MANOVRA SALVA-ITALIA: E SE FOSSE SBAGLIATA?

 

MANOVRA MONTI: PERCHE’ E’ SBAGLIATA E COME PEGGIORERA’ LA SITUAZIONE ITALIANA

 

Sergio Casaratto, Micromega: Vorremmo noi per primi illuderci che tutto questo servirà. Siamo ammirati della reazione dignitosa, quasi disciplinata, del popolo italiano: “speriamo che tutto questa serva e finisca il primo possibile”. Purtroppo riteniamo invece che questa manovra peggiorerà le cose. I nostri concittadini lo devono sapere. Se l’analisi è sbagliata, così è quella della maggioranza dei politici italiani ed europei, sbagliate sono le soluzioni. La crisi italiana ha una insopprimibile dimensione europea ed è profondamente falso quanto Monti ci ha detto, presentando la manovra, che la crisi del debito italiano “non è colpa degli europei, è colpa degli italiani”, che siamo “un focolaio di infezione” e rischiamo di “macchiarci della responsabilità” di far fallire l’Europa. Visualizza altro http://bambinicoraggiosidue.blogspot.com/#ixzz1gJXVdJd
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GOVERNO MONTI: BIOGRAFIA DEI MINISTRI

Nome per nome, ecco l’identikit dei ministri del nuovo governo

mario monti quirinale box

I VOLTI DEI MINISTRI: FOTOGALLERY

MARIO CATANIA
MINISTRO DELL’AGRICOLTURA
Mario Catania, classe 1952, romano, una passione per la montagna. L’attuale capo dipartimento delle Politiche agricole e internazionali del Mipaaf si aggiudica la delega all’Agricoltura nel nuovo governo Monti. Laureato in giurisprudenza, un percorso professionale votato alla pubblica amministrazione, con una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura nella Rappresentanza Permanente Italiana. Appena ventiseienne entra nel Palazzo dell’Agricoltura a far parte della Direzione del personale e qui approda nel 1987 in quella che allora si chiamava la Direzione della tutela economica dei prodotto agricoli. Dopo un anno vince il concorso per dirigente a soli 36 anni, un indiscutibile primato vista la giovane età. Dirige vari settori tra cui quello del latte e della qualità dei prodotti.

CORRADO CLINI
MINISTRO DELL’AMBIENTE

È il negoziatore climatico per l’Italia in campo internazionale (nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma è anche l’uomo che tiene insieme le aziende intorno all’idea di sviluppo sostenibile. Corrado Clini, neo ministro dell’Ambiente, si sposta di pochi metri: il suo ufficio attuale da direttore generale del dicastero di Via Cristoforo Colombo sale al piano nobile occupato precedentemente da Stefania Prestigiacomo. Attualmente alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia, Clini – 64 anni, laureato in medicina del lavoro e in igiene e sanità pubblica – è ‘senior research fellow’ ad Harvard ed è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche. È coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emnissioni dei gas ad effetto serra; è stato presidente del comitato nazionale di gestione per le attività del protocollo di Kyoto (2005-2009); focal point del protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono; è stato membro del consiglio di amministrazione e vice commissario dell’Enea (2004-2007); membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development; membro del board dell’Agenzia europea dell’ambiente. Tra il 2002 e il 2009 ha programmato e coordinato oltre 900 progetti, soprattutto sulla modellistica e sulla valutazione dei cambiamenti climatici, ricerca e sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale. Di particolare rilievo, quelli nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina. Inoltre, ha avuto un ruolo fondamentale durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell’ambito del Forum sulle tecnologie a basso impatto di carbonio (Trieste e Bologna) e del vertice dei ministri dell’Ambiente a Siracusa. Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui aderiscono 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste. Leggi il seguito di questo post »

REFERENDUM, QUATTRO SI’: TUTTE LE MANIFESTAZIONI

Referendum, ultimo sprint

Settimana decisiva di mobilitazione per i quattro quesiti: sit-in, concerti, appelli e una catena umana per il quorum e per quattro “sì” nell’urna

di CRISTINA ZAGARIA

Referendum, ultimo sprint ecco tutte le manifestazioni

Appelli on line, catene umane, musica e mostre fotografiche per i quattro sì ai referendum: è partita l’ultima settimana di impegno per i Comitati e i movimenti impegnati contro il nucleare e per difendere l’acqua pubblica.

Da oggi su tutte le bacheche di Facebook gira l’appello: «Fate attenzione a non sovrapporre le schede, perché sono come carta copiativa». Oppure: «Questa persona beve vino, ma difende l’acqua pubblica». Messaggi veloci, video virali e un passaparola incessante per votare “sì” e per vincere la sfida del quorum (il 50 per cento più uno dei votanti) per i quattro quesiti a cui sono chiamati a rispondere gli italiani, domenica 12 e lunedì 13 giugno. Si vota per l’acqua pubblica (due quesiti), contro il nucleare, e sul legittimo impedimento.

Nell’agenda cittadina, invece, martedì 7 giugno alle 17, all’Istituto campano per la storia della Resistenza, dell’antifascismo e dell’età contemporanea “Vera Lombardi”, la rivista “Il Tetto”, l’Associazione “La città possibile”, il Cidi Napoli organizzano un incontro-dibattito per discutere dei referendum. Intervengono: Renato Briganti, Donato Ceglie, Pasquale Colella, Guido D’Agostino, Alberto Lucarelli.

Alle 19 al Kestè Lab si inaugura (in largo San Giovanni Maggiore) la mostra fotografica “Una foto per l’acqua!”, a cura di Eliana Esposito, Luciano Ferrara, Mario La Porta, Pino Bertelli.
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I MASTELLA E L’UDEUR NELLA BUFERA: APPALTI E TRUFFE

Appalti e truffe, guai per i Mastella. Sandra Leonardo: ‘Il mondo addosso’

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Divieto di dimora nella città di Napoli per Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano e moglie dell’ex ministro della Giustizia

Si sono presentati in quattro, i carabinieri che insieme a un ufficiale dell’Arma hanno suonato alla porta della famiglia Mastella a Ceppaloni, in provincia di Benevento. Sandra Lonardo è la destinataria del provvedimento di divieto di dimora in Campania, che gli è stato recapitato dai militari nell’ambito dell’inchiesta su assunzioni e appalti, un filone d’indagine relativo alle attività dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Il provvedimento – Il divieto riguarda la città dove si svolge l’attività istituzionale della Lonardo, in qualità di presidente dell’Assemblea. L’indagine coordinata dalla sezione reati contro la Pubblica amministrazione della Procura di Napoli è uno stralcio della inchiesta che nel gennaio 2008 ha condotto all’arresto di Sandra Lonardo e del consuocero Carlo Camilleri. Coinvolto anche l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

Bufera sull’Udeur – Oltre ai Mastella e a Carlo Camilleri, segretario generale dell’Autorità di Bacino sinistra Sele, sono coinvolti nell’inchiesta anche vari esponenti dell’Udeur della Campania, tra i quali l’ex direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campagnia (Arpac), Luciano Capobianco, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro.

L’inchiesta – Sono 25 i divieti di dimora e sei le misure interdittive del divieto di esercitare impresa e professione eseguite oggi nei confronti di alcuni dei 63 indagati tra politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti e imprenditori campani coinvolti nell’inchiesta che rimanda a un’associazione a delinquere impegnata in truffe, falsi, abusi di ufficio, turbativa d’asta e concussione.

(la repubblica 21 ottobre 2009)

Quei soldi dello Stato che non ci sono

“D’ora in poi decido io quali domande potrete farmi. Alle altre nè io nè i ministri risponderanno”. “Fatemi solo domande su L’Aquila “. 21 domande a Berlusconi sul terremoto

di Antonio Rispoli (Julie News)

Il governo in questi giorni sta discutendo la legge Finanziaria del 2009, che deve essere presentata entro il 30 settembre, come legge prescrive. Non ci sono ancora i dati precisi, ma si sa già che sarà una Finanziaria leggerissima, di soli 3 miliardi di euro. Il perchè l’ha detto lo stesso Tremonti: la Finanziaria è solo un artificio perchè in realtà i conti sono quelli del decreto fiscale approvato nel luglio 2008 e valido fino al 30 giugno 2011. Cioè restano validi i tagli di 3 miliardi di euro per i Tribunali, di 3,5 miliardi per le Forse dell’Ordine, di 87 mila insegnanti e 63mila bidelli nelle scuole e così via. E i 3 miliardi a che servono? Oltre un miliardo servirà probabilmente per il rifinanziamento della missione in Afghanistan (sono ipotesi, perchè non sono state pubblicate le tabelle); 500 milioni serviranno, come annunciato dallo stesso Tremonti, per coprire la vacanza contrattuale del contratto per il pubblico impiego, che scade nel 2010, ma che il governo non intende assolutamente discutere. Il resto probabilmente sono adeguamenti dovuti all’aumento dell’inflazione o cose del genere. Eppure non sono passati molti giorni da quando, all’inizio del mese, lo stesso Tremonti disse che c’erano ingenti risorse da impiegare per gli ammortizzatori sociali. E 10 giorni fa il Ministro del Welfare Sacconi aveva assicurato che sarebbero stati disponibili 30 miliardi, a questa voce. Oggi invece Tremonti dice che non c’erano alternative perchè “sarebbe da folli aumentare il deficit.

Ora, questa è probabilmente l’unica cosa giusta detta da Tremonti negli ultimi 10 anni, ma le cose non basta dirle, bisogna farle.

I dati di agosto indicano un fabbisogno statale che, per i primi otto mesi dell’anno, è salito a 61 miliardi, contro i 28 dello stesso periodo del 2008. Cioè sono stati spesi – a fronte di entrate fiscali costanti – 33 miliardi in più dell’anno scorso, in questi otto mesi. Ma attenzione, il dato è ingannevole. Infatti, è vero che le spese sono aumentate (a sentire il Ministero del Tesoro, per colpa delle Regioni e degli altri enti locali), ma il fatto che le entrate sono rimaste abbastanza costanti, indica che le stesse sono in calo. Può sembrare un paradosso, ma così non è.  Infatti le tasse, se non vengono toccate aumentano naturalmente a causa dell’aumento degli stipendi legato ai rinnovi contrattuali e agli scatti di contingenza, da una parte; e dell’aumento dei prezzi dei beni dovuto all’inflazione dall’altro.

Quindi se le entrate restano costanti in valore numerico, vuol dire che in realtà sono diminuite.E se sono diminuite, questo è causato soprattutto da un aumento dell’evasione fiscale, incentivata da leggi come lo scudo fiscale e da un sempre più ridotto numero di controlli fatti dalla Guardia di Finanza, che al massimo va a tartassare in negozietto che non fa lo scontrino fiscale, ma si guarda bene dall’ispezionare la grossa azienda.
Ma anche il fatto dell’aumento delle uscite nasconde un grosso inganno.  Infatti c’è una voce, tra le uscite, che è in grande riduzione, da settembre 2008 ad oggi: gli interessi sul debito pubblico. Nessun giornale e nessun economista ne parla, e men che meno ne parla Tremonti, ma l’Italia oggi paga un 10-20 miliardi di euro in meno, rispetto all’anno scorso, di interessi sul debito. Infatti la crisi rende l’andamento delle borse estremamente volatile. Inoltre, gli aumentati controlli statali sulle banche quasi ovunque costringono queste ultime a non avventurarsi troppo in speculazioni. Risultato: si sono gettati tutti sui titoli di Stato. E questo ha fatto crollare l’interesse di 2-3 punti percentuali (a seconda del titolo di Stato che si esamina), e l’ha portato ai minimi storici.

Un paio di settimane fa ho riportato una notizia che ha interessato pochi, ma che invece è da considerare: il tasso si interesse netto per i BOT a 3 mesi era negativo. Cioè, se dall’interesse lordo (o,55%) si tolgono le tasse che lo Stato prende e lo 0,10% delle commissioni bancarie, il tasso netto diventava dello -0,03%. Cioè se io investo 10000 euro, ne ricevo, tra capitale ed interessi, 9997. Dimostra quanto siano alte le richieste rispetto all’offerta. Ma questo fa risparmiare allo Stato italiano enormi cifre. Dove sono finiti questi soldi? Non si sa. O meglio sono stati assorbiti dall’aumento di evasione fiscale e dall’aumento delle spese. Senza che il governo facesse nulla per impedirlo.
Ed oggi la ciliegina sulla torta. Berlusconi che in conferenza stampa si permette di dire: “D’ora in poi decido io quali domande potrete farmi. Alle altre nè io nè i ministri risponderanno”. A parte che questo già avviene da prima del 2001 per il Presidente del Consiglio, che non risponde ad una domanda fatta da un giornalista non servile da decenni; ma comunque un atteggiamento del genere non solo è censurabile; è gravissimo. Per molto meno i capi di governo di altri Paesi democratici sono stati letteralmente distrutti da campagne stampa tese ad ottenere rispetto per i giornalisti; invece in Italia, a dimostrazione che ormai non c’è più una stampa libera, il tutto è passato nel massimo silenzio.

Berlusconi ha detto che risponderà solo a domande su L’Aquila, ma scommettiamo che non risponderà neppure a quelle?  Pubblico di seguito 21 domande, rigorosamente sul terremoto, scritte da Roberta Lerici, esponente dell’Italia dei Valori che ha seguito da vicino la ricostruzione. E scommetto che nessuna di queste avrà risposta.

1) Come mai avete preferito lasciare la popolazione nelle tende per sei mesi?

2)Come mai non avete utilizzato i prefabbricati se non quando è emerso che le case non sarebbero bastate?

3) Come mai non avete valutato le conseguenze negative che avrebbe avuto la disgregazione delle comunità?

4) Dal momento che saranno permanenti, come mai avete deciso di costruire delle palazzine che nulla hanno a che fare con il paesaggio in cui sono collocate?

5) Come mai avete sottostimato il numero di sfollati di ben 26.000 unità, visto che le C.A.S.E. e i MAP potranno ospitare solo 14.000 persone?

6) Come mai avete esautorato gli enti locali da qualsiasi decisione riguardasse il loro territorio?

7) Come mai avete deciso di spendere 2700 euro al mq per le c.a.s.e., più i soggiorni nelle tendopoli e negli alberghi (50 E. al giorno a persona per più di sei mesi) se i prefabbricati costavano solo 800 euro al mq?

8) Come mai avete tenuto congelati i prefabbricati ricevuti in donazione per periodi che vanno da uno a due mesi?

9) E’ vero che per il progetto c.a.s.e. è stata usata anche una parte delle donazioni ricevute dai cittadini? (intervista Costantini, IDV da Vasto)

10) Come valuta la dichiarazione del governatore Chiodi, che qualche settimana fa ha affermato, “Dobbiamo ammettere il fallimento del “piano c.a.s.e?

11) Come mai a sei mesi dal sisma non avete dato inizio alla ricostruzione o alla ristrutturazione delle case lesionate?

12) Ci sono interi paesi in cui la situazione è immutata dal 6 aprile.I cittadini sono nelle tende, e nessuna opera è stata iniziata. Come mai?

13) Come pensate di affrontare la situazione delle persone che rifiutano il trasferimento lontano dal loro paese? I cittadini del campo di Collemaggio hanno presentato un esposto-diffida contro il loro trasferimento in località decise dalla Protezione Civile e dal governo, come intendete rispondere?

14) Come mai durante la consegna delle case a Onna, pare siano stati diffusi applausi registrati?

15) Dal momento che finita la fase dell’emergenza, avete affermato che tutti i poteri torneranno nelle mani degli enti locali, questo significa che, terminati il piano case, il piano MAP e la requisizione degli alloggi sfitti, il governo lascerà l’onere della ristrutturazione e della ricostruzione agli enti locali?

16) Come mai, secondo lei, il primo giorno di scuola Bertolaso ha distribuito agli studenti un foglio con le istruzioni in caso di terremoto, quando nei tre mesi precedenti al 6 aprile, non è stato fatto nulla per preparare la popolazione?

17) Qual’è la sua opinione sull’inchiesta in corso nei riguardi della riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009?

18) A l’Aquila, per non allarmare la popolazione, non furono predisposti piani di evacuazione.Come lei sa, Zamberletti ne attuò uno per 100.000 persone in Garfagnana nel 1985 e, sempre negli stessi anni, predispose un altro piano di evacuazione da 400.000 persone in Campania per il bradisismo.Come mai 25 anni fa la protezione civile si occupava anche di prevenzione, mentre oggi si occupa, per esempio, dei grandi eventi?

19) Non crede che l’aver chiesto in dono al comune di Ferrara delle statue in marmo per abbellire i giardini delle c.a.s.e., quando agli scolari di Paganica è stato destinato un container che si è allagato non appena ha piovuto, sia un controsenso?

20) E’ vero che i nuovi quartieri creati alla periferia de L’Aquila saranno il modello su cui verranno edificate le New Town di cui parlò anche nella campagna elettorale per le politiche 2008?

21) Nel terremoto dell’Irpinia, il numero di sfollati da assistere nelle prime fasi, fu di 500.000, a L’Aquila è stato di 100.000.Come mai Lei parla sempre de l’Aquila, come un evento “unico nella storia” e di “miracolo” per l’alto numero di persone che si sono assistite?

fonte

Italia: Il Fantasma della Libertà

di Wildgreta

Forse i ragazzi non conoscono questo bellissimo film di Luis Buñuel, ma pensando al momento buio che vive il nostro Parlamento asservito alle necessità di pochi eletti (nel senso elettorale del termine), mi è venuta in mente questa immagine: un parlamento talmente personalizzato, da poterci fare davvero di tutto senza preoccuparsi neppure di dover chiudere la porta. Alla luce del sole si espletano le proprie necessità, incuranti del giudizio del mondo.

Ieri quasi tutto il parlamento ha votato contro l’acquisizione dei tabulati  telefonici del deputato del PDL De Luca accusato di concorso in tentata corruzioneTutto il parlamento, eccetto l’Italia dei Valori. Nessun pudore, nessuna vergogna, neppure da parte del Partito Democratico. Così, un giorno, qualcuno potrà ricambiare loro il favore. Nella vita non si sa mai.

Stasera a Matrix Berlusconi, forse, cercherà di appellarsi al “gran cuore del popolo” sperando che capisca che le leggi approvate o in via di approvazione, non riguardano solo lui ma tutti i cittadini. Cercherà di convincere la casalinga di Voghera e il disoccupato di Messina, che le intercettazioni mettono a repentaglio anche la loro, di libertà.

Cercherà di convincere il pensionato che non può più fare la spesa, che l’immunità per alte cariche dello stato garantisce anche lui. Cercherà di convincere il precario  che i giudici comunisti stanno cercando di annullare il voto che loro gli hanno dato. Cercherà di convincere i Campani, che senza di lui la spazzatura li avrebbe soffocati per sempre. Cercherà di convincere i cittadini che temono per la loro sicurezza, che un decreto legge sulle intercettazioni e l’immunità per il premier, sono i presupposti per non avere più clandestini per strada nè zingari che rubano, perchè garantiranno l’attuazione del Decreto Sicurezza e dei provvedimenti futuri. 

Cossiga dice che per Berlusconi ormai è tardi, anche per dare spiegazioni al popolo, visto che ha lasciato i ministeri più importanti nelle mani delle persone sbagliate. Ma la debolezza di Berlusconi è tutta nella sua precaria situazione giudiziaria. Una sua condanna sarebbe la fine di questo governo e allora deve chiamare a raccolta tutte le forze a disposizione. E queste forze, premiate in termini di ministeri, incarichi, poteri, finora hanno risposto all’appello, assecondando il pemier in tutto. Ma fino a che punto potranno continuare a farlo?

Gianfranco Fini, oggi, dice che imporre un decreto legge sulle intercettazioni non è la strada giusta, perchè non ci sono i requisiti di urgenza. Ma per Berlusconi, tutto è urgente: ha poco tempo e, in questo poco tempo, si può anche sorvolare sui 5 o decimila esuberi Alitalia e la cordata inesistente, sugli italiani che non andranno in vacanza, sull’inflazione che galoppa, sui salari tra i più bassi d’Europa e sui tanti, troppi, nuovi poveri.

Perchè, anche se poveri, siamo noi a pagare la carta igienica di Montecitorio e continueremo ad essere obbligati a farlo, nonostante tutto.

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