RIFIUTI, ECOBALLE IRREGOLARI: ARRESTATI UN POLITICO, PROFESSORI E FUNZIONARI

https://i1.wp.com/1.bp.blogspot.com/_xT-Xvx4c1Yo/SFJ9zOqowgI/AAAAAAAAAko/AnvFIaRJXzw/s400/CDr1.jpg

Tra gli arrestati ci sono anche Claudio De Biasio, ex-subcommissario del sottosegretario Guido Bertolaso, e Giuseppe Vacca, direttore dei lavori del termovalizzatore di Acerra.continua  a leggere

Terremoto: Il fragile cemento delle case d’Abruzzo. A rischio gran parte dell’edilizia del sud

https://i0.wp.com/corrieredelveneto.corriere.it/Media/foto/2009/04/06/terremoto3--250x340.jpg

I sopralluoghi dei tecnici: “Fondamenta sono state corrose dal sale”
L’Ance: “Cacceremo i colpevoli”. A rischio gran parte della edilizia del sud
Il fragile cemento delle case d’Abruzzo. “Lo hanno riempito di sabbia del mare”

di CARLO BONINI

Il fragile cemento delle case d’Abruzzo “Lo hanno riempito di sabbia del mare”
CI hanno raccontato della furia del terremoto e non ci hanno spiegato che l’Abruzzo, come una parte consistente del Paese, soprattutto nel centro-sud, è seduto su un letto di cemento impastato con sabbia di mare. Imbracato da un’anima di ferro che il sale di quella sabbia si è mangiato con il tempo, rendendolo sottile e fragile come uno stuzzicadenti.

Un portavoce di “Impregilo” (già gruppo Fiat e oggi gruppo Benetton-Gavio-Ligresti) ha spiegato ieri che quella che è oggi tra le principali imprese di costruzione del Paese (è capofila per la costruzione per il ponte sullo stretto di Messina) si aggiudicò è vero nel 1991 la gara per la messa in funzione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ma è “estranea alla realizzazione delle opere di cemento armato”. Che non fu lei, ma “altri, nei primi anni ’80”, ad impastare il calcestruzzo di quello che, dall’alba di lunedì, è il simbolo accartocciato della vergogna. Ma, evidentemente, c’è di più del San Salvatore nella catastrofe abruzzese. Racconta oggi Paolo Clemente, ingegnere della task force Enea-Protezione civile al lavoro tra le macerie dell’Aquila, che gli edifici di nuova costruzione – e per “nuova” è da intendersi fino a trent’anni – sono implosi tutti allo stesso modo. Si sono prima “seduti” sulle proprie fondamenta per poi accartocciarsi al suolo sotto il proprio peso. Di più. “Per quello che è stato sin qui possibile vedere attraverso la ricognizione tra le macerie – spiega – il collasso dei piani bassi è stato prodotto dallo schianto dei pilastri in cemento”. Leggi il seguito di questo post »

Rifiuti: perché la colpa è della politica e la camorra è un alibi troppo facile.

Ecco un articolo d febbraio 2008 che, unito agli altri articoli pubblicati su questo blog, possono aiutare a capire meglio la tragedia dei rifiuti in Campania.

Da Repubblica


IL RETROSCENA. Giulio Facchi, ex subcommissario per la raccolta differenziata racconta il rapporto con Impregilo: “Così iniziò la catastrofe”

“A Bassolino dissi: attento al contratto

se lo firmi non ne usciremo vividal nostro inviato CARLO BONINI

COLOGNO MONZESE (Milano) – Accampato in un ufficio del “Conapi”, Consorzio nazionale piattaforme e imballaggi, vive un uomo di 53 anni che della catastrofe napoletana sa molte cose. “Su cui – dice – non ha più senso tacere”. Si chiama Giulio Facchi. Nel 1998, dopo l’esperienza di assessore all’ambiente nella giunta provinciale di Milano del centro-sinistra, il ministro dell’Ambiente Edo Ronchi lo spedisce a Napoli come subcommissario per la raccolta differenziata. Ci resta fino al 2004. È uno degli occhi e delle orecchie di Antonio Bassolino. Ne diventa amico. Ne rimane travolto. Leggi il seguito di questo post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: