FORMIGONI: “VESPA NON MI INVITA A PORTA A PORTA”

 

Domenica 05 Giugno 2011 – 21:32

MILANO –  Formigoni che accusa Vespa di non invitarlo a Porta a Porta, il conduttore spazientito che risponde, «lo inviterò quando avrà rilievo nazionale». Aperta sulle pagine di Facebook, si trasforma in un botta e risposta da toni anche molto duri la polemica tra il presidente della regione Lombardia e il padrone di casa del salotto tv più ambito di Rai1. Qualche avvisaglia di malumore era già comparsa nei giorni scorsi, con Formigoni che lamentava di essere stato invitato «una sola volta in cinque anni». Oggi, sulla sua pagina Facebook, il governatore milanese incalza: sotto il messaggio postato da una donna che fa notare come il presidente del Piemonte Cota sia stato invece invitato «nove volte in un anno», scrive chiaro «Ora è Bruno Vespa che deve rispondere». E gli chiede di chiarire, «se c’è qualcuno che sceglie per lui o che gli impone dei vincoli». Da Porta a Porta la risposta arriva a stretto giro: «Adesso Formigoni esagera», replica Vespa difendendo l’autonomia delle sue scelte. Quanto a Roberto Cota, sottolinea il giornalista, «se è spesso presente nella nostra e in altre trasmissioni, lo si deve solo al fatto che è il solo dirigente leghista insieme con Reguzzoni e Salvini a dare una certa disponibilità ». Così non è per il Pdl, aggiunge, per il quale «la scelta è molto più vasta». Ma anche i ministri non invitati non si sono offesi e non hanno protestato, «sanno che nessuno ha inteso discriminarli», ribadisce il conduttore. Le spiegazioni non convincono Formigoni, che insiste, ribadendo che il criterio indicato dal giornalista per scegliere gli ospiti è «falso». Il paragone è di nuovo con il presidente del Piemonte Cota, invitato «nove volte in un anno». Se Formigoni «non vuole capirle, è un suo problema», replica Vespa. Il governatore della Lombardia non demorde: «Il problema non è Cota», sottolinea, «il problema è Vespa e la sua concezione del servizio pubblico». Poi accusa il conduttore di aver cambiato versione negli ultimi giorni, ribadisce di essere stato invitato una sola volta, contesta «una concezione iper partitocratica e da super ancien regime di Vespa per cui quel che conta è l’appartenenza ad un partito o ad una presunta area culturale e non la persona, il ruolo e il consenso democratico». Vespa risponde ancora, snocciola le date delle partecipazioni (in studio o in collegamento). Poi chiude: «La linea editoriale di Porta a Porta può essere discutibile, ma si è occupata, come le altre principali trasmissioni di approfondimento, del dibattito politico nazionale. Non risulta che fino all’ultima settimana Formigoni ne sia stato uno dei protagonisti principali. Ci auguriamo che lo diventi e che Porta a Porta ne faccia pertanto uno dei suoi ospiti più assidui».

LEGGO http://www.leggo.it/articolo.php?id=125601

“Porta a Porta”, arriva il plastico della casa di Brenda: ma è sbagliato

di Wildgreta
Per Bruno Vespa una serata da dimenticare, quella del 23 novembre. Dopo  Cogne e Garlasco, infatti, ecco che finalmente,  il tanto atteso nuovo plastico, era apparso al centro del salotto di Porta a Porta.L’appartamento della povera Brenda, meritava un primo piano, alternato alle zoommate sull’amica di sempre, la trans China. Vespa, China, e il plastico.Ma Vespa appare fin dall’inizio meno tranquillo del  solito.Forse, sa già che c’è un errore nel plastico e che sarà costretto ad ammetterlo pubblicamente di fronte al suo affezionato pubblico. Dopo un attimo, la verità si fa strada in tutta la sua durezza: L’appartamento di Brenda  non era così, il plastico è sbagliato. A dirlo per prima è China, ma subito Vespa ammette di esserne a conoscenza. China,implacabile, scende nei particolari: il soppalco è più grande, occupa tutto l’appartamento e il bagno non è in quella posizione. Vespa è distrutto, ma come i tanti anni di mestiere gli hanno insegnato, “lo spettacolo deve andare avanti”. Del plastico, non si riparlerà più.
Forse oggi, se qualcuno passando  davanti ai cassonetti di via Teulada, dovesse vedere sporgere un manufatto in legno, saprà di cosa si tratta e non è escluso, che sia stato lo stesso Vespa a disfarsene, in un impeto di rabbia.

D’ADDARIO, ANNO ZERO: IL PDL DESERTA L’INTERVISTA “DEL SECOLO” E VA A CONSOLARSI DA VESPA

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GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVISTA A PATRIZIZA D’ADDARIO AD ANNOZERO

Di Wildgreta

Tanto rumore non fa bene a chi vorrebbe far passare sotto silenzio la sua vita privata.E’ stato un errore non rispondere a Repubblica, ed è stato un errore fare tanto chiasso prima dell’intervista alla D’Addario.Se si doveva adottare una strategia per difendere l’indifendibile, il governo ha scelto certamente la peggiore. E poi ci si dimentica sempre che il mondo delle escort, è salito agli onori della cronaca grazie a Veronica Lario, che ha voluto dissociarsi un attimo prima di vederle sedere tutte in Europa. Lasciamo stare il femminismo, le rivendicazioni delle donne, e tutte le grandi battaglie del passato.Oggi dobbiamo combattere con modelli femminili considerati vincenti perchè appaiono in tv, magari svestiti, magari disposti a tutto per salire un gradino più su.Quando però si corre il rischio di essere governati da questi “modelli femminili vincenti”, allora il discorso cambia, e bisogna diventare seri. I cittadini di un paese democratico non possono accettare che a decidere per loro siano delle ragazze che si sono vendute per qualche migliaio di euro.E’ solo questo il tema sollevato dal caso D’Addario.Il resto rientra purtroppo nella normalità.Le indagini sulla sanità ci sono in tutte le regioni, la cocaina la vendono e la consumano un mucchio di persone e, per fare televisione, sono decenni che una certa categoria di donne sarebbe disposta a tutto. Mai prima d’ora, però, il volto del potere si era mostrato in tutta la sua devastante mania di grandezza.Persino il cavallo di Caligola, viene stracciato di fronte alle escort che diventano parlamentari.Del resto, la loro affidabilità è massima: non tradirebbero mai il loro protettore.

AGGIORNAMENTO 2 OTTOBRE ORE 10: MI FA PIACERE CHE CURZIO MALETESE LA PENSI COME ME, IN QUESTO ARTICOLO CHE HO APPENA LETTO:

E a Porta a Porta va in onda il processo ad Annozero

di CURZIO MALTESE

IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D’Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era “profondamente indignato”, perché “la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi”.

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Onna, Consegna case ai terremotati:tutte le bugie

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(le case prefabbricate donate dalla Provincia di Trento)

Speriamo che stasera Berlusconi a Porta a Porta non si prenda meriti non suoi.Le case di Onna le ha donate la provincia di Trento, mentre tutto il progetto dell’area è stato finanziato anche dalla Croce Rossa con 5 milioni di euro.La Provincia di Trento, però, ne ha messi 11 di milioni, poi ci sono le donazioni raccolte dalla Caritas, da Porta a Porta, e tanti altri. Il governo non c’entra nulla e questo articolo lo spiega benissimo. Leggetelo.Oggi l’informazione la fa internet.Il resto è silenzio…. ( Shakespeare).

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Porta a Porta: dopo il doveroso “Santino” a Brunetta, Vespa lo attacca sui “pianisti”

DI WILDGRETA

Reduce dalla prese in giro per il suo servilismo nei confornti del Governo, Emilio Vespa sorprende tutti nella puntata di Porta a Porta del 16 ottobe. Dopo aver dedicato al ministro Brunetta uno dei suoi “Santini”, infarcito di testimonianze, maestra elementare, complimenti e ricordi di infanzia in misura tale da farlo addirittura piangere, Vespa si arrabbia con lui. Esatto, avete capito bene, e lo tratta anche male. Motivo dell’ira di Vespa sono i pianisti di Montecitorio. Ricordate lo scandalo delle diarie assegnate ai parlamentari fuori sede (300.00 euro al giorno) per le presenze in aula? Ecco, molti di loro pregano i colleghi di votare al loro posto, in modo da prendere comunque la diaria. Vespa, quindi, chiede a Brunetta, come mai alcuni dipendenti pubblici che timbravano il cartellino per i colleghi assenti siano stati arrestati, mentre per i pianisti, nessuno abbia mai preso provvedimenti. Brunetta sorride, tenta di buttarla sullo scherzo, dice:”Ma quella è un’altra cosa…” Non l’avesse mai detto,  Vespa, si arrabbia e risponde:”No, sono la stessa cosa, non capisco perchè debbano essere sempre gli altri a pagare!!” A quel punto, Brunetta, risponde tristemente:”Lei ha ragione.” Verranno presi provvedimenti in tal senso? L’inflessibile moralizzatore della Pubblica Amministrazione, troverà spazio fra i molteplici impegni per occuparsi anche dei suoi colleghi “pianisti”? Vedremo, intanto ecco il Santino che ha preceduto la giusta alazata di nei di Vespa, in un articolo de l’Unità.

L’ultima di Vespa: Brunetta in lacrime

Paola Zanca Leggi il seguito di questo post »

Mannheimer colpito dalla “Sindrome-Fede”: domande ridicole sulla riforma Gelmini

Scuola: Indietro di cinquant’anni, senza il conforto di essere nel dopoguerra.

di Wildgreta

Ieri sera a Porta a Porta, un’altra nauseabonda prova di servilismo acuto e cattiva informazione. A dare una mano all’ormai ridicolo “Emilio Vespa”, ci si è messo anche il sociologo da me sempre stimato, Renato Mannheimer. Ecco una delle domande del suo sondaggio: “E’ d’accordo che gli insegnanti guadagnino di più?” L’80 per cento del campione ha risposto sì. Ma và? E sono certa che se avesse chiesto “Gli stipendi medi italiani dovrebbero essere più alti?” Avrebbe risposto “sì” il cento per cento.  Ma che domande sono? Perchè non ha chiesto al suo “campione”: “E’ d’accordo sul tempo pieno solo a richiesta e se ci sono le risorse?” Non lo ha chiesto perchè la risposta sarebbe stata “No”, perchè non gli è venuta in mente la domanda, o perchè non voleva andare contro il governo? La risposta potrà darla solo lui.

Non è mancata, naturalmente, la domanda principe:”E’ d’accordo sul maestro unico?” Il 62% ha risposto “sì”, ma ha poi risposto “no” al taglio degli insegnanti. Cosa vuol dire? Che il “campione” non aveva capito che il maestro unico è una scelta dettata dal bisogno di tagliare gli insegnanti e le spese, quindi non è una scelta pedagogica.In pratica Mannheimer ha fatto un sondaggio inutile, basato sulla scarsa informazione sua e delle persone che ha intervistato. Leggi il seguito di questo post »

Gelmini: «Non ci sono soldi per aumentare gli stipendi degli insegnanti» Tempo pieno a richiesta e se ci saranno le risorse.

maestra
(La scuola secondo la Gelmini)

Note di Wildgreta:

Unica certezza i tagli. Tempo pieno solo su richiesta. Dal prossimo anno tutti i bambini iscritti alla prima elementare, usciranno alle 12,30. Se presenteranno domanda per il tempo pieno e se ci saranno le risorse, potranno fare il tempo pieno. Che tipo di tempo pieno? Non si sa.

ROMA (22 settembre) – «Non ci sono soldi, se non si risparmia». Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini risponde così a Porta a porta a Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil, che le chiedeva chiarimenti sugli aumenti di stipendio agli insegnanti

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“Emilio Vespa”: ”Al servizio del potere? No, io informo”

”Santoro è bravo ma agli ospiti che non gradisce fa interrogatori”

Bruno Vespa: ”Al servizio del potere? No, io informo”

Il conduttore di ‘Porta a Porta’ in un’intervista alla Stampa: ”Avete mai visto domande ai politici che io non ho fatto?”. Quanto al conflitto di interessi: ”È un problema ma non per l’informazione televisiva”. Leggi il seguito di questo post »

VOTO ’08: BERLUSCONI HA PRONTO UN NUOVO “CONTRATTO CON GLI ITALIANI CHE GLI CREDONO ANCORA”

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di Wildgreta 

Ne eravamo sicuri. Dal cilindro dell’illusionista più ricco del mondo, non poteva che uscire un altro contratto con gli italiani che, se non verrà rispettato come è successo con il primo, sarà sicuramente colpa degli altri. Gli altri, chi?  Gli “altri” sono tutti quelli che non lo amano e non lo lasciano lavorare. Quelli che non gli permettono di fare le grandi opere di cui lui ha inaugurato solo i cantieri e che poi Di Pietro ha dovuto finanziare con il  ministero delle infrastrutture. Berlusconi aveva fatto solo le foto delle inaugurazioni, che pare siano ancora lì, in bella mostra.Quelli che non gli lasciano tagliare le tasse a tutti, ricchi inclusi, sempre troppo discriminati dalla sinistra.Il contratto avrà cinque punti segreti fino all’ultimo, altrimenti glieli copiano. Però io proverò ad indovinarli, così magari se Walter legge il mio articolo, lo aiuto.

1) Abolizione di Di Pietro

2) Licenziamento di Michele Santoro

3) Permesso a Marco Travaglio di scrivere  su un blog, a patto che non sia  indicizzato nei motori di ricerca

4) Doccia antifascista ad Alessandra Mussolini e acquisto di un nuovo passato per Ciarrapico per entrare nel PPE

5) Accantonamento progetto ponte su Stretto di Messina, in favore di un più economico ponte d’oro a Casini perchè governi con lui se non avrà maggioranza al senato.

23/03/2008 Articolo La Stampa

Berlusconi ha pronto un nuovo contratto con gli italiani
Cos’hanno in comune Silvio Berlusconi e Marino Basso, campione di bicicletta negli anni Sessanta e Settanta? Nulla, tranne che entrambi si esprimono al meglio nella volata finale. Due sprinter. Poi, sia chiaro, «nei sondaggi Berlusconi ha un tale vantaggio che potrebbe perfino smettere di pedalare», esagera Bonaiuti.

Ma il paragone con Basso lo tenta, sebbene il portavoce giudichi più azzeccato quello col belga Rik Van Steenbergen. E allora, dimentichiamoci le fiacche esibizioni televisive del Cavaliere nella prima parte della campagna elettorale, il freno a mano tirato, i toni sussiegosi da statista. E aspettiamoci un ritorno al passato più sanguigno. Del quale non verrà risparmiato nulla, neppure il celebre «Contratto con gli italiani».
Berlusconi ne ha già pronto un altro. Anche questo di cinque punti, come nel 2001. Pure stavolta da vidimare con svolazzo nello studio televisivo di Vespa, sulla stessa identica scrivania. Quali promesse contenga, è uno dei segreti meglio custoditi sennò, spiegano al Plebiscito, «Veltroni ce lo copia». Al segretario del Pd non vogliono concedere nulla, niente dibattito televisivo (Bonaiuti dà del «fariseo» al ministro Gentiloni che insiste nel chiederlo), nessuna occasione di scontro diretto. L’unica volta che da spettatori faremo un raffronto tra Silvio e Walter sarà martedì 1 aprile, quando andranno l’uno dopo l’altro in tivù per le rispettive Tribune elettorali, sotto forma di conferenza stampa. Però il sorteggio è stato beffardo: proprio quella sera si giocherà la partitissima di Champions League, Roma-Manchester. Il grosso del pubblico avrà la testa nel pallone.

Altre apparizioni saranno previste a Matrix, a Primo piano, a Uno mattina, a Radio anch’io, secondo un copione comune per tutti i leader. Ma le ultime due settimane di campagna il Cavaliere si lancerà ventre a terra in giro per l’Italia, concentrandosi (a differenza di Veltroni) solo sulle regioni in bilico, quelle dove pochi voti potrebbero far scattare al Senato il premio di maggioranza. Dunque nell’ordine: Liguria, Abruzzo, Marche, Lazio (su cui pure Fini garantirà un impegno speciale negli ultimi dieci giorni di campagna) Sardegna e Campania. Più una puntata finale in Calabria, venerdì 11 aprile.

Si moltiplicheranno i discorsi e si alzeranno i toni. L’elettore berlusconiano è pigro di natura, va a votare solo se teme l’arrivo dei cosacchi. Dunque, attacchi mirati al segretario del Pd. Senza risparmiare colpi bassi, tipo quello sulla pensione da deputato, e senza rimpianti. L’idillio con Veltroni è già sepolto, adesso va di moda la «dottrina Tremonti», secondo cui Walter sarà un pessimo interlocutore del Pdl, farà perfino rimpiangere Massimo D’Alema. Di manifesti con la faccia del Cavaliere in giro non ne vedremo.

Solo slogan («Rialzati, Italia!») e simbolo del Pdl, perché dai sondaggi riservati risulta che molta gente non li conosce. Zero comizi, rimpiazzati da camper e gazebo che nelle grandi città non balzano all’occhio, laddove in provincia, soprattutto nei paesi, suscitano ancora una certa curiosità. Forza Italia ha messo in pista 200 camper, in media 10 a regione. La spesa è relativamente modesta, in sintonia con una campagna mai così parsimoniosa. Anche perché il Cavaliere, diversamente dalle passate elezioni, stavolta pare sia stato stretto di manica. Non certo avaro, tuttavia: ha anticipato i denari del rimborso elettorale, che sono alcune decine di milioni. (La Stampa)

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