Ministri nuovo governo: l’irresistibile ascesa di Mara Carfagna dai “nudi artistici” alle Pari Opportunita’

             

  

Di Wildgreta

Eh, sì. Berlusconi ha proprio deciso di far sognare gli italiani. Un ministro come Mara Carfagna non lo si vedeva da tempo. Ma del resto, una bella donna alle Pari Opportunità, sembra sia una prerogativa dei governi Berlusconi. E poco importa se manca l’esperienza, tanto il tema non è di grande rilevanza. Vuoi mettere gli Interni e la Giustizia? Quelli sì, che sono “ministeri veri”. La Carfagna è contro l’apertura agli omosessuali. Per lei  la famiglia  va difesa senza se e ma, contro il pericolo della dissoluzione, contro l’apertura agli omosessuali. «Dall’altra parte dove convivono omosessuali e cattolici con il cilicio non mi pare che abbiano idee chiare. Leggi il seguito di questo post »

ECCO IL NUOVO GOVERNO:Berlusconi presenta la sua squadra

“Riprendiamo il lavoro interrotto”
Sono 21 i ministri: 12 con portafoglio e 9 senza. Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all’Interno. Angelino Alfano alla Giustizia, Maurizio Sacconi al Welfare. Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Altero Matteoli alle Infrastrutture. Fuori la Brambilla, ma il premier ha assicurato che “andrà alla Salute”

Roma, 7 maggio 2008 – Dodici ministri con portafoglio, nove senza e quattro donne: è l’identikit della squadra di Governo che il nuovo presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha illustrato ai giornalisti subito dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nello studio alla Vetrata del Quirinale.

Questi i ministri con portafoglio: Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all’Interno, Ignazio La Russa alla Difesa, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Maurizio Sacconi al Lavoro, Maria Stella Gelmini all’Istruzione, Angelino Alfano alla Giustizia, Altero Matteoli alle Infrastrutture, Claudio Scajola allo Sviluppo economico, Luca Zaia alle Politiche agricole, Sandro Bondi alla Cultura.

Nove i ministri senza portafoglio: Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, Umberto Bossi alle Riforme federaliste, Roberto Calderoli alla Semplificazione, Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni, Mara Carfagna alle Pari opportunità, Andrea Ronchi alle Politiche europee, Renato Brunetta alla Pubblica amministrazione, Gianfranco Rotondi all’Attuazione del programma, Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.

La Lega Nord ottiene quattro ministeri, due con portafoglio e due senza. Stesso numero di ministeri e stessa proporzione anche per Alleanza nazionale. Quattro sono le donne ministri: tre di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna e una di Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, già vicepresidente della Camera nella scorsa legislatura.

Il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ricoprirà l’incarico di portavoce del Governo, oltreché di sottosegretario alla presidenza del Consiglio e coordinatore delle comunicazioni. Lo ha annunciato lo stesso presidente del Consiglio, Berlusconi, lasciando palazzo Madama. “Ringrazio Bonaiuti che ha rinunciato al ruolo di ministro per continuare il lavoro con me e Letta”, ha detto il Cavaliere.

Michela Brambilla fuori dal governo? Silvio Berlusconi assicura che non è così. “Andrà alla Sanità”, dice ai cronisti, spiegando che farà il viceministro alla Salute.

BERLUSCONI: “SONO MOLTO SODDISFATTO”

“Sono molto soddisfatto: abbiamo una buona squadra con molti nuovi ministri e quattro donne ministro, un impegno mantenuto”. Lo dice il presidente del Consiglio incaricato Silvio Berlusconi ai giornalisti prima di lasciare insieme a Gianni Letta palazzo Madama dove ha incontrato il presidente del Senato Renato Schifani per un colloquio durato circa 20 minuti.

“Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione”, aggiunge il Cavaliere, ricordando che il giuramento al Quirinale ci sarà domani alle 17 e subito dopo il Consiglio dei ministri per la nomina di Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio, quindi lunedì sarà la volta del Cdm chiamato a nominare i sottosegretari e i vice ministri. “Ma il primo Consiglio dei ministri -conferma- si terrà simbolicamente a Napoli”, come promesso in campagna elettorale in vista dell’avvio della soluzione al problema rifiuti.

LA FIDUCIA

La fiducia al Governo Berlusconi sarà chiesta martedì alla Camera e mercoledì al Senato. Lo ha detto il premier incaricato, Silvio Berlusconi, lasciando il Senato dopo l’incontro con il Presidente Renato Schifani. Berlusconi, accompagnato da Gianni Letta, ha spiegato che il Governo chiederà la fiducia martedì a Montecitorio e mercoledì a Palazzo Madama.

NAPOLITANO: “PIU’ VELOCI CHE IN SPAGNA”

Nel fare il Governo l’Italia è più veloce della Spagna e basta con “queste storie sul sistema italiano che sembra essere il più lungo d’Europa. Dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, si è proceduto più speditamente che in Spagna”. E’ con una punta d’orgoglio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine delle consultazioni, rivendica le ‘procedure’ che hanno portato al conferimento dell’incarico di formare il nuovo Governo a Silvio Berlusconi.

“In Spagna – ha fatto notare il presidente della Repubblica – si è votato il 9 marzo, la prima riunione del Parlamento è stata il primo aprile, il primo ministro ha giurato di fronte al Re il 9 aprile e il 14 aprile c’è stato il giuramento dei ministri. Alla fine – ha aggiunto Napolitano – i tempi italiani risulteranno più brevi di qualche giorno e in Spagna c’è un bipolarismo molto stretto, che ha portato alla formazione di un Governo monocolore socialista”.

Il Giorno 8 maggio 2008

Ecco i 12 ministri con portafoglio. Ad Alfano la Giustizia che non voleva nessuno

Frattini Esteri, Maroni Interno, Alfano Giustizia
(ANSA) – ROMA, 7 MAG – Sono 12 i ministri con portafoglio del quarto governo Berlusconi, annunciati oggi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Esteri Franco Frattini; Economia Giulio Tremonti; Interno Roberto Maroni; Giustizia Angelino Alfano; Difesa Ignazio La Russa; Att.produttive Claudio Scajola; Welfare Maurizio Sacconi; Pol.Agricole Luca Zaia; Ambiente Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture Altero Matteoli; Universita’-Ricerca Maria Stella Gelmini; Beni Culturali Sandro Bondi.

Ultime ore di consultazioni:Secondo Bossi il governo giurera’ domani

Politica
Roma 7 mag. – Al termine del suo incontro con il Presidente Giorgio Napolitano, il capo della Lega, Umbero Bossi, rilascia una sola dichiarazione “Il governo giura domani pomeriggio”.

Più loquace Antonio Di Pietro, dopo la consultazione con il Capo dello Stato, il leader dell’Idv ha annunciato un’opposizione senza sconti al governo che sta peer nascere.
Di Pietro attuerà una serie di iniziative referendarie e legislative “Per un’informazione plurale e trasparente e per risolvere il conflitto di interessi. Secondo il ministro per le Infrastrutture uscente, il primo banco di prova per il governo Berlusconi sarà sui temi della giustizia e della sicurezza.
“Vogliamo sapere -domanda- se ci sarà tolleranza zero verso i poveri cristi e tolleranza tutta per i potenti ed i colletti bianchi. Molto se non tutto dipende dal nome del futuro ministro della Giustizia”.

La voce

An vuole il Welfare, altro che governo PDL

“Non siamo disposti a rinunciare al ministero del Welfare”. Più che una dichiarazione quella di Alleanza nazionale, sembra una minaccia. Ad An proprio non ci stanno a rinunciare al terzo ministero. In fondo fanno capire era stato deciso così subito dopo la vittoria del PDL lo scorso 14 aprile e prima del ballottaggio che ha portato Gianni Alemanno a diventare sindaco di Roma. Ignazio La Russa, che nel nuovo governo Berlusconi ricoprirà probabilmente la carica di Ministro della Difesa salvo impensabili imprevisti, lo ripete: il Welfare spetta ad An e che An in questo senso non ammette no.
Rincara la dose Gianni Alemanno che il terzo dicastero con portafoglio, al quale era candidato prima della sua elezione a sindaco di Roma, dovrà avere un ministro di An, oltre alla Difesa e all’Infrastrutture con Matteoli. Fa molto di più il neo sindaco di Roma: fa nomi e cognomi di un eventuale ministro, fa pesare il ruolo avuto An nella vittoria del PDL alle recenti elezioni politiche, fa scatenare un vero terremoto sia nelle fila del suo partito che in quelle del PDL.Insomma Alemanno chiarisce che la vittoria di Roma non cambia le carte in tavola e che Berlusconi dovrà rispettare i patti. Certo le recenti dichiarazioni di Alemanno & Co fanno pensare che An, nonostante le continue dichiarazioni di Fini di un suo presunto confluire nel PDL, sia viva e vegeta e che voglia la sua parte nella formazione del nuovo governo. Sulla base di questi presupposti Alemanno ha prima fatto il nome di Roberto Mantovano, poi in un secondo comunicato ha candidato Andrea Ronchi. In questo modo il sindacoo fa pesare molto la sua carica che, almeno secondo lui, lo mette nella posizione di poter dettare condizioni al premier Berlusconi. E non perde tempo in questo senso proponendo anche la Meloni ad un ministero senza portafoglio come le politiche giovanili e Francesco Cognetti, noto oncologo, al Ministero della salute.
Ma il suo chiodo fisso, come di tutta A,n è e resta il Welfare. Così ospite di “Domenica in” ha rilanciato la questione dov’è scoppiato un vero e proprio putiferio visto che in un ulteriore comunicato Alemanno ha dovuto fare qualche passo indietro
“Non ho avanzato alcuna candidatura al Welfare, non sta a me entrare nel toto ministri. E’ compito del presidente Berlusconi definire la squadra di governo da presentare al Capo dello stato”. Poi, senza tener contro delle precedenti dichiarazioni spiega che “per quanto riguarda il Welfare la candidatura espressa da Alleanza nazionale è quella del portavoce Andrea Ronchi”.

Una vera e propria limatura nei toni e nelle parole ma Alemanno e tutto il suo partito non mollano questo pressing sul premier Berlusconi che presenterà il Governo. Fini sulla questione non interviene, come se An dopo la sua nuova investitura a Presidente della camera, non lo riguardasse più, ma ci torna La Russa tentando di smorzare i toni della debacle e precisando che l’uscita di An non era un di certo aut aut, comunque il Welfare spetta ad An e su questo intendono lavorare.
Welfare o non Welfare la questione appare quanto mai chiara: il PDL non è un partito ma un cartello elettorale e come tale mostra tutte le sue contraddizioni. La più evidente è che al suo interno si stiano già formando tante correnti, che toglieranno stabilità ed equilibrio al terzo mandato di Belusconi.

Ora la palla passa proprio a lui, a Silvio Berlusconi, che dovrà tenere conto delle aspettative e del peso di An, anche se ancora qualche giorno per decidere e confrontarsi. Bisogna capire se ne parlerà con Fini o con Alemanno, che forte della sua nuova e prestigiosa carica, fa’immaginare che d’ora in poi avrà sempre l’ultima parola. E difatti non perde tempo. Se dentro il PDL – dichiara Alemanno ai giornalisti accorsi in Abruzzo per un seminario rivolto ai giovani di An, Fi e Dc simbolicamente intitolato “Il ritorno delle elite” – non si avvierà un percorso veramente partecipato, allora è meglio pensare a un patto federativo”. Vedremo cosa succederà.

Nel frattempo, è stato il neocapogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri a confermare che An non ha alcuna intenzione di rinunciare al ministero del Welfare, sottolineando come il partito di Gianfranco Fini abbia ottenuto un grande consenso a destra. “Abbiamo posto la nostra candidatura in maniera seria e alla luce del sole e ci auguriamo che sia accolta”.

L’uNITà 5 MAGGIO 2008

Toto Ministri, lista provvisoria: Falsi i Veti- su- Vito

 

QUASI PRONTO IL “DREAM TEAM BERLUSCONI 3”. SEMBRA SCONGIURATO IL PERICOLO DI BONDI ALL’ISTRUZIONE, MA NON SFUGGIREMO ALLA CARFAGNA E ALLA BRAMBILLA A CUI IL CAVALIERE TROVERA’ CERTAMENTE UN INCARICO DI PRESTIGIO.

di Wildgreta

Sembra uno scioglilingua, ma oggi si sono davvero rincorse le smentite sui supposti “veti su Vito” da parte dell’ANM per il Ministero della Giustizia. Quindi, la scelta di Berlusconi sarà fra Marcello Pera, Elio Vito e Angelina Alfano (coordinatore regionale Sicilia). Leggi il seguito di questo post »

Governo, Dream Team: un poeta alla Pubblica Istruzione

Bondi a Cicchitto: la tenerezza dei tuoi sguardi.


Viviamo insieme/ questa irripetibile esperienza/ con passione politica/ autentica… ci mancheremo/ quando verrà il tempo nuovo/ e ci mancherà/ anche quello che non abbiamo vissuto assieme… la mia fede è la tenerezza dei tuoi sguardi/ la tua fede è nelle parole che cerco.
Politica in versi. E il binomio porta subito a Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia e poeta prolifico. La poesia (sedici versi in tutto) è stata composta e dedicata ai 67 anni di Fabrizio Cicchitto, suo vice nel partito: un regalo particolare comparso sull’ultimo numero del settimanale Vanity Fair, dove Bondi tiene la rubrica “Versi diversi”. Leggi il seguito di questo post »

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