GOVERNO MONTI: BIOGRAFIA DEI MINISTRI

Nome per nome, ecco l’identikit dei ministri del nuovo governo

mario monti quirinale box

I VOLTI DEI MINISTRI: FOTOGALLERY

MARIO CATANIA
MINISTRO DELL’AGRICOLTURA
Mario Catania, classe 1952, romano, una passione per la montagna. L’attuale capo dipartimento delle Politiche agricole e internazionali del Mipaaf si aggiudica la delega all’Agricoltura nel nuovo governo Monti. Laureato in giurisprudenza, un percorso professionale votato alla pubblica amministrazione, con una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura nella Rappresentanza Permanente Italiana. Appena ventiseienne entra nel Palazzo dell’Agricoltura a far parte della Direzione del personale e qui approda nel 1987 in quella che allora si chiamava la Direzione della tutela economica dei prodotto agricoli. Dopo un anno vince il concorso per dirigente a soli 36 anni, un indiscutibile primato vista la giovane età. Dirige vari settori tra cui quello del latte e della qualità dei prodotti.

CORRADO CLINI
MINISTRO DELL’AMBIENTE

È il negoziatore climatico per l’Italia in campo internazionale (nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma è anche l’uomo che tiene insieme le aziende intorno all’idea di sviluppo sostenibile. Corrado Clini, neo ministro dell’Ambiente, si sposta di pochi metri: il suo ufficio attuale da direttore generale del dicastero di Via Cristoforo Colombo sale al piano nobile occupato precedentemente da Stefania Prestigiacomo. Attualmente alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia, Clini – 64 anni, laureato in medicina del lavoro e in igiene e sanità pubblica – è ‘senior research fellow’ ad Harvard ed è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche. È coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emnissioni dei gas ad effetto serra; è stato presidente del comitato nazionale di gestione per le attività del protocollo di Kyoto (2005-2009); focal point del protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono; è stato membro del consiglio di amministrazione e vice commissario dell’Enea (2004-2007); membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development; membro del board dell’Agenzia europea dell’ambiente. Tra il 2002 e il 2009 ha programmato e coordinato oltre 900 progetti, soprattutto sulla modellistica e sulla valutazione dei cambiamenti climatici, ricerca e sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale. Di particolare rilievo, quelli nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina. Inoltre, ha avuto un ruolo fondamentale durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell’ambito del Forum sulle tecnologie a basso impatto di carbonio (Trieste e Bologna) e del vertice dei ministri dell’Ambiente a Siracusa. Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui aderiscono 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste. Leggi il seguito di questo post »

CAPEZZONE AGGREDITO: LA ROSA SUL GRUGNO

(foto di Aldo Vincent tratta da “Berlusconi chi è”

di Wildgreta

Non concordo con la storpiatura del nome presente sulla foto, che però mi serviva per il titolo di questo post.Infatti avrete tutti letto del pugno sferrato ieri, pare da un passante, al povero portavoce del PDL. Nebulosa appare la ricostruzione, così come oscuri i motivi del gesto sconsiderato.In rete proliferano le teorie più varie, ma siccome nessuna è confermata, diciamo solo che è un po’ presto per i iscrivere Capezzone fra i martiri della “sinistra violenta”, come qualche esponente politico non ha mancato di sottolineare.Auguri a Capezzone per una pronta guarigione e speriamo che venga presto fatta chiarezza.Noi, come tutti, siamo contro la violenza.

Pdl/ Bonaiuti: Aggressione Capezzone segno clima insopportabile

Rotondi e Brambilla: ecco i risultati di chi addita ‘nemici’

postato 15 ore fa da APCOM

Roma, 26 ott. (Apcom) – Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, portavoce del Premier Silvio Berluisconi, esprime solidarietà a Daniele Capezzone “per l’ignobile aggressione di cui è stato oggetto”.

“Purtroppo questo gesto è la conferma di un clima di violenza insopportabile nella politica italiana, aggiunge Bonaiuti.

“Non basta – aggiunge di suo il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi – la solidarietà a Capezzone. La continua tensione della politica porta il Paese a diventare un’arena. E chi va in televisione va protetto, c’è poco da gridare alla casta l’alternativa è questa qui”.

“Daniele Capezzone – fa eco la ministro Vittoria Brambilla- è stato aggredito per strada a pochi passi dalla sede romana del Pdl. C’è chi fa propaganda di odio e non perde occasione per segnare a dito il nemico. Ecco gli effetti nefasti di questa campagna”.

LODO ALFANO RETROATTIVO: PER IL PREMIER SCUDO DAI BANCHI DI SCUOLA?

Di Wildgreta

Con il nuovo Lodo Alfano, il premier potrebbe dormire sonni tranquilli.Infatti il suo effetto è retroattivo, ovvero precedente all’assunzione della carica istituzionale. Ma precedente di quanto? Ovvero, se da bambino Berlusconi avesse convinto il compagno di banco che la macchinina sulla quale scorrazzava in cortile era brutta e gli avesse offerto di scambiarla con un pacchetto di caramelle e  questi, da nonno, lo avesse denunciato a Report, lo scudo sarebbe valido? E’ questa la domanda a cui tutti cercano di dare una risposta in queste ore. Ma siccome per il momento non ci sono certezze, ci limitiamo a riportare il testo della legge approvata al senato.

Per chi non lo ricordasse, l’articolo 90 Cost. recita:

Mentre il 96 prevede che:

In sostanza, con una delibera parlamentare qualunque processo che non riguardi i reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione (per il presidente della Repubblica) o quelli commessi «nell’esercizio delle sue funzioni» (per il presidente del Consiglio) sarebbe sospeso con effetto retroattivo, e cioè anche per i processi iniziati prima dell’approvazione dell’emendamento.

fonte testo legge:http://www.agoravox.it/Lodo-Alfano-retroattivo-il-testo.html

 

VIDEO MARRAZZO DI 13 MINUTI: LO AVREBBE COMPRATO FELTRI

Natalie, il trans che frequentava Marrazzo

Video Marrazzo 13 minuti: La trattativa per piazzarlo e le facce che non si possono vedere

Marrazzo: spiato già nel 2005

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(Brenda, il trans che afferma di non c’entrare nulla con il caso Marrazzo.Copyright Ansa)

Spiato, pedinato, controllato. La sua “debolezza” ha messo Piero Marrazzo nel mirino dei ricattatori il 2 luglio scorso, il giorno del blitz dei carabinieri nell’appartamento di via Gradoli. Ma è dal 2005 che il presidente del Lazio rischia di finire nei guai. Dal periodo precedente alla sua affermazione elettorale nella sfida con Francesco Storace. L’inchiesta si chiamava Laziogate e aveva scoperto un primo tentativo di screditare Marrazzo sorprendendolo «con un viado».

Quattro anni dopo, sempre nel periodo immediatamente precedente alle elezioni, la storia si è ripetuta. Con modalità così simili da apparire il secondo atto dello stesso piano.

E tutto gira intorno al quartiere Trionfale, dove opera la compagnia di carabinieri nella quale erano impegnati i quattro militari arrestati. Nel quartiere abitava, o almeno riceveva i clienti, il transessuale che quattro anni fa era stato indicato agli investigatori privati come una delle più assidue frequentazioni di Marrazzo. E nel quartiere si trovava anche l’abitazione di Pierpaolo Pasqua, il detective finito sotto inchiesta. Ora Pasqua spiega: «Ovviamente, non c’entro assolutamente nulla con quel che è successo negli ultimi giorni. Però dimostra un fatto: non volevamo “incastrare” Marrazzo a bella posta, ma avevamo solo raccolto voci confidenziali che non abbiamo neppure voluto utilizzare». Non si voleva, ribadisce Pasqua, mandare un transessuale a bella posta, per costruire uno scandalo a luci rosse che avrebbe costretto lo sfidante di Storace a capitolare.

L’ipotesi? «I carabinieri hanno indagato a lungo su di me. Se qualcuno, seguendomi, è arrivato alla mia stessa scoperta e ha pensato di poterla utilizzare per il proprio tornaconto non lo posso sapere con certezza. Dico che può essere un’ipotesi». Il trans a cui Pasqua era arrivato nel 2005 si faceva chiamare Veronica. Da un informatore era arrivato un numero di telefono. Ci fu anche il tentativo di un contatto, come un cliente qualsiasi. Poi l’iniziativa abortì. Perché? «Non ci interessava entrare fino a questo punto nel privato di Marrazzo», afferma Pasqua, ancora sotto processo per il Laziogate.

il secolo XIX 26 OTTOBRE 2009

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SCANDALI: MARRAZZO SI DIMETTE, BERLUSCONI NO

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DI WILDGRETA

Concordo con l’articolo di Conchita di Gregorio, che potete leggere di seguito.Marrazzo si accompagnava ai trans ma senza promettere loro candidature o facilitazioni nel lavoro. Quella di Marrazzo è una questione privata, tirata fuori prima delle regionali e alla vigilia delle primarie del PD. Una carrettata di m…da far impallidire un porcile.
Ma questa è la politica dell’Italia di oggi, dove non sai se ci siano dei veri e propri terroristi mascherati da affabili politici, oppure oscuri personaggi che si muovono nell’ombra ordinando dossier a destra e a sinistra. I transessuali sono la grande debolezza di moltii, ma che differenza c’è fra pagare un trans o pagare una escort? E che differenza c’è fra pagare un trans oppure offrire un seggio in parlamento a una prostituta? C’è molta differenza, come molta differenza c’è fra l’accompagnarsi a minorenni o accompagnarsi ai transessuali.Il maschio latino si ammira, perchè conquista tutte le donne, poi se abbiano o meno l’età non ha importanza, ma guai ad andare con un transessuale, guai a passarci davanti in macchina.E’ la fine di una carriera politica, il crollo di una reputazione.E’ addirittura meno dannoso drogarsi, o passare un pizzino all’opposta fazione politica in televisione, che essere scoperti con un trans. Marrazzo ha peccato di ingenuità,  è una persona onesta  e si è dimesso. Berlusconi, con tutto quello che è successo, non ha sentito il bisogno di farloi, perchè forse per lui la politica è un grande spettacolo, e, si sà, lo spettacolo deve continuare.
Al pubblico pagante
– di Concita De Gregorio –
Per settimane, forse per mesi il video girato con un telefonino in un appartamento privato in cui compare Piero Marrazzo è stato oggetto di trattative. Misteriosi emissari davano appuntamenti in zone periferiche per cercare di venderlo a chi offrisse di più. Non è l’unico video, l’abbiamo scritto qui molte settimane fa. Poichè escono e ad orologeria altri ne usciranno, poichè sono usati come clave per bastonare nel tentatativo di ridurre in fin di vita (politica) chi ne è oggetto sarebbe il caso di cominciare a denunciare, possibilmente non in solitudine, l’indecente andazzo.

LA CARFAGNA QUERELA REPUBBLICA:HA RIPORTATO LE “INGIURIE” DELLA GUZZANTI

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FOTO MANIFESTAZIONE 8 LUGLIO 2008-ROMA-FONTE: CORRIERE.IT

DI WILDGRETA

Il ministro Carfagna deve aver pensato che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, anzi gelato.Infatti è passato un anno da quel famoso No Cav Day, in cui Sabina Guzzanti lanciò dal palco di piazza Navona la sua invettiva contro le donne che diventano ministro non per meriti politici.Anche la Guzzanti, in realtà, non fece altro che riprendere il contenuto di un articolo pubblicato da un quotidiano spagnolo e, quello era il momento clou del presunto scandalo delle intercettazioni hard di cui L’Espresso aveva annunciato la pubblicazione. La pubblicazione non arrivò mai, ma ne parlò tutta la stampa. E allora, perchè mai, Repubblica avrebbe dovuto ignorare l’intera questione? Non è dato a sapersi.Ma se chi ha ingiuriato il ministro Carfagna è Sabina Guzzanti, come mai il ministro querela Repubblica che ha solo riportato le sue parole? Anche questo è un mistero.L’ipotesi più probabile, è che a qualcuno sia sembrato opportuno ingrossare il numero delle querele ai giornali per non sentirsi troppo solo e far apparire alcuni quotidiani come  strumenti lesivi della dignità altrui. “Non solo hanno scritto che il premier aveva problemi di erezioni, ma anche che il ministro Carfagna era….”

E’ solo un’ipotesi, naturalmente. Comunque, in questo articolo troverete tutte “le frasi ingiuriose” e devo dire che, rileggendole, forse se fossi stata il ministro Carfagna, avrei preferito non ricordarle al mondo. (Molti di noi le avevano già dimenticate)

CARFAGNA QUERELA REPUBBLICA:”HA RIPORTATO FRASI INGIURIOSE”

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