Disastro aereo:resti recuperati non sono dell’Airbus Air France


venerdì 5 giugno 2009 10:07

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RECIFE, Brasile (Reuters) -I resti recuperati nell’Altlantico dalle forze brasiliane non provengono dall’Airbus A330 di Air France precipitato nell’oceano lunedì.

Lo hanno dichiarato funzionari impegnati nelle indagini.

A Parigi, il segretario di Stato per i Trasporti Dominique Bussereau, ha esortato ancora una volta alla prudenza nelle indagini e ha ribadito che la priorità assoluta è la ricerca delle scatole nere.continua a leggere

Un sobbalzo nel vuoto: il segreto del disastro nei «recorder» di terra

L’Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione

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Le ricerche (Reuters)
Le ricerche (Reuters)

MILANO – Nelle «scatole nere» di terra custodite nella base operativa di Air France a Parigi potrebbe essere contenuto il segreto della tragedia o qualche elemento utile alla soluzione del mistero: stando ai dati registrati dall’Acars (il sistema che monitora i parametri inviati automaticamente dagli aerei in volo), l’Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione. Oltre ai segnali di avaria all’impianto elettrico, intorno alle 4.15 (ora italiana), il «cervello» del jet avrebbe trasmesso «dati anomali del variometro». Vale a dire: sbalzi di quota fortissimi registrati dall’indicatore della velocità verticale. Ma anche seri problemi all’impianto di pressurizzazione: il sistema che permette di mantenere dentro la cabina dell’aereo, anche a 35.000 piedi e più di quota, un’atmosfera accettabile. continua a leggere

Airbus “disperso”, i relitti sono quelli dell’aereo

Un Airbus A330-200, lo stesso modello di quello precipitato nel volo Rio-Parigi

La rottura del finestrino in cabina possibile causa del sisastro. Soltanto un evento “improvviso e dirompente” che abbia messo fuori combattimento nello stesso istante i due piloti – come la rottura di un finestrino in cabina – può spiegare la sciagura dell’Airbus Air France AF447 partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi. E’ quanto ha detto all’Ansa un esperto aeronautico italiano residente in Turchia che ha chiesto l’anonimato.

02 giugno 2009

Cristina De Oliveira e il marito Enzo Canaletti, due dei passeggeri italiani a bordo del volo Air France partito da Rio. Erano impegnati nella difesa delle straniere schiavizzate

aggiornamento delle 22.55

La conferma in serata, i relitti avvistati sono quelli dell’Airbus precipitato. Nella zona sei mezzi tra unità militari e mercantili. Tra i reparti un seggiolino dell’aereo e alcuni parti della carlinga, spezzettata. Il governo francese: tutte le ipotesi sono aperte, dall’incidente, al guasto all’attentato, anche se la tesi più probabile rimane quella di un guasto che potrebbe o avere indotto i piloti all’errore oppure la rottura dei finestrini della cabina di pilotaggio. Polemiche in Brasile per il blocco alla diffusione dei dati di tutti i passeggeri da parte dell’Air France

aggiornamento delle 17.45

L’Aeronautica brasiliana ha reso noto che sono stati trovati dei rottami metallici e che potrebbero essere dell’Airbus di Air France scomparso. Il ritrovamento è avvenuto a circa 650 km dall’isola di Fernando de Noronha. Lo ha reso noto il colonnello Jorge Amaral, precisando che tra i rottami trovati figurano “una poltroncina dell’aereo, alcuni rottami bianchi” e che sono state individuate “macchie di olio e cherosene”.

aggiornamento delle 16.30

Sei navi, due navi da guerra brasiliane e quattro cargo civili, stanno convergendo sul punto in cui all’alba di oggi un aereo da ricognizione della Forza aerea brasiliana ha individuato dei rottami galleggianti. Lo ha informato l’aeronautica militare da Rio de Janeiro sulle ricerche dell’Airbus dell’Air France scomparso ieri sulla tratta Rio-Parigi. Due navi da guerra veloci sono salpate dai porti militari più vicini (Natal e Maceiò) al luogo del disastro situato presumibilmente 650 Km a nord-est dell-arcipelago di Fernando de Noronha. La Marina militare brasiliana ha anche chiesto ad alcune navi da carico (Lexa Maersk, Jo Cedar, Ual Texas e Stolt Inspiration), che incrociavano nello stesso settore dell’Atlantico, di partecipare alle ricerche. La Lexa Maersk, in particolare, una porta-container norvegese, è la più vicina all’area marina e potrebbe essere la prima, già nel pomeriggio di oggi, a recuperare resti dell’aereo.

aggiornamento delle 16

Il planing delle ricerche

La rottura del finestrino in cabina possibile causa del sisastro. Soltanto un evento “improvviso e dirompente” che abbia messo fuori combattimento nello stesso istante i due piloti – come la rottura di un finestrino in cabina – può spiegare la sciagura dell’Airbus Air France AF447 partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi. E’ quanto ha detto all’Ansa un esperto aeronautico italiano residente in Turchia che ha chiesto l’anonimato. Secondo l’esperto – un ex controllore di volo – “é impossibile che l’aereo dalla quota di crociera di 35.000 piedi (12.000 metri) sia precipitato in mare senza che i due piloti abbiano avuto la possibilità di intervenire per risolvere una qualsivoglia avaria. Da 35.000 piedi fino all’impatto con l’acqua, infatti, considerando una caduta in picchiata ad una media di 5.000 piedi (1.500 metri) al minuto, occorrono almeno sette minuti in caduta libera per arrivare a terra”. Inoltre, l’ipotesi di un mancato invio via radio di un mayday (richiesta di soccorso) a causa di un’avaria radio è da escludere data la tecnologia moderna che prevede sistemi ridondanti”. ”Deve essere successo quindi qualcosadi dirompente ed improvviso – prosegue l’ex controllore di volo- che abbia messo fuori uso i due piloti contemporaneamente. Escludendo altre ipotesi, ed escludendo il fatto che entrambiabbiano potuto avere contemporaneamente un malore, possiamo avvalorare l’ipotesi che i due piloti siano svenuti a causadell’improvvisa mancanza di ossigeno causata dalla rottura di unfinestrino in cabina di pilotaggio”. CONTINUA A LEGGERE

FONTE

Localizzato l’Airbus disperso con 228 a bordo, 10 gli italiani

01 giugno 2009

ore 22

Le ricerche al largo dell’isola Fernando de Noronha. Polemiche a Parigi e a Rio per il ritardo con cui è stata resa nota la notizia, solo dopo la “scadenza” dell’orario di arrivo a Parigi.

ore 21.45
Il fronte intertropicale atlantico è il fenomeno meteorologico da evitare per tutti i piloti e che spesso si presenta nei voli sulle diverse rotte tra le coste del nordest del Brasile e l’Europa, passando dalle Canarie o dall’arcipelago di Capo Verde. E’ in questo fronte che potrebbe essere incappato l’aereo francese. Non sono rare le volte in cui nell’ampia zona dove è scomparso l’Airbus dell’Air France è presente tale fronte, caratterizzato da nuvole cumulonembi che, se attive e mature, rappresentano un pericolo per la navigazione aerea. Dovuto alle forti radiazioni solari, a causa della latitudine dell’area, e alla grande umidità che si sprigiona dall’ Atlantico, il fronte intertropicale può provocare forti perturbazioni che, se attraversate nella loro fase più matura, possono comportare dei rischi. Può d’altra parte capitare che l’attività del fronte cambi anche bruscamente, aumentando o diminuendo la propria intensità.

Grazie alla presenza di un radar meteo di bordo, le aree in questione possono essere evitate dai piloti, che identificano quindi anticipatamente le possibili perturbazioni sulla base dei colori segnalati dai radar (verde-giallo-rosso), e indicano così il grado di concentrazione dell’acqua. La presenza delle forti turbolenze viene inoltre segnalato da un altro colore, il porpora. D’altra parte, nella zona dell’Atlantico dove è scomparso l’Airbus la copertura dei radar brasiliani inizia a sparire a causa della distanza dalla costa. Le comunicazioni radio passano quindi dal vhf all’hf, sono cioé sempre assicurate ma peggiorano in qualità. Gli aeromobili hanno comunque permanentemente sintonizzata una frequenza di emergenza, per cui gli aerei che volano in rotte vicine – e la zona dell’incidente di oggi è particolarmente trafficata – possono sentire se un altro aereo dichiara una emergenza.

ore 21
L’invio di messaggi Sms da parte di passeggeri dell’Airbus scomparso sull’Atlantico è stato smentito da Ronald Jenkins, presidente del sindacato delle imprese aeronautiche brasiliane. Jenkins era stato citato come fonte dal quotidiano portoghese Jornal de Noticias per la notizia dei messaggini, ma l’interessato ha recisamente smentito la notizia all’Ansa.

ore 20.49

Una signora bolognese, di oltre cinquant’anni, risulta imbarcata a bordo dell’Airbus. Lo comunicano fonti ufficiali nel capoluogo emiliano. Non sono note le generalità della donna, ma i familiari – a quanto si è appreso – sono già stati avvertiti

ore 20. 45

La Forza aerea brasiliana ha inviato nella zona dove è sparito l’Airbus dell’Air France un aereo antisommergibile, per cercare di individuare i resti dell’aereo o il relitto sott’acqua. Un P-95 Bandeirantes, dotato di sonar e altre apparecchiature elettroniche per la ricerca di oggetti sommersi, si è aggiunto ai due C-130 che stanno effettuando le ricerche dell’aereo scomparso. I tre aerei fanno base nell’arcipelago di Fernando de Noronha, il punto del territorio brasiliano più vicino alle coste africane, e da lì scandagliano la zona dell’oceano dove si ritiene che possa essere caduto l’Airbus.

ore 20.43
Alcuni passeggeri dell’Airbus dell’Air France scomparso sull’Atlantico avrebbero inviato ai parenti messaggi Sms con il cellulare, afferma il sito del quotidiano portoghese Jornal de Noticias. Messaggi come «ti amo» e «ho paura» sarebbero giunti ad alcuni parenti quando l’aereo si sarebbe dovuto trovare nel raggio delle antenne di trasmissione dell’Isola del Sale a Capo Verde. Solo così si spiegherebbe come i telefonini siano riusciti a mandare i messaggi, ha spiegato al Jornal il brigadiere Mauro Gandra, ex ministro dell’Aeronautica brasiliano. L’Airbus non è comunque mai entrato in contatto radar o radio con il controllo aereo di Capo Verde.

ore 20.32 Leggi il seguito di questo post »

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