Sicilia: Nell´agenda la prova dei brogli elettorali di candidati della lista “gli azzurri per Palermo”

 I familiari dei presidenti arrestati candidati nella lista agevolata

Salvo Palazzolo

Il pm:A Corso uscente al Comune un terzo dei voti attribuiti con la contraffazione”  Non ha provato neanche a difendersi davanti al gip. Gaetano Giorgianni, l´ex presidente della sezione 460 accusato di brogli nelle elezioni del maggio 2007, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. In attesa degli sviluppi dell´indagine. Resta in carcere, con 17 ipotesi d´accusa di falso elettorale.
Intanto, ieri mattina, al terzo piano del palazzo di giustizia, il sostituto procuratore Maria Forti ha presieduto un vertice con gli investigatori della Digos. Al vaglio degli inquirenti ci sono alcuni documenti sequestrati a casa di Giorgianni e di Giovanni Profeta, l´altro presidente di seggio finito in carcere venerdì mattina.
Entrambi avevano propri familiari (il fratello di Giorgianni, la moglie e il figlio di Profeta) candidati alle circoscrizioni nella lista “Azzurri per Palermo”, la stessa nella quale c´erano gli aspiranti consiglieri aiutati.
In un´agenda di Giorgianni, i poliziotti hanno trovato un riferimento a Gaspare Corso, uno dei tre candidati che avrebbe beneficiato dei favori dei presidenti arrestati. Secondo la ricostruzione dell´accusa, al consigliere comunale uscente Corso sarebbero arrivate 127 schede fasulle nella sezione di Giorgianni, a Cruillas, e 112 nella sezione di Profeta, alla Guadagna.
«In relazione ad entrambe le sezioni – sostiene il pm – è stata verificata la concreta massiccia incidenza sull´esito delle elezioni, gravemente alterato e inevitabilmente compromesso dalla falsificazione di un numero così rilevante di schede elettorali». In totale, sono 456. Ma il numero potrebbe anche essere provvisorio, perché le verifiche della Digos stanno proseguendo.
Allo stato dell´indagine, è però possibile verificare quanto i brogli hanno inciso. Il magistrato ha fatto anche questo calcolo, che è contenuto nell´ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Pino.
«Le preferenze complessivamente ottenute dal candidato Corso nelle sezioni 19 e 460, nel numero di 247, ammontano a più di un terzo, per la precisione il 36,22 per cento dei voti ottenuti dal candidato nelle rimanenti 598 sezioni. All´esito complessivo delle elezioni, il candidato Corso ha complessivamente raccolto nel capoluogo 680 preferenze personali, collocandosi al sesto posto nella graduatoria della sua lista, quarto dei non eletti. Senza le contraffazioni operate nella sezione 460 e nella sezione 19, Corso avrebbe raccolto, nelle 600 sezioni elettorali, soltanto 433 preferenze, retrocedendo così dal sesto all´undicesimo posto nella graduatoria di lista».
Poi, il capitolo su Francesco Paolo Teresi, risultato eletto consigliere della Sesta circoscrizione: «Nella sezione 460 ha riportato 107 voti, di cui 106 contraffatti, che costituiscono ben il 29,98 per cento di tutte le preferenze ottenute nella circoscrizione, nel numero complessivo di 347. Una percentuale, ancora una volta, – così annota la Procura – che stravolge in termini incontrovertibili il risultato elettorale dell´intera sezione 460. Teresi, grazie alla sommatoria degli esiti positivi ottenuti anche nelle altre settanta sezioni, seppure con esiti parziali evidentemente di minore successo, è risultato il primo ed unico eletto per la lista “Azzurri per Palermo Cammarata Sindaco”».
Infine, Vito Potenzano, piazzatosi primo dei non eletti della sua lista, alla Terza circoscrizione: «Nella sezione 19, il candidato ha ottenuto ben 111 preferenze personali – contraffatte – , su un totale di 138 preferenze complessivamente ottenute in tutte le 65 sezioni, compresa la 19. Le 111 preferenze della sezione 19 corrispondono al 14,43 per cento dei voti complessivamente espressi all´interno di quel seggio e l´80,43 per cento di quelli che Potenzano ha raccolto in tutto il territorio della circoscrizione per la quale era stato candidato. In forza dei voti contraffatti in suo favore – conclude il magistrato – Potenzano è risultato il secondo della sua lista, primo dei non eletti; in mancanza della contraffazione sarebbe risultato il nono, su quindici della lista di appartenenza. Con ulteriori venti preferenze avrebbe ottenuto l´elezione alla circoscrizione». Adesso, il vero nodo dell´inchiesta sui brogli sono proprio i candidati, che risultano indagati. Fino ad oggi, anche loro, hanno scelto la linea del silenzio.
( La Repubblica 30 marzo 2008) 

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