VELTRONI, ADDIO AL PD: “IL SOGNO SPEZZATO”

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Dopo la sconfitta del partito alle regionali in Sardegna
Veltroni: «Mi dimetto». Pd nel caos

DI WILDGRETA

Il profetico titolo del libro che Veltroni scrisse su Bob Kennedy, suona oggi abbastanza sinistro. Dispiace sempre quando qualcuno non riesce a raggiungere un obiettivo ambizioso dopo aver convinto tante persone a credere in lui e nel suo progetto. Ma, a mio avviso, la colpa del fallimento del progetto-Veltroni era già scritta. Se fate una ricerca in questo blog, troverete innumerevoli articoli nei quali  in molti ci domandavamo come mai Veltroni agisse in quel modo. Dal loft al caminetto, passando per Tafazzi, tutto sembrava allontanare il partito democratico dalla gente per cui era nato. Perchè un partito nasce per rappresentare chi lo ha votato, e non il segretario che lo ha creato. Ma Veltroni, come segretario, non si è mai posto il problema di rappresentare altri fuorchè se stesso e la sua creatura, “il PD”. Un contenitore asettico di milleanima diverse che, messe tutte insieme, non davano al partito alcuna identità. Questo è stato il fallimento di Veltroni. Strano che lo avessimo capito tutti, fuorchè lui. E ora che si “scannino” tra loro coloro che lo hanno contestato. E se non riuscissero, neppure dopo essersi liberati del segretario, a trovare un’identità, allora vorrà dire che la colpa non era tutta di Veltroni.

Votate i due sondaggi di Paturnio, qui non sono riuscita  a metterne. Uno dei due sondaggi era partito prima che si sapesse delle dimissioni, quindi potete rispondere alle altre domande. Nell’altro si chiede se  secondo voi ha fatto bene a dimettersi. Poi pubblicherò qui i risultati.

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Veltroni lascia la guida del PD. Le reazioni

SONDAGGI TV: VELTRONI PEGGIOR POLITICO

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Nell’articolo in questione, si precisa che “i sondaggi tv non hanno valore statistico, ma a volte non fanno piacere”.

Buon divertimento:

Sondaggi TV: VELTRONI PEGGIOR POLITICO

Europee, Veltroni contestato a Torino

Europee, Veltroni contestato a Torino
Veltroni parla davanti ai cronisti nella nuova sede regionale

Il leader del Pd ha inaugurato la sede piemontese del partito: «Se la sinistra si unirà raggiungerà ampiamente la soglia del 4%»
TORINO
Il segretario del Pd, Walter Veltroni, contestato a Torino per la posizione dei democratici sulla soglia di sbarramento al 4 per cento alle europee, ha incontrato esponenti di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani che lo hanno atteso per l’inaugurazione della nuova sede del Partito democratico piemontese a Torino e ha auspicato che la sinistra radicale si unisca in vista delle elezioni perché così facendo «supererà ampiamente il 4 per cento». Leggi il seguito di questo post »

Villari:Veltroni? Fuori è come Obama ma dentro sembra Stalin

“Per due mesi assediato dalla Casta”

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Note di Wildgreta

Non so se credere a Villari, quel che è certo è che il paragone con Stalin lo aveva già fatto Berlusconi. Berlusconi, però, usò questa strategia durante le elezioni dipingendo il leader del PD come “il nuovo Stalin” Villari, invece, paragona Veltroni ad Obama, per quello che riguarda la sua immagine esterna e a Stalin per il suo autoritarismo  nel gestire il partito. Forse c’è del vero in quel che dice Villari, infatti se Stalin fosse stato come Veltroni, nessuno si sarebbe accorto del suo passaggio nella storia.

PAOLO FESTUCCIA
ROMA
E’ il solito Riccardo Villari quello che sfugge ai cronisti assiepati sotto la sede della Vigilanza Rai, e si materializza al caffè della galleria Alberto Sordi. Tirato a lucido – dopo la fine della riunione con Sardelli e Beltrandi (quest’ultimo, radicale, sta facendo lo sciopero della fame ed è stato ricoverato in serata) che gli hanno conferito il mandato per il ricorso alla Consulta contro la revoca della Commissione – stringe mani, lancia sorrisi e allunga le orecchie per ascoltare i commenti della gente che lo accompagnano con lo sguardo mentre scarta le telecamere. I due mesi in sella a Palazzo San Macuto, «mi hanno dato grande visibilità, sono tutti con me… sanno che è una storia di poltrone…». E già, poltrone, «quella che mi hanno tolto – riprende – per accordarsi sulle altre: il cda Rai, le reti e i Tg della tv pubblica». Leggi il seguito di questo post »

Veltroni: Torna da Parigi e si accorge che la vendita Alitalia è una tragedia, come diceva IDV

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Alitalia: 5 miliardi di debiti che pagheremo noi

di Wildgreta

Sto cominciando a pensare che quelli di Veltroni siano viaggi strategici. Quando la bufera impazza, lui non c’è. Poi torna e comincia a sparare dichiarazioni a raffica su fatti accaduti mentre lui era fuori. Che Alitalia fosse una truffa lo sta dicendo DI PIETRO da tempo e le manifestazioni a supporto dei cassa integrati Alitalia davanti al Quirinale si sono svolte durante tutte le feste. Il senatore Pedica, dell’IDV, praticamente non è riuscito neppure a mangiare il panettone, visto che era sempre davanti al Quirinale insieme ai lavoratori Alitalia e, ultimamente, anche ai precari della scuola e a quelli del pubblico impiego. Ma, evidentemente, Veltroni era fuori e non se ne è accorto.Comunque, consiglierei alla dirigenza del PD di essere un po’ più tempista, alrtrimenti, pur di prendere le distanze da Di Pietro,  rischia di fare la figura di quello che spara i razzi di capodanno all’Epifania.

Direzione PD: Gli articoli più importanti

 

Pd/ Veltroni: Dobbiamo fare un partito vero ma anche nuovo. Un caminetto, ma anche il bordo di una piscina

D’Alema rinuncia al colpo del ko
Durissimo Bersani: abbiamo smesso di essere un partito riformista

FABIO MARTINI
ROMA
Da sei minuti, davanti alla Direzione Pd, Sergio Chiamparino sta sciorinando le sue critiche alla gestione del partito, l’irritato Walter Veltroni guarda altrove, ma non può certo immaginare le parole con le quali il sindaco di Torino sta per congedarsi: «….e dunque rassegno le dimissioni da ministro nel Governo Ombra perché credo sia un organismo inadeguato». E con gesto plateale per un uomo sobrio come lui, Chiamparino consegna la lettera di dimissioni nelle mani di Veltroni. In “diretta”. Davanti alle telecamere di YouDem, la tv del Pd. E’ il passaggio più cruento nelle nove ore di dibattito della attesissima Direzione democratica, durante la quale l’autorità di Walter Veltroni è stata messa a dura prova, oltreché dal gesto di Chiamparino, da una pioggia acida di critiche mai ascoltate prima d’ora. Diversi “pezzi grossi” del partito hanno distillato perifrasi più affilate del solito, Massimo D’Alema è arrivato a dire che per il Pd «l’innovazione» invocata da Veltroni non basta, perché «serve l’autorevolezza». Come dire, senza dirlo, che il suo “amico” Walter è poco autorevole. Ma alla fine, al momento della conta, tutti quelli che erano venuti allo scoperto – Pierluigi Bersani e Francesco Rutelli tra gli altri – si sono riallineati. Leggi il seguito di questo post »

Napoli, Global Service: indagati anche Bocchino e Lusetti. La grande famiglia

 

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(Un giovanissimo Italo Bocchino con Giorgio Almirante)

di Wildgreta

Ed eccoci qui a registrare altri arresti e altri indagati bipartisan. Dopo il pizzino di Latorre a Bocchino, ecco Bochino indagato insieme ad un altro esponente del PD. Certamente la colpa di tutto ciò verrà data a Di Pietro, come è stata data a lui quella della sconfitta in Abruzzo. Di Pietro aveva dato anche parere favorevole all’arresto del deputato del PDL che si era candidato dichiarando il falso, ma stranamente, quando qualche mese fa, la Camera dovette votare, il PD votò contro insieme al PDL. Già prevedevano di aver bisogno, in futuro, di vedersi ricambiato il favore? Le autorizzazioni all’uso delle intercettazioni di Bocchino e Lusetti, prevedo che non arriveranno mai, così come non arriverà mai l’auorizzazione agli arresti di Margiotta del PD. Il parlamento è una grande famiglia e non si mandano in galera i parenti, per affetto. Oggi a me, domani a te è la parola d’ordine. Però si fa un gran parlare di “questione morale”. Se ne parla, appunto,  senza fare nulla. Oggi persino Violante dice che “la questione morale va affontata seriamente”. Ma và? Ma poi aggiunge che la colpa del calo del PD è anche Di Pietro. Ma come, non ha letto i risultati elettorali? Non sa che il PD ha perso un 6% di voti che non sono andati a Di Pietro, a cui è attribuibile solo un 3% in più dei voti del PD? E l’altro 6% dove sarebbe andato, secondo Violante? Lo scandalo Del Turco non c’entra nulla? Ma sì, fatevi la vostra riunione di direzione, voi del PD. Mettete ai voti la mozione in cui si chiede di staccarsi da Di Pietro per sempre, firmate la vostra condanna all’oblio. Ma, almeno, smettela di prendere in giro la gente che ha creduto in voi.

Ecco l’articolo sulla Global Service: Leggi il seguito di questo post »

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