Sanità in Abruzzo, Angelini tira in ballo Fassino, Forza Italia e i servizi segreti

Incidente probatorio per il grande accusatore di del turco
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«Proteggeva i miei avversari». La replica: «Cercano di coprire i 500 mila euro a Forza Italia» Leggi il seguito di questo post »

Arresto Marcelletti: Il mago bipartisan del cuore, è passato da Forza italia al Pd (via Lombardo)

«È la trappola di un collega»
Lo sfogo di Marcelletti, il cardiochirurgo arrestato: è l’ora degli sciacalli

Quando, «recluso» nella sua stanza dell’Hotel Addaura, a due passi da Mondello, ha saputo che Ignazio Marino e altri colleghi invocano l’espulsione dall’Ordine dei medici, Carlo Marcelletti ha sbuffato.

Ha sbuffato contro «i soliti sciacalli». Confermando le frizioni di sempre: «C’è un collega che manovra qualche familiare. È una trappola. È l’ora degli sciacalli…». Poche frasi attribuite al professore che per casa ha un albergo. Col portiere obbligato a stoppare le telefonate, fatta eccezione per gli avvocati ai quali nega l’accusa di pedopornografia: «È un reato ritrovarsi con foto o messaggi ricevuti sul cellulare?». È l’unica breccia aperta nel riserbo generale. Per scelta dell’imputato eccellente: «Il silenzio farebbe pensare a qualcosa di eclatante». E di eclatante per lui non c’è nemmeno l’accusa del denaro chiesto ai genitori dei piccoli pazienti: «Donazioni da 210, 200, 400 euro fino ad un massimo di 2.200 per un totale di 15 mila euro…». Cifre lette e rilette agli avvocati Roberto Tricoli e Carmelo Piazza per dire che deve esserci un abbaglio sulla storia della Onlus. Almeno questo spera il principe della cardiochirurgia pediatrica che, dopo avere legato il suo nome alle discusse operazioni per separare i cuoricini di gemelline come Marta e Milagros o Sara e Maria Eleonora, vulcanico e intraprendente, ha tentato la carta dell’impegno politico destreggiandosi con disinvoltura fra tante parrocchie. Sempre con lo spirito del bastian contrario, da fustigatore della malasanità targata Cuffaro, come tuonò l’anno scorso: «Affari, sanità e mafia qui sono una sola cosa». Viatico per un clamoroso approdo nel Partito democratico dove arrivò ai primi vagiti della nuova creatura politica. Condotto per mano dall’ex presidente dell’Antimafia Giuseppe Lumia.

Trovandoci dentro per paradosso il suo antagonista, Marino. Folgorato da Walter Veltroni che lo accolse fra i 33 grandi saggi del coordinamento siciliano. Eccolo il professore che si sarebbe fatto prestare volentieri alla politica, pronto a ricoprire cariche. Come accadde una sola volta con l’elezione al consiglio comunale di Palermo. Otto anni fa. Con 1.300 voti raccolti stando accanto a Francesco Musotto, allora in frizione con Forza Italia e Gianfranco Micciché. Ma fu quest’ultimo a tentare Marcelletti facendogli assaporare e svanire con Cuffaro governatore una poltrona di assessore alla Sanità. E lui evoca l’illusione: «Mi fecero perfino scrivere un discorso per Sirchia che era in arrivo a Palermo da ministro della Sanità ». Non se ne fece niente e, subito l’affronto, il chirurgo intravide all’orizzonte il carro di Raffaele Lombardo diventando autonomista quando nessuno immaginava il miracolo del catanese destinato a succedere a Cuffaro.

Ma Carlo Marcelletti era già sceso dal carro del vincente quando per Lombardo cominciava l’ascesa. Così, sbagliando con generosità tempi e calcoli personali, si trasferì dal centrodestra verso il Pd. Facendosi conquistare dal sogno di Walter. Lo incontrò una volta: «Gli ho raccomandato di non cedere alla sopraffazione degli apparati ». E dava la ricetta: «Se vuole fare una cosa buona per questo Paese, Walter non può riciclare l’80 per cento di quelli che hanno già avuto un ruolo. Via i burocrati. Occorrono facce nuove e giovani ». Mai sfiorato dal dubbio che egli stesso potesse essere considerato un voltagabbana: «Io? Non ho mai partecipato alla gestione della cosa pubblica. Anzi, ogni volta che sembrava possibile sono stato allontanato, abbandonato… ».

Un riferimento esplicito a quella memorabile chiamata di Micciché. Accadde un sabato di quattro anni fa: «Domani mattina presto a casa mia». Marcelletti andò e ascoltò: «Forza Italia ritiene che lei possa essere un buon assessore alla Sanità». A metà settimana era prevista la visita di Sirchia, come ricorda: «Bisognava prepararsi. Lavorai per 72 ore, osservando la raccomandazione del silenzio. Ma il mercoledì i giornali mi davano assessore. Il giorno dopo un cronista mi mise in guardia. Chiamai Gianni Letta. E lui, ignaro: “Contento della nomina?”. Non sapeva che Micciché e Cuffaro avevano scelto Ettore Cittadini. Io, come sempre, abbandonato e tradito…». Gli stessi termini usati quando morirono le gemelline peruviane e Ignazio Marino lo accusò di omicidio. Lui andò in conferenza stampa e si trovò solo: «Senza presidente, direttore generale e vertici del Comitato di bioetica… ». Accusandoli e assolvendosi: «Gli ignavi stanno all’inferno».

Felice Cavallaro
La Stampa 07 maggio 2008

21 febbraio 2008: Forza Italia prometteva “liste pulite”

di Wildgreta

Bondi 21 febbraio 2008: «Chi ha procedimenti in corso non sarà candidato. La regola non vale per processi di chiara origine politica».

Questo proclamava il probabile futuro ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi poco più di due mesi fa. Oggi è tutto dimenticato, e le bugie preelettorali non hanno impedito al PDL di vincere le elezioni nonostante abbia disatteso la promessa fatta. I parlamentari eletti nelle file del Partito delle Libertà che sono indagati, condannati o prescritti sono, infatti, 45. Qui trovate la lista completa  (l’unico partito che non ne ha è l’Italia dei Valori)

Oggi ho ritrovato per caso questo articolo de La Stampa del 21 febbraio 2008 e rileggendolo ho provato una strana sensazione. Ho pensato che, in fondo, a ben pochi politici interessano i cittadini. Sono ancora poche le persone che si informano bene prima di andare a votare, quindi contando su una macchina elettorale ricca di mezzi economici e televisivi, coloro che disattendono le promesse, rischiano di vincere nonostante bugie così macroscopiche. I giornali di tutto il mondo si stupiscono dell’esito delle elezioni italiane, e noi siamo qui a domandarci come sia potuto accadere. Un giornale tedesco, oggi, imputa tutto a Prodi. Sinceramente, non posso pensare che anche la perdita della mia vasca da bagno, della quale si lamenta l’inquilina del piano di sotto, si possa imputare a un errore di Prodi. Ma degli errori ci sono stati e d’ora in poi si riperquoteranno su milioni di persone, senza averli neppure individuati con certezza.

Articolo La Stampa 21 febbraio 2008

Miccichè-Lombardo, Sicilia spacca Pdl

ROMA
Dopo il pressing di Fini e della Lega, arriva il via libera di Forza Italia alle “liste pulite”. Nel Popolo delle libertà, alle prossime elezioni, non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. La conferma arriva dalla lettera che Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha inviato ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi.

Le conferme
«Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati – scrive Bondi – , esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione» dalle liste del Pdl. Leggi il seguito di questo post »

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