Italiani al bar:”Ho votato Berlusconi perchè stava insieme alla Lega e voglio che mi levi tutta stà gente di mezzo”

di Wildgreta

Sono strani gli italiani. E sentendoli parlare di politica al bar, nei negozi, nei luoghi di lavoro, non finisco mai di stupirmi. In un bar, il proprietario  e suo figlio vedevano il baratro nel decreto sicurezza, con ricorso all’esercito, ed erano sconvolti dalla legge blocca processi. Poi è entrata la proprietaria di una gioielleria non di lusso e si è inserita nella discussione, proprio quando il barista stava dicendo:”Tanto dopo qualche mese negheranno tutti di averlo votato, come al solito”. E la signora:”Io ho votato Berlusconi. Perchè mi interessa quello che dice la Lega e voglio che mi levino tutta stà gente di mezzo, non ne posso più“. Siamo rimasti di sasso. Chi era “tutta stà gente?” Probabilmente gli stranieri, gli extracomunitari. Ma cosa avesse fatto tutta quella gente alla signora, non è dato a sapersi. Non è riuscita, infatti, ad andare oltre quel concetto elementare quanto generico. Appena si è allontanata, il figlio del barista si è inserito:”Gli stranieri studiano di più, chi è nato in italia conosce l’italiano meglio di noi. Hanno un’educazione rigida, devono sudare, devono studiare. I genitori sono molto esigenti. Secondo me,aggiunge, fra dieci anni saranno migliori dei ragazzi italiani viziati e ignoranti”. Riguardo i partiti, si è dichiarato insoddisfatto di Berlusconi, che non aveva comunque votato. Ma poi, ripensando al successo di Berlusconi e alla quantità di voti presi, ha detto:”Del resto, chi c’era da votare dall’altra parte?” In questa domanda che un ragazzo di 25 anni, figlio del proprietario di un piccolo bar si è posto, a mio avviso c’è tutto il dramma della sinistra che ha perso il contatto con la realtà e non sembra essere in grado di poterlo riconquistare. Non può riuscire a riconquistarlo, infatti, se non capisce dove ha sbagliato. E la sinistra non ha ancora capito dove ha sbagliato. Alcuni dei loro esponenti si domandano addirittura “se, hanno sbagliato”. La senatrice Finocchiaro che commenta la debàcle in Sicilia dicendo che “i cittadini non hanno capito“, ne è un esempio. Ma anche Rosy Bindi che afferma, “Dobbiamo fare una riflessione seria sulle ragioni della sconfitta“, è molto lontana dalla soluzione. Per non parlare di Veltroni, che inseguendo un suo personale sogno, è passato come una schiacciasassi sui sogni degli altri. Cercando di applicare un modello politico astratto ed esterofilo, si è ritrovato solo, al timone di un motoscafo di lusso. Le primarie erano state un successo, ma una volta incassato il consenso, le si è trattate come una donazione irreversibile. E la gente delle Primarie, dopo, non ha più contato nulla. Le candidature disastrose e prive di spessore, le concessioni fatte a Berlusconi fino a diventarne lo scendiletto, il linguaggio italoamericano, il loft, i caminetti, lo shadow cabinet e, per finire, l’ostracismo nei confronti di Di Pietro che, invece, aveva il polso di una parte del paese, magari piccola, ma destinata ad aumentare in modo direttamente proporzionale agli errori del PD. E ora, cosa succederà? La sinistra radicale, se non rinnova uomini e idee, non potrà mai ripartire. Veltroni dovrà trovare il modo di riparare a sè stesso, ma se non dovesse riuscirci, dovrà sostituirlo una persona che faccia della partecipazione e della condivisione delle idee il proprio cavallo di battaglia. Dovrà essere qualcuno che conosce e vive la società e la comprende. Non potrà essere un altro egocentrico eremita del nulla.

 

Veltroni analizza il voto: “Sconfitta, ma anche miracolo”

In una lunga intervista di Massimo Giannini su Repubblica di oggi, Walter Veltroni analizza i motivi della sconfitta alle elezioni, commenta i risultati degli altri partiti, spiega le strategie dell’opposizione.”Io non ho alcuna difficoltà a parlare di sconfitta – dice Veltroni – Ma attenzione. La sconfitta c’è stata nella sfida per il governo: ero il primo a sapere che questa era una missione difficilissima, che non era certo facile vincere in soli quattro mesi invertendo una tendenza negativa consolidata in due anni. Ma se guardiamo alla costruzione di una grande forza riformista, allora non si può proprio parlare di sconfitta: è stato un miracolo, perché oggi quella forza ha recuperato più di 10 punti, esiste ed è finalmente una realtà del Paese”. Leggi il seguito di questo post »

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