Stupro La Storta: i due “angeli custodi”si imbatterono per caso nella pattugia dei carabinieri

Studentessa violentata a Roma.Sentito dal pm il secondo teste

Massimiliano Crepas, uno dei due uomini che hanno avvertito i carabinieri
di quanto stava accadendo, ha raccontato la sua versione dei fatti

Secretati gli atti. Da lunedì i sopralluoghi. Quella sera i due
s’imbatterono solo per caso nella pattuglia che poi intervenne

ROMA – Tre ore davanti al magistrato a spiegare l’esatta dinamica dei fatti di quella maledetta sera del 16 aprile in cui una studentessa del Lesotho venne assalita, violentata e accoltellata dal romeno Jona Rus e a chiarire anche alcuni aspetti di quello che è accaduto nei giorni successivi. Massimiliano Crepas, uno dei due soccorritori della ragazza è stato sentito questa mattina dal pm Maria Monteleone, che da alcuni giorni affianca il collega Erminio Amelio nelle indagini, per l’aggressione alla Storta. Il suo amico Bruno Musci aveva risposto già ieri alle domande del magistrato.

Un racconto da ‘eroi per caso’ finito sulle prime pagine dei giornali, e, dopo le polemiche politiche, ora al vaglio della magistratura chiamata a far luce sulle presunte ombre. Il romeno, invece, è ‘blindato’ in carcere da una richiesta di perizia psichiatrica avanzata dai suoi difensori che ne consentirà un secondo interrogatorio da parte dei pm (il primo avvenuto solo alla presenza del gip) solo tra qualche tempo.

Crepas, il cui interrogatorio è stato secretato per impedire che il contenuto venga divulgato alla stampa o per altri scopi, ha risposto come persona informata dei fatti. L’uomo non ha precedenti penali. Musci, il più presente dei due su giornali e tv dopo il fatto, risulta invece pregiudicato. Anche a Crepas sarebbe stata chiesta una ricostruzione dei fatti della sera del 16 aprile scorso e il motivo per cui i due si trovavano quella sera in una zona fuori mano.

E dalle audizioni una prima novità che modifica il racconto delle prime ore: i due testimoni la sera dello scorso 16 aprile si imbatterono soltanto per caso nella pattuglia dei carabinieri a cui denunciarono l’aggressione, vicenda resa pubblica dagli stessi carabinieri solo tre giorni dopo i fatti. Nei prossimi giorni i pm hanno in programma di eseguire un sopralluogo nella zona dell’aggressione e anche di raccogliere la testimonianza della studentessa. Da questi due atti istruttori dovrebbero giungere, oltre che dettagli sullo stupro e l’accoltellamento, anche chiarimenti su alcuni punti della vicenda rimasti oscuri e in particolare su aspetti riguardanti la ricostruzione dei fatti.

La procura sta, infine, cercando anche riscontri alla testimonianza su Joan Rus fatta da una romena. Si tratta di una commerciante della Storta, che riferì nei giorni scorsi di voci che circolavano nell’ambiente dei romeni di un gesto fatto per screditare la stessa comunità.

I pm stanno ricostruendo il profilo dell’aggressore e del suo entourage. In questo contesto non è escluso che nei prossimi giorni gli investigatori sentiranno alcuni parenti di Rus che abitano a Roma. Secondo la testimonianza della commerciante romena, l’aggressore non viveva in una baraccopoli, ma in un appartamento non lontano dal luogo dello stupro. La moglie di Rus, partita in autobus per la Romania proprio la mattina del 16 aprile, giorno dell’aggressione, avrebbe avuto un impiego in una struttura sanitaria della capitale.

(La Repubblica 26 aprile 2008)

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La Storta, stupro studentessa: molti dubbi, atti secretati

 

ADOLFO PAPPALARDO Ieri mattina erano vicini all’Altare della Patria per le celebrazioni del 25 aprile. Facce serrate, certo, ma nulla faceva prevedere le ostilità che si consumeranno da lì a poco. Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, i due contendenti alla poltrona del Campidoglio, hanno vissuto così l’ultima giornata di campagna elettorale. Prima l’aplomb, poi gli affondi pesanti. In cima alla lista delle reciproche accuse c’è un caso: la violenza contro una studentessa di colore perpetrata, il 17 aprile scorso, da Joan Rus un clandestino romeno. Questa volta, però, non è il fatto di cronaca ma i sospetti che vi sono dietro e che da giorni volteggiano sulla sfida romana. E ieri i veleni irrompono con forza diventando accuse pesantissime tra i due candidati del ballottaggio. «Una vicenda sospetta, bisogna chiarire» dice il candidato del Pd; «Noi dietro? Fantascienza» replica il candidato del Pdl. Tutto nasce da una lettera pubblicata da «Dagospia» tre giorni fa e rimbalzata su diversi blog della rete. «Come può un romeno senza fissa dimora avere un famoso penalista come Francesco Saverio Pettinari?» è scritto nella lettera pubblicata sul sito di Roberto D’Agostino. E ancora, nella missiva vengono rilanciati altri due dubbi. «Inoltre l’avvocato risulta iscritto in gioventù all’Msi. E guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno, con tanto di foto sul “Il Messaggero” del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza». La lettera è firmata con una sigla (Md) e si chiede di farla girare. Chi c’è dietro? Chi l’ha mandata? Mistero. Ad occuparsene è solo la rete. Per due giorni diversi blog rilanciano il caso e ci tessono sopra una serie di teorie complottistiche secondo cui lo stupro (o presunto tale, a questo punto, come scrivono anche molti investigatori improvvisati) sarebbe stato architettato da qualcuno per farlo diventare a forza argomento di questa campagna elettorale. Veleni, boatos che diventano la scenografia degli ultimi giorni di questo duello. Solo Sebastiano Messineo della lista «Moderati per Rutelli» esce allo scoperto tre giorni fa e chiede «che si faccia chiarezza su quanto emerso perché si aprirebbe un fosco scenario». Ma più che indagini o chiarimenti s’ingrossano solo i sospetti. Velati fino a ieri quando Rutelli ne fa improvvisamente un’arma politica. «Alcune di queste vicende degli ultimi giorni – dice il candidato del Pd senza fare espliciti riferimenti ma forse già sapendo che i magistrati vogliono vederci chiaro – sono state un po’ sospette. Ma non tocca a me parlarne, indagheranno le forze dell’ordine e la magistratura». La replica, durissima, di Gianni Alemanno arriva a stretto giro. «Sott’acqua – dice il candidato del Pdl – dicono che è stata la destra a organizzare lo stupro della studentessa del Lesotho. È una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore? Sono dei cialtroni e vanno rimandati a casa». Accuse a parte il giallo (o presunto tale) rimane irrisolto anche se il particolare che ha innescato la girandola dei sospetti sembra chiarirsi ieri sera poco prima del duello tv a «Matrix» tra Alemanno e Rutelli. E riguarda proprio la nomina di uno dei difensori del presunto stupratore: Francesco Saverio Pettinari, un principe del Foro e quindi non certo alla portata delle tasche di uno senza fissa dimora. Pettinari assisterebbe il sospettato numero uno della violenza di La Storta in virtù del fatto che un suo cugino gli ha chiesto di affiancare il proprio figlio nominato legale d’ufficio di Joan Rus.

Il mattino 26 aprile 2998

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