VELTRONI, ADDIO AL PD: “IL SOGNO SPEZZATO”

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Dopo la sconfitta del partito alle regionali in Sardegna
Veltroni: «Mi dimetto». Pd nel caos

DI WILDGRETA

Il profetico titolo del libro che Veltroni scrisse su Bob Kennedy, suona oggi abbastanza sinistro. Dispiace sempre quando qualcuno non riesce a raggiungere un obiettivo ambizioso dopo aver convinto tante persone a credere in lui e nel suo progetto. Ma, a mio avviso, la colpa del fallimento del progetto-Veltroni era già scritta. Se fate una ricerca in questo blog, troverete innumerevoli articoli nei quali  in molti ci domandavamo come mai Veltroni agisse in quel modo. Dal loft al caminetto, passando per Tafazzi, tutto sembrava allontanare il partito democratico dalla gente per cui era nato. Perchè un partito nasce per rappresentare chi lo ha votato, e non il segretario che lo ha creato. Ma Veltroni, come segretario, non si è mai posto il problema di rappresentare altri fuorchè se stesso e la sua creatura, “il PD”. Un contenitore asettico di milleanima diverse che, messe tutte insieme, non davano al partito alcuna identità. Questo è stato il fallimento di Veltroni. Strano che lo avessimo capito tutti, fuorchè lui. E ora che si “scannino” tra loro coloro che lo hanno contestato. E se non riuscissero, neppure dopo essersi liberati del segretario, a trovare un’identità, allora vorrà dire che la colpa non era tutta di Veltroni.

Votate i due sondaggi di Paturnio, qui non sono riuscita  a metterne. Uno dei due sondaggi era partito prima che si sapesse delle dimissioni, quindi potete rispondere alle altre domande. Nell’altro si chiede se  secondo voi ha fatto bene a dimettersi. Poi pubblicherò qui i risultati.

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Manifestazione 8 luglio piazza Navona

di Wildgreta

Per la Procura di Roma, la satira è quella di Beppe Grillo, non quella della Guzzanti che, nel suo intervento a piazza Navona, ha preso di mira il papa. Io c’ero: ho pensato che stesse facendo satira, molto più lei di Beppe Grillo che dice sempre e comunque fatti veri, conditi da qualche battuta. Analizzandola da un punto di vista tecnico, direi che quella della Guzzanti era vera satira, mentre quello di Grillo aveva molto dell’intervento politico fatto da una persona che di professione fa l’attore.L’istinto della battuta di chiusura con risata, resta ma quello che dice sono fatti e opinioni che di satirico non hanno quasi più nulla.  A mio avviso è, quindi, un’assurdità procedere contro la Guzzanti.Ma le leggi dicono che lei ha violato il concordato, mentre Grillo ha esercitato il diritto di opinione sancito dalla Costituzione ed è un comico, quindi ha fatto satira. Mi domando come mai le innumerevoli imitazioni dei papi non siano mai stati sanzionate in passato. O il concordato prevede anche dei limiti da non oltrepassare? Non essendo un giurista, lascio la risposta agli esperti. L’intervento della Guzzanti, comunque, può anche non essere piaciuto, ma credo che il suo intento fosse quello di strappare la risata partendo da un tema già abbastanza comico di per sè: quello delle intercettazioni telefoniche hard. Credo che in quei giorni tutto il mondo abbia riso di alcuni politici italiani senza bisogno che i comici intervenissero. La Carfagna aveva minacciato querele. Che fine hanno fatto? Perchè il degno finale di questa commedia di terz’ordine, sarebbe vedere la Carfagna e il Pontefice uniti contro la Guzzanti. Quello sì, che sarebbe un capitolo degno di un grande autore satirico.

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Veltroni: “Respingere le analisi frettolose del voto”

ROMA – “C’e’ solo una cosa peggiore degli insuccessi elettorali ed e’ la spiegazione degli insuccessi elettorali. Che e’ quasi sempre frettolosa, predeterminata, fatta da insopportabili luoghi comuni”. Lo afferma il leader del Pd Walter Veltroni, intervenendo al 23mo congresso nazionale delle Acli. “Nulla e’ dato per sempre – ha affermato – ne’ la posizione di chi ha vinto ne’ quella di chi ha perso. Pensate al grande successo riportato l’anno scorso da Sarkozy e all’insuccesso del suo partito alle ultime elezioni. La nostra e’ una societa’ non ideologica che valuta e giudica i risultati per decidere se confermare o sostituire”. (Agr)

Commento di Wildgreta

Veramente chi si si è lanciato sin da subito nella corsa all’attribuzione delle colpe della disfatta sono stati proprio il PD e i suoi leader, attribuendo le responsabilità, nell’ordine a:

Romano Prodi

la Sinistra radicale

Antonio di Pietro

Francesco Rutelli

I Radicali

L’imprinting

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