GUIDO BERTOLASO INTERROGATO:NE’ SOLDI NE’ SESSO IN CAMBIO DI FAVORI

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GUIDO BERTOLASO 5 ORE IN PROCURA A PERUGIA

12 Aprile 2010 23.51 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.225352

Guido Bertolaso ha risposto per 5 ore ai magistrati di Perugia

” Non ho ricevuto nè soldi nè sesso in cambio di favori “

Una lunghissima deposizione di quasi 5 ore nella sede della Procura di Perugia per Guido Bertolaso, sottosegretario con delega alla Protezione Civile, indagato con l’accusa di corruzione nello scandalo degli appalti del G8 e per le opere del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

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Bertolaso ha risposto a tutte le domande che gli hanno posto i PM titolari dell’inchiesta, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.

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” Non avevo alcuna responsabilità diretta nell’aggiudicazione degli appalti e tanto meno ho ricevuto prestazioni sessuali a pagamento in cambio di qualcos’altro ” . Così si è difeso Bertolaso difronte ai magistrati. In modo particolare il capo della Protezione Civile ha ricostruito i suoi rapporti con la figura cardine dell’inchiesta, l’imprenditore Diego Anemone ” che conoscevo dai tempi del Giubileo “. Bertolaso ha negato con forza di avere avuto incontri con prostitute nel village Salaria Sport, e messe a disposizione dallo stesso Anemone che ne è il proprietario. I magistrati hanno insistito su questo punto. forti di numerose intercettazioni telefoniche che proverebbero le loro accuse.

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” Non eravamo preoccupati prima lo siamo ancora meno oggi ” . E’ Filippo Dinacci che parla, uno dei legali di Guido Bertolaso. ” Sono fiducioso, ha sostenuto Dinacci, che, quanto prima, la magistratura possa definire questa vicenda, prendendo atto che il dottor Bertolaso non è coinvolto nei fatti “. Secondo il legale il clima del confronto con i magistrati è stato molto sereno. Sono stati portati difronte ai PM, prove e documenti e, soprattutto, Bertolaso ha ricordato l’allontanamento , voluto dai lui stesso , dell’ingegner Fabio De Santis ( una delle quattro persone finite in carcere ) dopo che quest’ultimo aveva approvato una serie di progetti per oltre 600 milioni di euro mentre l’importo previsto per tutti i lavori del G8 , che si doveva tenere alla Maddalena , era di 300 milioni euro. ” Ho fatto quello che dovevo fare come controllore di quella parte che era di mia competenza ” , si è difeso Bertolaso.

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I PM Sottani e Tavernesi hanno fatto ascoltare a Bertolaso alcune intercettazioni telefoniche che lo riguardavano e il capo della Protezione Civile, secondo i suoi legali, avrebbe spiegato punto per punto.

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Al termine del lunghissimo interrogatorio non hanno voluto rilasciare dichiarazioni nè i Pubblici Ministeri nè Guido Bertolaso.

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Marta Di Gennaro, interrogatorio fiume «Nessun guadagno personale»

di Wildgreta

Il problema, credo, non è che qualcuno ometta o copra irregolarità senza trarne alcun guadagno ma, piuttosto, quale danno rechi ad altri omettere o coprire irregolarità nella gestione dei rifiuti. Per questo,leggendo l’articolo in cui si riporta la tesi difensiva di Marta Di Gennaro, capisco perchè la preoccupazione nei confronti degli altri, sia totalmente assente in centinaia di settori della nostra società. Ognuno, per motivi diversi, può trovarsi nella vita a poter scegliere fra calpestare gli altri o no. Nel dramma dei rifiuti in Campania, tutti, ma proprio tutti hanno deciso che “gli altri” non  valevano nulla, quindi si potevano tranquillamente calpestare e, in alcuni casi, anche fino alla morte. E tanto poco valgono questi famosi “altri”, che li si può uccidere  anche “gratis”. La fortuna dei rifiuti tossici, poi, è che uccidono lentamente e non sempre. A volte fanno “solo” ammalare. Gli effetti si vedono dopo anni, non subito. E dopo anni, chi può dire chi sia stato davvero ad uccidere? Chi si può incriminare? Alcune sentenze della Corte di Cassazione degli ultimi anni, hanno evidenziato come il possesso di mezzi intellettivi e culturali da parte di chi viene incriminato per un qualsiasi reato grave, venga considerato un aggravante. La madre psicologa che non fa nulla per impedire che il marito pedofilo abusi della figlia ha avuto, ad esempio, una condanna pesante, perchè la sua competenza e il suo livello di istruzione, le avrebbero consentito di difendere sua figlia, cosa che lei consapevolmente non ha fatto. Tutto ciò è stato considerato un aggravante dai giudici. Lei non ha potuto difendersi, dicendo “non sapevo cosa fare”. Ecco, senza riferimenti al caso di Marta Di Gennaro tuttora da chiarire, direi che chiedere ad una popolazione intera di fidarsi delle stesse persone che hanno già dimostrato di non curarsi affatto della loro salute, è stato, forse , chiedere troppo.

Marta Di Gennaro, interrogatorio fiume «Nessun guadagno personale»
Più di dieci ore d’interrogatorio, lunghi momenti di tensione, due donne a confronto. Lì, allo stesso tavolo, tredicesimo piano, torre b: Rosanna Saraceno, il gip che ha firmato 25 arresti per manager e subcommissari all’emergenza rifiuti, e Marta Di Gennaro, l’ex braccio destro di Guido Bertolaso. Leggi il seguito di questo post »

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