Brunetta a “Porta a Porta”, 21 maggio 2009: “Com’è triste Venezia””

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di Wildgreta

I sogni del ministro Brunetta sono preoccupanti: vorrebbe diventare sindaco di Venezia. Non oso immaginare i provvedimenti che potrebbe prendere per “moralizzare” anche là. Immagino tornelli sul Ponte dei Sospiri, multe ai gondolieri che si assentano per reumatismi, passerelle per l’acqua alta ridisegnate dagli architetti di Berlusconi, e poi, con l’aiuto della Lega, mano pesante sul “turismo clandestino”. Davvero un sogno per tutti i veneziani. Anzi, ho già pronta la fotografia da inserire nell’articolo, eccola:https://i0.wp.com/www.mclink.it/mclink/cinema/MAVEN.GIF

ECCO L’ARTICOLO CON TUTTE LE DICHIARAZIONI A PORTA A PORTA

Manifestazione 4 APRILE, un successo che Brunetta definisce “Innocua Scampagnata”

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La volgarità al potere

di WIldgreta

Brunetta è stato uno dei ministri più bersagliati durante la manifestazione della CGIL. Ma bisogna dire che è anche il più volgare nel definire le categorie contro cui ha centrato la sua battaglia moralizzatrice. Ci sarebbe da chiedergli come mai la morale debba riguardare solo alcune categorie di lavoratori e non anche la classe politica nel suo complesso, ma questo sarebbe troppo. E così oggi conia “l’innocua scampagnata” per descrivere un evento che radunato a Roma migliaia di lavoratori  giunti  da tutta Italia. Peccato, che lui come  Sacconi (“è come manifestare contro la pioggia”), abbiano  nuovamente perso un’occasione per dire, finalmente,  qualcosa di intelligente.

Di seguito i link ad alcuni articoli interessanti sulla manifestazione:

MANIFESTAZIONE CGIL 4 APRILE: CRONACA, VIDEO, SLOGAN

Brunetta: «Corteo della Cgil?
Una scampagnata che non fa male»

Epifani: «Il governo si dia una sveglia»
Franceschini: «Il Pd sta con i lavoratori»

Il ministro Brunetta accusa:”I fannulloni sono di sinistra”. E i pirla?

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di Wildgreta

Brunetta ai Circoli del Buon Governo: “Una parte del paese è con me”

Mi dispiace per aver usato la parola “pirla”, ma ormai il livello delle dichiarazioni politiche è sceso talmente in basso, che mi sono dovuta adeguare. Dare una collocazione politica ai “fannulloni” da parte di Brunetta è davvero ridicolo. Affermare con sicurezza concetti come, “Una parte del paese è con me”, poi, lo è ancor di più. Qual’è la parte del “paese” di cui parla Brunetta? Lo conosce, ha il numero di telefono? Ha parlato con fonti attendibili? I sondaggi cambiano, e “il Paese” di cui parla Brunetta è volubile. Non mi stupirei se anche lui facesse un tonfo come la Gelmini, che ha perso 5 punti in un mese. Le ultime rivelazioni sulla storia del ministro da parte de l’Espresso, poi, non lo aiutano di certo. Un consiglio alla maggioranza: il “Paese” è in generale stanco ma, soprattutto, è stanco di farsi prendere in giro. Riguardo l’affermazione di Brunetta che si è dichiarato “di sinistra e socialista”, forse ho capito perchè una parte della sinistra si sia ridotta così male.

Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E’ il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra”.

MONTECATINI TERME – “Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E’ il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra”. Sono parole di Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, intervenuto all’assemblea dei Circoli del buongoverno. L’esponente del Governo si è detto dispiaciuto per questo: “Io sono di sinistra – ha detto – sono socialista”. Leggi il seguito di questo post »

BRUNETTA CONTRO L’ESPRESSO, VIVO SOTTO SCORTA PER COLPA BR

di Wildgreta

Prima che Brunetta quereli per diffamazione anche quelli che hanno pubblicato l’articolo de l’Espresso sui blog, pubblico questa sua dichiarazione. Mi dispiace per gli indirizzi del ministro che si potevano anche evitare, ma per il resto l’ho trovata un’inchiesta utile.

BRUNETTA CONTRO L’ESPRESSO, VIVO SOTTO SCORTA PER COLPA BR
ROMA – La magistratura eventualmente deciderà se ci sono gli estremi della diffamazione. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commentando l’inchiesta che lo riguarda, che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale. Leggi il seguito di questo post »

BRUNETTA il “FANFURBONE”:TUTTA LA VERITA’

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La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall’ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni

di Wildgreta

Vi consiglio di leggere con attenzione l’articolo de L’Espresso sul “Fanfurbone” Brunetta. Da lì si evincono tante cose tra cui quella che le bugie che continuano a raccontare tutti i nostri politici al governo hanno davvero superato i limiti consentiti. Mentre dicono alla gente che non si può spendere aumentano le loro consulenze, le trasferte, ripristinano i viaggi di stato per tutti, il cumulo delle pensioni, e tante altre cose. Ci scatenano contro l’esercito, per poter confondere e distrarre l’opinione pubblica e fare con tranquillità il proprio comodo. Hanno preso in giro anche chi li ha votati, non se ne sono accorti?

Ecco uno dei commenti sul sito del L’Espresso e, di sguito, l’articolo:

Il Ministro Brunetta ai sensi dell’art. 4 quater del DL 97/2008- convertito con L.129/2008-, entro e non oltre il 31/10/2008, far approvare il regolamento attuativo delle norme sul contenimento della spesa pubblica, approvate nell’ultima finanziaria del Governo Prodi (commi 44/52 di cui all’art. 3 L.244/2007) . Tali norme dovevano limitare e rendere più trasparenti i compensi elargiti dalle pubbliche amministrazioni e dalle società “pubbliche” non quotate (tetto agli importi, pubblicazione sul web dei compensi etc) Dolo o amnesia? ( Inviato da newindipendent il 13 novembre 2008 alle 18:10)

Che furbetto quel Brunetta
di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell’università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: “Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro”. Eravamo a metà dei ruggenti anni ’80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

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Sondaggio sui ministri del governo Berlusconi: i lettori di Corriere.it ne bocciano 14 su 21

Il ministro della cultura Bondi al lavoro

Mara Carfagna al lavoro

Il titolare dell’Innovazione ribalta i giudizi di quattro mesi fa: il 65% è con lui. In coda Bondi e Vito. Male la Carfagna. Leggi il seguito di questo post »

Estate 2008: tempesta ormonale in casa PDL

Un’estate di amori e potere 

Il sorriso accattivante della Gelmini

Baci e carezze: trionfa il sentimento
MARIA CORBI
ROMA
Pdl-Love Boat. Mai barca è stata così affollata come quella del sentimento targata Partito della Libertà, questa estate. Una vera epidemia di sentimento ed eros che ha coinvolto anche la «preside » del gruppo, Mariastella Gelmini. Lasciato il tailleur severo a casa, sostituito da un pantalone-pinocchietto rosa alla «BB», si è fatta fotografare da Novella duemila in versione innamorata balneare, via anche gli occhialetti da prof, con accanto un bruno niente male.

E chi al tempo delle intercettazioni «proibite» su alcune ministre la avesse esclusa per incompatibilità con il genere «appassionato», adesso dopo le foto con bacio in bocca, può farsi venire un dubbio, anche se infondato. Ma questa è un’altra storia. Adesso Mariastella si tiene strettissima al fidanzato Giorgio Patelli, cinquantenne palestrato dagli occhi blu, bergamasco e imprenditore.

Che il potere facesse bene al morale e al sesso è cosa nota, ma certo questo agosto ha certificato il postulato. Che qualcosa si stesse muovendo nei cuori dei nuovi leader di maggioranza lo si era intuito dallo smodato ottimismo di Renato Brunetta – «la crisi non esiste» – tipico di chi è stato travolto da una perturbazione di nuvolette rosa. E il mistero è stato svelato al ricevimento al Quirinale, per la festa della Repubblica, dove si è presentato con stanga bionda al fianco. Anzi alla mano: «E’ la mia fidanzata, Titti, ma il cognome non lo dico», spiegava guardandola lassù, in alto, dove la dama svettava senza nessuna pietà su un griffatissimo tacco dodici, svolazzante di veli di chiffon.

Da quel momento pochi altri indizi concessi alla curiosità: «E’ un’arredatrice d’interni. Condivide la mia passione per le case. Ne abbiamo due, a Venezia e a Todi». Una relazione recente a prova di Ici e capace di sconvolgere la vita del ministro che dopo ogni dibattito la chiama e le urla al cellulare: «Titti sono stato bravo? Mi hai visto?».

In fondo basta sfogliare la rinnovata Novella duemila targata Candida Morvillo per farsi una idea di questa tempesta ormonale in casa Pdl. Ogni numero un amore che scalza dalle copertine i vip abituati alla carta patinata del gossip. La prima con Gianfranco Fini sdraiato in barca all’Argentario con la sua Elisabetta e un costume slip troppo aderente che tradisce la sua felicità. «Sono contento», ripete con pudore il leader di Alleanza nazionale agli amici.

E chi se ne importa delle cattiverie che l’esercito di mogli decise a tenersi un marito a tutti i costi riversa sulla poveretta che fino ad oggi non ha commesso errori mediatici. «Lei gli ha ridato la grinta della gioventù», spiega con partecipazione uno dei più fidati colonnelli di Alleanza nazionale.

E sempre da Alleanza nazionale la storia fresca del ministro Giorgia Meloni, nato alla Garbatella tra una riunione di partito (lui sarebbe un consigliere del Pdl all’undicesimo Municipio di Roma e dirigente di Azione Giovani, il movimento under 30 di An presieduto dalla Meloni), e una pizza nei luoghi cult dei Cesaroni. Foto sulla barca, a Ponza, con lei che sorride, lui che la guarda estasiato, contorno di sorella e amici, musica di Ligabue.

A chi le chiede approfondimenti sulla nuova stagione da ex single lei risponde: «Ma che ve ne importa? E’ un Pinco-Pallo, mica un Brad Pitt». A lei, ministra delle politiche giovanili, va l’ oscar della coerenza visto che Pinco-Pallo è cinque anni più giovane. Per una che aveva teorizzato, da vicepresidente della Camera, che era difficile trovare un posto per un amore stabile, un bel passo avanti.

Sembra che si siano messi tutti d’accordo, facendo diventare anche la serenità sentimentale una notizia oltre che una potente strategia politica. Anche Stefania Prestigiacomo mamma e moglie innamorata in barca; anche Mara Carfagna, accanto al tatuato fidanzato-costruttore Mezzaroma.
Un’ armata innamorata su carta patinata con un comandante di nome Silvio, tutta l’estate attaccato come una cozza allo scoglio della sua vita: Veronica Lario.

Una riappacificazione dopo anni di tormentati litigi in prima pagina, di distanze, consacrata adesso da foto con pose da fidanzatini di Peynet. Mano nella mano, lui che la guarda negli occhi, mentre passeggiano sul molo della loro villa in Sardegna, con i nipotini che razzolano sul pontile e tutti i figli insieme appassionatamente. Roba così dolce da cariare un dente, direbbe qualcuno colto da invidia.

 

La Stampa 29 agosto 2008

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