Mediaset: la tragedia di Eluana nelle mani di Fede. Mentana si dimette

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di Wildgreta

Una delle peggiori pagine politiche italiane viene chiusa direttamente da Eluana, che vola via alle 20.10 di stasera. Saranno infiniti gli strascichi di questa tragedia, e le parole senza senso che continueranno a trasmettere i telegiornali. I servizi sulla sua stanza vuota, le suore, Gasparri, i dubbi sulla morte, per alcuni troppo repentina, per i medici prevedibile. E poi il Vaticano, Ruini. E, alla fine, persino Emilio Fede che, dopo anni di sberleffi,  può tornare  protagonista.Così si chiude questa giornata triste e , per certi versi, memorabile, per la retorica profusa a piene mani dalla tv filogovernativa (tutta). E la domanda che si pongono in tanti  è una sola: “Ma a questi politici con gli occhi lucidi, interessava davvero la fine della finta vita di Eluana Englaro? E tutti coloro che hanno crocefisso suo padre, e continueranno a farlo nei prossimi giorni, hanno una vaga idea di cosa sia la pietà nei confronti del prossimo?
E allora, ai loro  commenti falsi, non dedicherò neppure una riga. Ritengo più interessanti le dimissioni di Mentana e la fine di Matrix che, nel bene o nel male, sono un segno di ribellione nei confronti del “padrone” che ti fa fare quello che vuoi finchè ne ha voglia, ma quando serve, provvede a farti capire chi comanda. Matrix cancellato, dimissioni accettate immediatamente. Un minuto per dimenticare un professionista fintamente stimato. Perchè l”interesse superiore (politico ed economico) non può mai essere sacrificato alla riconoscenza.

Dimissioni subito Accettate da Mediaset

Va in onda il Gf, Mentana: «Mi dimetto»

Il conduttore di Matrix: «Il palinsesto non è cambiato, me ne vado. Non esiste solo l’audience» Leggi il seguito di questo post »

Quant’è bella la tv di sinistra, così leggera da volare via

Con straordinaria prontezza di riflessi, la sinistra a vocazione maggioritaria comincia a sospettare che la tivù possa condizionare le scelte politiche dei cittadini, e corre ai ripari.
Red Tv – Nota come la televisione di Massimo D’Alema, si ripropone di riportare l’accento sulla questione culturale.
Pierluigi Bersani intervisterà alcuni cantanti, Bobo Craxi intervisterà alcuni cantanti, Antonio Polito intervisterà alcuni cantanti. Gli spazi informativi saranno appaltati alle migliori firme de «Il Riformista», in modo che il pubblico rimpianga già da subito i cantanti.

YouDem Tv – Nota come la tivù di Veltroni, debutterà in ottobre sul web. Sarà una tivù leggera, in linea con il partito leggero, con contenuti leggeri: si consiglia di ancorare il computer alla scrivania prima che se ne voli via al primo alito di vento. Il palinsesto prevede telefilm ma anche informazione. In omaggio alle diverse linee del partito, telefilm e informazione verranno trasmessi contemporaneamente con un interessante effetto dissolvenza, anche questo in omaggio alla linea del partito. Leggi il seguito di questo post »

Financial Times : in Italia grande coalizione solo sulle TV

trad. di Giulia Alliani*

In Italia, anche se, talvolta, é stata ventilata l’idea di formare una “grande coalizione”, l’ipotesi é sempre stata considerata poco realistica. Un’identità di vedute tra destra e sinistra, inconcepibile su tutta una serie di argomenti, si é però fatta strada nell’ambito del settore televisivo. Leggi il seguito di questo post »

Travaglio: Berlusconi, un “diversamente altruista”

Ora d’aria
di Marco Travaglio
Berlusconi che fa una legge per salvare un’altra volta Rete4: chi l’avrebbe mai detto. Lo stupore e la costernazione serpeggiano in Parlamento e tra gli osservatori più accreditati, di pari passo con l’incredulità per il tentativo di mandare in prescrizione con un emendamento al pacchetto sicurezza il processo Mills, per ora sfumato grazie alla fiera resistenza di Bobo Maroni (il nuovo capo dell’opposizione). Non può essere, dev’esserci un equivoco. Ma come: lo statista che vuole passare alla Storia, il De Gaulle reincarnato, il gigante della politica che due giorni fa risolveva nel breve spazio di una conferenza stampa le annose piaghe della monnezza e dell’insicurezza, il campione del dialogo delle riforme, il Cavaliere trasformato, anzi trasfigurato col quale avviare una nuova era, anzi una Terza Repubblica, il protagonista del “ritorno dello Stato” che dà una “scossa benefica” alla “politica intesa come iniziativa di governo” e al “ripristino dell’autorità politica di pari passo con il principio di legalità e di responsabilità” (Stefano Folli, Sole-24 ore), il decisionista che “rompe col passato” e incarna la “voglia di Stato” e “non ammette neppure l’apparenza di cedimenti” (Massimo Franco, Corriere della Sera), ecco: vi pare possibile che un pezzo d’uomo così si abbassi a firmare una leggina, anzi un codicillo per salvare i propri vili interessi di bottega, mettendo fra l’altro a repentaglio il proficuo dialogo con la fu opposizione? Leggi il seguito di questo post »

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