Bertolaso: “Roma terremotata come L’Aquila”. E gli aquilani scrivono ai romani

“Ma non ti vergogni neanche un po’?”

 
“Roma è una città terremotata come L’Aquila” ha detto Guido Bertolaso, candidato sindaco di Roma per il centro destra, e gli aquilani rispondono con una lettera aperta ai romani,.
 “Cari romani, con questa lettera vorremo cercare di raccontarvi brevemente tutti i danni, le speculazioni e le ingiustizie che ha causato Guido Bertolaso sul nostro territorio: L’Aquila”. Autori della lettera sono l’Unione degli Studenti L’Aquila, il Comitato 3e32 /CaseMatte, Asilo Occupato L’Aquila, Appello per L’Aquila, Link Studenti Indipendenti L’Aquila, , Legambiente L’Aquila.

“Bertolaso, ma non ti vergogni neanche un po’?” “Fin da subito dopo il terremoto, Bertolaso, commissario per l’emergenza, ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione, vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre città e in altre regioni, e reprimendo ogni tipo di protesta, grazie alla complicità del prefetto e vice commissario Franco Gabrielli”.

I comitati di cittadini de L’Aquila parlano poi del “Progetto Case” , le famose New Town di cui andavano fieri sia Berlusconi che Bertolaso , “occupando circa 460 ettari fuori città (più dell’estensione del centro storico aquilano) e favorendo, grazie alla deroga sugli appalti dovuta all’emergenza, le imprese che hanno costruito tali alloggi a un costo intorno ai 3mila euro a metro quadro…dopo 5 anni in alcuni di questi Progetti Case antisismici sono crollati i balconi e senza che ci fosse bisogno di un terremoto”. “Il nostro è un appello ai romani (e a tutta Italia), questi personaggi appartenenti alla classe politica, che si definiscono come ‘tecnici’ o ‘bipartisan’ in realtà nascondono la peggiore politica”.

A Bertolaso ha risposto Stefano Pedica, candidato alle primarie PD, con un comunicato.

Roma: Pedica, Bertolaso chieda scusa a terremotati L’Aquila(ANSA) –

“Bertolaso è senza vergogna. L’ex capo della Protezione civile chieda scusa a tutti gli abitanti dell’Aquila che, purtroppo, sanno cosa significa vivere in una vera città terremotata”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd, candidato alle primarie del centrosinistra a Roma. “Bertolaso non faccia sciacallaggio mediatico sui terremotati per qualche voto in più – sottolinea Pedica – E, soprattutto, rifletta bene prima di parlare. Se Roma è una città da ‘ricostruire’ e’ grazie ai danni fatti da quel centrodestra che ora sostiene la sua candidatura a sindaco”.

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TERZIGNO: RISPOSTA ALLE PROPOSTE DI BERTOLASO DEL MOVIMENTO CONTRO LE DISCARICHE

La risposta alle proposte di Bertolaso del Movimento contro le discariche

domenica 24 ottobre 2010 alle ore 2.41

“La mobilitazione spaventa il potere ma sentiamo sempre più forte la puzza di imbroglio!”

Misteri della fede: Nell’incontro cui abbiamo presenziato ieri, Bertolaso e il Prefetto di Napoli ci dicevano che dovevamo accettare “l’inevitabile”… nel documento in sei punti di oggi ci dicono che i “tecnici verificheranno” la situazione della Cava Sari (in soli 3 giorni..) prima di riprendere eventuali sversamenti e che la cava Vitiello verrebbe “congelata” (con una definizione formale molto vaga)….. Questo passo indietro è sicuramente un risultato dell’enorme mobilitazione, sempre più larga, che in questi giorni ha coinvolto tutta la popolazione e ha reso ingestibili nell’immediato i loro piani di scempio del territorio, ma noi sentiamo fortissima la puzza di bruciato! Non c’è bisogno di “verifiche tecniche” per dichiarare che la discarica Sari è illegale e pericolosa e ha creato già enormi scempi al territorio ed è quasi offensivo che ci voglia una rivolta popolare per effettuare delle “verifiche tecniche” che sarebbero obbligatorie per legge. Quella discarica, anzi quel buco, va chiuso immediatamente e va avviata un’indispensabile e complessa opera di bonifica per tutelare le popolazioni. E la cava Vitiello sarà al sicuro solo quando sarà ufficialmente tolta da una legge che per altro sarebbe integralmente da abolire. Finchè queste due condizioni non saranno verificate noi riteniamo che la mobilitazione deve rimanere alta ed è questa la posizione che porteremo al confronto con gli altri cittadini dei nostri territori, perchè è forte il rischio di un imbroglio finalizzato solo a  prendere tempo, in quanto non c’è nessun cambio di rotta rispetto a un piano rifiuti disastroso! Tanto che in questi cinque giorni si sverserà in condizioni altrettanto indecenti nel Cdr di Tufino e nella stessa discarica di Chiaiano! Ed è sulle reali alternative, su un piano di raccolta differenziata vera, sul riciclo e sul trattamento meccanico biologico “a freddo”, che devono mobilitarsi tutte le popolazioni campane, sapendo che non è più solo una questione fondamentale di salute e di ambiente ma anche di democrazia. E anche i sindaci, che come i comitati sono chiamati a dare una risposta al documento della prefettura, cerchino di non tradire ancora una volta le aspettative della popolazione.

GUIDO BERTOLASO INTERROGATO:NE’ SOLDI NE’ SESSO IN CAMBIO DI FAVORI

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GUIDO BERTOLASO 5 ORE IN PROCURA A PERUGIA

12 Aprile 2010 23.51 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.225352

Guido Bertolaso ha risposto per 5 ore ai magistrati di Perugia

” Non ho ricevuto nè soldi nè sesso in cambio di favori “

Una lunghissima deposizione di quasi 5 ore nella sede della Procura di Perugia per Guido Bertolaso, sottosegretario con delega alla Protezione Civile, indagato con l’accusa di corruzione nello scandalo degli appalti del G8 e per le opere del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

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Bertolaso ha risposto a tutte le domande che gli hanno posto i PM titolari dell’inchiesta, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.

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” Non avevo alcuna responsabilità diretta nell’aggiudicazione degli appalti e tanto meno ho ricevuto prestazioni sessuali a pagamento in cambio di qualcos’altro ” . Così si è difeso Bertolaso difronte ai magistrati. In modo particolare il capo della Protezione Civile ha ricostruito i suoi rapporti con la figura cardine dell’inchiesta, l’imprenditore Diego Anemone ” che conoscevo dai tempi del Giubileo “. Bertolaso ha negato con forza di avere avuto incontri con prostitute nel village Salaria Sport, e messe a disposizione dallo stesso Anemone che ne è il proprietario. I magistrati hanno insistito su questo punto. forti di numerose intercettazioni telefoniche che proverebbero le loro accuse.

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” Non eravamo preoccupati prima lo siamo ancora meno oggi ” . E’ Filippo Dinacci che parla, uno dei legali di Guido Bertolaso. ” Sono fiducioso, ha sostenuto Dinacci, che, quanto prima, la magistratura possa definire questa vicenda, prendendo atto che il dottor Bertolaso non è coinvolto nei fatti “. Secondo il legale il clima del confronto con i magistrati è stato molto sereno. Sono stati portati difronte ai PM, prove e documenti e, soprattutto, Bertolaso ha ricordato l’allontanamento , voluto dai lui stesso , dell’ingegner Fabio De Santis ( una delle quattro persone finite in carcere ) dopo che quest’ultimo aveva approvato una serie di progetti per oltre 600 milioni di euro mentre l’importo previsto per tutti i lavori del G8 , che si doveva tenere alla Maddalena , era di 300 milioni euro. ” Ho fatto quello che dovevo fare come controllore di quella parte che era di mia competenza ” , si è difeso Bertolaso.

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I PM Sottani e Tavernesi hanno fatto ascoltare a Bertolaso alcune intercettazioni telefoniche che lo riguardavano e il capo della Protezione Civile, secondo i suoi legali, avrebbe spiegato punto per punto.

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Al termine del lunghissimo interrogatorio non hanno voluto rilasciare dichiarazioni nè i Pubblici Ministeri nè Guido Bertolaso.

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Bertolaso, la lettera: un patibolo che non ho scelto né meritato

Il capo della protezione civile: “Attacco mediatico”. Ricorso di Anemone e Balducci. Si è dimesso procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro

Pubblicato il 17/02/10

E’ una nuova Tangentopoli? Dopo Bertolaso, indagato anche Verdini.

Il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, torna a difendersi, in una lettera aperta inviata “alle donne e agli uomini della protezione civile sulle vicende giudiziarie e mediatiche dell’ultima settimana”: è “un patibolo che non ho scelto né meritato”, scrive, ribadendo che si è trattato di “un attacco mediatico “squallido e forsennato”. Una lunga lettera, pubblicata anche sul sito della protezione civile, dove Bertolaso parla non solo dell’inchiesta della magistratura sugli appalti del G8 – e su questo “nulla da eccepire a che la magistratura indaghi su tutti e chiunque”, dice, sottolineando che sta raccogliendo “i tanti elementi che possono dimostrare la mia estraneità ai fatti” – ma soprattutto denuncia “la giustizia sommaria” del processo mediatico che lo vedrebbe protagonista; e questo “si chiama fango gettato nelle pale del ventilatore, si chiama diffondere illazioni, interpretazioni, accuse, pseudocertezza” perché “nei processi mediatici la verità è l’ultima cosa che interessa, si cercano emozioni pruderie”. Leggi il seguito di questo post »

Se il gran visir Letta mente ai “suoi” abruzzesi

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Intanto in Lombardia la Tangentopoli bis cambia i piani (e i nomi) per le regionali.
«Quegli imprenditori, che nella notte del 6 aprile hanno riso pensando di poter fare affari sulla ricostruzione dell’Abruzzo non hanno mai avuto un euro, né l’avranno.
Abbiamo tutti provato un brivido di orrore sentendo che alcune persone ridevano, pensando di poter lucrare sulle disgrazie degli aquilani. Nessuna di quelle brutte persone, nessuna di quelle imprese ha mai messo piede a L’Aquila.
Nessuno di loro ha avuto un euro nella prima fase della ricostruzione e nessuna lo avrà neanche nella seconda fase». È venerdì 12 febbraio, il giorno dopo la deflagrazione dell’affaire Bertolaso. Ma soprattutto il giorno dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche fra due imprenditori senza scrupoli, De Vito Piscicelli e Gagliardi, in cui entrambi ridono e si fregano le mani per gli appalti in arrivo legati alla ricostruzione.

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Abruzzo, progetto C.A.S.E.: Ecco il “mostro” di Camarda

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Guarda la scheda: CAMARDA

di Wildgreta

Il progetto C.A.S.E ha fatto di Berlusconi e Bertolaso quasi degli eroi, ma da questa scheda inviataci da un volonteroso navigatore, si evince quanto poco sia importato al duo delle meraviglie, rispettare il paesaggio.In deroga a qualunque vincolo ambientale, infatti, sono sorti una ventina di insediamenti che nulla c’entrano con vallate e monti in cui sono inseriti.Un pugno nell’occhio sempiterno, targato Berlusconi che, forte della sua esperienza di costruttore, ha mostrato come si possa fare edilizia a basso costo in poco tempo.Il problema è che il costo è doppio rispetto a quello dei prefabbricati, e che 2.700 euro al metro quadro per quelli che alcuni abruzzesi hanno già definito “loculi”,  sono davvero troppi. Fra un po’, forse, scopriremo chi ha davvero guadagnato in questa impresa economicamente fallimentare per lo stato, ma certamente interessantissima per le ditte che si sono giudicate gli appalti in Abruzzo e per quelle che, in futuro, si aggiudicheranno quelli per le altre New Town promesse dal premier.

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Rifiuti, chiesto rinvio a giudizio per Bertolaso.La caduta degli dei.

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Bertolaso, chiesto rinvio a giudizio: smaltimento illegale-

rifiuti

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