BOSSI E LA LEGA CONTRO IL SUD

Manifesto_legaNord_2008

(MANIFESTO LEGA NORD 2008)

La Lega e il Sud, così Bossi e i suoi tolgono 2 miliardi alla Sanità meridionale

di MARCO ESPOSITO

NAPOLI (13 agosto) – Cosa vuole la Lega? È la domanda che si fanno i commentatori sui giornali, stupiti e forse un po’ storditi dalla raffica di proposte su gabbie salariali, bandiere e dialetti. Le cose, forse, sono molto più semplici: la Lega vuole soldi. I primi conti sul federalismo fiscale, infatti, mostrano che il cosiddetto dividendo per il Nord non ci sarà o sarà molto modesto.

Al contrario di quel che si pensa, infatti, il Sud non è affatto il bengodi della spesa bensì la patria della cattiva spesa. Per la sanità, la principale voce dei bilanci regionali, la spesa procapite è in Campania e in tutte le regioni del Mezzogiorno (Molise escluso) inferiore alla media nazionale. Certo, i servizi offerti al cittadino sono molto carenti, ma secondo i principi che ispirano la riforma federalista gli standard di qualità del servizio dovrebbero migliorare. Quindi il Sud dovrà imparare a spendere bene le risorse ma non dovrebbe vedersele tagliare.

La Lega allora ha pensato di aggirare il problema ripescando un’ipotesi già presente nel disegno di legge sul federalismo fiscale approvato dalla Regione Lombardia e poi accantonato. La proposta era di ridurre la perequazione, cioè il fondo di solidarietà verso le regioni deboli, in proporzione al minor costo della vita. Se per gestire un ospedale in Veneto si paga 100, è il ragionamento, per un identico ospedale del Sud devono bastare meno soldi perché al Sud la vita è meno cara. La Banca d’Italia ha stimato in un 16% il differenziale Nord-Sud e questo vorrebbe dire che 100 in Veneto si traduce in 84 in Sicilia o Campania. Leggi il seguito di questo post »

LEGA NORD: DIALETTO A SCUOLA E ANCHE A SANREMO

leghisti

leggi l’articolo:

Delirio Lega:Sanremo anche in dialetto

A Ferragosto anche la politica sotto l’ombrellone

 

Veltroni e l'ombrellone

8-14 20:39
di Silvia Gasparetto

(ANSA) ROMA – Il Viminale aperto per il consueto appuntamento con le forze dell’ordine è l’unica eccezione alla regola che vuole, almeno per il giorno di Ferragosto, anche la politica in toto in vacanza. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, insieme ai sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, sarà al lavoro per la riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza, mentre maggioranza e opposizione si godono gli ultimi scampoli di riposo sotto l’ombrellone. Se il Parlamento, infatti, riaprirà i battenti solo a settembre, i politici di entrambi gli schieramenti saranno impegnati, nella seconda metà di agosto, nelle feste di partito. Il 15 agosto, però, la parola d’ordine è relax. Leggi il seguito di questo post »

Non era questo che volevano gli italiani quando hanno votato convinti PDL?

Il nostro Presidente del Consiglio in versione estiva

di Wildgreta

E’ estate, molti sono in vacanza, molti di più rimarranno a casa a guardare le fotografia delle vacanze vip sui settimanali di gossip. Qualcuno si soffermerà sul Besame e sul Suegno, gli yacht degli ormai cresciuti rampolli Berlusconi. E fra una legge fatta apposta dal loro immenso papà per salvare se stesso, e una foto in cui papà Silvio e la matrigna Veronica fingono di amarsi, ecco comparire gli emendamenti di cui tutti sembrano disconoscere la paternitàl’eliminazione degli assegni sociali per i redditi più bassi e la norma anti- precari. Il ministro non c’entra, Berlusconi figuriamoci, era a Portofino, il Governo non c’era. E allora chi è stato? Un paio di parlamentari discoli  ha proposto all’insaputa di tutti la norma anti precari, mentre Bossi, per rendere più difficili i ricongiungimenti familiari fra gli extracomunitari, (sua vera ossessione) ha pensato di eliminare gli assegni sociali. Nessuno si è accorto che accogliendo la proposta di Bossi ci sarebbero andati di mezzo anche casalinghe  e anziani. Ma perchè qualcuno doveva accorgersene? C’è forse qualcuno in questo governo che si interessi degli italiani qualsiasi? Si dice che l’anti-precari servirà solo alle poste per sanare i numerosi contenziosi in corso. Altri dicono che varrà solo per contenziosi presenti e passati ma non per quelli futuri. E le cause che sono solo al primo grado? (400 dipendendenti Rai)  E poi, perchè i precari delle poste dovrebbero essere penalizzati da una legge fatta solo per loro? Non sono anche loro cittadini italiani? E allora, non è che magari per aggirare l’incostituzionalità, i due parlamentari discoli saranno costretti ad applicare la norma a tutti i precari? Il ministro Sacconi a quel punto si mostrerà dispiaciuto, Berlusconi dalla Sardegna manderà alle agenzie solo una sua foto in costume e bandana, e Bossi dirà che è meglio togliere l’assegno sociale alle casalinghe e  ai vecchi, che trovarsi circondati da orde di extracomunitari che sputano, rubano e puzzano pure. Non era questo che volevano gli italiani quando hanno votato convinti PDL?

Fonti per i dati: Sole24ore-Repubblica- l’Unità del 28 luglio 2008

Bossi: una vergogna padana


(archivio dito Bossi)

Bossi: un gestaccio sull’inno e guerra ai professori del sud

di Wildgreta

Mi dispiace per le tante persone che hanno votato Lega e che oggi devono registrare un’ennesima precipitazione di stile (caduta è troppo poco) da parte dei membri del nostro governo. All’orrore non c’è più limite: dopo la pornopolitica e la cloaca-CSM di Gasparri, arriva a  stretto giro  il più raffinato di tutti, Bossi, a darci il colpo di grazia alzando il dito sull’inno di Mameli. Siamo alla frutta, che purtroppo per molti, è diventata troppo cara. Mi dispiace per chi ha creduto che Bossi, Berlusconi e il resto dell’allegra comitiva fossero cambiati. Di cambiata c’è solo la situazione dell’Italia, molto peggiore dell’ultima volta che questi boyscout della politica hanno governato.

Il leader del Carroccio alza il dito medio all’inno di Mameli: «Altro che schiavi di Roma». E sulla scuola: «I professori meridionali tolgono lavoro a quelli del nord». Poi apre sulle riforme con il Pd
PADOVA
Sulle riforme e sul federalismo c’è ancora spazio di dialogo con le opposizioni e, in particolare, con il Pd di Walter Veltroni. Lo ribadisce il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi che, dopo aver dichiarato ieri sera a Venezia una piena sintonia con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, confida oggi, dal palco del congresso nazionale della Liga Veneta a Padova, di non aver ancora sentito per telefono il premier. Per il dialogo sulle riforme con l’opposizione, dice il ministro Umberto Bossi, «c’è spazio, c’è spazio. Siamo pronti ad accogliere le loro proposte anche sul federalismo». Nessuna chiusura, quindi, con il Partito democratico. Leggi il seguito di questo post »

NO ALLA BLOCCA PROCESSI. IDV LANCIA LA CAMPAGNA “MANDAGLI UNA MAIL”.

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Antonio Di Pietro con l’Italia dei Valori lancia questa nuova campagna. Scriviamo a Fini, Berlusconi e Bossi per opporci alla norma BLOCCA-PROCESSI.

Berlusconi ha paura di finire in galera, dice Bossi

ROMA – Preoccupazione per l’interruzione del dialogo con l’opposizione e una frecciata a Berlusconi, “ossessionato” dai giudici e timoroso di finire in carcere. E’ un Umberto Bossi preoccupato quello che commenta su La Repubblica le ultime vince politiche italiane.

“È un male – ha detto il leader della Lega Nord – che si sia strappata la tela del dialogo con l’opposizione. Ed è un grosso rischio, soprattutto adesso che si deve votare il federalismo. Non vorrei che, con il clima che si è creato – e non certo per colpa della Lega – dall’altra parte ci mettessero il bastone tra le ruote, che facessero ostruzionismo sulla cosa alla quale teniamo più di tutto”.

“Sui magistrati – ha detto Bossi – Berlusconi ha ragione. Il problema è che lui poi esagera un tantino, è troppo ossessionato da queste cose, ha troppa paura di finire in galera. Mandassero me in galera, se vogliono, così la gente ha una buona ragione per fare la rivoluzione”. Leggi il seguito di questo post »

«In bagno». «In missione per Silvio». Le «giustificazioni» dei cento assenti

Santo Versace (PDL)

Politica DOPO LA CADUTA
Mondello: ero stanca per la campagna elettorale. Versace: in Russia, aiuto il sistema Paese

ROMA – «Fannullone io? Non scherziamo, ragazzi! Sto lavorando per tutti voi, per promuovere la mia azienda e il made in Italy nel mondo». Non potrebbe farlo dal suo scranno in Parlamento, onorevole Santo Versace? «Ho comunicato per iscritto al capogruppo del Pdl il mio viaggio a Mosca per presentare la torre di 52 piani che sorgerà a Panama, un grattacielo da cento milioni tutto arredato Versace ». E quindi non si sente un peone-fannullone, lei. «I fannulloni alla Camera sono quelli che presentano certi emendamenti. E poi io a questa storia ci credo poco, cento deputati assenti sono un segnale politico». Leggi il seguito di questo post »

Governo: il fattore incompetenza

Editoriali RIFLESSIONI SUL GOVERNO
di Giovanni Sartori
Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l’aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l’incompetenza regna sovrana.

Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c’era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell’Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche esempio. Leggi il seguito di questo post »

GOVERNO: LE PRIME DICHIARAZIONI E LO SCIVOLONE DELLA MELONI SUL GAY PRIDE

08/05/2008
8 mag. – Una delle prime dichirazioni che ci ha colpito, viene da Giorgia Meloni, neo Ministro per le Politiche Giovanili la quale al termine della cerimonia di giuramento al Quirinale, ha dichiarato che “Credo che il Gay pride non abbia fatto bene. Credo che, anzi, abbia alienato molte simpatie a quel mondo”. aggiungendo inoltre: “Gli omosessuali, devono fare i conti con questo aspetto: se lo faranno per loro sara’ utile”, non ci pare un buon inizio per un neo ministro alle politiche giovanili. Leggi il seguito di questo post »

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