Berlusconi si addormenta al Quirinale (foto)


Foto: LaPresse

Berlusconi show al Quirinale dopo la pennichella

Roma, 20 dic. (LaPresse) – Seduto accanto ai ministri Passera e Severino, l’ex premier Silvio Berlusconi, si è appisolato più volte durante il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale, in occasione della cerimonia per lo scambio di auguri di Natale e Capodanno tra le alte autorità dello Stato. Parlando con i giornalisti, però, ha ritrovato la sua verve di sempre, con maggiore serenità, come confermato da lui stesso: “Non sapete il piacere che dà ora vedere i giornali. Scorro le prime pagine, magari uno lo leggo – ha raccontato -. Con le agenzie non ho mai avuto problemi, si attengono ad un principio di obiettività. Mi piacerebbe un giorno organizzare una conferenza stampa solo per le agenzie”. Sempre in tono scherzoso, Berlusconi ha confessato che ora viaggia “su aerei più belli di quelli di Stato”.

Parlando di argomenti seri, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a chi gli chiede se condivide le parole del presidente della Repubblica, quando dice che il governo Monti non è una democrazia sospesa, ha detto: “Condivido, è così, ma è una cosa anomala rispetto al normale svolgimento della legislatura”. “La legge elettorale deve essere modificata – ha aggiunto l’ex premier -. C’è un referendum vediamo cosa dice la Corte ma mi pare che da parte dei cittadini ci sia la voglia di poter scegliere direttamente il proprio candidato”. Circa la possibilità di uscire dalla crisi economica, Berlusconi ha detto: “Dipende dall’Europa e dall’euro, abbiamo limitate possibilità di soluzione. Però se ce la mettiamo tutta e tutti insieme si deve uscire da questa situazione”.

Dopo aver annunciato che domani avrà una colazione di lavoro con Monti, insieme a Gianni Letta, Berlusconi ha confessato di “non aver sofferto a lasciare palazzo Chigi. Io non ho mai avuto passione per la politica, però mi dispiace per la situazione dell’Italia: sono preoccupato”. Sul tema più scottante delle ultime 48 ore, quello della possibile modifica dell’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Berlusconi ha detto: “Ci sarebbe stata la rivoluzione” se il centrodestra avesse proposto una modifica del mercato del lavoro e dell’articolo 18. “Se certe cose le fa la sinistra – ha aggiunto – ci sono solo lamentele”. In merito alla norma sulla tracciabilità dei pagamenti oltre i mille euro, prevista dalla manovra, ritiene che “mille euro, che poi sono 999 euro” siano “troppo poco e lo dirò a Monti”.

Pubblicato il 20 dicembre 2011

TUTTE LE 131 DONNE DEL CAVALIERE, MA LARA COMI SI DISSOCIA:”IO SONO DIVERSA”

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L’ULTIMO GIORNO DEL CAIMANO


Fuori Montecitorio c’è la folla per il lungo giorno del Cavaliere

Marco Sarti

Curiosi, militanti, tv di tutto il mondo sin da stamattina sono davanti al Parlamento. I politici fanno la fila per rilasciare dichiarazioni. Stasera Berlusconi si dimette. È finita. Gli è salita persino la febbre. L’unico che lo ha salutato con calore è stato Putin. A pranzo incontra con Monti. E poi l’addio. È tutto già deciso, anche se qualcuno nel Pdl fa ancora finta che non sia così.

12 novembre 2011 – 13:35

Roma, va in scena l’atto finale. A Montecitorio si consuma l’ultimo giorno di Silvio Berlusconi presidente del Consiglio. Dentro e fuori il Palazzo l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, non potrebbe essere altrimenti. La piazza davanti alla Camera dei deputati è affollata dalle prime ore del mattino. Oltre le transenne sistemate dalle forze dell’ordine sostano numerosi i furgoni satellitari delle Tv. Davanti all’ingresso principale decine di telecamere e giornalisti di tutto il mondo, da Al Jazeera alla Bbc. Sullo sfondo gruppi di curiosi. Leggi il seguito di questo post »

ECONOMIST, BERLUSCONI:L’UOMO CHE HA FREGATO UN INTERO PAESE

Uno speciale di 14 pagine su The Economisttutto dedicato all’Italia e al suo premier: Silvio Berlusconi. Il titolo e la copertina lasciano spazio a pochi equivoci. “The man who screwed an entire country”, ovvero “L’uomo che si è fottuto un intero Paese”. In edicola lo troveremo domani, intanto sul sito si può leggere qualche anticipazione.

Se il titolo di apertura è quasi triviale, il pezzo è preciso e dettagliato: come da tradizione dell’Economist. Ho tradotto velocemente i primi paragrafi Leggi il seguito di questo post »

RIFORMA GIUSTIZIA: PUNTI PRINCIPALI DELLA “VERGOGNA EPOCALE”

Ecco una sintesi della riforma costituzionale della giustizia fatta da Il Sole 24ore. Dal canto nostro, diciamo che riteniamo vergognoso che le vittime delle persone assolte in  primo grado non possano poi ricorrere in appello, oltre a ritenere che una riforma della giustizia non sia una priorità del paese, visto che si chiudono commissariati, si tagliano fondi e in molti casi alle forze dell’ordine manca addirittura la benzina.Parafrasando l’infelice uscita di Tremonti sui tagli alla cultura, potremmo dire che “con le riforme epocali, non si riempiono i serbatoi”.

L’abc della riforma costituzionale della giustizia in 15 voci

di Claudio Tucci

Diciotto articoli per riformare la giustizia italiana: dal “doppio” Csm, alla separazione tra giudici e pm, all’appellabilità delle sentenze di assoluzione «soltanto nei casi previsti dalla legge». In più, le nuove norme intervengo pure sul trasferimento dei magistrati, sui rapporti con la polizia giudiziaria e sulle regole disciplinari. Viene introdotta anche una nuova sezione, la II-bis, alla Costituzione per disciplinare la responsabilità civile dei magistrati.

Ecco comunque in 15 voci tutto quello che prevede il ddl costituzionale approvato oggi 10 marzo dal consiglio dei ministri. Leggi il seguito di questo post »

Caso Ruby: Tutte le spese di Berlusconi

MERCOLEDÌ 9 MARZO 2011

Avvocati, donne, case e regali Tutte le spese del Cavaliere (da il Corriere della Sera)

DALLE CRAVATTE AI GIOIELLI, NELLE CARTE DELL’INCHIESTA PAGAMENTI PER 34 MILIONI NEL 2010

MILANO – Ci sono i 562 mila euro già noti come regalo a 14 ragazze giovani e formose, certo.

Ma anche l’«una tantum» di 100 mila euro alla ex «rossa» del Grande Fratello, i consistenti giroconto a cadenza quasi quindicinale a favore dei figli Marina e Pier Silvio, le spese di 675 mila euro per mantenere e arredare il castello di Paraggi o di 900 mila alla Flat Point per manutenzione-elettricità-acqua della residenza ad Antigua, i 441 mila all’avvocato-parlamentare Ghedini e il mezzo milione ad altri legali, anche 24.960 euro al costituzionalistaNicolò Zanon (per un parere pro-veritate) poi eletto al Csm dal Parlamento, accanto ai 20 mila alla mamma di Noemi Letizia e ai 100 mila al pianista-dj delle feste Danilo Mariani. E ancora 120 mila euro al negozio di cravatte e foulard Marinella, 65 mila al gioielliereEleuteri (boutique che il premier già apprezzava ai tempi di Stefania Ariosto), oltre 300 mila euro a un fornitore di tessuti, 650 mila in antiquari e gallerie d’arte, quasi mezzo milione in voli d’elicottero e altrettanti a un immobiliare in affitti.
Pur nel suo arido aspetto tabellare, l’estratto conto bancario narra un anno di Berlusconi, però dal punto di vista del suo borsellino della spesa. Tra i tanti conti che il premier ovviamente ha, infatti, questo allegato agli atti dell’inchiesta Ruby (senza più gli omissis che lo costellavano invece nella richiesta di giudizio immediato di Berlusconi) è uno dei suoi personali, il n. 129 al Monte dei Paschi di Siena, materialmente gestito dal ragionier Spinelli.
La Procura lo ha acquisito perché da lì sono partiti i prestiti infruttiferi sia ad alcune delle ragazze ospiti delle notti di Arcore (come i 115 mila euro all’ex meteorina Alessandra Sorcinelli in accrediti mensili da 10 mila) sia ad altre ragazze, tutte accomunate da virtù estetiche e aspirazioni nel mondo dello spettacolo: comeAngela Sozio (100 mila euro, era una delle ragazze immortalate daOggi nel 2007 con il premier alla Certosa), Maria Alonso Adelina Escalona (50 mila), Valentina Costanzo (40 mila), Mariagrazia Veroni(36 mila), Anna Restivo (32 mila), Astrid Konstanze Girth e NicoleMinetti (31 mila), Albertina Carraro e Erminia Salmieri (30 mila),Anna Palumbo (20 mila, è la mamma di Noemi Letizia), Beatrice Concas (19 mila), Eleonora Gaggioli (17 mila, fu a un passo dalla candidatura europea nel Pdl), Monica Cheorleu (6 mila) e Sabrina Valentina Frascaroli (5 mila).
Ma l’estratto conto totale, fuori da profili di reato, segnala spese «spicciole» di ben altro spessore del premier, peraltro qui contribuente per 10 milioni e 400.000 euro di tasse. Nel 2010, infatti, Berlusconi indirizza oltre 21 milioni di euro di pagamenti a terzi identificati, più altri 13 milioni in decine di assegni a destinatari sconosciuti, sui quali i pm non paiono al momento aver disposto accertamenti se non per gli assegni cambiati in contanti da Spinelli (ad esempio sei soltanto nel dicembre 2010 per 1 milione e 550.000 euro), di cui agli atti figurano alcune fotocopie.
La cifra che di primo acchito incuriosisce, sebbene piccola rispetto ad altre, è il bonifico di 24.960 euro a Nicolò Zanon il 24 marzo 2010. Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Milano, in luglio Zanon è divenuto componente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) su indicazione del centrodestra, ma con il maggior numero di voti (712) tra i membri laici eletti dal Parlamento. Interpellato martedì dal Corriere, il professor Zanon spiega che con quei soldi Berlusconi gli ha retribuito un parere pro-veritateregolarmente fatturato, chiestogli da uno dei legali del Cavaliere sull’eventualità che le dichiarazioni del premier a Santa Margherita, per le quali Berlusconi era stato denunciato dal gruppo l’Espresso di Carlo De Benedetti, potessero essere coperte dall’insindacabilità delle opinioni espresse nell’esercizio del mandato del parlamentare-Berlusconi.
Sempre sul fronte legale, dal suo conto fa alcuni pagamenti: 441 mila euro a Ghedini, 300 mila a Cristina Rossello (che cura i riflessi patrimoniali del divorzio con Veronica Lario), 140 mila allo studioVassalli, 103 mila a Fabio Lepri (il civilista ingaggiato dal premier per fare causa e chiedere 3 milioni di danni a l’Unità).
Le tabelle bancarie riservano infine alcune curiosità: come i 70 mila euro donati per il restauro della parrocchia del cugino a Lomazzo, i 2 mila ai salesiani, i 200 mila alla squadra di rugby dell’Aquila, i 40 mila di regalo di nozze a una segretaria. In entrata, il conto di Berlusconi riceve solo due tipi di accrediti, abissalmente differenti: i maxidividendi di Fininvest spa (3,2 milioni) e delle Holding Italiana prima e ottava (63 milioni), e i mini proventi che la Siae versa al Berlusconi-chansonnier per i suoi diritti d’autore: 1.194 euro in tre rate.
Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella
Corriere della Sera 09 marzo 2011

 

NADIA MACRI’: Berlusconi mi disse, “Sono il sogno degli italiani”

Nadia Macrì a SkyTG24

NADIA E I FESTINI: “MORA E FEDE SELEZIONAVANO”

Noemi Letizia e Ruby non le ha mai viste, ma alle serate con Silvio Berlusconi c’erano «tante ragazze». Alcune pure «molto giovani». L’ex escort Nadia Macrì parla dei suoi incontri con il premier, «il sogno degli italiani» come per telefono si è presentato alla ragazza. «Ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni. Dopo la vicenda di Noemi – prosegue – ho pensato, allora ci sono ragazze minorenni». E spiega il primo contatto con Lele Mora e con il ‘selezionatore’ Emilio Fede. Dichiarazioni «destituite di ogni fondamento», secondo l’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini, che «si riserva ogni azione giudiziaria in merito». Capelli sciolti sulle spalle, appena un filo di trucco sul volto, la bella bolognese compare per la prima volta in televisione. «Ero a bordo di una Mercedes Classe A, ferma a un semaforo, quando mi si è avvicinato un uomo», racconta la giovane a ‘L’intervista’ su Sky Tg24. «Era il capo delle guardie di Lele Mora – prosegue – e mi ha detto: ‘conosco una persona che ti può cambiare la vita, è il presidente’». Nadia sostiene di avere seguito quell’uomo nello studio di Mora, «dove c’erano altre ragazze, tutte straniere», e poi da lì in «quello di Emilio Fede che, finito il telegiornale, ha fatto una selezione».

Per la ventisettenne si spalancano le porte della villa di Arcore, dove «era tutto bello – sostiene – e si mangiava bene». Insieme a lei «c’erano solo le ragazze, Fede e la segretaria del Presidente», o presunta tale. Una «giovane, bionda e alta, che lavora per la tv», sostiene la Macrì, per la quale «sembrava lei a organizzare tutto». «Non si poteva parlare tra noi – dice – dovevamo stare zitte». «Forse ho sbagliato a presentarmi come una escort – aggiunge – avrei dovuto chiedere di fare la velina».

La ex escort torna a casa, nella sua Bologna, e dopo circa un mese – sempre secondo la sua ricostruzione – riceve la telefonata del premier in persona. «Mi chiamò direttamente sul mio cellulare», dice la ragazza. «Mi disse ‘sono il sogno degli italiani’, sono il presidente», rivela l’avvenente ragazza, che di lì a qualche giorno tornò ad Arcore. «Ci sono andata per 5 mila euro», il compenso per le sue presunte prestazioni sessuali. Per nulla imbarazzata, tanto che su Facebook gli amici le fanno i complimenti per «il coraggio e la franchezza», Nadia Macrì parla anche delle feste di Villa Certosa, in Sardegna, dove «c’erano tanti imprenditori, avvocati, notai». E dove, a suo dire, ci fu un secondo rendezvous con il premier. Parole che «sono già state smentite dai fatti e da numerosissime dichiarazioni testimoniali», è la replica affidata al legale del premier, Ghedini, che è anche deputato del Pdl, secondo cui «è assai singolare che venga riproposta oggi un’intervista su una vicenda che già aveva trovato chiarimento, oltre che specifiche precisazioni anche della magistratura».

http://www.leggonline.it/articolo.php?id=93330

BERLUSCONI E L’ARTE: COPRE IL SENO DEL TIEPOLO MA ORDINA UN PENE ARTIFICIALE PER IL DIO MARTE

The restored penis of Mar 006 I peni riattaccati di Silvio fanno il giro dEuropa

di Wildgreta

Che la cultura non sia il pezzo forte di questo governo lo si era intuito sin dall’inizio, che però dovessero rimetterci anche le opere d’arte, forse non ce lo saremmo mai aspettato.Ma Berlusconi ci ha abituato alle sorprese, e il suo governo è per così dire specializzato nel mettere in discussione ciò che nessuno aveva mai osato discutere.E così sono stati messi  in discussione la scuola,  la giustizia, i diritti civili, la legge 194 e persino l’utilità della cultura, con la famosa frase di Tremonti “fatevi un panino con la Divina Commedia”.E in questi giorni, mentre gli studenti sono sui tetti a difendere l’istruzione e ad opporsi alla riforma dell’università targata Gelmini, è come se Berlusconi avesse voluto imprimere il marchio di fabbrica del suo governo anche sull’arte, riattaccando una mano e un pene a due statue che li avevano perduti. Peccato che tanto amore per l’arte, non abbia suggerito al suo governo di occuparsi della salvaguardia di Pompei, ma forse Pompei non ha mai fatto da sfondo alle sue conferenze stampa e nella zona il premier non ha nessuna residenza, altrimenti, qualcuno ci avrebbe pensato….

Di seguito due articoli sulle opere oggetto di restyling per volere del premier:

brano tratto da:http://www.giornalettismo.com/archives/96737/peni-riattaccati-silvio-fanno/

EVVIVA LA CHIRURGIA ESTETICA – SilvioBerlusconi, scrive il Guardian, si sa, è noto per il suo entusiasmo per gli interventi di chirurgia estetica, ma non era conosciuto anche come estensore dei genitali alle sculture classiche. Funzionari del governo hanno confermato oggi, che una pregevole statua del dio Marte, in prestito all’ufficio del primo ministro, era stata dotata di un pene artificiale. L’originale è stato scheggiato durante la sua lunga vita, a partire dal 175 A.C. Poi il giornale inglese cita La Repubblica che ha scritto che il trapianto è stato voluto da Berlusconi su “richiesta esplicita” e che, insieme con una nuova mano alla statua della dea Venere, era costato al contribuente italiano 70.000 euro.

Ma Mario Catalano, l’architetto del primo ministro, ha detto al Guardian:

“Ho preso io la decisione”. Ha detto che aveva concordato l’operazione con l’amministrazione del ministero e che ”non è costata una lira”, perché è stata realizzata dai restauratori impiegati dal governo. “Ci sono due filosofie di restauro” ha detto l’architetto al Guardian: “Una è solo quello di pulire l’opera e lasciarla così com’è. L’altra consiste nel rendere l’intera scultura nuova, senza danneggiarla, per fornire un’immagine dell’opera come era stata originariamente concepita”. Ha detto che la parte mancante è stato attaccata all’originale tramite un sistema magnetico, ma non era in grado di dire esattamente come funzionava. Sia la mano che il pene protesica sono rimovibili. Il primo ministro aveva approvato l’opera finita e aveva messo la statua in una posizione di rilievo all’ingresso della sua residenza ufficiale a Roma, a Palazzo Chigi. Non è la prima volta che Berlusconi è stato accusato di interferire con le opere d’arte. Due anni fa, i dipendenti del governo velarono il seno di un nudo in un murale che aveva un posto di rilievo alle spalle del primo ministro nella sala adibita alle conferenze stampa.

La spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori
E Palazzo Chigi «velò» il seno alla «Verità svelata» del Tiepolo

Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi…».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh… io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che – appunto – si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin…».

Fabrizio Roncone – Corriere.it-4 AGOSTO 2008

EROINE DEL BUNGA BUNGA:NADIA MACRI’ (LE FOTO, LA STORIA)

Berlusconi, da Palermo spunta Nadia "Ho fatto sesso a  pagamento col premier"
Nadia Macrì

HO FATTO SESSO A PAGAMENTO COL PREMIER

 

STAMPA ESTERA:SIAMO IL PAESE DEL BUNGA BUNGA

Stampa estera

L’Italia nel mondo è il Paese del bunga bunga

Tutti i principali giornali mondiali hanno seguito con un misto di stupore ed incredulità l’ultimo scandalo del premier italiano. Ma il “Rubygate” secondo gli osservatori esteri potrebbe essere l’ultimo atto del “regno Berlusconi”

Foto di 4v4l0n42 (da Flickr) (immagini di Foto di 4v4l0n42 (da Flickr))
Per avere una misura di quanto in basso sia caduta negli ultimi giorni la credibilità dell’Italia, affossata dall’ultimo scandalo con protagonista la minorenne Ruby (il “rubygate” come l’hanno ribattezzato all’estero),  basta dare un’occhiata ai principali quotidiani in giro per il mondo. Il quotidiano francese Le Monde ieri titolava un editoriale in prima pagina: “Silvio Berlusconi o lo scandalo permamente”. Nell’articolo si legge che “ad essere colpita non è solo l’immagine del presidente del Consiglio, ma l’immagine dell’Italia (…) Berlusconi danneggia l’immagine dell’Italia, che ha ridotto poco a poco alla sua caricatura”.

Secondo il britannico Times siamo alla “fine del regno” di Silvio Berlusconi. L’intervento sulla Questura milanese poi, “è un chiaro abuso di potere, potenzialmente un reato penale”. Il dopo Berlusconi “potrebbe non essere bello, come al tempo in cui gli uomini indossavano toghe macchiate di sangue, ma c’è anche una possibilità più edificante: che emerga una nuova generazione e avvii un periodo di riforme. Non potrebbe esserci migliore inizio dell’anno per le celebrazioni dell’Unità d’Italia”.

In ogni caso per ora l’Italia agli occhi dei media esteri è il Paese del “Bunga Bunga”: il Wall Street Journal ha titolato online nei giorni scorsi: “Stanca della crisi sul debito, l’Italia si dà al bunga bunga”. Nell’articolo si racconta dello stupore dei poliziotti di Milano quando hanno ricevuto la telefonata da Palazzo Chigi e scoperto che di quella minorenne marocchina accusata di furto e senza documenti se ne stava occupando la Presidenza del Consiglio.

Il “Guardian” ha invece intervistato l’ormai famosissima Patrizia D’Addario che dalle colonne del quotidiano britannico dispensa consigli a Ruby: “Dica subito tutta la verità. A Berlusconi piacciono le donne. Alle donne interessa lavorare in Tv e in politica. La combinazione è vincente”.

Non necessita di traduzione il titolo del tedesco Spiegel, “Sexuellen Affären”, con accanto una grande foto del premier italiano sorridente. L’articolo di spalla entra invece più nel dettaglio. Il titolo è: “Berlusconi und dass Bunga-bunga”.

L’elenco potrebbe proseguire a lungo, ma la sostanza è che la stampa straniera guarda all’Italia con un misto di stupore e incredulità e non lesina l’ironia. Sulle conseguenze politiche di questo ennesimo scandalo si interroga invece oggi il New York Times: “Non è la prima volta che il premier italiano si trova in difficoltà per uno scandalo legato a una minorenne ma questa volta – scrive oggi il Nyt – lo scandalo potrebbe andare al di là del piano personale e innescare una vera e propria crisi politica”, specie dopo le dichiarazioni del fine settimana di Gianfranco Fini, alleato “in rotta” con Berlusconi. .

fonte (www.rassegna.it)

 

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