luca Barbareschi: «Ho seguito le polemiche sulla mia candidatura. Da sardo avrei fatto lo stesso. Però sappiate che io ho fatto politica da sempre e, da velista, conosco la Sardegna metro per metro». Michaela Biancofiore, bolzanina del Pdl in lista in Campania, scruta l’albero genealogico: «Ho uno zio acquisito ad Avellino. Sono stata spesso in vacanza in costiera amalfitana, Ravello, Positano, ma anche Ischia e Capri». Paracadutavano questo ed escludevano quello. Come Beppe Lumia, poi recuperato. «Non è vero che è stato escluso. Semplicemente non è stato incluso», ha precisato il presidente della provincia di Enna, Cataldo Salerno (Pd).

Ma, insomma, l’aspirante leader si cimenta. Il pubblico gradisce ironia e sarcasmo. Berlusconi è un riciclatore, c’è una battuta che fa a ogni tornata, stavolta di nuovo. Ha visto un bambino e gli ha chiesto: «Quanti anni hai?». Sei, ha risposto il piccolo. «Alla tua età io ne avevo già otto». L’infanzia stuzzica anche Walter Veltroni. E’ stato a pranzo da una famiglia di Orzano (Ravenna) e poi ha squadernato un disegno del bimbo con scritto: «Walter è forte e io lo tifo». «Ha trovato il modo di mangiare a sbafo», ha replicato Berlusconi. «Se parla di Prodi, gli fermano il pullman e gli sgonfiano le ruote», ha aggiunto Gianfranco Fini. Ma pure lui è un bell’obiettivo. Specialmente di Daniela Santanchè, autentica scoperta di queste settimane: «Fini non ha sangue nelle vene». Così così, ma viene a seguito di altre migliori: «Che soddisfazione vedere Fini trasformato in valletta. Finalmente una valletta maschio», ha detto dopo averlo visto sul palco del Palalido a fianco del capo. E poi: «Fini ora è come Enrico Bondi: un dirigente d’azienda in attesa di promesse da leader che non vedrà mai mantenute». Lei, inoltre, è sessualmente eclettica: «Ci sarà la parità soltanto quando la più cretina sarà al posto di comando». Oppure: «Tutte le donne hanno la sindrome dell’ape regina. Vogliono essere l’unica».

La spiritosaggine più famosa è, però, anche una delle meno riuscite: «Alle precarie dico: sposate mio figlio». Made in Berlusconi, naturalmente. Ma l’ottimo Raffaele Bonanni ne ha subito infilata una discreta: «Buona idea. Ma i precari sono molti, i ricchi sono pochi». «E non sono nemmeno poligami», ci ha messo il carico Franco Giordano. Certi temi vanno lasciati a chi è del ramo, come Luciana Sbarbati, repubblicana in quota Pd: «Vengo dalla società civile: ho lavorato nel sociale». Anche la Sbarbati, come Barbareschi, è stata dirottata in Sardegna, e lei pure ha però un buon aggancio: «In molti ricordano con piacere il comizio di Cagliari in cui ero sul palco con Prodi, Fassino e gli altri».

Peccato che gli acciacchi abbiano rallentato Francesco Cossiga, grande showman. Ma una notevole l’ha sfoderata: «Ho anche pensato di votare Bertinotti, ma solo se avesse avuto il coraggio di mettere la falce e il martello nel simbolo». Ci ha pensato un vecchio sodale, Ciriaco De Mita, a tenere issata la bandiera democristiana: «Pd e Pdl promettono di tutto senza dire come faranno. E’ come se io dicessi agli elettori che è pronta una spiaggia a Nusco». E ancora più su: «Udc? dalle mie parti vuol dire U Demita Ciriaco». Spesso ci si dirotta sul mezzo insulto, o tre quarti: «Veltroni è laureato in fiction», ha annunciato Berlusconi. «E ci si pulisca il culo», ha risposto Francesco Storace-Totò al mago Otelma che gli offriva una favorevole carta astrale. «Ciarrapico rappresenta l’inciucio anche fisicamente», ha declamato la solita Santanchè. «Lo trattano come uno sguattero», ha riferito il medesimo Ciarrapico a proposito di Fini. «Ma chi è ‘sto Juncker? Me pare ‘no yogurt», ha suggerito Alessandra Mussolini del presidente dell’eurogruppo popolare.

«La politica non è mai scesa così in basso», ha commentato il povero Clemente Mastella. Forse perché Raffaele Lombardo vuole fare della Sicilia «una nuova Irlanda». O perché secondo Sandra Zampa «Prodi è un uomo che il mondo cerca». O, ancora, perché «con l’hard a modo mio ho fatto politica», ha sentenziato Milly D’Abbraccio. Si cade in basso ma si festeggia: «Hanno fatto miss Padania e ha vinto una di Grosseto. Certe cose non si possono spiegare neanche ai lombrichi», ha sospirato Veltroni. Meno male che qualcuno mantiene il senso del limite: «Penso che sia più facile che Bertinotti diventi Papa piuttosto che io diventi deputato». Il premio di mezza campagna va a lui, Francesco Masina, candidato numero 33 dell’Udc in Emilia Romagna.

La Stampa 23 marzo 2008

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