Elezioni Amministrative giugno 2009: Comunali e Provinciali, tutti i risultati

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Elezioni Amministrative: Comunali e Provinciali, tutti i risultati

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Roma:”Di che colore è la notte? Nera”

Dopo la vittoria Alemanno dà appuntamento ai suoi in piazza del Campidoglio
“E’ rabbia, è amore, Roma tricolore”; “Rutelli in Romania”. E spuntano i saluti romani

Scoppia la festa degli ex missini
“Veltroni, ora dacci le chiavi”

di MATTEO TONELLI

ROMA – Un tricolore sventola in mano a Marco Aurelio. Ed è così che il condottiero romano, che troneggia in mezzo alla piazza del Campidoglio, diventa l’involontario testimonial del trionfo di Gianni Alemanno. Lui, un passato missino alle spalle, uno che porta, orgogliosamente, la celtica al collo, ex ministro gettato nell’agone della sfida della Capitale, ce l’ha fatta. Travolgendo Rutelli e portando, per la prima volta, un ex fascista al Campidoglio. Un fatto epocale per Roma che archivia la lunga stagione a guida centrosinistra e si affida, con entusiamo, alla destra.

E la destra festeggia. Per le strade, dove i tassisti, massicciamente schierati per Alemanno, improvvisano cortei a colpi di clacson. Nel comitato elettorale dove la tensione si scioglie quasi subito. Con il passare dei dati che levano ogni dubbio sull’esito finale. Tanto che Alemanno annuncia la vittoria a scrutinio in corso. Si affaccia dalla finestra, il candidato del Pdl. Saluta, tricolore in mano, la folla che blocca la strada. In testa, come al solito, i tassisti che invocano a gran voce un posto da senatore per il loro leader Bittarelli.

“Ci vediamo al Campidoglio” annuncia Alemanno. E’ quello il luogo simbolo. La collina da conquistare bandiere al vento. E mentre su Roma cala la sera, sono circa 500 quelli che rispondono all’appello del loro sindaco. Forse non moltissimi, ma conta poco. Tricolori ovunque e poi bandiere di An e del Pdl. Di celtiche nemmeno l’ombra, se non quella che si scorge al collo di qualche ragazzo. Si vede invece qualche saluto romano.

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Provinciali, a Roma avanti Zingaretti

Nove Province al voto (5 erano del centro-sinistra), con amministrazioni basate sugli schemi delle vecchie coalizioni dismesse a livello nazionale. In molti casi riutilizzate a livello delle consultazioni locali. I risultati sembrano riconfermare gli equilibri. Superano il 50% dei voti e passano al primo turno i Pd Francesco De Nisi a Vibo Valentia e Aniello Cimitile a Benevento (con l’Udeur oltre il 10%). Stessa sorte per il Pdl Dario Galli a Varese, roccaforte leghista, (Carroccio quasi al 30) e il leghista Pietro Fontanini a Udine. Gli altri 5 capoluoghi al ballottaggio.

Roma rinnovava il consiglio provinciale e comunale. Perso il confronto a livello regionale per 3 punti percentuali, il Pd si presentava in coalizione con Idv e la Sinistra Arcobaleno puntando a riconfermare i propri colori. A più di due terzi di sezioni scrutinate, Nicola Zingaretti (l’uscente Enrico Gasbarra sarà alla Camera) è fermo al 47% sul Pdl Alfredo Antoniozzi, fermo al 37%. Teodoro Buontempo della Destra e Armando Dionisi dell’Udc sono entrambi al 4,27%. Umberto Nardinocchi della lista dei grillini con oltre il 2%. Anticipando il risultato definitivo, il candidato Pd a Palazzo Valentini ha ammesso: «Siamo stati a un soffio dal primo turno. C’è stato un consenso enorme intorno alla mia candidatura. Il distacco dal mio principale avversario è forse superiore all’8-9 per cento». Però si andrà quasi certamente al ballottaggio e quindi sarà di nuovo campagna elettorale per 15 giorni: «Da domani mattina si ricomincia, nelle piazze e nelle strade; ora l’appello è :”Tutti al lavoro per non disperdere neanche mezzo voto”». Per Antoniozzi «la Sinistra ha subito una sonora sconfitta».

L’ex cartello del governo Prodi unito anche a Benevento, dove spira il vento di Ceppaloni e rialza la testa persino l’Udeur (al 10%): Aniello Cimitile, ex Rettore dell’Università sannita, si afferma al primo turno con il 55% sull’avversario del Pdl Mino Izzo fermo al 37%. L’Udc Erminia Mazzoni arriva fino al 6%. Alle precedenti consultazioni il Ds Carmine Nardone era passato con un plebiscitario 73%.

Giochi già chiusi al primo turno a Varese per Dario Galli: il candidato di centro-destra ha preso il 64%, grazie all’appoggio del Pdl e Lega, entrambi quasi al 30%, e dell’Udc che raccoglie quasi il 5%. Lo stesso era accaduto col Presidente uscente Reguzzoni, in una delle roccaforti del Carroccio. Lontano Daniele Aspesi del Pd (al 26,5) e Giampaolo Livetti della Sa al 4. «Io sono andato bene, in linea comunque con la tradizione di questa provincia» ha commentato il neo-eletto mentre l’avversario trova comunque un motivo di parziale soddisfazione: «Il Pd ha dimostrato anche a Varese di aver rimontato, con 7 punti in più circa rispetto a un anno fa».

Anche a Udine passa il leghista Pietro Fontanini, avviato a vincere al primo turno con una coalizione di cui fanno parte anche Pdl e Udc. A spoglio inoltrato ha ottenuto il 55%, alle sue spalle Diego Travan (Pd, Italia del Valori, Sa e Socialisti) al 39%.

Due consigli provinciali al rinnovo in Calabria. A Vibo Valentia ottiene la riconferma a Presidente il Pd Francesco De Nisi che passa con il 58%, lasciando il 23% a Francesco Miceli del Pdl. Vicini al 7% sia Barbara Citton della Sinistra arcobaleno e Stillitani dell’Udc.

Al ballottaggio per la provincia di Catanzaro Wanda Ferro, candidata Pdl, attestata intorno al 44% e il Pd Pietro Amato al 37. L’uscente Michele Traversa, di centro-destra, era passato al 2° turno con il 5% di scarto. Importante sarà il riposizionamento di Francesco Talarico dell’Udc, con un bacino di voti di circa l’11%. Commodori, della Sinistra Arcobaleno, al 5%.

Sandro Bondi, nome noto calato dalla Pdl per conquistare la provincia di Massa Carrara, già governata da una giunta di centro sinistra, porta al ballottaggio Angelo Osvaldo (Pd, Idv e Socialisti). L’ex coordinatore di Forza Italia ha raccolto il 32% dei voti contro il 41% dell’avversario. Se accordo ci sarà (come pare) con il candidato della Sinistra Arcobaleno, Narciso Buffoni, che ha realizzato il 13%, la viottoria la secondo turno dovrebbe essere agevole.

Complicata la questione ad Asti, dove governava il centro-destra. Andrà al ballottaggio la candidata Pdl Maria Armosino con il 44% e il Pd Roberto Peretti col 26%. Determinate quindi l’appoggio dell’indipendente Mariangela Cotto, che con la sua lista civica ha raccolto quasi il 20% mentre Dino Scanavino della Sa metterà sul piatto il 7% dei consensi.

Il centro-sinistra unito a Foggia (Pd, Di Pietro, Socialisti e Sa) porta al ballottaggio Francesco Paolo Campo, che con quasi il 45% affronterà Antonio Pepe (al 35%), candidato della Pdl. Decisivo l’appoggio che accorderà l’Udc Enrico Santaniello, che ha superato il 15%.

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