Voto in Abruzzo, crolla l’affluenza

 

Si eleggono il successore di Del Turco in Consiglio Regionale .Oggi urne aperte fino alle 15

PESCARA
Calano decisamente i votanti alle elezioni regionali in Abruzzo, con un’affluenza inferiore di 16 punti percentuali abbondanti rispetto al 2005 nella prima giornata di voto: alla chiusura dei seggi delle 22 di ieri ha votato solo il 34,9% degli aventi diritto contro il 51,7% registrato di tre anni fa, in un contesto peraltro ben diverso. Oggi urne aperte fino alle 15. Complice il bel tempo e il clima prenatalizio, evidentemente molti elettori hanno preferito una gita fuori città e un giro per i negozi, forse anche ripensando alle vicende giudiziarie che hanno portato ad anticipare le elezioni di quasi due anni.

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Abruzzo al voto. Del Turco pensa a correre col PDL alle europee.Uno più, uno meno…

delturgomangagelli

 DI PIETRO: “Del Turco, con le sue dichiarazioni, ha voluto indicare una via di salvezza per l’impunità processuale,   che può risiedere nel voto alla Popolo delle Libertà

domenica, 14 dicembre 2008

ROMA (Reuters) – In Abruzzo urne aperte oggi e domani per il primo turno delle elezioni regionali, anticipate dopo la vicenda dello scandalo sulle tangenti per la sanità che a luglio ha portato all’arresto dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco (Pd), che ora annuncia che alle Europee potrebbe correre con il Pdl.

I seggi hanno aperto i battenti stamattina alle 8 e si potrà votare fino alle 22, e ancora domani dalle 7 alle 15. Leggi il seguito di questo post »

Regionali in Abruzzo: affluenza in calo

 

elezioni

Alle 12 ha votato il 6,47% degli aventi diritto rispetto al 9,20% delle elezioni del 2005
L’AQUILA – Affluenza in calo in Abruzzo per le elezioni regionali nelle prime ore di voto: alle 12 ha votato il 6,47% degli aventi diritto rispetto al 9,20% delle elezioni del 2005. I dati provengono dal Viminale. Leggi il seguito di questo post »

Un giorno di Ordinaria follia:Berlusconi chiude la campagna in Abruzzo

silvio-berlusconi

di Wildgreta

Siccome la cronaca della giornata di Berlusconi che chiude la campagna elettorale di  Chiodi in Abruzzo, è un vero capolavoro, ve ne consiglio la lettura. Pensate, di solito questi articoli preferisco scriverli io, ma il giornalista de Il Centro è sicuramente impareggiabile, quindi, buon divertimento (se riuscite ancora a divertirvi con Berlusconi)…

Berlusconi e Toto tirano la volata a Chiodi
Chieti, il premier ringrazia il patron di Air One: decisivo nel salvataggio Alitalia
di Enrico Nardecchia
CHIETI. Il «do di petto» del tenore Piero Mazzocchetti e l’applauso di Carlo Toto, patron di Air One, che riceve un saluto speciale e un grazie dal premier «per Alitalia». A spingere Chiodi, nelle ultime ore di campagna elettorale, due big della musica e dell’imprenditoria targata Abruzzo. E quando, al grido di «Sil-vio, Sil-vio, Sil-vio», gli spalti del Palatricalle ribollono, Berlusconi, per un attimo, fa il capo-tifoso e lancia lui il coro: «Gian-ni, Gian-ni, Gian-ni».

La lunga partita della caccia al voto sta per finire e il candidato presidente della Regione un po’ si emoziona, sì, nel vedere il capo del governo che gli batte le mani. E che, alla fine, gli alza il braccio come si fa col pugile che ha vinto. Ultimi fuochi di campagna elettorale. Berlusconi torna in Abruzzo via Bruxelles. Qui, nel laboratorio politico che il Pdl vuole esportare alle altre regioni, il premier è ormai di casa. «Non ne comprerò una qui, ma voglio trascorrere del tempo nel vostro parco nazionale», dice ai cronisti.

«Avete una regione straordinaria, dai monti al mare». Sei giorni dopo la passeggiata in centro a Pescara, eccolo tuffarsi con giovanile entusiasmo tra la folla del Palatricalle (sugli spalti parecchi seggiolini vuoti), saltando il riposino in albergo. I suoi gli avevano riservato una stanza in un hotel di Francavilla ma il premier, lì, non ci arriverà mai. Dall’aeroporto sbarca dritto dritto a Chieti dove trova ad attenderlo i ragazzi di Azione universitaria di Chieti.

Liliana Ruffini, Angelo Petrucci e Giuseppe Petagine reggono le bandiere e, con le loro mani infreddolite, stringono quella del presidente del Consiglio. L’anteprima è il «Nessun dorma» eseguito con trasporto da Piero Mazzocchetti «un omaggio doveroso a Gianni, di cui sono amico, e a Berlusconi: entrambi apprezzano la musica e l’arte». Dentro, tra i Salini e i Catone e sindaci ed ex come il francavillese Angelucci, c’è l’imprenditore Carlo Toto, in prima fila proprio nel giorno in cui Alitalia viene ceduta a Cai.
«Voglio salutare un importante imprenditore vostro concittadino, assai capace e dal valente spirito», dice Berlusconi. «È qui il signor Toto: lo ringrazio a nome mio e anche del governo per l’impegno profuso per il buon fine della trattativa su Alitalia». Qui Toto balza in piedi e, per un attimo, la star del Palatricalle è lui, che qui gioca in casa. Ma poi la scena torna tutta del premier, che spazia dall’immondizia tolta a Napoli («Ora chi sgarra viene punito severamente»), alla riforma della giustizia («I pm dovranno dare del lei ai giudici»), passando per l’appello al voto utile («Chi sceglie Destra e Udc butta il voto»), fino alla stilettata a Di Pietro: «Il voto a lui è un atto di abiezione morale».

Poco prima di lasciare Chieti, Berlusconi rivela: «Stanotte non ho dormito per fare la guerra vittoriosa a Bruxelles. Oggi sono qui per sostenere Gianni Chiodi. Domani (oggi per chi legge, ndr), come sapete, si sposa mia figlia Marina, una cerimonia a cui tengo molto a Milano: posso fare tutto perché sono giovane. Vi porto il saluto di Gianni Letta che è rimasto a Roma alla protezione civile per la piena del Tevere: abbiamo la speranza che si possa evitare. Certo, questa ce la potevamo anche risparmiare».

E alla fine, salutando un Chiodi sempre più emozionato da tanta attenzione, Berlusconi gli strappa una promessa. «Non torno il 15 sera. Ma ci vediamo alla cena coi fiocchi che dovrai offrirmi: aperitivo, champagne francese, anche se io preferisco gli spumanti italiani, dolce e confetti della signora Pelino da riportare ai miei nipotini. Ci conto». E gli alza il braccio come fa l’arbitro, prima di rituffarsi tra la folla che canta l’inno a squarciagola e va a prendersi spintoni e gomitate solo per dire: «Io l’ho visto, io l’ho toccato».
(Il Centro 13 dicembre 2008)

Berlusconi a Pescara regala una collana di corallo rosa. A chi?

paola-pelino

Siccome a me viene la nausea, vi rimando a questo articolo con il quale concordo in pieno:

BERLUSCONI A PESCARA DA’ IL BUON ESEMPIO E FA SHOPPING IN GIOIELLERIA

Berlusconi: “Basta con la politica politicante”. Obama non avrebbe saputo fare di meglio e, forse, lo invidia

Berlusconi: “E’ finito il tempo della politica politicante” (?)

di Wildgreta

Finalmente abbiamo capito chi ha insegnato alla Gelmini ad inventare termini nuovi. Dopo il “basta con il daltrapartismo” e il piùsoldismo” di quel pozzo di cultura della Gelmini, arriva il maestro a coniare una frase che, certamente, resterà nei libri della storia politica italiana: Basta con “la politica politicante”. Obama, non avrebbe saputo fare di meglio e, forse, lo invidia.

Ed ecco che Berlusconi, alle prese con la campagna elettorale in Abruzzo, non trova strategie migliori che attaccare Di Pietro a casa sua. IDV è l’unico partito a non essere stato toccato dallo scandalo in Abruzzo tra quelli che sono in parlamento? E io dico che Di Pietro è violento, tiè.

 Ma la perla è quella sulle alleanze, che sarebbero “vecchia politica”, sì bisogna fare il partito unico, con il programma unico, naturalmente dopo aver varato il Maestro Unico, altrimenti come si fa? E così, anche di sabato, Berlusconi è riuscito a farci fare quattro risate, senza risolvere nessuno dei problemi del paese.
Silvio BerlusconiL’alleanza tra Idv e Pd “e’ un’alleanza da vecchia politica, con Di Pietro che spadroneggia e gli altri partiti che si inginocchiano davanti alla sua irruenza”.

Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso della campagna elettorale in Abruzzo. Il premier ha aggiunto: “Di Pietro e’ un uomo di violenza, il contrario di cio’ che dovrebbe essere un uomo politico di cui l’Italia ha bisogno”.

“Non e’ vero che io abbia posto veti. Non mi risulta che ci fossero patti e tantomeno patti siglati”. Cosi’ il premier Silvio Berlusconi, all’inizio del suo tour elettorale in Abruzzo per sostenere il candidato del Pdl Giovanni Chiodi, contesta l’esistenza di patti con l’Udc. Leggi il seguito di questo post »

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