Berlusconi e i giudici del Lodo Alfano: La cena segreta

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(Una scena tratta dal film “Il fantasma della Libertà” di Bunuel)

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Berlusconi / Giudici Corte Costituzionale: La cena segreta-

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ELEZIONI EUROPEE 2009, IDV: CANDIDATI ELETTI

ELEZIONI EUROPEE 2009: ELETTI IDV

Luigi de Magistris

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Nato a: Napoli, 20 giugno 1967Professione: Magistrato
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Roma 11 ottobre: tutti i numeri delle piazze “inutili”

11/10/2008 (20:8) –

LA GIORNATA DELLA PROTESTA

Roma, due piazze contro Berlusconi

250.000 firme raccolte in tutta Italia, 300.000 al corteo della Sinsitra Radicale. Pienone a Piazza Navona e 30.000 firme raccolte

di Wildgreta

Piazza Navona era piena, una bellissima manifestazione di cui pubblicherò il video. 30.000 le firme raccolte solo a Roma. Bellissimo anche il corteo della sinistra rimasta fuori dal Parlamento, ma che si ripropone con forza nelle piazze. 300.000 le presenze per gli organizzatori, 200.000 per la questura, 20.000 per la Stampa. (forse è un”errore di stampa”) Molti gli elettori del PD e del PDL che hanno firmato per mil referendum. Mancava Veltroni ma, in compenso, ieri Pescara era tappezzata di manifesti che pubblicizzavano un convegno organizzato dal presidente del consiglio regionale e futuro candidato alle regionali del Partito Democratico Marino Roselli, nell’ambito del “premio Borsellino”.Il manifesto annunciava la presenza come ospite d’onore del ministro della giustizia Angelino Alfano, insieme al ministro ombra del PD Lanfranco Tenaglia. Dobbiamo pensarne qualcosa?

Ecco il finale di Di Pietro a Piazza Navona:

ROMA – È toccato ad Antonio Di Pietro chiudere la manifestazione di oggi a piazza Navona contro il lodo Alfano. “Nel ventennio è successo quello che è successo perché la democrazia non ha saputo reagire. Se al primo partigiano avessero detto ‘tanto non ce la faì non ci sarebbe stato nessun altro partigiano. Per questo io dico: ‘chi se ne frega di che partito sei, ma unisciti a noi e ferma la dittatura alle portè”. Queste le parole del leader dell’Italia dei Valori, dopo l’intervento del premio Nobel Dario Fo. (Agr)

Di Pietro attacca su legalità e giustizia Ferrero (Prc): «Oggi è la fine del ritiro» Leggi il seguito di questo post »

PD E PDL:UNITI COME UN SOL PARTITO

di Carlo Costantini (IDV) DAL SITO iTALIA DEI VALORI

Sono a Pescara a promuovere i banchetti per la raccolta delle firme contro il lodo Alfano e nel pomeriggio sarò a L’Aquila, dove mi riferiscono che centinaia di persone hanno già sottoscritto la proposta di referendum. Leggi il seguito di questo post »

TUTTI I “LODI” VENGONO AL PETTINE:IL PARERE DI UN COSTITUZIONALISTA

TUTTI I LODI VENGONO AL PETTINE: IL PARERE DI UN COSTITUZIONALISTA

di Wildgreta

Mentre Berlusconi e Alfano gridano allo scandalo per la richiesta del pm De Pasquale di chiedere parere alla Corte Costituzionale sulla legittimità del Lodo Alfano,  in questa intervista il costituzionalista prof. Gaetano Azzariti, ci spiega in che modo la Corte analizzerà il decreto e a quali conclusioni potrebbe arrivare. Tutte le ipotesi sono possibili, anche che il Lodo venga dichiarato legittimo. Le modifiche apportate al decreto dopo il precedente pronunciamento della Corte Costituzionale, non sembrano però aver risolto il palese conflitto con l’articolo 3 della Costituzione, laddove si dice”La legge è uguale per tutti”. Con il Lodo Alfano, si affermerebbe che il principio è valido per tutti, fuorchè per le cosiddette “prime 4 cariche dello stato”. Vi è poi qualcuno che solleva dubbi anche sulla definizione “prime 4 cariche dello stato”, in quanto i presidenti di Camera e Senato non sarebbero diversi dagli altri deputati e senatori, ma solo i presidenti di un’assemblea che li ha eletti. C’è poi la new entry del Lodo Consolo, di cui vedremo gli sviluppi. Berlusconi continua a parlare di complotti da parte di magistrati politicizzati, io credo, invece, che se è certo della regolarità del provvedimento, dovrebbe attendere con fiducia le decisioni della Corte. Tanto, prima o poi, TUTTI I LODI VENGONO AL PETTINE.

Lodo Alfano, lodo Consolo, immunità. Ne parliamo con il prof. Gaetano Azzariti Leggi il seguito di questo post »

Di Pietro: cittadini, non sudditi. L’8 Luglio ore 18 a piazza Navona con l’Italia dei Valori

La Lodo-Schifani è una vergogna correlata alla vergona dell’emendamento blocca-processi. Una è figlia dell’altra.

La blocca-processi vuol sospendere per un anno 100 mila processi, tra i quali uno che coinvolge Silvio Berlusconi, e per farlo produrrà gli effetti di un indulto. La Lodo-Schifani fa la stessa cosa definendo una cerchia di politici intoccabili e sospendendone i processi per cinque 5 anni.

I cittadini vogliono alle più alte cariche dello Stato persone oneste, da cui prendere esempio, senza condanne, senza processi aperti, senza conti in sospeso con la giustizia.E’ molto difficile far accettare quest’idea ad un Parlamento con 17 condannati in via definitiva ed almeno 70 persone con problemi giudiziari. Leggi il seguito di questo post »

Immunità alle alte cariche: niente decreto per Lodo-Schifani. Il CSM dice no al blocca-processi

Giustizia L’Economist: ancora norme su misura per proteggere il premier 

Alfano presenta una mini-riforma del processo civile: tribunali chiusi solo ad agosto, più spazio ai giudici di pace

ROMA – Ci si riprova. Entro una settimana o giù di lì il governo presenterà un ddl Lodo- bis per sospendere ogni (eventuale) processo contro le 5 prime cariche dello Stato: Capo dello Stato, premier, presidenti di Camera, Senato e Corte Costituzionale. L’immunità (cui l’interessato potrà comunque rinunciare) potrebbe essere accordata anche a tutti i membri della Consulta e ai ministri. Provvedimento ordinario, non costituzionale. E che dovrà cambiare nell’impostazione quanto basta per non ricadere negli stessi errori dell’originario Lodo Schifani bocciato dalla Corte Costituzionale. Se andasse in porto (e ne restasse il tempo), il governo potrebbe pure soprassedere sull’emendamento che l’opposizione ha ribattezzato salvapremier (perché avrebbe effetti sul Berlusconi-Mills) e che peraltro rischia una bocciatura anche in zona Csm dove si temono «ricadute pesanti e irrazionali ». Leggi il seguito di questo post »

Marco Travaglio, intercettazioni: Il popolo dell’omertà

             Il Popolo dell’Omerta’

di Marco Travaglio – 14 giugno 2008
L’avessero fatta scrivere alla Banda Bassotti con la consulenza di un repartino psichiatrico, sarebbe venuta meglio. La cosiddetta riforma delle intercettazioni varata ieri dal governo durante la partita della Nazionale (come il decreto Biondi del ’94) è quanto di peggio si possa immaginare: un misto di impunità, omertà, asineria e demenza. Leggi il seguito di questo post »

Governo: il fattore incompetenza

Editoriali RIFLESSIONI SUL GOVERNO
di Giovanni Sartori
Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l’aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l’incompetenza regna sovrana.

Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c’era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell’Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche esempio. Leggi il seguito di questo post »

Nuovo Governo Berlusconi: 21 i Ministri di cui 4 donne

Inserito il 07-05-2008 ~ 22:00Nazionale – Dodici ministri con portafoglio, nove senza e quattro donne: ecco l’identikit della squadra di Governo che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha presentato subito dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale.

Questi i ministri con portafoglio:
Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all’Interno, Ignazio La Russa alla Difesa, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Maurizio Sacconi al Lavoro, Maria Stella Gelmini all’Istruzione, Angelino Alfano alla Giustizia, Altero Matteoli alle Infrastrutture, Claudio Scajola allo Sviluppo economico, Luca Zaia alle Politiche agricole, Sandro Bondi alla Cultura.

Nove i ministri senza portafoglio:
Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, Umberto Bossi alle Riforme federaliste, Roberto Calderoli alla Semplificazione, Raffaele Fitto ai Rapporti con le Regioni, Mara Carfagna alle Pari opportunità, Andrea Ronchi alle Politiche europee, Renato Brunetta alla Pubblica amministrazione, Gianfranco Rotondi all’Attuazione del programma, Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.

La Lega Nord ottiene quattro ministeri, due con portafoglio e due senza. Stesso numero di ministeri e stessa proporzione anche per Alleanza nazionale. Restano fuori Michela Vittoria Brambilla e Carlo Giovanardi.

Quattro sono le donne ministri: tre di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna e una di Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, già vicepresidente della Camera nella scorsa legislatura.

Il Governo Berlusconi IV ha 4 ministri in meno del Governo Prodi II: 21 contro 25. Il Governo Berlusconi IV non avra’ vicepresidenti del Consiglio. Il Governo Prodi II aveva Massimo D’Alema e Francesco Rutelli. Il Governo Berlusconi IV ha 4 donne ministro mentre il Governo Prodi II ne aveva 6.

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