Veltroni, tutti gli errori del PD: un partito che ha solo un vertice poggiato su un tappeto rosso

             (il compagno Silvio) 

di Wildgreta

La comunicazioni e il linguaggio del Partito Democratico

Innanzitutto, trasformare i termini politici di uso comune  in chiave snob ( o provinciale) ha creato una barriera con le fasce sociali meno elevate culturalmente: la sede del partito diventa il “loft”, la riunione diventa il “caminetto”, il governo ombra lo “shadow cabinet”. E non c’è neppure un bonario, “Walter è fatto così” tra gli elettori del PD, ma soltanto un “Veltroni è un despota” sintesi di giudizio espressa dalla base, che “base” non è, se di colpo il partito si è accorto di avere soltanto un “vertice” che si è ritenuto non avesse bisogno di pilastri su cui reggersi. La annunciata partecipazione di tutti alla costruzione del partito democratico con le primarie, si è rivelata poi una presa in giro. Molte delle personalità di spicco chiamate a raccogliere consensi allora, sono state messe da parte una volta che si è trattato di scegliere le candidature. Ad un professionista toscano che aveva ricevuto moltissimi voti alle primarie, è stato detto:”Mi dispiace, le candidature per le politiche sono blindate”.

Ragazze capolista

Le Walter’Angels sparse un po’ in tutta Italia, hanno scalzato personalità di spicco legate al territorio senza avere nessun merito se non quello di piacere a Walter (in quale senso dovrebbe spiegarcelo lui). E’ stato così nel Lazio e in Campania e forse anche da qualche altra parte.
Ma Walter voleva “rinnovare“, e per farlo, forse ha guardato solo la carta di identità e la fotografia, quasi a dire:”Sei giovane e carina, puoi rappresentare il popolo”. Se le avesse mandate tutte in televisione, avrebbe fatto meno danni a se stesso e al paese.

L’errore di voler piacere a tutti
Con la sua smania di piacere al centro, a sinistra e a destra, Veltroni è riuscito a non piacere quasi a nessuno. Neppure a quelli che nel PD hanno voluto credere comunque, perdonandone anche gli errori. Lo hanno votato in molti, ma più per il bisogno di credere in qualcosa, che per convinzione. Leggi il seguito di questo post »

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Rifondazione: Ferrero vince, Bertinotti addio

GLI SCENARI

Passa con trenta voti di scarto il documento del ministro, inascoltato l’appello di Vendola
ADOLFO PAPPALARDO Dopo quasi tre lustri si chiude la parabola bertinottiana di Rifondazione. Si riparte se il congresso straordinario, già convocato per la seconda metà di luglio, consacrerà definitivamente la nuova linea impressa dal ministro Paolo Ferrero. Perché ieri con 98 voti il suo documento è passato rispetto ai 70 di Giordano in un travagliato comitato politico. Leggi il seguito di questo post »

Bertinotti: «Modello società Pdl è ruota della fortuna»

ROMA (16 marzo) – Il modello di società del Pdl è sullo stile della «ruota della fortuna che punta ad allontanare la gente dal disagio e dai problemi reali sapendo che a vincere è uno mentre gli altri hanno perso». Lo ha detto il candidato premier per la Sinistra l’Arcobaleno Fausto Bertinotti oggi nel corso del suo comizio a Rieti.

Bertinotti oggi ha inoltre dichiarato che se come indicano i sondaggi il Pdl dovesse vincere le elezioni, Sinistra e Pd potrebbero sottoscrivere un patto di opposizione al governo delle destra. «Chiunque vinca – ha dichiarato Bertinotti intervenendo a In Mezzora Rai 3 – noi saremo utili comunque. Un conto è la politica di alleanze, un altro è la scomparsa. Una Sinistra che uscisse forte dalle elezioni, potrebbe stringere il Pd a una alleanza all’opposizione, ognuno conservando la propria identità e con le sue politiche, ma per trovare delle convergenze sulle iniziative di lotta».

«Noi – ha proseguito il candidato premier della Sinistra Arcobaleno – potremo essere una forza critica che da sinistra impedisce la Grande Coalizione, che è nelle corde di due partiti fin troppo simili: oppure che impedisca al Pd di collocarsi al centro, come invece sta facendo ora con il suo programma elettorale».

La presenza della Sinistra Arcobaleno alle elezioni del 13 e 14 aprile, ha premesso Bertinotti, «non avvantaggia Veltroni né Berlusconi. Questa è una contesa truccata da più protagonisti. È truccata quando viene tirata in ballo la questione del voto utile».

Gli ultimi sondaggi, ha fatto notare Annunziata, vi danno al 6,7% mentre l’unione delle forze che compongono la Sinistra Arcobaleno dovrebbe raggiungere il 12%. Quindi questo non è un buon risultato. «Ci sono sondaggi che ci danno all’8% e in crescita – ha replicato Bertinotti – non può sfuggire che nel frattempo è cambiato il mondo. Noi avremo un risultato importante alle elezioni, guardiamo al futuro, stiamo facendo un investimento per il futuro».

Il messaggero 16 marzo 2008

PERLA DA PRECARIA A CANDIDATA PDL, SI ACCENDONO LE DISCUSSIONI

(di Milena Di Mauro)Nonostante lo Shabbat, le ore successive al tramonto sono state assai impegnative per la giovane precaria, di religione ebraica, Perla Pavoncello. In poche ore la ventiquattrenne romana si è vista prima proporre, da Silvio Berlusconi (sebbene per gioco) un matrimonio con il figlio Piersilvio, poi (e stavolta sul serio) una candidatura nella squadra dell’aspirante sindaco di Roma del Popolo della Libertà Gianni Alemanno. Così, mentre il centrosinistra ancora si affannava a difenderla deprecando la frase del Cavaliere che le aveva suggerito di sposare un milionario in assenza di un lavoro certo, Perla era già al lavoro con Alemanno ed il suo staff, che le dava lezioni sul comportamento da tenere come candidata al consiglio comunale capitolino. “Il leader del Pdl io lo stimo e lo voto”, aveva spento la polemica sulla battuta del Cavaliere la ragazza, rampolla di una delle più agiate famiglie della comunità ebraica romana. Una capacità di sdrammatizzare apprezzata nel Pdl e che ha fatto nascere l’idea di mettere Perla in lista per il Campidoglio.

“Non lo sapevo, mi fa piacere – mostra sorpresa Silvio Berlusconi a chi gli chiede della candidatura – D’altra parte ha dichiarato che votava per noi. E dopo anche le sue dichiarazioni così di buon senso e con sense of humor, certamente apprezzabile e superiore a quello di tutta la sinistra, dico ‘bene, viva!'”. Difficile però che il leader del Pdl non avesse già parlato della cosa con i quaranta esponenti dell’Associazione ‘Amici ebrei di Libia’ (della quale la famiglia di Perla fa parte), incontrati in mattinata a Palazzo Grazioli. “Non era mia intenzione offendere nessuno – aveva detto loro Berlusconi -. Anzi, so bene quanto serio sia il problema dei precari, tanto che al governo abbiamo fatto più di qualunque altro. Ho solo fatto una battuta…”. Inatnto, Alemanno si intesta interamente la scelta: “Vogliamo dimostrare che su questa vicenda c’é stata una montatura infondata – dice annunciando la candidatura – Siamo ben felici di avere giovani precari nella nostra lista e bisogna evitare le demonizzazioni”.

Domani Perla potrà rincontrare Berlusconi a Corviale, dove il Cavaliere sarà con Alemanno e Fini per la presentazione del programma. Per oggi resta invece irraggiungibile, e al suo telefono ormai rispondono i collaboratori di Alemanno. Nelle stesse ore della ‘discesa in campo’, continua però a montare la polemica sulla frase di Berlusconi in tema di precarietà. Da Bruxelles interviene Romano Prodi: “Io non consiglio certo annunci matrimoniali. Credo che il problema sia serio e credo che diventerà sempre più serio a causa delle difficoltà dell’economia mondiale”. Berlusconi ribatte: “Prodi si deve pur difendere… Devono inventarsi qualcosa a cui attaccarsi, visto che la fotografia della realtà che ci lasciano è disastrosa a causa loro”. Bacchetta anche l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne: “Certi argomenti si affrontano in modo serio. Io non avrei fatto sicuramente la battuta che ho letto sui giornali di oggi”. Ma è soprattutto il centrosinistra – dopo la bocciatura di ieri di Walter Veltroni – ad accusare il Cavaliere ed il Pdl di pessimo gusto e disinteresse per i problemi del lavoro e dei giovani. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano invita a “non scherzare sulle condizioni delle giovani generazioni”.

E Rosy Bindi, ministro della Famiglia: “La battuta di Berlusconi tradisce la cultura del leader di centrodestra e di quella coalizione, quella che Veltroni ha definito la ‘distanza dal mondo reale delle persone’, perché se avesse davvero la conoscenza della fatica dei giovani a trovare lavoro, e le difficoltà che provoca la precarietà della vita, non ci scherzerebbe sopra”. “Il nostro impegno – interviene Dario Franceschini, vice segretario del Pd – è sostenere e aiutare i ragazzi che sono ancora precari e vivono nell’insicurezza con misure concrete e non con battute infelici o offensive in qualsiasi altro Paese”. “Non me la prendo con Berlusconi per quella battuta infelice, – boccia Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno – ma per la cultura che esprime e trasmette: non preoccuparti della tua condizione di precario, o di donna o di malato, ma tenta una via di fuga, con la fortuna, la lotteria, il successo, la velina”. Di “concezione beceramente maschilista” e “disinteresse verso i problemi reali” parla Silvana Mura, dell’Idv, mentre Pier Ferdinando Casini offre la ricetta dell’Udc: “I precari vanno stabilizzati con politiche serie di incentivi anche nei confronti delle aziende perché possano rivolgersi ai giovani con contratti a tempo indeterminato”. Ma l’ex ministro del Welfare della Cdl Roberto Maroni circoscrive: “Era solo una battuta. Infelice, ma sempre una battuta”. INFOPAL-14 MARZO 2008

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