Manovra Salva-Italia: riducendo bilancio Difesa potrebbe essere meno pesante

Soldi per lo Sviluppo dirottati nel bilancio della Difesa: serviranno ad acquistare armi

Si tratta di circa 1,6 miliardi di euro destinati a interventi agevolati per il settore aeronautico e 135 milioni di euro per lo sviluppo e l’acquisizione di unità navali della classe Fremm. Somme che il governo Berlusconi ha deciso di utilizzare per ‘fini militari’

Anche i soldi destinati allo sviluppo finiscono nel calderone delle spese militari. Si tratta di 1.538,6 milioni di euro per interventi agevolati per il settore aeronautico e 135 milioni di euro per lo sviluppo e l’acquisizione di unità navali della classe Fremm. Soldi che il governo Berlusconi ha deciso di dirottare sulla Difesa. A questi, vanno aggiunti i fondi derivanti dal ministero dell’Economia per le missioni internazionali, pari a 1,4 milioni. Così il bilancio della Difesa, unico tra i ministeri, riceve le stampelle da altri dicasteri e arriva a totalizzare una spesa prevista per il 2012 di 23.113 miliardi di euro. Grosso modo quanto richiesto dalla manovra “salva-Italia” imposta da Monti. Da qui si moltiplicano gli appelli a “disarmare l’economia”, riducendo il bilancio della Difesa e mettendo un freno alla spesa per nuove armi, a partire dai contestatissimi F35.
Sul primo fronte, quello del bilancio, regna poca chiarezza. “Ancora si aspetta di capire se ci saranno i tagli annunciati con le due manovre estive”, spiega Francesco Vignarca, coordinatore nazionale dellaRete italiana per il disarmo. “Invece è certo che si ripeterà la presa in giro dei fondi allo sviluppo dirottati sullo sviluppo d’armi. Lo scandalo non è tanto nel fatto che lo Sviluppo economico allochi risorse alla Difesa, quanto il fatto che sia quest’ultima a decidere come spenderli. Allora si dica chiaramente che l’Italia sceglie di sviluppare la propria tecnologia e la propria industria a beneficio degli armamenti, alimentando un settore dove la corruzione e la collusione politica è ormai endemica, come dimostra la vicenda Finmeccanica“. Leggi il seguito di questo post »

ICI, PAGHI ANCHE LA CHIESA: FIRMA L’APPELLO DI MICROMEGA

Chi lo desidera, oltre a firmare può condividere l’appello su Facebook e su Twitter.

«Presidente Monti, Lei chiede pesanti sacrifici ai cittadini, ma senza toccare i privilegi della Casta e della Chiesa. Chiediamo al suo governo di abolirli affinché vengano mantenute le promesse di equità». L’appello di MicroMega

(08 dicembre 2011)

Secondo un calcolo di parteammonterebbe a oltre sei miliardi di euro la cifra che ogni anno i contribuenti italiani spendono per finanziare in modo diretto o indiretto le attività della Chiesa Cattolica.I privilegi del Vaticano sono stati più volte al centro di inchieste anche dell’Espresso, come questa sulla misteriosa cresta realizzata sugli stipendi dei sacerdoti, o questa che cerca di fare il punto sulla quantità di voci che, in una fase di sacrifici per tutti cittadini, potrebbero forse essere riviste. Leggi il seguito di questo post »

Parigi: “L’euro può esplodere”.Ue, oggi vertice di emergenza.

 Monti va a Bruxelles, ma prima incontrerà  Geithner a Milano

L’Italia di Mario Monti, con la sua dura manovra economica varata nei giorni scorsi, si presenta con le carte in regola al Consiglio europeo di Bruxelles (che prenderà il via questa sera con una cena informale dei 27 per poi proseguire domani con i lavori ufficiali). L’intervento sui nostri conti, sollecitato a più riprese dalle istituzioni europee e da singoli paesi partner, è arrivato ed ha passato un primo esame dei mercati. A differenza di un recentissimo passato quindi il nostro Paese arriva al summit belga con credenziali diverse, preceduto da sobrie dichiarazioni del nostro premier, tutte tese pero’ a far comprendere agli italiani, senza giri di parole o entusiasmi fuori luogo, la gravita’ estrema della situazione economico-finanziaria in cui si trova il nostro Belpaese e l’Unione europea tutta. E’ uno ”snodo fondamentale” per il Vecchio Continente il vertice europeo che comincia oggi, aveva ricordato lo stesso Monti nei giorni scorsi.

Un appuntamento che però non sembra aprirsi nel migliore dei modi. Con la speculazione che incalza e con le agenzie di rating – ultima la Standard and Poor’s che ha messo sotto osservazione l’eurozona ed ipotizzato di procedere ad un declassamento – che sembrano essere sempre piu’ l’ago della bilancia nella vita dei governi e delle economie dei singoli paesi, l’Europa si presenta all’appuntamento pericolosamente divisa. Il summit belga avrà come obiettivo prioritario quello di rafforzare la governance economica dell’eurozona, introducendo magari alcune delle misure proposte da Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio Ue, come lo stop al diritto di voto per quei paesi che non rispettano le regole di bilancio. Insomma, una due giorni che dovrebbe essere in grado di dare una risposta decisa ai mercati, segnando così la tenuta della moneta unica. Ma, come dicevamo, ancora una volta il fronte comunitario si presenta disunito. Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno rilanciato oggi la necessità di rivedere il Trattato Ue nel modo più rapido possibile, introducendo regole e impegni più vincolanti per i Pesi della zona euro, a partire da una unita’ fiscale. Nuovo trattato, hanno aggiunto, che dovrebbe essere pronto per il prossimo Consiglio europeo di marzo. Ma il piano franco-tedesco non convince molti partner. Uno scetticismo che lo stesso portavoce dellla Cancelliera tedesca rende evidente nel pomeriggio, parlando di ”un’agenda di lavori del vertice complicata. Prevediamo negoziati complicati e molto difficili”.
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GOLDMAN SACHS: UN ARTICOLO DEL 2007 DA RILEGGERE

Un’inchiesta della procura di Bolzano rischia di creare qualche problema alla corazzata e ai suoi uomini più in vista. Un vorticoso giro di fondi neri ha già portato alle dimissioni del vertice tedesco di Siemens per l’acquisto della nostra Italtel. Entriamo fra i segreti di Goldman, da sempre in feeling con l’establishment ulivista. E diamo un’occhiata ad una Cupola di nome Bilderberg…

La sera andavamo alla Goldman…
Andrea Cinquegrani – Tratto da “ La Voce delle Voci” luglio 2007
Sito ufficiale http://www.lavocedellacampania.it

«Ma Siete Proprio sicuri che sia solo l’Unipol all’origine della guerra tra Vincenzo Visco e le fiamme gialle di Milano?
Potrebbe esserci qualcos’altro. Forse delle indagini molto delicate che puntano in alto, molto in alto». E’ una voce che corre fra i corridoi del palazzo di giustizia, sempre più al centro di veleni e polemiche. «Quindici anni fa – osserva una toga – partiva la stagione di Mani pulite, ora ci ritroviamo con un livello di corruzione ancora più invasivo, perché come dice Davigo le tecniche si sono modemizzate. E i partiti sono sempre più lontani dai bisogni reali del paese». E pensare che la procura “rossa” oggi si ritrova quasi a “rimpiangere” il Berlusconi che non oppone il segreto di stato sul caso Abu Omar…

Passiamo ad alcune indagini “bollenti”, a delle possibili “piste”. Una su tutte. 19 febbraio 2007. I militari della Guardia di Finanza perquisiscono gli uffici milanesi della maxi banca d’affari Goldman Sachs, sempre più alla ribalta delle cronache economico-finanziarie sul fronte “salvataggi” e “privatizzazioni”. Fra le varie carte sequestrate, spuntano due documenti: un misterioso file “M Tononi / memo – Prodi 02.doc”; e una lettera inviata nel 1993 dalla sede Goldman Sachs di Francoforte alla Siemens, a proposito di “un buon affare” sull’Italtel. A rivelare la circostanza – nel fragoroso silenzio di quasi tutti i media nostrani – è un giornalista del Daily Telgraph, Ambrose Evans Pritchard, il quale punta i riflettori su un’inchiesta della procura di Bolzano, gemella di svariate altre indagini in mezza Europa e che hanno portato, mesi fa, alle clamorose dimissioni del numero uno di Siemens, Heinrich Von Pierer, fidato consigliere economico del cancelliere Angela Merkel (una sorta di Angelo Rovati in salsa tedesca). Giovane assistente di Romani Prodi durante le presidenze Iri, Massimo Tononi (l’M Tononi del file) è oggi sottosegretario all’economia, in prima fila nella redazione del contestatissimo piano Rovati per il riassetto Telecom, nel pedigree la poltrona di super manager di Goldman Sachs nello strategico settore “fusioni e acquisizioni imprese”.

BOLZANO INDAGA
I magistrati di Bolzano indagano per concussione, corruzione e riciclaggio sulla vendita nel ’94 di uno dei gioielli di casa Iri nel settore delle telecomunicazioni, Italtel, passato alla tedesca Siemens che batté la concorrenza della francese Alcatel. A favorire l’operazione (con un advisor del calibro di Goldman Sachs), una montagna da ben 400 milioni di euro, fra tangenti e fondi neri, a cominciare dai lo miliardi di vecchie lire transitati dai conti correnti di Siemens a quelli dell’ex vertice di Italtel Giuseppe Parrella, originario di Benevento e trapiantato a Bolzano, finito in galera. Fra l’altro, su un conto corrente di Innsbruck intestato a Siemens Ag, tra il ’94 e il ’99 sarebbero stati movimentati 140 milioni di marchi, 80 milioni degli attuali euro (senza contare le triangolazioni con altre banche e paesi, via Londra e via Tokio in particolare). Nella massa “nera” spuntano anche i lo milioni di marchi bonificati a luglio ’97 dai conti Siemens di Innsbruck verso quelli di Goldman Sachs: all’appello, però, manca una qualsiasi fattura o pezza d’appoggio, visto che Goldman era l’advisor… Leggi il seguito di questo post »

Goldman Sachs, “rischio crollo dell’Euro”.Monti, “Facciamo in fretta”

di Wildgreta

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di oggi da parte di Goldman Sachs e del presidente Monti. Alla vigilia dell’annuncio della manovra economica, infatti, il Professore tuona da Bruxelles: “Se l’Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende, le conseguenze sarebbero molto gravi” e poi, “Non c’è tempo per discutere”. Cosa significa? Che qualora il parlamento non approvasse le proposte di Monti, il disastro sarebbe una certezza? Dall’altra parte, Goldman Sachs riprende il tormentone sul probabile crollo dell’Euro e della soluzione del debito sovrano come condizione imprescindibile per salvarsi. Un clima di paura, dunque, alimentato da dichiarazioni che rimbalzano da una parte all’altra dell’Europa e che si scontrano con le dichiarazioni di CGIL e Lega che intimano a Monti di non toccare le pensioni, mentre la sommessa voce del PD fa capolino invocando “Equità”. Casini, invece, si fida ciecamente di Monti, dunque sposa la linea del “o si fa la manovra o si muore”.Più perplessa IDV, che di fatto è stata esclusa dai “colloqui del tunnel” e si trova, forse, nella posizione più scomoda. Appoggiando il governo per singoli provvedimenti, infatti, finchè questi provvedimenti non si conosceranno, IDV sarà un partito che non fa parte nè della maggioranza, nè dell’opposizione, dunque escluso a prescindere da qualsiasi azione. E mentre si consuma la spasmodica attesa di una manovra che conoscono soltanto all’estero, continuano le manifestazioni dei lavoratori delle aziende che chiudono ma, soprattutto, continuano le chiusure a catena dei piccoli esercizi commerciali, che hanno deciso di non arrivare neppure al Natale, tanto è scarsa la speranza di un incasso decente. Il 2011 si avvia spedito verso una fine imprevedibile,esattamente come si ritengono imprevedibili alluvioni e terremoti che flagellano poplazioni e territori italiani.Ma sarà vero che non si poteva proprio fare nulla di meglio?

Di seguito le dichiarazioni di G.Sachs e Monti.

”Lader Ue risolvano con decisione il problema dei debiti sovrani”
Goldman Sachs: ”Cresce il rischio del crollo dell’euro, Italia in recessione nel 2012”
ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:44
Roma – (Adnkronos) – L’allarme lanciato dalla banca d’affari: “Le possibilità di sviluppi più caotici, sebbene ancora minori, sono aumentate”

Roma, 1 dic.(Adnkronos) – “Le possibilità di sviluppi più caotici, come il crollo dell’euro, sebbene ancora minori, sono cresciute”. E’ allarme lanciato dalla banca d’affari Goldman Sachs che prevede una “modesta recessione” per l’Europa. Leggi il seguito di questo post »

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