Vigilanza, Villari non si dimette:il perchè nella sua biografia

“IO LO CONOSCEVO BENE”

di Wildgreta

Bisognerebbe chiedere a Rutelli chi è Villari, visto che era nella Margherita. Oppure si potrebbe chiederlo a Buttiglione, visto che era nel PPI. Ma si potrebbe anche chiederlo a Mastella, visto che è stato segretario regionale dell’UDEUR e poi ha lasciato il partito (per la Margherita), oppure a De Mita che ha sfidato alle regionali del 2000. Oppure si potrebbe tornare molto indietro e telefonare a Vincenzo Scotti (democristiano di sinistra) per chiedergli com’era da giovane. Certamente è inutile chiedere a Veltroni come mai Villari stia per passare alla piccola storia come un altro caso De Gregorio: non penso che Veltroni lo conosca bene.

DI SEGUITO, LA BIOGRAFIA DI RICCARDO VILLARI Leggi il seguito di questo post »

Politici:sotto l’ombrellone rispolverano i libri

Gli albi di Tex Willer per Realacci (Pd), libri di favole per Rotondi. La Recherce per Cicchitto (!?!?). La fine del mondo per Veltroni.Da Gengis Khan a Guareschi, ‘onorevoli letture’ d’estate

Di tutto un po’ nei libri scelti dai politici sotto l’ombrellone per la pausa estiva. Romanzo ‘catastrofico’ per Veltroni, mentre Fini sceglie il ‘papà’ di Don Camillo e Peppone. ‘Sardinia blues’ per Enrico Letta, ‘Un cappello pieno di ciliege’ di Oriana Fallaci per Schifani. Fantascienza e narrativa per La Russa, e Pezzotta rilegge Dostoevskij

Roma, 3 ago. (Adnkronos/Ign) – Romanzi, saggi, gialli, classici: di tutto un po’ nelle letture dei politici sotto l’ombrellone per la pausa estiva, prima della riapertura delle aule parlamentari a metà settembre. Letture ‘impegnate’, ma non solo. Come nel caso di Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd: è già in valigia la raccolta degli albi di Tex Willer, il più famoso tra gli eroi del West a fumetti. Accanto alle avventure del ranger creato dalla penna di Giovanni Luigi Bonelli, però, anche romanzi storici, oltre all’immancabile mazzetta di giornali, un must per tutti i politici. Leggi il seguito di questo post »

Buttiglione: tanti i gay nella Dc. Grillini:un gay stava per diventare Presidente della Repubblica. Chi?

MARIO AJELLO Roma. «I gay stanno tutti a sinistra!», disse una volta Silvio Berlusconi. Ma davvero? Ora si scopre che no, non è vero affatto. Anzi…. Anzi che? I gay ormai stanno a destra, nonostante Francesco Storace abbia tuonato «adesso dico una cosa de destra. A frociiiii!!!»? No, i gay stavano – oddio, serve un segno della croce – dove meno te li aspetti: nella vecchia, sacrosanata, Dc.

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