TERZIGNO, IL VESCOVO DI NOLA CON I CITTADINI:”MEGLIO POVERI CHE SUDDITI”

Ma i sindaci non ci stanno “No ai soldi, via la discarica”

Molotov e blocchi. Il vescovo di Nola: meglio poveri Tafferugli e feriti anche a Benevento, occupate Circumvesuviana e autostrada

dal nostro inviato CONCHITA SANNINO

Ma i sindaci non ci stanno "No ai soldi, via la discarica"

TERZIGNO – Nel giorno in cui Guido Bertolaso torna a vestire i panni del “Regolatore speciale”, costretto a rifare a Napoli i passi del perduto miracolo, i roghi del vesuviano stanno già infiammando la protesta a Benevento e spargendo tensioni nel resto della Campania. C’è chi si chiede: “Davvero apriranno anche le altre discariche: nel Formicoso, Avellino, e nel Salernitano?”. Terzigno si sveglia sempre in piedi dopo un’altra notte di scontri e piogge di pietre. La lotta punta poi sui blocchi ferroviari e stradali che isoleranno i paesi vesuviani per ore. La polizia sequestra anche dieci bottiglie molotov, trovate nei campi e pronte ad essere scagliate sugli autocompattatori. Intanto a Benevento si registrano ore di tafferugli e due feriti per la rivolta contro l’immondizia arrivata da Napoli.

Sembrano ormai luoghi spettrali questi centri di Boscoreale, Terzigno, Boscotrecase. Negozi serrati, scuole chiuse, gente che si chiude in casa, c’è vita solo intorno alle ceneri della guerriglia, intorno a quei bidoni di petrolio rovesciati sull’asfalto o ai piedi di splendidi esemplari di pino marittimo recisi e distesi come cadaveri, perpendicolari alle arterie un tempo trafficate. Mancavano solo i binari della ferrovia circumvesuviana da occupare, un trasporto che qui serve oltre un milione di abitanti. Mancava l’autostrada, da bloccare. Ed eccoli, gli ultimi pezzi di libera quotidianità fagocitata dalla Grande rabbia. Tre stazioni vengono mandate in tilt dai dimostranti, i treni si paralizzano, l’azienda Circumvesuviana sospende l’erogazione elettrica per evitare rischi ai rivoltosi. Autostrada in tilt per alcune ore.
Quasi contemporaneamente, parte la battaglia nella provincia di Benevento. Scoppiano i disordini per ricacciare indietro 7 tir che portano rifiuti dal napoletano, temporaneamente dirottati nella discarica di Sant’Arcangelo Trimonte da un’ordinanza del governatore Stefano Caldoro, che non piace a nessuno.

A Napoli, la giornata si chiude tra i miasmi dei cumuli che si moltiplicano e un vertice in Prefettura senza accordo, ma con un tesissimo faccia a faccia: tra i sindaci del vesuviano che non accettano il piano appena riconfermato del governo e Bertolaso. “Non vogliamo compensazioni, non ci comprerete coi soldi”, ribadisce il primo cittadino di Boscoreale, Gennaro Langella, appena dimessosi dal Pdl. Il primo cittadino di Trecase, Gennaro Cirillo, continuerà per tutto il giorno: “Berlusconi e Bertolaso ci sfidano. Vengano qui a parlare con i cittadini”. E a dar loro man forte, è tornata in campo la Chiesa. Con il vescovo di Nola, Beniamino Depalma che stavolta fornisce con il suo sferzante appello uno slogan. “Meglio poveri che sudditi”. La diocesi di Nola, infatti, condanna sì la violenza, invita i cittadini “alla calma e alla ragionevolezza”, ma con il già noto vescovo Depalma, scende in trincea. L’apertura di un’altra cava? “La morte definitiva del territorio. La legge è per l’uomo e non l’uomo per la legge”, ammonisce la nota firmata dal pastore della Chiesa locale, rilanciata da Sir, agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei. Poi, ecco l’affondo del monsignore: “Vi supplichiamo, non svendete la nostra terra. Non ci sono soldi o compensazioni ambientali che giustificano la compravendita di un territorio. Meglio poveri e dignitosi, che sudditi e destinati a vivere di veleni”. Deve pensarla così anche il sindaco di Ottaviano, Mario Iervolino, che sta per mandare una lettera aperta ai suoi giovani. Il senso: “Ve lo dico con dolore, fujetevenne”

LA REPUBBLICA 23 OTTOBRE 2010

GUIDO BERTOLASO INTERROGATO:NE’ SOLDI NE’ SESSO IN CAMBIO DI FAVORI

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GUIDO BERTOLASO 5 ORE IN PROCURA A PERUGIA

12 Aprile 2010 23.51 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.225352

Guido Bertolaso ha risposto per 5 ore ai magistrati di Perugia

” Non ho ricevuto nè soldi nè sesso in cambio di favori “

Una lunghissima deposizione di quasi 5 ore nella sede della Procura di Perugia per Guido Bertolaso, sottosegretario con delega alla Protezione Civile, indagato con l’accusa di corruzione nello scandalo degli appalti del G8 e per le opere del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

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Bertolaso ha risposto a tutte le domande che gli hanno posto i PM titolari dell’inchiesta, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.

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” Non avevo alcuna responsabilità diretta nell’aggiudicazione degli appalti e tanto meno ho ricevuto prestazioni sessuali a pagamento in cambio di qualcos’altro ” . Così si è difeso Bertolaso difronte ai magistrati. In modo particolare il capo della Protezione Civile ha ricostruito i suoi rapporti con la figura cardine dell’inchiesta, l’imprenditore Diego Anemone ” che conoscevo dai tempi del Giubileo “. Bertolaso ha negato con forza di avere avuto incontri con prostitute nel village Salaria Sport, e messe a disposizione dallo stesso Anemone che ne è il proprietario. I magistrati hanno insistito su questo punto. forti di numerose intercettazioni telefoniche che proverebbero le loro accuse.

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” Non eravamo preoccupati prima lo siamo ancora meno oggi ” . E’ Filippo Dinacci che parla, uno dei legali di Guido Bertolaso. ” Sono fiducioso, ha sostenuto Dinacci, che, quanto prima, la magistratura possa definire questa vicenda, prendendo atto che il dottor Bertolaso non è coinvolto nei fatti “. Secondo il legale il clima del confronto con i magistrati è stato molto sereno. Sono stati portati difronte ai PM, prove e documenti e, soprattutto, Bertolaso ha ricordato l’allontanamento , voluto dai lui stesso , dell’ingegner Fabio De Santis ( una delle quattro persone finite in carcere ) dopo che quest’ultimo aveva approvato una serie di progetti per oltre 600 milioni di euro mentre l’importo previsto per tutti i lavori del G8 , che si doveva tenere alla Maddalena , era di 300 milioni euro. ” Ho fatto quello che dovevo fare come controllore di quella parte che era di mia competenza ” , si è difeso Bertolaso.

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I PM Sottani e Tavernesi hanno fatto ascoltare a Bertolaso alcune intercettazioni telefoniche che lo riguardavano e il capo della Protezione Civile, secondo i suoi legali, avrebbe spiegato punto per punto.

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Al termine del lunghissimo interrogatorio non hanno voluto rilasciare dichiarazioni nè i Pubblici Ministeri nè Guido Bertolaso.

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