Il Cavaliere trionfa in tv: “Ora voglio passare alla storia”

Interventi a raffica a RaiUno, Canale 5 e Sky
Di pomeriggio visita a sorpresa alla sua università

di SEBASTIANO MESSINA

 

 Silvio Berlusconi

ROMA – Il vincitore si materializza alle nove di sera nel suo vero regno, la tv. Non si vede ma si sente: “E’ accaduto ciò che io avevo annunciato”, scandisce a Vespa dalla cornetta presidenziale di Arcore. Peggio per voi che non mi avete creduto, sottintende Silvio Berlusconi. E peggio per Veltroni che prendeva in giro i miei sondaggi. Ho vinto, come volevasi dimostrare. “E’ quello che ho continuato a dire durante tutta la campagna elettorale, convinto di avere dei sondaggi credibili che fotografavano con esattezza la realtà della situazione”. E già che c’è, dopo essersi tolto questo sassolino dalla scarpa chiamando “Porta a porta”, il Cavaliere se ne toglie un altro telefonando a “Matrix”: anche l’altra volta, due anni fa, avevamo vinto noi. “Le elezioni del 2006 non sono state regolari: lo prova anche il risultato che abbiamo ottenuto oggi”.

Si dichiara “commosso per il risultato che si profila”, il leader del Popolo della Libertà, manda in diretta “un abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore” e confida a Sky Tg24 il suo prossimo obiettivo: “Voglio restare nella storia del mio Paese come uno statista che lo ha cambiato”. Per questo fa una nuova promessa, fuori contratto: giura “di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo per gli italiani”. Il Berlusconi di oggi, spiega, è “molto diverso dal presidente del Consiglio del 2001, perché ormai conosco tutto e so dare una gerarchia alle cose importanti da fare. Stavolta più che dire le cose le farò, e non mi farò fermare”.


Ha fretta di cominciare, Berlusconi, perché “c’è tanto da lavorare”. Si parte subito, di corsa. “Non ci vorrà molto tempo per fare il governo perché l’ho già tutto in testa”, nominerà dodici “persone esperte” (di cui “almeno quattro” donne) come suoi ministri. Le sue consultazioni le ha già fatte al telefono, Fini e Bossi sono d’accordo, assicura.

Ci aspettano, certo, “anni difficili”. Ma io, garantisce, “opererò con tutto il mio impegno, mettendo a frutto tutta la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per l’ammodernamento del Paese”. C’è già un calendario. “Ci impegneremo subito per risolvere l’emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna elettorale. Provvederemo con urgenza alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa”.

E non è finita. Perché “da subito” partiranno nuove riforme. “Metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della pubblica amministrazione, e per la riduzione dell’evasione fiscale. Avvieremo la riforma della giustizia, l’applicazione della riforma della scuola, la modernizzazione della sanità. Non approveremo mai un solo provvedimento che aumenti l’imposizione fiscale e indurisca la libertà dei cittadini”.

Quanto agli sconfitti, lui ha “gradito” la telefonata di Veltroni, “poche parole”, sostanzialmente “un augurio di buon lavoro”. E annuncia di voler tenere con l’opposizione “un atteggiamento aperto e dialogante”. Siamo pronti, dice, “a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove i nostri provvedimenti li vedessero nell’interesse di tutti gli italiani”. E’ una mano tesa, soprattutto per varare le riforme istituzionali. Come? Per esempio “si potrebbe riesumare il lavoro della Bicamerale del ’94 e partire dal risultato cui pervenimmo di comune accordo”.

Ma la gioia della vittoria lo spinge ad andare oltre, e quando Paolo Mieli gli domanda – a “Matrix” – se è disposto a seguire l’esempio di Sarkozy ed aprire la sua esperienza di governo al contributo di esponenti del fronte opposto, lui risponde che sì, certo, ci mancherebbe: “Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire”.

La tripla performance televisiva ha chiuso la giornata della rivincita berlusconiana. Una giornata cominciata nella villa di Macherio, con la moglie e i figli, rispondendo solo a poche telefonate. Poi, alle 14, il Cavaliere si è spostato ad Arcore, per aspettare lì gli exit poll. Non si sa se le “forchette” di Piepoli, così ampie da lasciare ancora al Pd qualche speranza di vincere, gli abbiano fatto andare di traverso il caffè. Ma dopo le più tranquillizzanti proiezioni delle 16,30 anche le ultime paure si sono dissolte. Anzi, a metà pomeriggio lui è uscito con la sua Mercedes, e solo due ore dopo i cronisti hanno saputo dov’era andato: nientemeno che all’Università del Pensiero Liberale, di cui è il fondatore.
E mentre nella sala stampa che il Pdl aveva allestito nella sede di Confindustria il suo luogotenente a Strasburgo, Antonio Tajani, continuava a ripetere a tutte le tv che “è ancora molto, molto, molto presto per commentare i risultati”, ad Arcore si apparecchiava per la cena della vittoria. Attorno al tavolo, i figli Marina e Piersilvio e gli amici di sempre: Marcello Dell’Utri, Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, Adriano Galliani, l’avvocato Niccolò Ghedini, Sandro Bondi. Davanti al cancello, qualcuno suonava il clacson, sventolando le bandiere del partito. Ma la vera festa si farà un’altra volta.


(15 aprile 2008)

Elezioni politiche 08:risultati definitivi camera e senato e seggi

 

Note: al senato vanno aggiunti al PDL 3 seggi dell’estero

 

SENATO

 

%

Seggi

PDL

38,17

141

Lega nord

8,06

25

mpa

1,08

2

TOTALE

47,32

168

PD

33,69

116

IDV

4,31

14

TOTALE

38,01

130

UDC

5,69

3

  

 

 

CAMERA

 

%

Seggi

PDL

 

272

LEGA

NORD

 

60

MPA

 

8

TOTALE

 

340

PD

 

211

IDV

 

28

TOTALE

 

239

UDC

 

36

SVP

 

2

AUT. LIB. D.

 

1

fonte Prima pagina casertana

Pdl e Lega, ora non hanno più alibi

Il vecchio e il nuovo

Sono obbligato a un atto di umiltà: Tutto quello nel quale speravo non si è avverato, tutto quello che temevo è realtà, tutti i nostri discorsi appaiono un soffio di vento. Ma al di là delle speranze evidentemente mal riposte, devo anche riconoscere che una buona notizia balza agli occhi: Finalmente c’è chiarezza. Si volta pagina. Scomparsi dal Parlamento la falce e il martello, il garofano, il sole che ride e anche la fiamma tricolore, tutto sembra nuovo e insieme terribilmente vecchio: se si confrontano i risultati delle elezioni 2008 con quelle di sessant’anni fa, si vede che il Popolo della Libertà ha preso il posto della DC, e il Partito Democratico quello del PCI. Hanno lo stesso peso ma sono molto diversi dai loro predecessori. L’ironia consiglierebbe di chiederci se sono migliori. Il centro-destra ha vinto e governerà l’Italia. Berlusconi e i suoi amici non hanno più alibi. Alla Camera e al Senato non hanno quei problemi che hanno angustiato il vecchio governo. A paralizzarli non ci sono più le sinistre e nemmeno Dini e Mastella. Non hanno bisogno del voto dei senatori a vita. Possono fare tutto quello che vogliono e sarà difficile per loro, se non ci riusciranno, dare la colpa ai fantasmi. Vedremo come se la caveranno col precariato, la crescita dei prezzi, gli immigrati, le tasse, le pensioni, i morti sul lavoro, i rapporti con l’Europa, l’euro, le missioni militari di pace o di guerra, le coppie di fatto, l’ aborto, la legge 194 e la pillola RU 486, il nucleare, la speculazione edilizia, la difesa dell’ambiente, le violenze alle donne , lo snellimento della burocrazia, le tasse, il federalismo fiscale, la secessione della Lega al Nord , la mafia la camorra e la ‘ndrangheta al Sud, Roma ladrona, l’Alitalia, Malpensa, il Ponte sullo Stretto, la base di Vicenza, la spazzatura di Napoli, lo snellimento della burocrazia. Una cosa è certa: se non riusciranno a risolvere questi e altri problemi, la colpa sarà loro: sono loro che hanno voluto il potere. Ma il danno sarà nostro.

Lenzi blogautore repubblica.it

Elezioni: De Luca (Pd), Non Rappresentiamo Piu’ La Gente. Serve Sobrieta’

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Roma, 15 apr. – (Adnkronos) – “Tutto il Sud ha perso. Qui c’e’ stato un po’ piu’ di difficolta’ a causa della spazzatura, ma non cerchiamo alibi. Pensiamo piuttosto che adesso dobbiamo essere capaci di entrare in un tempo nuovo. Dobbiamo prendere atto che tutto cio’ che avevamo conquistato oggi l’abbiamo perso”. Lo afferma il sindaco di Salerno ed esponente del Pd, Vincenzo De Luca, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, commentando la sconfitta del Pd in Campania.”Non e’ il momento di cercare alibi o di fare risse. E’ il momento – aggiunge De Luca – di recuperare sobrieta’ e rispetto, e imparare di nuovo a rappresentare la gente semplice, cosa che evidentemente si dimentica quando si sta troppo tempo nelle istituzioni”. Parlando della presenza di Bassolino da tanto tempo nelle istituzioni, il sindaco di Salerno spiega: “Anche io ci sto da tanto. Ma il discorso e’ semplice: quando si ottengono risultati si va avanti, quando non se ne ottengono si tirano le somme”.

Dunque uomini nuovi in Campania, ma non solo, aggiunge l’esponente del Pd “ma soprattutto programmi e idee nuove. E cose concrete: sicurezza innanzitutto. E sburocratizzazione, semplificazione della vita. Una sfida enorme. Se ne accorgera’ anche la destra”.

Pd: recuperata la fiducia dei milanesi

Luci e ombre nelle reazioni dopo-voto, ma nelle dichiarazioni c’è ottimismo Pd: recuperata la fiducia dei milanesi Martina: ottimismo nonostante la sconfitta. Penati: rafforzeremo l’asse riformista.
MILANO – Il Pd accusa il colpo. L’ottimismo degli ultimi giorni – che in qualche misura aveva trovato conforto negli exit poll di ieri alle 15 – in poche decine di minuti ha lasciato il passo alla delusione. Con due spiragli di ottimismo con cui consolarsi: il buon risultato nella circoscrizione di Milano (Lombardia 1) dove il partito democratico prende circa sette punti più del 2006, quando la bandiera era quella dell’Ulivo. E arrivando, sotto alla Madonnina, a sfiorare il 34 per cento. In secondo luogo, almeno sulla base dei dati del Senato, il Pd si trasforma nel primo partito in diversi capoluoghi lombardi: Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona e Lecco. Anche se l’assessore – e neo deputato – Massimo Corsaro (Pdl) fa notare che «Berlusconi batte Veltroni anche a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia, dove il Pdl conquista il 43,87% dei consensi contro il 42,49% del Pd».
Ma, appunto, il Pd preferisce guardare al progresso rispetto al 2006. E così, le dichiarazioni ufficiali sono improntate a una certa fiducia. Parte il presidente Filippo Penati: «Mentre in Regione il Pdl e la Lega superano il 55%, in Provincia di Milano non dilagano, anzi nella città di Milano non arrivano al 50%. Questo scenario ci conforta e rafforza il nostro impegno in vista delle provinciali del 2009. Oggi il Pd, in alleanza con l’Italia dei valori, si rivela una forza in grado di rafforzare e sviluppare il profilo riformista nell’azione di governo della Provincia e di costituire l’asse attorno al quale costruire le alleanze».
È un benservito alla sinistra arcobaleno? «È quello che dico da mesi a questa parte – chiarisce Penati -. La coalizione per vincere le prossime provinciali non potrà che essere costruita nella chiarezza: e cioè, a partire dal programma. Altre strade non ce ne sono». Secondo il segretario regionale, Maurizio Martina, «in Lombardia abbiamo preso la strada giusta. I risultati confermano la forza della destra, ma il Pd al suo battesimo elettorale segna alcuni risultati importanti. A livello regionale ci attestiamo intorna al 30%, che migliora il 22,4 del Senato e il 26% dell’Ulivo alla Camera. E anche il risultato di Milano a me pare di assoluta rilevanza».
Ma per le prossime sfide – regionali e Palazzo Isimbardi – sarà confermata la scelta di corsa solitaria? «Il messaggio di coerenza e chiarezza che abbiamo cercato di lanciare in queste settimane, è certamente la base da cui partiremo». Marilena Adamo, capogruppo del Pd a Palazzo Marino, osserva che «a Milano abbiamo avuto un progresso molto importante. Da queste elezioni emergono due cose: la maggioranza su cui era stata costruita la giunta Moratti è messa seriamente in discussione, mentre noi siamo assai più forti di prima. Il che, mi fa ben sperare». Conclude Franco Mirabelli: «Sicuramente è una sconfitta, ma nella sconfitta noi abbiamo cominciato a costruire il futuro».
Marco Cremonesi
15 aprile 2008

“Aiuto, torna Berlusconi”. All’estero la stampa giudica il nuovo governo

Martedì, 15 aprile 2008

La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del Cavaliere. «Aiuto, torna Berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano francese “Liberation”, che dedica al vincitore delle elezioni anticipate una foto che copre quasi interamente la prima pagina. «Vittorioso nelle elezioni italiane con i suoi alleati estremisti, il Cavaliere riprende le redini di un Paese in pieno marasma», si legge nel sottotitolo del quotidiano voce della sinistra francese.Nel riportare i risultati della consultazione elettorale italiana, i corrispondenti di “Liberation” sottolineano lo spostamento a destra della coalizione vincitrice. «Una vittoria grazie alla destra dura», s’intitola l’articolo a pagina 3 dedicato ai risultati elettorali, in cui si afferma che Silvio Berlusconi «è ostaggio» della Lega Nord, definita «un movimento xenofobo, secessionista ed “eurofobo”».

Secondo il giornale francese, inoltre, «questa deriva di Berlusconi verso una destra dura rischia di accentuarsi ancora, dal momento che è stato abbandonato dalla piccola formazione cristiano-centrista dell’Udc di Pier Ferdinando Casini». Per Le Figaro: «L’inossidabile “Cavaliere” seduce sempre l’Italia».

E il sottotitolo: «Cacciato dal potere nel 2006, il capofila della destra dalla personalità controversa ha avuto successo nel suo ritorno». «I geronti italiani aggrappati al potere. L’Italia nazione con classe politica più vecchia del mondo».

Per il britannico “The Financial Times”, Berlusconi ha vinto con un buon margine, ma la stabilità politica in Italia resta in dubbio. Il Pdl ha perso l’appoggio del centro cattolico, e che deve la sua vittoria agli alleati di destra.

«La scorsa notte Silvio Berlusconi ha ottenuto un significativo ritorno al potere con un margine relativamente decisivo», si legge sul giornale economico, che a suo tempo ebbe a definire il leader del Pdl “unfit”, cioè “non adatto” a governare, «ma se l’Italia assisterà a una nuova era di stabilità politica resta in dubbio».

Berlusconi «guida una coalizione di centro-destra che ha perso la voce moderata dei cattolici centristi, i quali alle elezioni hanno corso da soli»; e dunque deve il risultato «agli alleati di destra che hanno reso possibile la sua vittoria».

Ora, spiega il quotidiano londinese, al suo ritorno al potere il capo del Pdl «dovrà affrontare la crisi economica globale, che è ancora più accentuata in Italia». Inoltre, nota il corrispondente da Roma di “Ft”, «le dichiarazioni protezionistiche» degli alleati di Berlusconi, «sottolineate dalla loro opposizione all’acquisizione della compagnia di bandiera Alitalia da parte di Air France-Klm, indicano che la sua politica di mercato neo-liberale potrebbe lasciare il posto a un più diretto intervento del governo».

Anche la restante stampa britannica riporta unanime la netta affermazione elettorale del PdL, sottolineando il fair-play nel comportamento dello sconfitto Walter Veltroni, che ha ammesso la sconfitta e ha telefonato al leader del Popolo delle libertà per congratularsi e augurargli buon lavoro.

Per “The Guardian”, «in Italia Berlusconi torna al potere, la sinistra ammette la sconfitta». Il quotidiano, anch’esso in prima, osserva come il Cavaliere andrà alla guida del «governo più di destra degli ultimi 14 anni», e riporta le prime dichiarazioni fatte da Berlusconi dopo il responso delle urne, sottolineandone i toni «insolitamente pacati».

«Berlusconi torna al potere grazie all’alleato “post-fascista”», titola l’edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno». «Berlusconi ha festeggiato una trionfale rielezione, tornando alla guida del governo della settima economia mondiale», scrive il giornale britannico.
Per l’Independent il centrosinistra di Walter Veltroni «ha fallito nel tentativo di unirsi per fermarlo.

Dal canto suo, la stampa tedesca riferisce con grande evidenza del successo elettorale di Silvio Berlusconi, con alcuni giornali che parlando di autentico trionfo del leader conservatore. «Berlusconi vince, Veltroni ammette la sconfitta», titola in prima pagina l’edizione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ).

«Berlusconi – aggiunge il giornale conservatore – vuol restare alla guida del governo per cinque anni». «Venti mesi dopo la sua sconfitta elettorale, Berlusconi torna al potere in Italia assicurandosi una chiara maggioranza sia alla Camera che al Senato».

«Vittoria trionfale per Berlusconi» è il titolo in prima della Sueddeutsche Zeitung (SZ), che sottolinea come l’avversario del Cavaliere – il liberale Valter Weltroni – «ha ammesso la sconfitta». Il quotidiano tedesco pubblica un commento dal titolo «Pista del circo libera per il mago della politica». La Sueddeutsche mostra in prima una foto di Berlusconi mentre vota. Il quotidiano Die Welt da parte sua titola nell’edizione online «Silvio Berlusconi, il grande trionfatore».

Per il giornale, «in Italia il blocco di centrodestra ha ottenuto una inattesa, chiara maggioranza». «Lo schieramento di centrosinistra ha ammesso la sconfitta», aggiunge la Welt che pubblica in prima una foto di Berlusconi sorridente. Per il settimanale Der Spiegel, «la vittoria di Berlusconi rivoluziona il panorama parlamentare italiano». «Non è solo una vittoria, è un trionfo», aggiunge il settimanale tedesco.

Anche l’Estremo Oriente si occupa delle elezioni italiane, sottolineando la preoccupazione del ritorno di Berlusconi. Nella sua edizione pomeridiana, l’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso del Giappone e che è tradizionalmente considerato di area di centrosinistra, dà ampio conto del voto che ha portato Berlusconi, appena «dopo due anni, ad avere una netta maggioranza nei due rami del Parlamento».

«Ci sarà un sensibile cambiamento della linea di politica estera», continua l’Asahi, «perché Berlusconi è filo-Bush». La sua vittoria ha trovato sponda «su una delusione della classe media verso il centrosinistra di Prodi, che è rimasto in affanno».

Anche la Cina guarda all’Italia, ma più dal punto di vista economico. La precaria situazione economica dell’Europa e dell’Italia è al centro di un commento sulla vittoria elettorale del centrodestra diffuso dall’agenzia Nuova Cina. Di tono analogo sono gli articoli comparsi sui principali quotidiani che però, a causa della differenza di orario, si basano sugli exit-poll che davano la coalizione Popolo delle Libertà – Lega Nord – Movimento per l’ Autonomia in vantaggio di soli due o tre punti su quella del Partito Democratico-Italia dei Valori.

Nuova Cina definisce «confortevole» vittoria ottenuta dal premier eletto Silvio Berlusconi ma sottolinea che essa è stata ottenuta «principalmente grazie all’aiuto dei suoi alleati». L’ agenzia ricorda la sostanziale «instabilità» dell’ equilibrio politico italiano, sottolineando che il governo che Berlusconi si appresta a formare sarà il sessantaduesimo dalla fine della seconda guerra mondiale (la Cina ne ha avuti due, quello del Kuomintang, recentemente tornato al potere a Taiwan, e quello comunista, in sella a Pechino dal 1949).

Ma è soprattutto sull’economia che si concentra l’ attenzione di Nuova Cina e degli altri mezzi d’ informazione cinesi. «Una volta assunta la carica (di capo del governo) per la terza volta, Berlusconi avrà immediatamente davanti a sé il compito di salvare una economia indebolita dalla recessione, una preoccupazione che è stata manifestata da molti elettori», sostiene Nuova Cina.

da http://www.unita.it

Proiezioni voti nazionali: Pdl in vantaggio-IDV raddoppia

DI Wildgreta

 

Senato: 3/a proiezione Consortium

 

Pdl- Lega- Mpa 46, 4, Pd- Idv 37, 9, Udc 5, 7, Sa 4, 7, Destra 2, 4

(ANSA) – ROMA, 14 APR – Terza proiezione Consortium per Rai sulle coalizioni al Senato, con una copertura del 62%: Pdl+Lega+Mpa 46,4, Pd 37,9. Gli altri partiti: Udc 5,7, Sa 4,7, Destra-Ft 2,4, Ps 0,7, Sinistra critica 0,4, Unione democratica consumatori 0,4, Partito comunista lavoratori 0,3, Forza nuova 0,3, Pli 0,3, Per il bene comune 0,2, Lista Grilli parlanti 0,1, Meda 0,1, altri 0,1.

Prima proiezione senato Lazio, in vantaggio PDL di un 1,5 %

Proiezioni nazionali: netto vantaggio Pdl

Sarebbe anche il primo partito

(ANSA) – ROMA, 14 APR – Sale al 6,7% il vantaggio del Pdl sul Pd. La 2/a proiezione Consortium per Rai da’ infatti al Pdl il 44,9% contro il 38,2% del Pd. All’interno degli schieramenti il Pdl distacca il Pd di 5,3 punti percentuali, vale a dire il 38,3% contro il 33. Nel centrodestra la Lega e’ segnalata al 5,8%, in forte assestamento rispetto agli exit poll, e l’Italia dei Valori al 5,2% risulta piu’ allineata con gli exit poll. L’Udc e’ confermato al 5,7%, la Sinistra l’Arcobaleno si assesta al 4,8%.

Camera: nuovo exit poll Consortium

Pdl+Lega+Mpa tra il 40 e il 44%, Pd+Idv fra il 38 e il 42%

 

(ANSA) – ROMA, 14 APR – Nuovo exit poll Consortium per Rai sulle coalizioni alla Camera: Pdl+Lega+Mpa 40,0-44,0; Pd+Idv 38,0-42,0. Gli altri partiti: Udc 4,0-6,0; Sinistra l’Arcobaleno 4,0-6,0; Destra-Ft 2,0-4,0 Partito socialista 0,5-1,5; altri partiti 3,0-5,0.

Senato: prima proiezione Consortium

Pdl- Lega- Mpa 43, 7, Pd- Idv 39, 1, Udc 5, 8, Sa 4, 9, Destra 2, 4

(ANSA) – ROMA, 14 APR – Prima proiezione Consortium per Rai sulle coalizioni al Senato, con una copertura del 32%: Pdl+Lega+Mpa 43,7, Pd 39,1. Gli altri partiti: Udc 5,8, Sa 4,9, Destra-Ft 2,4, Sinistra critica 1,2, Ps 0,8, Unione democratica consumatori 0,7, Partito comunista lavoratori 0,4, Forza nuova 0,2, Pli 0,2, Per il bene comune 0,2, Lista Grilli parlanti 0,1, altri 0,3.

 

Prime impressioni: Sinistra Arcobaleno molto sotto alle aspettative e non raggiunge per ora i quorum previsto per il senato in nessuna regione. Il PDL è in vantaggio sul PD-IDV. L’IDV potrebbe più che raddoppiare i voti ottenuti nelle politiche del 2006 quando aveva ottenuto il 2,3 % alla Camera e il 2,5 al senato. Ora è data al 5,1.

Exit poll:perchè sbagliano

di Wildgreta

Un professore di statistica mi ha spiegato perchè gli exit poll sbagliano: “Il campione non è casuale ma sistematico”, ovvero il campione è formato da persone che stavano uscendo dal seggio, avevano appena votato, quindi avevano tutte le medesime caratteristiche.

Un’altra notizia che voglio darvi è che il termine “Forchetta” è solo una semplificazione del vero termine scientifico. Il termine scientifico è: “INTERVALLO DI CONFIDENZA”

Il resto delle valutazioni lo rimando alle prime proiezioni sulle schede scrutinate.

Vi informo che due candidate del PDL stanno già festeggiando la vittoria e parlano di governabilità. Brave.

Credo che Emilio Fede, invece, tenga le bandierine nel cassetto della scrivania. Le estrarrà solo dopo una telefonata da Arcore. 

Il Contratto con gli Italiani? Uno scherzo. Parola di Silvio Berlusconi

Il Contratto con gli Italiani era una farsa!

di Marco Travaglio

 

Il Contratto con gli Italiani siglato da Silvio Berlusconi a Porta a Porta l’8 maggio 2001, dinanzi al notaio Bruno Vespa, era uno scherzo. «Non era un contratto», «non ha mai avuto alcuna rilevanza giuridica»…

Insomma un semplice «atto politico» dotato di una «totale improduttività di effetti per nullità-inesistenza».

È nullo, non è mai esistito. Chi lo dice? Un antiberlusconiano sfegatato? Un demonizzatore accanito? No, lo dice lo stesso autore del Contratto-non contratto: Silvio Berlusconi in persona. Dove? Negli atti difensivi depositati dai suoi legali nella causa intentata due anni fa da un giovane rompiscatole, A.C.: l’unico italiano ad aver preso sul serio il Contratto con gli Italiani.

Al punto da recepirlo formalmente, recapitando al Cavaliere il 10 febbraio 2006 ­ penultimo giorno della penultima legislatura – un “atto di accettazione”. In quella letterina piena di riferimenti giuridici, A.C. rammentava all’ allora premier che quello siglato sulla celebre scrivania di ciliegio “può essere qualificato come un contratto con obbligazioni del solo proponente (art. 1333 Codice civile)”.

Quindi, non essendo “stato da Lei mai revocato”, è “giuridicamente vincolante” e sottoposto alla verifica della magistratura. Da quel momento si è perfezionato il contratto unilaterale fra Berlusconi e gli italiani (che non avevano firmato nulla), perché almeno uno di essi l’ha accettato. E, con quella firma, è scattata la trappola. Il rompiscatole e i suoi avvocati Alessandro Frittelli e Giuseppe Marazzita ricordano al Tribunale civile di Milano che il Cavaliere s’era impegnato a “non ripresentarmi alle elezioni del 2006 se, al termine dei 5 anni di governo, almeno 4 su 5 traguardi non fossero stati raggiunti”.

Impegno violato nel 2006 e nel 2008, quando Berlusconi s’è ricandidato per ben due volte, pur avendo mancato tutti e 5 i traguardi “contrattuali”. Lo stesso Cavaliere ­ osservano i legali di A.C. ­ séguita a ripetere di aver rispettato “l’85% degli impegni”, mentre in casa Vespa aveva promesso di realizzarne interamente 4 su 5. Dopodichè le aliquote fiscali sono rimaste 4, non 2; le pensioni minime non sono aumentate a 516 euro per tutti, ma solo per qualcuno; i delitti non sono diminuiti, ma aumentati; la disoccupazione non s’è dimezzata; il 40% di grandi opere non è partito.

Perciò il tignoso cittadino si sente preso in giro e chiede i danni: 5 mila euro simbolici per mancata ottemperanza dell’”obbligo di non facere”. Cioè di ritirarsi a vita privata. La difesa Berlusconi ribatte che il Contratto è “nullo”, dunque nessuno può pretenderne il rispetto: era un semplice “programma politico”.

Ma A.C. dimostra che il programma della Cdl era tutt’altra cosa rispetto al Contratto, come lo stesso Cavaliere proclamò solennemente a Porta a Porta. La difesa Berlusconi ammette addirittura che gl’impegni non furono rispettati, anche se accampa le solite scuse: “Se il mancato raggiungimento di una o più parti del programma politico si è verificato, cioè è dovuto a fattori politico-economici imprevedibili e indipendenti dalla volontà del dr. Berlusconi: a partire dell’attentato alle torri gemelle fino al buco di 37 mila miliardi di lire scoperto dopo l’insediamento del Governo…”.

Poi, a scanso di equivoci, invoca l’immunità parlamentare: il Contratto-non contratto rientrerebbe “nell’attività insindacabile” protetta dall’”art.68 della Costituzione” che “comporterebbe l’improcedibilità del giudizio o la sospensione del processo” in attesa dell’autorizzazione a procedere della Camera.

Ma qui il rompiscatole A.C. piazza il colpo che potrebbe essere decisivo: “Se il dr. Berlusconi sapeva che il Contratto era inesistente e dunque nullo, perché non ne ha dato notizia fin dall’inizio” a lui e agli altri 58 milioni di italiani?

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ELEZIONI: LOS ANGELES TIMES, ITALIA TERRA DI CORRUZIONE DECADENZA ECONOMICA

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) – “L’Italia e’ oggi una terra inondata da corruzione, decadenza economica, noia politica, dilagante impunita’ e uno standard di vita in declino”. Lo scrive il Los Angeles Times in un’impietosa descrizione del nostro paese in occasione delle elezioni politiche per la scelta del “62esimo governo in 63 anni”. Elezioni nelle quali gli elettori potranno scegliere fra “rei condannati” o “ballerine della tv”. Il titolo dell’articolo di Tracy Wilkinson e’: “In Italia il crimine paga e vi puo’ far eleggere”. “L’uomo che guida i sondaggi- scrive il quotidiano californiano- e’ Silvio Berlusconi, un tycoon miliardario che, all’eta’ di 71 anni, diventerebbe primo ministro per la terza volta. Per quanto abbia portato una sorta di stabilita’, e’ ampiamente accusato di governare per arricchire se’ stesso, il suo impero dei media e i suoi amici. Berlusconi -prosegue il Los Angeles Times- guida una lista di candidati che comprende il suo fisioterapista, un fascista non pentito e numerose donne del centro destra che, ha detto Berlusconi questa settimana, sono sicuramente piu’ belle delle donne di sinistra. Fra loro vi e’ una delle voluttuose ballerine normalmente mostrate in abiti succinti sul suo network televisivo”. “Il suo principale avversario e’ Walter Veltroni -continua il giornale- un popolare sindaco di Roma ed ex comunista che ha cercato

di lanciarsi come un agente di cambiamento, malgrado sia da decenni in politica. Guida una coalizione sciolta dei notoriamenti frazionati partiti di sinistra e centro sinistra”. (segue)

(Civ/Pe/Adnkronos)

13-APR-08 18:01

Votate il nostro sondaggio elettorale: Sondaggio

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