Prima giornata della legalita’: 11 ottobre piazza Navona, al via i referendum

Intervista pubblicata su Il Riformista dove  Antonio di Pietro risponde ad alcune domande sull’appuntamento dell’11 ottobre a Piazza Navona per l’apertura della campagna referendaria contro il Lodo Alfano.

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Manifestazione 8 luglio 2008 piazza Navona

Il Riformista: Onorevole Di Pietro, di nuovo a Piazza Navona, quindi.
Antonio Di Pietro: Ebbene si. L’11 ottobre ci sarà il grande evento di apertura della nostra campagna referendaria “Salva premier 2008”. E’ il primo giorno utile per la raccolta delle firme. L’iniziativa ha già un nome: sarà “la prima giornata della legalità”. Leggi il seguito di questo post »

Le intercettazioni di Prodi e i falsi scoop di Panorama

Intercettazioni: Prodi non cade nel “trappolone” di Berlusconi
Il settimanale Panorama pubblica innocue conversazioni telefoniche del “consigliere” di Romano Prodi, il reggiano Alessandro Ovi. Il premier fa finta di indignarsi. Ma Prodi ribatte: nulla di illecito, pubblicate pure ma non cambiate la legge Leggi il seguito di questo post »

A Ferragosto anche la politica sotto l’ombrellone

 

Veltroni e l'ombrellone

8-14 20:39
di Silvia Gasparetto

(ANSA) ROMA – Il Viminale aperto per il consueto appuntamento con le forze dell’ordine è l’unica eccezione alla regola che vuole, almeno per il giorno di Ferragosto, anche la politica in toto in vacanza. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, insieme ai sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, sarà al lavoro per la riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza, mentre maggioranza e opposizione si godono gli ultimi scampoli di riposo sotto l’ombrellone. Se il Parlamento, infatti, riaprirà i battenti solo a settembre, i politici di entrambi gli schieramenti saranno impegnati, nella seconda metà di agosto, nelle feste di partito. Il 15 agosto, però, la parola d’ordine è relax. Leggi il seguito di questo post »

Intervista a Travaglio:”Lavorano tutti per Berlusconi, tranne Di Pietro”

 

Travaglio, intervista a Libero.it: “Nessuno ce la fa con Berlusconi. E del resto il Pd è un fallimento. Finirà che dovranno richiamare in servizio Prodi a 80 anni. Del resto se vanno avanti a fare opposizione in questo modo… Già stanno precipitando nei sondaggi. Alle prossime europee, se vanno avanti così finiranno sotto al 30%. Lavorano tutti per Berlusconi. Tranne Di Pietro.

Le intercettazioni sono utili sia ai magistrati per catturare i delinquenti, sia ai giornalisti per aiutarli a dimostrare che quel che tutti sapevano e che magari già si scriveva era vero. Io sono favorevole alla loro pubblicazione senza freni e senza limiti, se non quelli previsti dalla legge.

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Veltroni: “Respingere le analisi frettolose del voto”

ROMA – “C’e’ solo una cosa peggiore degli insuccessi elettorali ed e’ la spiegazione degli insuccessi elettorali. Che e’ quasi sempre frettolosa, predeterminata, fatta da insopportabili luoghi comuni”. Lo afferma il leader del Pd Walter Veltroni, intervenendo al 23mo congresso nazionale delle Acli. “Nulla e’ dato per sempre – ha affermato – ne’ la posizione di chi ha vinto ne’ quella di chi ha perso. Pensate al grande successo riportato l’anno scorso da Sarkozy e all’insuccesso del suo partito alle ultime elezioni. La nostra e’ una societa’ non ideologica che valuta e giudica i risultati per decidere se confermare o sostituire”. (Agr)

Commento di Wildgreta

Veramente chi si si è lanciato sin da subito nella corsa all’attribuzione delle colpe della disfatta sono stati proprio il PD e i suoi leader, attribuendo le responsabilità, nell’ordine a:

Romano Prodi

la Sinistra radicale

Antonio di Pietro

Francesco Rutelli

I Radicali

L’imprinting

21 febbraio 2008: Forza Italia prometteva “liste pulite”

di Wildgreta

Bondi 21 febbraio 2008: «Chi ha procedimenti in corso non sarà candidato. La regola non vale per processi di chiara origine politica».

Questo proclamava il probabile futuro ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi poco più di due mesi fa. Oggi è tutto dimenticato, e le bugie preelettorali non hanno impedito al PDL di vincere le elezioni nonostante abbia disatteso la promessa fatta. I parlamentari eletti nelle file del Partito delle Libertà che sono indagati, condannati o prescritti sono, infatti, 45. Qui trovate la lista completa  (l’unico partito che non ne ha è l’Italia dei Valori)

Oggi ho ritrovato per caso questo articolo de La Stampa del 21 febbraio 2008 e rileggendolo ho provato una strana sensazione. Ho pensato che, in fondo, a ben pochi politici interessano i cittadini. Sono ancora poche le persone che si informano bene prima di andare a votare, quindi contando su una macchina elettorale ricca di mezzi economici e televisivi, coloro che disattendono le promesse, rischiano di vincere nonostante bugie così macroscopiche. I giornali di tutto il mondo si stupiscono dell’esito delle elezioni italiane, e noi siamo qui a domandarci come sia potuto accadere. Un giornale tedesco, oggi, imputa tutto a Prodi. Sinceramente, non posso pensare che anche la perdita della mia vasca da bagno, della quale si lamenta l’inquilina del piano di sotto, si possa imputare a un errore di Prodi. Ma degli errori ci sono stati e d’ora in poi si riperquoteranno su milioni di persone, senza averli neppure individuati con certezza.

Articolo La Stampa 21 febbraio 2008

Miccichè-Lombardo, Sicilia spacca Pdl

ROMA
Dopo il pressing di Fini e della Lega, arriva il via libera di Forza Italia alle “liste pulite”. Nel Popolo delle libertà, alle prossime elezioni, non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. La conferma arriva dalla lettera che Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha inviato ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi.

Le conferme
«Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati – scrive Bondi – , esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione» dalle liste del Pdl. Leggi il seguito di questo post »

Veltroni analizza il voto: “Sconfitta, ma anche miracolo”

In una lunga intervista di Massimo Giannini su Repubblica di oggi, Walter Veltroni analizza i motivi della sconfitta alle elezioni, commenta i risultati degli altri partiti, spiega le strategie dell’opposizione.”Io non ho alcuna difficoltà a parlare di sconfitta – dice Veltroni – Ma attenzione. La sconfitta c’è stata nella sfida per il governo: ero il primo a sapere che questa era una missione difficilissima, che non era certo facile vincere in soli quattro mesi invertendo una tendenza negativa consolidata in due anni. Ma se guardiamo alla costruzione di una grande forza riformista, allora non si può proprio parlare di sconfitta: è stato un miracolo, perché oggi quella forza ha recuperato più di 10 punti, esiste ed è finalmente una realtà del Paese”. Leggi il seguito di questo post »

Politiche 2008: le battute più belle dei primi trenta giorni

 LA STORIA – NEL TACCUINO DEI PRIMI TRENTA GIORNI
 

Silvio spodestato, Santanchè regina del battutario
Bilancio già ricco a metà della campagna elettorale. Tra le gaffe Oscar a Di Pietro e al suo 13° apostolo

MATTIA FELTRI
ROMA
Peccato di pantalone pronta assoluzione, dicono i saggi di Sicilia, e fra tutti i merli maschi della politica italiana il più cascamorto è sempre Silvio Berlusconi. Se c’è una femmina nei paraggi non si contiene: «Tutte si innamorano di me, che ci posso fare?». La sua campagna elettorale prevede una battuta al giorno, e almeno una a settimana sulle signore: «La faccio, la foto. Ma soltanto con le donne. Mi chiamo Silvio, ma Berlusconi, non come quell’altro». Quell’altro era Silvio Sircana, il portavoce unico fotografato mentre sbirciava dal finestrino i trans romani. Spesso le facezie del Cavaliere sono buone, spesso passabili, spesso inascoltabili. E’ che la politica italiana non scala le vette del senso dell’umorismo. «Tuteliamo i figli di Berlusconi», ha puntato all’ironia Pietro Marcenaro (Pd), e riferendosi ai giovani eredi dati in sposi alle precarie e in corsa per Alitalia dal frizzante genitore.

La vena comica, nella prima fase della campagna elettorale, ha accarezzato il sublime sulle ali dell’involontarietà: «Berlusconi ha segnato un’epoca come De Gaulle», ha sostenuto Gianfranco Rotondi. «E’ meglio abortire che dare i figli all’orfanotrofio, con tutti i pedofili che ci sono in giro», ha spiegato Franca Rame. Da podio olimpico l’uscita di Antonio Di Pietro a proposito di Sergio De Gregorio: «Anche Gesù Cristo ha sbagliato con gli apostoli: uno su tredici lo ha tradito». Ma gli apostoli erano dodici. E’ che il candidato deve fare colpo, specie il candidato paracadutato. Luca Barbareschi: «Ho seguito le polemiche sulla mia candidatura. Da sardo avrei fatto lo stesso. Però sappiate che io ho fatto politica da sempre e, da velista, conosco la Sardegna metro per metro». Michaela Biancofiore, bolzanina del Pdl in lista in Campania, scruta l’albero genealogico: «Ho uno zio acquisito ad Avellino. Sono stata spesso in vacanza in costiera amalfitana, Ravello, Positano, ma anche Ischia e Capri». Paracadutavano questo ed escludevano quello. Come Beppe Lumia, poi recuperato. «Non è vero che è stato escluso. Semplicemente non è stato incluso», ha precisato il presidente della provincia di Enna, Cataldo Salerno (Pd).

Ma, insomma, l’aspirante leader si cimenta. Il pubblico gradisce ironia e sarcasmo. Berlusconi è un riciclatore, c’è una battuta che fa a ogni tornata, stavolta di nuovo. Ha visto un bambino e gli ha chiesto: «Quanti anni hai?». Sei, ha risposto il piccolo. «Alla tua età io ne avevo già otto». L’infanzia stuzzica anche Walter Veltroni. E’ stato a pranzo da una famiglia di Orzano (Ravenna) e poi ha squadernato un disegno del bimbo con scritto: «Walter è forte e io lo tifo». «Ha trovato il modo di mangiare a sbafo», ha replicato Berlusconi. «Se parla di Prodi, gli fermano il pullman e gli sgonfiano le ruote», ha aggiunto Gianfranco Fini. Ma pure lui è un bell’obiettivo. Specialmente di Daniela Santanchè, autentica scoperta di queste settimane: «Fini non ha sangue nelle vene». Così così, ma viene a seguito di altre migliori: «Che soddisfazione vedere Fini trasformato in valletta. Finalmente una valletta maschio», ha detto dopo averlo visto sul palco del Palalido a fianco del capo. E poi: «Fini ora è come Enrico Bondi: un dirigente d’azienda in attesa di promesse da leader che non vedrà mai mantenute». Lei, inoltre, è sessualmente eclettica: «Ci sarà la parità soltanto quando la più cretina sarà al posto di comando». Oppure: «Tutte le donne hanno la sindrome dell’ape regina. Vogliono essere l’unica».

La spiritosaggine più famosa è, però, anche una delle meno riuscite: «Alle precarie dico: sposate mio figlio». Made in Berlusconi, naturalmente. Ma l’ottimo Raffaele Bonanni ne ha subito infilata una discreta: «Buona idea. Ma i precari sono molti, i ricchi sono pochi». «E non sono nemmeno poligami», ci ha messo il carico Franco Giordano. Certi temi vanno lasciati a chi è del ramo, come Luciana Sbarbati, repubblicana in quota Pd: «Vengo dalla società civile: ho lavorato nel sociale». Anche la Sbarbati, come Barbareschi, è stata dirottata in Sardegna, e lei pure ha però un buon aggancio: «In molti ricordano con piacere il comizio di Cagliari in cui ero sul palco con Prodi, Fassino e gli altri».

Peccato che gli acciacchi abbiano rallentato Francesco Cossiga, grande showman. Ma una notevole l’ha sfoderata: «Ho anche pensato di votare Bertinotti, ma solo se avesse avuto il coraggio di mettere la falce e il martello nel simbolo». Ci ha pensato un vecchio sodale, Ciriaco De Mita, a tenere issata la bandiera democristiana: «Pd e Pdl promettono di tutto senza dire come faranno. E’ come se io dicessi agli elettori che è pronta una spiaggia a Nusco». E ancora più su: «Udc? dalle mie parti vuol dire U Demita Ciriaco». Spesso ci si dirotta sul mezzo insulto, o tre quarti: «Veltroni è laureato in fiction», ha annunciato Berlusconi. «E ci si pulisca il culo», ha risposto Francesco Storace-Totò al mago Otelma che gli offriva una favorevole carta astrale. «Ciarrapico rappresenta l’inciucio anche fisicamente», ha declamato la solita Santanchè. «Lo trattano come uno sguattero», ha riferito il medesimo Ciarrapico a proposito di Fini. «Ma chi è ‘sto Juncker? Me pare ‘no yogurt», ha suggerito Alessandra Mussolini del presidente dell’eurogruppo popolare.

«La politica non è mai scesa così in basso», ha commentato il povero Clemente Mastella. Forse perché Raffaele Lombardo vuole fare della Sicilia «una nuova Irlanda». O perché secondo Sandra Zampa «Prodi è un uomo che il mondo cerca». O, ancora, perché «con l’hard a modo mio ho fatto politica», ha sentenziato Milly D’Abbraccio. Si cade in basso ma si festeggia: «Hanno fatto miss Padania e ha vinto una di Grosseto. Certe cose non si possono spiegare neanche ai lombrichi», ha sospirato Veltroni. Meno male che qualcuno mantiene il senso del limite: «Penso che sia più facile che Bertinotti diventi Papa piuttosto che io diventi deputato». Il premio di mezza campagna va a lui, Francesco Masina, candidato numero 33 dell’Udc in Emilia Romagna.

La Stampa 23 marzo 2008

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