Veltroni:”Non bisogna chiedersi da dove viene il PD ma dove sta andando” e,soprattutto, dove verrà mandato…

 

Dopo il Berlusconi-statista, nasce il Veltroni- Pilato

Di Wildgreta 

Veltroni:”Siamo un partito nuovo e la domanda non è da dove si viene, ma dove si va”

Veltroni:Bisogna cercare di evitare l’uso della forza il più possibile. Il problema i risolve con il senso di responsabilità di tutti. Ma perchè si risolva si deve spezzare quello che è il filone principale di tutti gli atteggiamenti ideologici: dire di no perchè la cosa riguarda me e il mio giardino”.

Queste sono le uniche dichiarazioni di Veltroni sugli scontri di Chiaiano e sul PD in generale. La fotografia che ho scelto,  è l’emblema del Veltroni attuale, un “paladino del nulla” che guarda ad un passato molto lontano, per scrollarsi di dosso qualsiasi responsabilità. Incurante di analizzare il problema-rifiuti nei suoi aspetti più inquietanti, paranoico sulla possibilità che salti l’accordo con Berlusconi sulle riforme,  benedice la permanenza di Bassolino alla guida della Campania, facendo finta che non sia successo nulla durante la sua gestione. Dicendo che non si deve chiedere da dove venga il PD, fa una gigantesca operazione di scarica barile su entità astratte che, in passato, hanno commesso degli errori ma che con lui e il suo PD non c’entrano nulla. Walter è nato oggi, tutto il resto non è mai esistito. Così, se qualche tafferuglio fra il popolo e lo stato gli intralcia il cammino, lui lo archivia come un capriccio. E così dopo il Berlusconi- statista, dovremmo benedire il Veltroni-Pilato?  E Kennedy che fine ha fatto?

Sulla sindrome NIMBY, ovvero “NON NEL MIO GIARDINO”, ho scritto questo articolo Veltroni, gli scontri a Chiaiano e la sindrome NIMBY per cui non voglio ripetermi. Sulle pieghe inquietanti dell’emergenza rifiuti, vi consiglio la lettura di questi articoli, già pubblicati su questo sito:

Rifiuti: genesi dell’emergenza.Quei treni bloccati per la Germania compare l’ombra della camorra

RIFIUTI: RETE TECNICI CHIAIANO, CAVE A RISCHIO FRANE

Rifiuti Campania:il professor Ortolani esprime perplessità sul decreto

Chiaiano: «Gli agenti hanno voluto la violenza a tutti i costi»

Chiaiano, la gente: “Avevamo le mani alzate, hanno picchiato anche i bambini e preso a calci le donne”

Chiaiano: «Gli agenti hanno voluto la violenza a tutti i costi»

il manifesto del 25 Maggio 2008

Il racconto dei feriti: «Stavamo trattando quando è partita la carica. Non c’era bisogno di usare la violenza». In molti hanno scelto di non recarsi in ospedale
Ilaria Urbani
Napoli Non è difficile individuare la stanza del reparto di ortopedia dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, in provincia di Napoli, dove sono ricoverati due dei manifestanti feriti ieri mattina a Chiaiano. Le urla di dolore si sentono da lontano. Vincenzo Gargiulo, muratore di 23 anni e Maurizio Pirozzi, venditore ambulante di 38, si trovano in due letti a pochi passi l’uno dall’altro. Entrambi sono caduti da un muretto di otto metri mentre tentavano di mettersi in salvo dalla violenta carica della polizia e si sono fratturati il tallone. I due saranno operati e ne avranno per un bel po’. Mentre Vincenzo si torce nel letto e non trova la forza per fare uscire la voce, Maurizio è un fiume in piena e ripercorre minuto dopo minuto quell’ora di follia che ha fatto piombare Chiaiano nel caos totale. Vive a Marano a un chilometro dalla cava dove dovrebbe nascere la discarica. Padre di due bambini di 1 e 5 anni. «La polizia ha cercato lo scontro a tutti i costi – racconta Maurizio – i manifestanti stavano trattando con i celerini. Si era detto quattro o cinque agenti in borghese liberano la strada dall’autobus e invece subito è partita la carica. A quel punto ho iniziato a correre, un poliziotto con il casco mi ha preso la telecamera con cui stavo filmando. Sono salito sul muretto per fuggire e sono caduto. Se avessi battuto la testa, molto probabilmente non sarei qui ora. E’ importante dire che nessuno tra i dimostranti cercava la violenza – spiega ancora Maurizio, invalido all’80 % per un problema a un occhio e un enfisema polmonare – ma è impensabile che vogliano costruire la discarica a meno di un chilometro dal centro cittadino. Esistono intere distese di terreno lontane dalle zone abitate, perché proprio a Chiaiano vicino a quattro ospedali e a centinaia di appartamenti?». Intanto Vincenzo mentre aspetta la visita dell’ortopedico, non riesce a smettere di urlare. Le fitte sono lancinanti. Leggi il seguito di questo post »

Chiaiano, la gente: “Avevamo le mani alzate, hanno picchiato anche i bambini e preso a calci le donne”

 

di Wildgreta

Vorrei che nei giornali, oltre al plauso nei confronti del “governo forte”, trovasse posto anche la riflessione. Vorrei che i politici di sinistra o semplicemente intelligenti, cominciassero a riflettere sulle conseguenze che sta assumendo questo atteggiamento scellerato. Il pugno di ferro non ha mai pagato in termini di soluzione dei problemi e, a mio avviso, non pagherà ora. Leggete l’intervista al professor Otolani, trovate in rete altre testimonianze e non accontentatevi degli scarni comunicati di cronisti e politici. La guerra di Chiaiano è solo l’inizio e se nessuno capisce la gravità di ciò che sta accadendo, ho paura di immaginare quali saranno le conseguenze. Conccetti come “Pugno di ferro” “Tolleranza Zero”, oltre ad alimentare la violenza, evocano terribili pagine di storia che credevamo sepolte. Oggi il popolo di Chiaiano parla di “nuovi fascisti”  a proposito del governo e di Bassolino. Eppure il Partito Democratico non ha nulla da dire e Veltroni liquida la faccenda addossando le responsabilità a chi non ha fatto nulla per i rifiuti in passato. Parla di un partito a cui non bisogna chiedere “da dove viene, ma solo dove va” . Un modo per chiamarsi fuori dalle responsabilità? Comunque, la domanda su dove vada il Partito Democratico, me la sono posta anch’io e, sinceramente, non ho ancora trovato una risposta.

Fonte testimonianza gente di Chiaiano: video reporter.it

Veltroni, gli scontri a Chiaiano e la sindrome NIMBY

 

 

di Wildgreta

Nelle ultime settimane, il comportamento del Partito Democratico è apparso a molti elettori del PD e della sinistra in genere, piuttosto strano. “Strano” è ovviamente un eufemismo, visto che ci siamo domandati a cosa miri questa strategia politica: ad aumentare il consenso? E dove? A destra? Già, perchè a sinistra lo sta perdendo su tutti i fronti. Non c’è blog o sito internet politico in cui autori e visitatori apprezzino l’operato di Veltroni. E la situazione è certamente peggiorata dopo la sua partecipazione a Ballarò, quando ha introdotto un acronimo americano per parlare del problema dei rifiuti a Napoli, il NIMBY. Ovvero il famoso “Not in my backyard” (Non nel mio giardino). Ovvio che bollando come “SINDROME NIMBY” centinaia di studi, dati, rilevazioni  non si intenda aiutare il dialogo fra le parti, non si intenda vagliare tutte le proposte fatte rispetto ai luoghi più idonei a sostenere delle discariche (quelli che non presentino falde acquifere, rischi per la popolazione, eccetera, eccetera). Con il Nimby si è semplicemente voluto dire:”State zitti, perchè da qualche parte bisogna farle“. Pare che fra i siti presenti nel decreto ce ne sia uno definito dagli esperti “bomba chimica” e che lo stesso De Gennaro aveva bocciato dando ragione alla popolazione

Ma ora De Gennaro non c’è più e al suo posto sono stati investiti dell’ingrato compito Bertolaso e l’esercito, con la collaborazione della polizia. Cosa significa tutto questo? Che l’esercito dirimerà tutte le prossime controversie fra popolazione, amministratori locale e governo centrale? Cosa diventeremo? Uno stato di polizia? Così lo stato, assente per anni, all’improvviso si sveglia e manda l’esercito perchè non ha altra scelta? Ma non si è capito che la popolazione campana è rimasta inascoltata e, nel momento in cui si è accertato che aveva ragione, è assurdo mandarle contro l’esercito per risolvere un problema che lo stato e i governi non hanno mai voluto nè saputo affrontare? E Veltroni cosa pensa di tutto questo? Nulla, o megio, NIMBY.

Voglio essere, però utile a Veltroni, fornendogli un nuovo acronimo che potrà utilizzare quando si concederà ad un altra trasmissione televisiva (escluso Anno Zero, naturalmente):Gli anglofoni, per indicare la degenerazione estrema della sindrome NIMBY, utilizzano l’acronimo BANANA che sta per Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything (lett. “Non costruire assolutamente nulla in alcun luogo vicino a niente”). In questo modo, il Partito Democratico, potrebbe ridurre al minimo il suo impegno politico risparmiando un mucchio di tempo. Potrebbe rispondere a cittadini, giornalisti, e “ministri al sole” che gli chiedono un parere sulle manifestazioni di protesta con una sola parola: “BANANA”

 

Veltroni: Non faremo più un’alleanza come l’Unione

“Non faremo più un’alleanza come l’Unione: tutti insieme contro qualcuno” Lo ha ribadito il leader Pd,Veltroni al Forum dei circoli del partito.”Sarà un partito federale dentro un’idea federale dello Stato. Siamo un partito nuovo e la domanda non è da dove si viene, ma dove si va”.Poi ha invitato la sinistra radicale a fare autocritica e a non ragionare più su una lettura ideologica. Veltroni ha ammesso: “Alla destra invidio la combattività. Alemanno ha perso contro di me e ora ha vinto. Dobbiamo imparare a combattere”.

Rifiuti, pubblicata la lista delle discariche: proteste e scontri.


La rabbia dei sindaci “non informati”

Sette manifestanti finiti in questura, tre arresti e 9 feriti, tra cui sei agenti. È il bilancio della notte di scontri a Chiaiano, il quartiere di Napoli dove presto nascerà una delle dieci discariche che il governo ha deciso di aprire per risolvere il problema dei rifiuti. Leggi il seguito di questo post »

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