Partito Democratico: all’ombra delle fanciulle in fiore

(Renoir “Ragazze in nero”)

di Wildgreta

Penso che questo sito venga visitato da molti giornalisti, visto che non faccio in tempo a pubblicare un articolo che ne viene subito copiato o parafrasato il titolo. E’ una grande soddisfazione, credetemi. Ne sforno subito un altro, così se qualche giornalista fosse a corto di idee, può sempre farmi una visita. Oggi è di ispirazione proustiana, perchè vorrei dire ancora qualcosa sul Governo Ombra varato ieri. In rete, le prese in giro di questa iniziativa veltroniana non si contano più. Personalmente non so cosa pensare, certo è che la velata ironia che da un po’ di tempo accompagna la cronaca delle azioni del Partito Democratico, dovrebbe far riflettere il suo leader. Negli ultimi tempi si è ironizzato sul loft, sul caminetto, sullo shadow cabinet o governo ombra, sulle candidature e sull‘inesperienza di alcune neoparlamentari, sull’egocentrismo del leader, eccetera. In altri tempi, invece, si ironizzava solo sul Cavaliere e sulle sue sortite fuori dagli schemi e dal rigore istituzionale. E se ormai l’ampiamente raggiunta maturità, detta a Berlusconi un comportamento più consono al suo ruolo (con qualche inevitabile scivolone che pare subito perdonato dai media), chi non viene perdonato è Veltroni, diventato oggetto privilegiato di satira, a partire dal suo ossessivo desiderio di piacere a tutti (il “ma anche di Crozza“) fino al suo ossessivo amore per l’America che si è tradotto nell’uso esagerato di termini inglesi. Sono arrivata a pensare che al Loft, sulla porta del bagno ci sia scritto “Bathroom”, sullo zerbino “Welcome” e che per ordinare qualcosa al bar chiamino “il loft service”. In campagna elettorale, per esempio, in un comizio  il “catering“, ha persino soppiantato le vecchie grigliate delle feste de l’Unità. Dulcis in fundo, è arrivato il “rinnovamento del partito” e sono fioccate le candidature delle “ragazze del loft accanto”. Una di loro, Pina Picierno, è stata nominata addirittura ministro ombra delle politiche giovanili. E’ ovvio che, essendo giovane, dei giovani deve intendersene parecchio e chi si intende di giovani, non può diventare altro che un ministro. Anche il PDL ha svecchiato il partito eleggendo qualche fanciulla. Così, oggi, i due principali partiti italiani hanno certamente  qualcosa in comune: l’idea che la politica sia una cosa da un lato molto seria, ma anche  un “petit dejeuner sur l’herbe”…(Uòlter mi perdonerà questo francesismo, la cui traduzione inglese è “pic nic“)….un pic nic all’ombra del governo e delle fanciulle in fiore.

Siamo sicuri che questo sia il modo migliore per aumentare il consenso?

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Oggi Veltroni presenta il governo ombra del Pd. It’s the shadow cabinet’s day

Roma – “Ci siamo, ci siamo. Avevo promesso che sarei stato pronto dopo 48 ore, siamo riusciti ad anticipare di mezza giornata”. Walter Veltroni e’ pronto: mentre nella maggioranza sono ancora in corso le trattative per gli incarichi di sottosegretario, il leader del Pd mette a punto la lista dei ministri che faranno parte del governo ombra. E la presenta oggi alle 18 a Roma all’auditorium di piazza Di Pietra. Leggi il seguito di questo post »

Veltroni, tutti gli errori del PD: un partito che ha solo un vertice poggiato su un tappeto rosso

             (il compagno Silvio) 

di Wildgreta

La comunicazioni e il linguaggio del Partito Democratico

Innanzitutto, trasformare i termini politici di uso comune  in chiave snob ( o provinciale) ha creato una barriera con le fasce sociali meno elevate culturalmente: la sede del partito diventa il “loft”, la riunione diventa il “caminetto”, il governo ombra lo “shadow cabinet”. E non c’è neppure un bonario, “Walter è fatto così” tra gli elettori del PD, ma soltanto un “Veltroni è un despota” sintesi di giudizio espressa dalla base, che “base” non è, se di colpo il partito si è accorto di avere soltanto un “vertice” che si è ritenuto non avesse bisogno di pilastri su cui reggersi. La annunciata partecipazione di tutti alla costruzione del partito democratico con le primarie, si è rivelata poi una presa in giro. Molte delle personalità di spicco chiamate a raccogliere consensi allora, sono state messe da parte una volta che si è trattato di scegliere le candidature. Ad un professionista toscano che aveva ricevuto moltissimi voti alle primarie, è stato detto:”Mi dispiace, le candidature per le politiche sono blindate”.

Ragazze capolista

Le Walter’Angels sparse un po’ in tutta Italia, hanno scalzato personalità di spicco legate al territorio senza avere nessun merito se non quello di piacere a Walter (in quale senso dovrebbe spiegarcelo lui). E’ stato così nel Lazio e in Campania e forse anche da qualche altra parte.
Ma Walter voleva “rinnovare“, e per farlo, forse ha guardato solo la carta di identità e la fotografia, quasi a dire:”Sei giovane e carina, puoi rappresentare il popolo”. Se le avesse mandate tutte in televisione, avrebbe fatto meno danni a se stesso e al paese.

L’errore di voler piacere a tutti
Con la sua smania di piacere al centro, a sinistra e a destra, Veltroni è riuscito a non piacere quasi a nessuno. Neppure a quelli che nel PD hanno voluto credere comunque, perdonandone anche gli errori. Lo hanno votato in molti, ma più per il bisogno di credere in qualcosa, che per convinzione. Leggi il seguito di questo post »

Wildgreta Politics compie un mese: grazie ai primi 45.000 visitatori

di Wildgreta

Questo blog è stato aperto per seguire le elezioni e pensavo che lo avrei chiuso subito dopo. Ora non lo penso più, ci sono troppe cose di cui parlare, troppe cose da raccontare. Non abbiamo ancora affrontato la mancata rielezione di Elisabetta Gardini, per esempio (ora spera nel ballottaggio per il sindaco di Vicenza). Non sappiamo nulla delle gesta che compierà la Carfagna, nè con quali proposte di legge ci risolleverà la Madia. Non abbiamo approfondito le innumerevoli qualità delle new entry in parlamento. Conosciamo solo una parte delle persone chi ci rappresenteranno per i prossimi cinque anni (per Cossiga saranno di meno) e dobbiamo analizzarle una per una. E poi, quando al governo c’è il Cavaliere, le sorprese non finiscono mai, infatti ne ha già annunciate per la nomina dei ministri. Oggi si è arrabbiato Formigoni, ieri Bossi, che alla fine ha rinunciato a un ministero, poi c’è la Mussolini che reclama almeno uno strapuntino  nel governo e, dulcis in fundo, Fini che ha annunciato che per fare il presidente della camera, lascerà la presidenza di AN. Se penso a quanto deve essergli costato dare questo annuncio, lui che il partito l’ha fatto e disfatto come e quando ha voluto, mi commuovo. Mi domando solo una cosa: se  AN è confluita nel PDL, da cosa si dimette?

Comunque, il 25 aprile andrò a riprendermi al VDay 2, dove firmerò i referendum sulla libertà di informazione.Prima di chiudere, però, vorrei darvi qualche dato sul blog:

22 marzo: viene aperto

25 marzo: entra nei growing blogs di WordPress

28 marzo: entra nei top 100 di WordPress

1 aprile: da questo momento è sempre fra i primi blog di WordPress

15-16 aprile: giornate emozionanti,perchè entra nella classifica mondiale di wordpress al 21° posto (su un totale di circa tre milioni di blog)

Da quei giorni memorabili a oggi, è sempre fra i primi 5 della classifica italiana con una media di 1014 visitatori unici al giorno.

Forse  sparirete tutti dopo i ballottaggi, ma se continua così, anch’io chiederò a Franceschini di cercarmi un loft….

 wildgreta 22 aprile 2008

Comunali Roma:”Addio Ici” sarà lo slogan del PDL al comizio finale pro Alemanno

            

di Wildgreta

Non c’è che dire, i creativi del PDL sono una fucina di idee. Non abbiamo ancora dimenticato “Rialzati, Italia!” e “Ricordalo Italia”, che subito viene sfornato il nuovo slogan per il comizio di chiusura del candidato a sindaco del PDL Alemanno, previsto il 24 aprile a piazza Navona, presenti Berlusconi e Fini. E sì che hanno avuto anche poco tempo per la fase creativa…Ma quando c’è il talento…Nel frattempo, Alemanno ha annunciato che correrà da solo per il Campidoglio, per non infrangere la tradizione di questa campagna elettorale in cui pare che nessuno sia amico di nessuno. (Salvo poi dolersi per essere stati rifiutati). Ed ecco lo slogan per il comizio di chiusura, quello che nelle intenzioni del suo arguto ideatore, dovrebbe portare al trionfo di Alemanno: “Addio ICI”. Dopo aver scartato, “Addio Rom“, “Addio buche pericolose“, “Addio cassonetti verdi” e”Addio lavavetri clandestini” il team si era concentrato sull’originalissimo, “Meno taxi per tutti” (per accontentare la categoria che più ha combattuto l’aumento del numero delle licenze) ma poi, dopo una ampia discussione, si è deciso di puntare su quella che ormai è ritenuta “la madre di tutte le disgrazie”, l’ICI, appunto. E’ ovvio che poi sarà il governo a dover reintegrare ai comuni il mancato gettito, altrimenti questi dovranno aumentare qualche altra tassa comunale, ma questi sono dettagli che si valuteranno in seguito, a vittoria incassata. Un ultimo avvertimento: lo stesso giorno si terranno comizi in 30 piazze di Roma. Volevano farne uno anche a casa mia, ma  gli ho detto che sarei  rimasta tutto il giorno parcheggiata sotto il “loft” per avere notizie in anteprima da postare sul blog. Buon divertimento e, mi raccomando, se vi venisse in mente di coniare  lo slogan, “Addio Alemanno”….è troppo tardi, ci ho già pensato io.

Comunali Roma: Pdl chiude campagna con Berlusconi e Fini

Il 24 aprile a piazza Navona, ‘Addio Ici’

(ANSA) – ROMA, 19 APR – Ci saranno Berlusconi e Fini il 24 aprile a piazza Navona per la chiusura della campagna elettorale del candidato a sindaco del Pdl Alemanno. ‘Abbiamo deciso di ribattezzare questo evento ‘Addio Ici’ – spiega il senatore di An, Andrea Augello – per ricordare a tutti che questo sara’ il primo provvedimento del nuovo governo’. L’appuntamento avra’ inizio alle 17 e rappresenta l’ultimo atto dell’iniziativa ‘Le Piazze della Liberta” (musica e spettacoli in 30 piazze di Roma).

 

Elezioni, ha perso la sinistra…”ma anche” il loft

 

 di Wildgreta
Se, in fondo, Daniela  Santanchè ha convinto un milione di persone a credere nelle suo proposte a base di mutui sociali, pur avendo una casa dal  lusso sfrenato a base di suppellettili fatte con pelli di animali in via di estinzione (poltrone di coccodrillo, coperte di pelle di lince, tappeti zebrati), un uomo di sinistra come Veltroni potrebbe anche essere stato penalizzato dall’uso esagerato di termini di importazione americana che nulla hanno a che vedere con la realtà italiana. Non si può trasformare un ultimo piano nel cuore del centro storico di Roma, in un loft  dell’Upper Side di Manhattan neppure con la più fervida immaginazione. Ecco, allora, che usare il termine “Loft” per il quartier generale di un leader politico, suona un po’ provinciale, per non dire ridicolo.
Quando ero piccola,  ricordo che l’attesa dell’esito delle elezioni si consumava sotto Botteghe Oscure. Ricordo che Berlinguer, a un certo punto si affacciava e salutava la folla che si era radunata davanti al portone.  C’erano le bandiere, c’era gioia e c’era una sorta di “grazia” nell’annunciare le sconfitte o le vittorie. Era assente la spocchia, quel “mettersi un gradino sopra tutti”. Ho nostalgia di quell’aria, più semplice, meno “se fossi nato in America, chissà dove sarei ora”. Ne parlo con dispiacere. Dispiacere per come ci si pone nei confronti delle persone che vogliono credere in qualcosa, che vorrebbero avere ancora degli ideali, che avrebbero voglia di “riconoscersi in te”, oltre ad avere delle risposte ai loro problemi quotidiani.
In uno dei comizi della campagna elettorale del Partito Democratico, è stato chiamato addirittura un catering. Dopo aver ascoltato gli interventi dei candidati, il pubblico ha visto spuntare camerieri in guanti bianchi che hanno estratto tavoli e tovaglie per apparecchiare una gigantesca tavola su cui è stato portato di tutto: davvero un banchetto sontuoso.  Il pubblico è apparso incredulo: dalle Feste de L’unità a base di salsicce ai banchetti col catering, forse il salto è apparso eccessivo. (ma forse è stato un episodio isolato)
Su di noi hanno effetto i gesti, ma soprattutto le parole, quindi non serve andare a pranzo dalle famiglie, è importante quello che si dice alle famiglie, quello che si pensa delle famiglie, quello che si trasmette alle famiglie. Quelle famiglie che sono ormai preda dell’incubo di come pagare le bollette e, nel profondo, non credono più a nessuno. Sono state tre le agenzie pubblicitarie impegnate a trasmettere il messaggio-Veltroni. Testimonial importanti, poi, si sono spesi per impedire che accadesse l’irreparabile: altri cinque anni di Berlusconi. Veltroni ha attuato un rinnovamento di uomini e donne all’interno del partito, ma molti dei candidati scelti non hanno fatto nulla nella loro vita per meritare di rappresentarci, o almeno nessuno di noi è venuto a saperlo. A cosa serve sbandierare la candidatura “blindata” di Marianna Madia che non ha nessuna competenza specifica e che nessuno di noi conosce? E se proprio si voleva apparire un partito diverso, non sarebbe stato meglio evitare la brutta figura fatta escludendo inizialmente Lumia? E non si poteva evitare di far fare lo sciopero della fame a Pannella? E perché devo sentire Rosy Bindi dire a Porta a Porta che l’immissione dei radicali ha penalizzato il PD? Non sa, Rosy Bindi, che a nessuno di noi è andata giù la Binetti? E perché non nominare quasi mai Di PIETRO che, pure, è stato un alleato prezioso, visti i consensi che poi ha ricevuto?
Ecco perché Veltroni non ha ottenuto maggiori consensi, la sua idea di “partito nuovo”, è suonata vera, ma anche finta.

 

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