Megaraduno neofascista a Milano:«Tutti in piazza San Babila». La sinistra: va vietato

25/3/2009 (7:5) – INCHIESTA

Neofascisti d’Europa in marcia su Milano  La città devastata dagli autonomi

Forza Nuova organizza un megaraduno il 5 aprile. La sinistra: va vietato

FABIO POLETTI
MILANO
Piazza San Babila, 5 aprile. A volte tornano. Il convegno lo organizza Forza Nuova. Il tema è di quelli tutto in maiuscolo: «La nostra Europa: Popoli e Tradizioni contro banche e usura». Le adesioni stanno già piovendo da mezzo continente. La destra che non scompare riappare nella storica piazza dei neofascisti milanesi. Ci saranno i francesi del Front National di Jean Marie Le Pen che quattro anni fa dichiarò che «le camere a gas sono un dettaglio della Storia». Hanno aderito i neonazisti tedeschi del Nationaldemokratische Partei Deutschland di Udo Voigt, condannato a quattro mesi di carcere per incitamento all’odio e alla violenza, che sogna di rifondare «una Grande Germania su principi nazionalisti e gerarchici» e che ha stretto recentemente un’alleanza con i naziskin delle Skinheads Sachsiche Schweiz che si firmavano SSS. Tanto per non sbagliare e giusto per esagerare. Dall’Ungheria arriveranno i principali esponenti del MIEP il Partito della Giustizia e della Vita. Leggi il seguito di questo post »

Roma, rissa alla Sapienza fra esponenti di Forza Nuova e studenti di sinistra

Rissa alla Sapienza, 6 fermati: 2 di sinistra 4 di Forza Nuova

 

Universita' La Sapienza
Universita’ La Sapienza

Roma, 27 maggio 2008

Sono in tutto sei le persone al vaglio della Digos, dopo gli scontri avvenuti questa mattina a pochi metri dall’Universita’ La Sapienza di Roma. I fermati sono stati tutti trasferiti in questura, in via Genova. Di questi sei, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a movimenti di estrema destra: tra loro c’e’ anche Martin Avaro, esponente romano di Forza Nuova. Secondo quanto si apprende i fermati sono tutti gia’ noti alle forze dell’ordine. Intorno alle 18 Marini e Mercuri, a bordo di un’auto della polizia, hanno lasciato la Questura di Roma. Leggi il seguito di questo post »

Fiore e il «contagio fascista»: un passato che non passa nonostante il doppiopetto

candidato premier con Forza Nuova dopo la latitanza per una condanna a banda armata

«Mai stati filonazisti. Shoa? Roba da storici. Pronti ad appoggiare Berlusconi, come alle Regionali ’05»

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Berlusconi con una bandiera della Fiamma Tricolore

Roberto Fiore un moderato? Difficile definirlo così, a giudicare il suo passato in Terza Posizione, la condanna per banda armata, la lunga latitanza e la simpatia per il fascismo. Ora però ci sono le elezioni in arrivo. Fiore ha indossato il doppio petto e si candida a guidare il Paese con Forza Nuova. Da qualche giorno lo si può trovare nei salotti buoni della tv, da Vespa e al Tg7, a discettare con toni pacati di immigrazione e aborto. E pazienza se i sondaggi gli danno lo 0,6 per cento scarso.

Che Forza Nuova sia un partito normalizzato, da «arco costituzionale», come si diceva una volta, è una tesi discutibile. Un bel documentario in uscita, di Claudio Lazzaro (Nazirock), racconta «il contagio fascista tra i giovani italiani» e mostra un «Campo d’azione» di Forza Nuova del 2006. Svastiche, foto di Rommel, negazionismo sulle camere a gas. Tra i partecipanti, gli ex terroristi Luigi Ciavardini (strage di Bologna) e Andrea Insabato (attentato al Manifesto).

Fiore, nel film si vede uno grande striscione stampato: «Più nazifascismo».
«Come? No, è impossibile»
Ci sono le immagini.
«Non è vero, non accetteremmo mai in un nostro campo uno striscione simile».
A giudicare dal merchandising, sembrate piuttosto filonazisti.
«Personalmente non ho mai avuto nessuna simpatia per il nazismo».
Eppure la effe e la enne incrociate di Forza Nuova somigliano a una svastica.
«Attenzione, il nostro simbolo elettorale è diverso. E comunque anche la croce celtica viene utilizzata ogni tanto, ma cosa c’entra? Forza Nuova vuole essere giudicata per le sue idee».
Nel film si parla a lungo di un libro di Carlo Mattogno: Auschwitz: fine di una leggenda.

«Non l’ho letto».
Auschwitz è una leggenda?
«Guardi, io sono perché gli storici facciano il loro dovere e indaghino in modo indefesso. Poi se poi qualcuno è stato ucciso per il fatto di essere ebreo o per altro motivo, questo è un crimine grave».
Ma c’è stato un genocidio? Sono esistite le camere a gas?
«Noi siamo radicalmente contrari ai genocidi».
Sì, ma la shoah?
«Moltissimi ebrei sono stati uccisi. Certo, non solo loro. Comunque siamo nel 2008 e dobbiamo parlare degli italiani».
Voi nei vostri Campi vendete spille di Hitler e del Duce.
«Comuni interi fanno profitti sui gadget, come Predappio. Non è questo il punto. Vuole sapere la mia opinione sul fascismo?».
Sì.
«Non ho difficoltà a dirle che ho simpatia per certi aspetti: le leggi sociali, l’italianità, le grandi costruzioni architettoniche, le bonifiche pontine».
Turigliatto da Vespa se n’è andato al suo arrivo.
«Assurdo, è un rigurgito del passato. Sono stato compagno di scuola di Piero Marrazzo, Andrea Colombo, dei figli di Berlinguer. Io con i comunisti ci parlo da quando avevo 14 anni».
Ci parla e non solo. Ha una condanna per banda armata.
«In primo grado a 5 anni e in secondo a 3 e mezzo. Poi è arrivata la prescrizione. Ammetto quello che devo ammettere: sono stato attivo in senso radicale nella destra fino a 21 anni».
In senso radicale che significa? Con una banda armata?
«Con Terza posizione. Il clima era quello che era. Decine di giovani hanno attraversato la soglia della galera. Ma il cuore della battaglia fu positivo».
Positivo? Ci furono vittime e stragi orrende in quel periodo, da piazza Fontana alla Stazione di Bologna.
«Certo, ci fu terrorismo da una parte e dell’altra. Ma c’era anche la spinta romantica di una gioventù alla ricerca di una verità. Non si può criminalizzare quel periodo».
Nel campo di Marta, i Legittima Offesa cantano: “Il vostro sangue ci disseta. Frana la curva, frana sulla polizia italiana”.
«Eh, io non ascolto questo tipo di musica nel mio tempo libero. Ma è assurdo, mica vado a contestare i 99 Posse se parlo con Veltroni, no?».
Però potrebbe prendere le distanze dalla violenza negli stadi.
«Certo, non condivido l’idea di far crollare le tribune sulla polizia».
Un vostro volantino recita: «Un’Italia senza extracomunitari si può fare». Non è razzismo questo?
«No, non siamo contro i popoli che soffrono. E non sosteniamo che ci sia una differenza ontologica tra le razze. Io non ho problemi con gli stranieri: sono sposato con una spagnola e abbiamo dieci figli. Ma dico no agli immigrati extraeuropei e ai Rom».
Perché respingere un ingegnere etiope?
«Ma il caso singolo va bene, figuriamoci».
Voi siete contro l’aborto.
«Sì, guardiamo con interesse a Ferrara. Che però non chiude il suo ragionamento: va cambiata la legge 194».
Come?
«Stabilendo che l’aborto è un omicidio e come tale va trattato. In questo modo diminuiranno».
Per la verità sono in dimuzione da anni.
«È falso. Diminuiscono solo perché stanno diminuendo i concepimenti».
La destra è frammentata. Ciarrapico era con voi al Campo di Cerveteri del 2007 e ora è con il Pdl, con la Mussolini. Poi ci sono Santanché e Storace. Perché bisognerebbe votare voi?
«Perché noi abbiamo un programma più duro, più tosto. Ma siamo disponibili a collaborare e allearci con un governo Berlusconi».
Del resto vi eravate accordati con lui alle Regionali del 2005.
«Sì. E con la Mussolini è rimasto un buon rapporto. Ma voterà per noi anche molta gente di sinistra».
Di sinistra? E perché dovrebbe?
«Molti elettori dei ceti bassi, del popolo, sono con noi. Il proletariato è rimasto senza rappresentanza. E non ne può più degli immigrati».

Alessandro Trocino
Corriere della Sera 21 marzo 2008

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