BENI CONFISCATI ALLA MAFIA: IL GOVERNO VUOLE VENDERLI

Mafia, ennesimo tradimento del Governo

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di Roberto Morrione – 16 novembre 2009

”Il disastroso emendamento alla Finanziaria è un regalo alle mafie”

Un tradimento, l’ennesimo di questo governo sulla strada della lotta alle mafie.

L’emendamento della finanziaria votato a maggioranza dal Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, è  molto più grave di un segnale d’allarme. Mentre sulla Giustizia pende una legge discriminatoria pensata su misura dei guai giudiziari del premier, quando si attende ancora il passo indietro del sottosegretario Cosentino dinanzi alla richiesta di arresto per partecipazione esterna ai clan casalesi e a Fondi si rafforzano gli interessi criminali nonostante le reiterate richieste di scioglimento dell’amministrazione, si consuma un tradimento a più facce.

Come ha ricordato Don Luigi Ciotti, è tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel ’96 firmarono la proposta di legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro “restituzione alla collettività”. Se la Camera confermasse la decisione di vendere all’asta gli immobili confiscati, passati 90 giorni dalla confisca senza assegnazione, sarebbe enorme il rischio di restituirli alle stesse organizzazioni criminali. Le famiglie mafiose dispongono di un’enorme massa di denaro liquido,  in via di ripulitura all’interno dell’economia legale, mentre sono in grado di fare intervenire un sistema di prestanome e di intermediari finanziari, che in parte già agiscono nei territori ad alta densità mafiosa. E’ evidente fra l’altro che il fortissimo radicamento sociale dei mafiosi renderebbe più agevole la loro capacità di vincere un’asta attraverso “amici”. Sono numerosi gli episodi già avvenuti in Sicilia, in Campania e in Calabria che attestano questa capacità dei clan. Vi sono  comuni sciolti per mafia proprio per aver assegnato beni confiscati a prestanome dei mafiosi colpiti dalla confisca, come a Canicattì in provincia di Agrigento e a Nicotera in provincia di Vibo Valentia. Leggi il seguito di questo post »

Voto in Sicilia: exit su La7 svela che si può comprare

Lunedì sera davanti EXIT, su La7, condotto da Ilaria DAmico’, (http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2176)  è stato semplicemente mostrato al resto d’Italia quello che a noi siciliani è stato sempre chiaro: il voto si compra. Non esistono ideali, ma solo un mercato. Soggetto in questione erano i bassifondi di Catania, dove i diversi patronati (ricordo, finanziati da soldi statali), per l’occasione, si trasformano in segreterie elettorali pro-destra, che distribuiscono viveri e favori, entrambi TEMPORANEI, ai votanti. E dopo di che, l’affluenza al voto viene strategicamente controllata, davanti alle sezioni, dai rappresentanti di lista, che qui servono a tutto, tranne che ad evitare i citatissimi brogli. Chi non va a votare avrà le dovute conseguenze… Leggi il seguito di questo post »

Estorsione-Dell’Utri, processo da ripetere Dichiarazioni inutilizzabili, nessuno ha detto infondate

di Rino Giacalone – 21 aprile 2008
C’era una volta un ministro, si occupava delle Infrastrutture…

e quando il Governo del quale faceva parte, presidente Berlusconi cominciò ad occuparsi di costruire il ponte sullo stretto di Messina, non trovò di meglio che dire che con la mafia bisognava contrattare. Quel ministro si chiamava Pietro Lunardi, ed era lo stesso che un giorno venendo a Trapani e facendo un sopralluogo nel maxi cantiere di trasformazione del porto, si occupò di tutto, incontrò tante persone, non accorgendosi però che quello era un cantiere abusivo, e mesi dopo (ottobre/novembre 2005) il suo ministero e quello dell’ Ambiente ne dovettero prendere atto fermando i lavori e dando ragione all’autorità giudiziaria che aveva sequestrato l’ area sulla quale si stava lavorando. Per la cronaca i lavori sono ancora fermi, tante le carte sono ingarbugliate, mancava la valutazione di impatto ambientale, l’ iter è in corso da quando il Governo nel 2006 cambiò. Leggi il seguito di questo post »

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