“Porta a Porta”, arriva il plastico della casa di Brenda: ma è sbagliato

di Wildgreta
Per Bruno Vespa una serata da dimenticare, quella del 23 novembre. Dopo  Cogne e Garlasco, infatti, ecco che finalmente,  il tanto atteso nuovo plastico, era apparso al centro del salotto di Porta a Porta.L’appartamento della povera Brenda, meritava un primo piano, alternato alle zoommate sull’amica di sempre, la trans China. Vespa, China, e il plastico.Ma Vespa appare fin dall’inizio meno tranquillo del  solito.Forse, sa già che c’è un errore nel plastico e che sarà costretto ad ammetterlo pubblicamente di fronte al suo affezionato pubblico. Dopo un attimo, la verità si fa strada in tutta la sua durezza: L’appartamento di Brenda  non era così, il plastico è sbagliato. A dirlo per prima è China, ma subito Vespa ammette di esserne a conoscenza. China,implacabile, scende nei particolari: il soppalco è più grande, occupa tutto l’appartamento e il bagno non è in quella posizione. Vespa è distrutto, ma come i tanti anni di mestiere gli hanno insegnato, “lo spettacolo deve andare avanti”. Del plastico, non si riparlerà più.
Forse oggi, se qualcuno passando  davanti ai cassonetti di via Teulada, dovesse vedere sporgere un manufatto in legno, saprà di cosa si tratta e non è escluso, che sia stato lo stesso Vespa a disfarsene, in un impeto di rabbia.

MORTE TRANS:BRENDA E QUELLE VALIGIE PER L’ALDILA’

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(foto archivio: donna con valigie)

di Wildgreta

Prima aggredita e rapinata, poi bruciata nel suo appartamento, quasi si volesse cancellarne l’asistenza.Ma Brenda, la trans entrata nello scandalo Marrazzo, di cose doveva saperne davvero tante per finire così. Era forse stata minacciata, tanto da decidere di andarsene per sempre o aveva solo deciso di lasciare Roma? Ce lo diranno le indagini, per ora i legali di Marrazzo lo definiscono “un fatto inquietante”.E inquietante lo è davvero, come tanti aspetti ancora oscuri dello scandalo che ha travolto Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali. Stupisce che fra i “tag” inseriti da alcune agenziE compaia la parola “suicidio”, infatti il suicidio non è stato ancora accertato, così come stupisce che qualcuno scriva, “Ad un primo esame non ci sarebbero segni di violenza”.Considerando che il riconoscimento del corpo appare difficile, immagino che lo sia ancor di più stabilire se vi siano segni di violenza o no.Ma, naturalmente, io non sono un’esperta, mentre i giornalisti sì….

AGGIORNAMENTI: Computer Brenda trovato nel lavandino sommerso d’acqua, si indaga per omicidio.

Tutti gli articoli principali:

Caso Marrazzo: trovata morta a Roma la trans Brenda

BRENDA, TRANS TROVATA CARBONIZZATA NEL SUO APPARTAMENTO (TUTTI GLI ARTICOLI)

Marrazzo, Brenda e Natalia: in via Gradoli via vai di vip e uomini politici

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Caso Marrazzo:Aggiornamenti 6 novembre

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(La trans Brenda)

Marrazzo: controlli sulle spese della Regione

MARRAZZO, 9 GLI ASSEGNI SPARITI: INIZIA LA RICOSTRUZIONE DEL RICATTO

Marrazzo,Masi: “Angelucci ha visto il video da me, curioso che lo neghi”

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CASO MARRAZZO: AGGIORNAMENTI 2 NOVEMBRE

VIDEO MARRAZZO DI 13 MINUTI: LO AVREBBE COMPRATO FELTRI

Natalie, il trans che frequentava Marrazzo

Video Marrazzo 13 minuti: La trattativa per piazzarlo e le facce che non si possono vedere

SCANDALO TRANS: E’ PARTITO IL “TOTO MINISTRO”

Di Wildgreta

Da qualche giorno non si parla d’altro che di una lista con dodici nomi che circolerebbe nelle redazioni dei giornali.Dodici personaggi in vista che avrebbero avuto a che fare con i carabinieri ricattatori, con i transessuali, e tutto il resto. Ripetendo ancora una volta che non voglio partecipare al “banchetto” sulle miserie umane delle vittime di questo tipo di ricatti, ritengo che sia meglio venga fuori tutto ciò che deve venire fuori, anche se questo potrebbe far sprofondare altri nell’abisso.Infatti, ritengo che chi accetta di occupare posti di responsabilità, dovrebbe avere almeno l’accortezza di non rendersi vulnerabile ai ricatti, non dovrebbe fare uso di droghe e, possibilmente, non dovrebbe fare pubblicamente il paladino della famiglia tradizionale, scagliarsi contro le coppie di fatto, e tutto il corollario di luoghi comuni a cui siamo stati abituati in questi anni dai partiti di destra e da qualche esponente di sinistra molto attento a non ferire la sensibilità del Vaticano. Insomma, se si vuole fare i paladini, non si può avere una doppia vita.

Comunque, siccome le notizie sulle presunte nuove vittime cominciano ad uscire, vi consiglio la lettura dei seguenti articoli:

MINISTRO AN NELLO SCANDALO TRANS?

MARRAZZO: In un pc sequestrato tracce dell’altro video

Scandalo Marrazzo: Aggiornamenti 27 ottobre 2009

(foto Ansa-(TUTTE LE FOTO DI MASSIMO PERCOSSI)

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MARRAZZO. 27 OTTOBRE 2009: TUTTI GLI ARTICOLI

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Marrazzo, il gioco al massacro passa anche dalle barzellette

di Wildgreta

Chissà perchè non riesco a sopportare le barzellette e i giochi di parole sulle scandalo Marrazzo, mentre ho riso e anche tanto per quelle su Berlusconi, papi e Noemi.La risposta, forse, è che il premier non è mai apparso distrutto o colpito da ciò che hanno scritto e scrivono tuttora i giornali di tutto il mondo su di lui.E’ sempre apparso fiero delle sue bravate, del suo successo con le donne, anche se minorenni, della sua inestinguibile virilità.Eppure Topolanek nudo, con tante ragazze in una delle sue famose feste, avrebbe potuto distruggerlo.Ma lui è lì e, anzi, non inferisce su Marrazzo e quasi quasi vorrebbe apparire il suo mancato salvatore, come dire, “Io ti ho avvertito e volevo aiutarti, ma purtroppo non sono riuscito a impedire il disastro”.Un po’ come quando raccontava alle sue nipotine, “Non sono mica superman”. E allora, con una finta compassione e una certa mestizia, assistiamo allo spettacolo del PDL che dice, “Non gli abbiamo chiesto di dimettersi”.Nauseante. E in rete fioriscono le battute, le barzellette: “Ho fatto le analisi, anche le tran-aminasi.”-“Marrazzo d’ora in pi userà il furgone. Un Ford Tans-it, naturalmente.”- E poi i gruppi su facebook, foto con parrucca da donna, e tutto il campionario che si merita chi, invece di andare serenamente a puttane, commette l’errore di trasgredire le regole, preferendo i trans.Ma, come abbiamo visto, la distruzione di un uomo, talvolta, può passare anche da un paio di calzini azzurri: basta orchestrare bene la cosa.Il grande regista della più bieca battaglia politica a cui il nostro paese abbai mai dovuto assistere, è lì che se la ride mentre le società in odore di mafia ricostruiscono l’Aquila, le aziende italiane chiudono, e i disoccupati aumentano vertiginosamente. Marrazzo alla Regione Lazio stava lavorando bene, meglio che quella poltrona sia occupata da qualcun’altro.Perchè, a leggere le dichiarazioni di alcuni esponenti del PDL, loro le prossime regionali le hanno già vinte.

messaggi trovati in rete:

(fonte) Gentile Direttore,
mi dispiace, ma la battuta di Egidio di ieri (“Pronto un nuovo programma per il ritorno in tv di Marrazzo: “Mi manda Rai Trans”) mi è sembrata fuori posto. Anzi, una vera e propria caduta di stile da parte della sua redazione.

risposta del direttore:

“…Al di là della vicenda di cui è vittima (quella della tentata concussione) la storia di Marrazzo è un macigno terribile, per un paese bacchettone come il nostro. Perchè sarà l’alibi per non parlare più della “malattia” sessuale del Premier. Sarà l’occasione, ancora una volta, per dire “Pure voi….” quando qualcuno ritornerà sul caso Berlusconi (con questa distinzione tra “noi” e “voi”, quando qualcuno pone domande scomode,che è terribile: quasi a sottindendere che non esistono domande buone o cattive, esistono solo domande di una parte contro l’altra parte…).
Finirà che qualcuno comincerà a dire che andare a trans è di sinistra, e pagare le escort è di destra….”

da un forum:

“se dico che marrazzo mi e’ sempre stato sul c***o…..posso essere frainteso??”

“in italia ci si scandalizza solo per questioni legate al sesso,
di fatto invece avere un presidente del consiglio che è stato di fatto condannato per corruzione non scandalizza nessuno.”

“Una volta si diceva “se uccidi un uomo sei un assassino, se ne uccidi 100.000 sei un grande statista”
Oggi direi “se inculi un uomo sei un pervertito, se ne inculi 60.000.000 sei un grande statista”…”

“SE CI DOVESSIMO TUTTI GUARDARE NEGLI OCCHI,  DA VERI UOMINI, CREDO CHE TUTTI NOI CI RENDEREMMO CONTO CHE LA QUESTIONE E’ BEN PIU GRAVE E SERIA DEI CASI SINGOLI!!!!!!!!”

Citazione:

Originalmente inviato da kіka

forte stress psicofisico,

e sulla famiglia non so se la ritrova

avevo letto che la moglie si era giò allontanata

io si, gli do rispetto, l’ha fatto coi soldi guadagnati e comunque è una vera debolezza…e sicuramente non mi pare un uomo in grado di “reggere” questa gogna come sa fare quell’altro, che di pelo sullo stomaco deve averne molto ma molto di piu’…

io ci penso a queste cose, non tutti gli uomini “che hanno sbagliato” (la Binetti direbbe peccatori) sono uguali

Marrazzo: spiato già nel 2005

brenda

(Brenda, il trans che afferma di non c’entrare nulla con il caso Marrazzo.Copyright Ansa)

Spiato, pedinato, controllato. La sua “debolezza” ha messo Piero Marrazzo nel mirino dei ricattatori il 2 luglio scorso, il giorno del blitz dei carabinieri nell’appartamento di via Gradoli. Ma è dal 2005 che il presidente del Lazio rischia di finire nei guai. Dal periodo precedente alla sua affermazione elettorale nella sfida con Francesco Storace. L’inchiesta si chiamava Laziogate e aveva scoperto un primo tentativo di screditare Marrazzo sorprendendolo «con un viado».

Quattro anni dopo, sempre nel periodo immediatamente precedente alle elezioni, la storia si è ripetuta. Con modalità così simili da apparire il secondo atto dello stesso piano.

E tutto gira intorno al quartiere Trionfale, dove opera la compagnia di carabinieri nella quale erano impegnati i quattro militari arrestati. Nel quartiere abitava, o almeno riceveva i clienti, il transessuale che quattro anni fa era stato indicato agli investigatori privati come una delle più assidue frequentazioni di Marrazzo. E nel quartiere si trovava anche l’abitazione di Pierpaolo Pasqua, il detective finito sotto inchiesta. Ora Pasqua spiega: «Ovviamente, non c’entro assolutamente nulla con quel che è successo negli ultimi giorni. Però dimostra un fatto: non volevamo “incastrare” Marrazzo a bella posta, ma avevamo solo raccolto voci confidenziali che non abbiamo neppure voluto utilizzare». Non si voleva, ribadisce Pasqua, mandare un transessuale a bella posta, per costruire uno scandalo a luci rosse che avrebbe costretto lo sfidante di Storace a capitolare.

L’ipotesi? «I carabinieri hanno indagato a lungo su di me. Se qualcuno, seguendomi, è arrivato alla mia stessa scoperta e ha pensato di poterla utilizzare per il proprio tornaconto non lo posso sapere con certezza. Dico che può essere un’ipotesi». Il trans a cui Pasqua era arrivato nel 2005 si faceva chiamare Veronica. Da un informatore era arrivato un numero di telefono. Ci fu anche il tentativo di un contatto, come un cliente qualsiasi. Poi l’iniziativa abortì. Perché? «Non ci interessava entrare fino a questo punto nel privato di Marrazzo», afferma Pasqua, ancora sotto processo per il Laziogate.

il secolo XIX 26 OTTOBRE 2009

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