Storace: Berlusconi un fuorilegge

22:20 11-04-2008

Santanche’: pronta a farmi uccidere per la fiamma tricolore

 

(ANSA) – ROMA, 11 APR – ‘Berlusconi e’ un fuorilegge. L’unica risposta e’ in sede penale e soprattutto civile’: lo ha detto il segretario de La Destra, Storace. ‘L’ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, – ha sottolineato Storace – denota uno straordinario sprezzo delle regole’. Poco prima, dal palco del Pantheon, la candidata premier de La Destra, Daniela Santanche’, aveva detto: ‘sono pronta a farmi uccidere per portare avanti la destra e la fiamma tricolore’.

Politiche 2008: le battute più belle dei primi trenta giorni

 LA STORIA – NEL TACCUINO DEI PRIMI TRENTA GIORNI
 

Silvio spodestato, Santanchè regina del battutario
Bilancio già ricco a metà della campagna elettorale. Tra le gaffe Oscar a Di Pietro e al suo 13° apostolo

MATTIA FELTRI
ROMA
Peccato di pantalone pronta assoluzione, dicono i saggi di Sicilia, e fra tutti i merli maschi della politica italiana il più cascamorto è sempre Silvio Berlusconi. Se c’è una femmina nei paraggi non si contiene: «Tutte si innamorano di me, che ci posso fare?». La sua campagna elettorale prevede una battuta al giorno, e almeno una a settimana sulle signore: «La faccio, la foto. Ma soltanto con le donne. Mi chiamo Silvio, ma Berlusconi, non come quell’altro». Quell’altro era Silvio Sircana, il portavoce unico fotografato mentre sbirciava dal finestrino i trans romani. Spesso le facezie del Cavaliere sono buone, spesso passabili, spesso inascoltabili. E’ che la politica italiana non scala le vette del senso dell’umorismo. «Tuteliamo i figli di Berlusconi», ha puntato all’ironia Pietro Marcenaro (Pd), e riferendosi ai giovani eredi dati in sposi alle precarie e in corsa per Alitalia dal frizzante genitore.

La vena comica, nella prima fase della campagna elettorale, ha accarezzato il sublime sulle ali dell’involontarietà: «Berlusconi ha segnato un’epoca come De Gaulle», ha sostenuto Gianfranco Rotondi. «E’ meglio abortire che dare i figli all’orfanotrofio, con tutti i pedofili che ci sono in giro», ha spiegato Franca Rame. Da podio olimpico l’uscita di Antonio Di Pietro a proposito di Sergio De Gregorio: «Anche Gesù Cristo ha sbagliato con gli apostoli: uno su tredici lo ha tradito». Ma gli apostoli erano dodici. E’ che il candidato deve fare colpo, specie il candidato paracadutato. Luca Barbareschi: «Ho seguito le polemiche sulla mia candidatura. Da sardo avrei fatto lo stesso. Però sappiate che io ho fatto politica da sempre e, da velista, conosco la Sardegna metro per metro». Michaela Biancofiore, bolzanina del Pdl in lista in Campania, scruta l’albero genealogico: «Ho uno zio acquisito ad Avellino. Sono stata spesso in vacanza in costiera amalfitana, Ravello, Positano, ma anche Ischia e Capri». Paracadutavano questo ed escludevano quello. Come Beppe Lumia, poi recuperato. «Non è vero che è stato escluso. Semplicemente non è stato incluso», ha precisato il presidente della provincia di Enna, Cataldo Salerno (Pd).

Ma, insomma, l’aspirante leader si cimenta. Il pubblico gradisce ironia e sarcasmo. Berlusconi è un riciclatore, c’è una battuta che fa a ogni tornata, stavolta di nuovo. Ha visto un bambino e gli ha chiesto: «Quanti anni hai?». Sei, ha risposto il piccolo. «Alla tua età io ne avevo già otto». L’infanzia stuzzica anche Walter Veltroni. E’ stato a pranzo da una famiglia di Orzano (Ravenna) e poi ha squadernato un disegno del bimbo con scritto: «Walter è forte e io lo tifo». «Ha trovato il modo di mangiare a sbafo», ha replicato Berlusconi. «Se parla di Prodi, gli fermano il pullman e gli sgonfiano le ruote», ha aggiunto Gianfranco Fini. Ma pure lui è un bell’obiettivo. Specialmente di Daniela Santanchè, autentica scoperta di queste settimane: «Fini non ha sangue nelle vene». Così così, ma viene a seguito di altre migliori: «Che soddisfazione vedere Fini trasformato in valletta. Finalmente una valletta maschio», ha detto dopo averlo visto sul palco del Palalido a fianco del capo. E poi: «Fini ora è come Enrico Bondi: un dirigente d’azienda in attesa di promesse da leader che non vedrà mai mantenute». Lei, inoltre, è sessualmente eclettica: «Ci sarà la parità soltanto quando la più cretina sarà al posto di comando». Oppure: «Tutte le donne hanno la sindrome dell’ape regina. Vogliono essere l’unica».

La spiritosaggine più famosa è, però, anche una delle meno riuscite: «Alle precarie dico: sposate mio figlio». Made in Berlusconi, naturalmente. Ma l’ottimo Raffaele Bonanni ne ha subito infilata una discreta: «Buona idea. Ma i precari sono molti, i ricchi sono pochi». «E non sono nemmeno poligami», ci ha messo il carico Franco Giordano. Certi temi vanno lasciati a chi è del ramo, come Luciana Sbarbati, repubblicana in quota Pd: «Vengo dalla società civile: ho lavorato nel sociale». Anche la Sbarbati, come Barbareschi, è stata dirottata in Sardegna, e lei pure ha però un buon aggancio: «In molti ricordano con piacere il comizio di Cagliari in cui ero sul palco con Prodi, Fassino e gli altri».

Peccato che gli acciacchi abbiano rallentato Francesco Cossiga, grande showman. Ma una notevole l’ha sfoderata: «Ho anche pensato di votare Bertinotti, ma solo se avesse avuto il coraggio di mettere la falce e il martello nel simbolo». Ci ha pensato un vecchio sodale, Ciriaco De Mita, a tenere issata la bandiera democristiana: «Pd e Pdl promettono di tutto senza dire come faranno. E’ come se io dicessi agli elettori che è pronta una spiaggia a Nusco». E ancora più su: «Udc? dalle mie parti vuol dire U Demita Ciriaco». Spesso ci si dirotta sul mezzo insulto, o tre quarti: «Veltroni è laureato in fiction», ha annunciato Berlusconi. «E ci si pulisca il culo», ha risposto Francesco Storace-Totò al mago Otelma che gli offriva una favorevole carta astrale. «Ciarrapico rappresenta l’inciucio anche fisicamente», ha declamato la solita Santanchè. «Lo trattano come uno sguattero», ha riferito il medesimo Ciarrapico a proposito di Fini. «Ma chi è ‘sto Juncker? Me pare ‘no yogurt», ha suggerito Alessandra Mussolini del presidente dell’eurogruppo popolare.

«La politica non è mai scesa così in basso», ha commentato il povero Clemente Mastella. Forse perché Raffaele Lombardo vuole fare della Sicilia «una nuova Irlanda». O perché secondo Sandra Zampa «Prodi è un uomo che il mondo cerca». O, ancora, perché «con l’hard a modo mio ho fatto politica», ha sentenziato Milly D’Abbraccio. Si cade in basso ma si festeggia: «Hanno fatto miss Padania e ha vinto una di Grosseto. Certe cose non si possono spiegare neanche ai lombrichi», ha sospirato Veltroni. Meno male che qualcuno mantiene il senso del limite: «Penso che sia più facile che Bertinotti diventi Papa piuttosto che io diventi deputato». Il premio di mezza campagna va a lui, Francesco Masina, candidato numero 33 dell’Udc in Emilia Romagna.

La Stampa 23 marzo 2008

SANTANCHE’, DONNE NON VOTATE BERLUSCONI

“Il voto piu’ inutile che le donne italiane possono esprimere e’ quello per Berlusconi visto che sappiamo bene cosa pensa davvero delle donne”: e’ quanto ha detto oggi a Treviso Daniela Santanche’, candidato premier della Destra, replicando alel dichiarazioni di Berlusocni sul voto inutile. “Berlusconi ha sempre uitilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto di appoggio per sembrare piu’ alto dei veri nanetti di cui si circonda. Il voto della Destra e’ invece utilissimo perche’ serve a rompere i vecchi giochi della politica e a rimettere valori e ideali che non devono essere cancellati”, conclude la Santanche’.

La Repubblica 23 marzo 2008

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