LODO ALFANO, NAPOLITANO:SI PROFILANO CONFLITTI ISTITUZIONALI

I timori di Napolitano: “Ora si profilano conflitti istituzionali”

Gli scenari per gestire il dopo-sentenza

FEDERICO GEREMICCA

ROMA

E adesso? «E adesso, purtroppo, si profilano gravi conflitti politici. E – temiamo – anche istituzionali». Poche parole, scandite con lentezza. La fonte del Quirinale sintetizza così l’umore del Colle, chiarendo subito – a scanso di ulteriori equivoci – che quelle parole non rappresentano nè una minaccia nè un avvertimento: quanto – piuttosto – la preoccupatissima constatazione della via che rischia di imboccare il confronto politico-istituzionale, dopo il pesante attacco mosso dal presidente del Consiglio al presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale.

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Valerio Evangelisti:Tutti i “lodi” di cui non si parla

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Valerio Evangelisti
L’assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigente del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e dell’ex dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola, è una notizia consolante. Opportunamente, rappresentanti sia della maggioranza che della cosiddetta opposizione se ne sono rallegrati.
Un entusiasmo più che giustificato. Dimostra infatti quanto fossero insensate le critiche piovute sul Lodo Alfano, mentre scrivo ancora al vaglio della Corte costituzionale. “La giustizia è uguale per tutti salvo che per quattro!” gridavano sguaiatamente i protestatari, alludendo alle quattro massime cariche dello Stato. Ora sappiamo che non è così. Di “lodi” ne esistono un sacco, di intoccabili ce n’è una folla. Un lodo mai scritto eppure operante è quello che definirei il Lodo Guida, dal cognome del questore in servizio a Milano allorché l’anarchico Giuseppe Pinelli precipitò dalla finestra, nel 1969. Esso prevede, giustamente, l’impunità quasi totale degli esponenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Per meglio dire, totale per gli alti funzionari, parziale per i marmittoni ai loro ordini. L’importante è che nessuno di essi finisca mai in galera, per reati secondari come l’induzione alla falsa testimonianza (era l’accusa gravante su De Gennaro), il depistaggio, la sottrazione di prove, la creazione di prove fasulle, l’omicidio più o meno colposo e altre robette.

LODO ALFANO, COSSIGA: BERLUSCONI CONDANNATO FARA’ COME MUSSOLINI

Berlusconi torna ad essere imputato:”Mills” e “diritti tv” processi aperti

7/10/2009 (19:45)

Ecco i guai giudiziari del premier con la bocciatura del Lodo Alfano

ROMA
Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio.

In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa.

Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ’gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè al marzo del 2012.

Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e pertanto violasse più principi costituzionali.

LA STAMPA 7 OTTOBRE 2009

LODO ALFANO: DI PIETRO, SE CONSULTA NON LO BOCCIA C’E’ IL REFERENDUM

(ASCA) – Roma, 6 ott – ”Se la Consulta dovesse non bocciare il Lodo Alfano sarebbe il referendum l’appuntamento centrale, un plebiscito di meta’ legislatura assimilabile a una vera e propria elezione anticipata”.

Lo ha affermato il leader dell’Idv Antonio Di Pietro in un forum con il quotidiano ”L’Altro” che verra’ pubblicato domani. ”In questo momento – ha aggiunto Di Pietro – Berlusconi sembra l’utile idiota di un sistema di potere da cui molti traggono vantaggio. Noi ci preoccupiamo tanto, e a ragion veduta, delle leggi ad personam a favore del premier, ma Berlusconi non e’ certo l’unico utilizzatore finale di quelle leggi. La verita’ e’ che dietro le leggi di Berlusconi ci sono gli interessi di tante persone nel mondo della finanza, delle banche, delle imprese, dell’economia forte, dell’informazione”.

Di Pietro afferma poi che ”Berlusconi si e’ messo a fare politica perche’ aveva problemi giudiziari”. Pero’ ”buttandosi in politica ha fatto in modo che le sue inchieste diventassero chissa’ che cosa. Se avesse patteggiato 150 milioni delle vecchie lire finiva tutto li”’.

Di Pietro ha anche confermato le critiche rivolte al capo dello Stato: ”Ho usato parole forti non in relazione alla sua responsabilita’ di non firmare ma rispetto a una sua affermazione gravissima secondo cui tanto la legge l’avrebbero rivotata comunque. In un paese normale bisognerebbe fare una tavola rotonda su quanto accaduto e domandarsi: il presidente della Repubblica sta interpretando correttamente la Costituzione o sta piuttosto rinunicando alla difesa di una sua parte? Tutti mi hanno dato contro, anche il Pd che mi ha minacciato: a questo punto mai con Di Pietro. Voglio vedere dove vanno…”.

Sulle prossime regionali, Di Pietro ha confermato la decisione di non allearsi con il Pd in Calabrio mentre nessuna decisione e’ stata presa per la Campania e la Puglia.

”Sull’onesta’ di Vendola – ha detto il leader dell’Idv – sarei pronto a mettere le mani sul fuoco, ma gli imputo una sorta di culpa in vigilando. Il problema li’ non e’ Vendola ma il Pd. Bisogna vedere quale Pd rientrerebbe nella coalizione”.

min/sam/alf

Lodo Alfano, la difesa del premier: «Se bocciato si rischiano le dimissioni»

IL PROSSIMO SEI OTTOBRE È PREVISTA L’UDIENZA

La memoria dell’Avvocatura dello Stato alla Consulta: in caso di bocciatura «ci saranno danni a funzioni elettive»

ROMA – Se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il cosidetto “lodo Alfano” la legge, approvata la scorsa estate che prevede lo stop ai processi per le 4 più alte cariche dello Stato, «ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l’impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili». È sulla base di questo pericolo in cui potrebbe incorrere il premier Silvio Berlusconi che l’Avvocatura generale dello Stato, per conto della Presidenza del Consiglio, difende la “ratio” della legge che sospende i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. La memoria di 21 pagine – di cui l’Agenzia Ansa è in possesso – è stata depositata presso la cancelleria della Corte Costituzionale in vista dell’udienza del prossimo 6 ottobre. Leggi il seguito di questo post »

Condannato Mills, prescrizione nel 2012. Rovinata la festa al Premier

I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto “con almeno 600mila dollari” da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest.

di Wildgreta
Berlusconi ha appena cominciato a festeggiare la vittoria in Sardegna, ed ecco un’altra tegola cadergli sulla testa.La condanna di Mills, infatti, significa che l’impianto accusatorio è stato ritenuto valido. Mills è stato corrotto da Berlusconi per testimoniare il falso in un processo contro i manager Fininvest. Ma siccome il denaro  che ha ricevuto per questo “favore”  è stato nelle disponibilità di Mills  solo nel 2000 e non nel ’98 (data del versamento), la prescrizione slitta al 2012. Se la Corte Costituzionale ritenesse inammissibile il Lodo Alfano, quindi, si riaprirebbe il fascicolo che riguarda Berlusconi.

Non oso pensare a quale legge vedremo prossimamente in discussione in parlamento. Forse una riduzione retroattiva dei termini di prescrizione? Comunque c’è ancora il processo di appello, nel quale Mills ripone molte  speranze.

Milano, Mills condannato a 4 anni e 6 mesi

Oltre che a quattro anni e sei mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari, David Mills è stato condannato a risarcire 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio. Leggi il seguito di questo post »

Roma 11 ottobre: tutti i numeri delle piazze “inutili”

11/10/2008 (20:8) –

LA GIORNATA DELLA PROTESTA

Roma, due piazze contro Berlusconi

250.000 firme raccolte in tutta Italia, 300.000 al corteo della Sinsitra Radicale. Pienone a Piazza Navona e 30.000 firme raccolte

di Wildgreta

Piazza Navona era piena, una bellissima manifestazione di cui pubblicherò il video. 30.000 le firme raccolte solo a Roma. Bellissimo anche il corteo della sinistra rimasta fuori dal Parlamento, ma che si ripropone con forza nelle piazze. 300.000 le presenze per gli organizzatori, 200.000 per la questura, 20.000 per la Stampa. (forse è un”errore di stampa”) Molti gli elettori del PD e del PDL che hanno firmato per mil referendum. Mancava Veltroni ma, in compenso, ieri Pescara era tappezzata di manifesti che pubblicizzavano un convegno organizzato dal presidente del consiglio regionale e futuro candidato alle regionali del Partito Democratico Marino Roselli, nell’ambito del “premio Borsellino”.Il manifesto annunciava la presenza come ospite d’onore del ministro della giustizia Angelino Alfano, insieme al ministro ombra del PD Lanfranco Tenaglia. Dobbiamo pensarne qualcosa?

Ecco il finale di Di Pietro a Piazza Navona:

ROMA – È toccato ad Antonio Di Pietro chiudere la manifestazione di oggi a piazza Navona contro il lodo Alfano. “Nel ventennio è successo quello che è successo perché la democrazia non ha saputo reagire. Se al primo partigiano avessero detto ‘tanto non ce la faì non ci sarebbe stato nessun altro partigiano. Per questo io dico: ‘chi se ne frega di che partito sei, ma unisciti a noi e ferma la dittatura alle portè”. Queste le parole del leader dell’Italia dei Valori, dopo l’intervento del premio Nobel Dario Fo. (Agr)

Di Pietro attacca su legalità e giustizia Ferrero (Prc): «Oggi è la fine del ritiro» Leggi il seguito di questo post »

Lodo Consolo già in Commissione Giustizia: è “urgentissimo”

Lo scudo "ministeriale"

Giustizia/ Lodo Consolo in commissione Camera, per Idv e’ furbata
Di Pietro: “Critichiamo la norma sia nel merito che nel metodo”

Roma, 2 ott. (Apcom) – Il lodo Consolo, la norma cioè che dovrebbe fungere da ‘scudo’ per le inchieste che coinvolgono ministri, ha iniziato la sua corsa in commissione Giustizia alla Camera. Oggi infatti ha tenuto la relazione introduttiva il relatore Enrico Costa. Subito, si è sollevata la contrarietà dell’Italia dei valori. Antonio Di Pietro ha infatti definito questa norma “una furbata” in quanto “contestabile sia nel merito che nel metodo”.

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TUTTI I “LODI” VENGONO AL PETTINE:IL PARERE DI UN COSTITUZIONALISTA

TUTTI I LODI VENGONO AL PETTINE: IL PARERE DI UN COSTITUZIONALISTA

di Wildgreta

Mentre Berlusconi e Alfano gridano allo scandalo per la richiesta del pm De Pasquale di chiedere parere alla Corte Costituzionale sulla legittimità del Lodo Alfano,  in questa intervista il costituzionalista prof. Gaetano Azzariti, ci spiega in che modo la Corte analizzerà il decreto e a quali conclusioni potrebbe arrivare. Tutte le ipotesi sono possibili, anche che il Lodo venga dichiarato legittimo. Le modifiche apportate al decreto dopo il precedente pronunciamento della Corte Costituzionale, non sembrano però aver risolto il palese conflitto con l’articolo 3 della Costituzione, laddove si dice”La legge è uguale per tutti”. Con il Lodo Alfano, si affermerebbe che il principio è valido per tutti, fuorchè per le cosiddette “prime 4 cariche dello stato”. Vi è poi qualcuno che solleva dubbi anche sulla definizione “prime 4 cariche dello stato”, in quanto i presidenti di Camera e Senato non sarebbero diversi dagli altri deputati e senatori, ma solo i presidenti di un’assemblea che li ha eletti. C’è poi la new entry del Lodo Consolo, di cui vedremo gli sviluppi. Berlusconi continua a parlare di complotti da parte di magistrati politicizzati, io credo, invece, che se è certo della regolarità del provvedimento, dovrebbe attendere con fiducia le decisioni della Corte. Tanto, prima o poi, TUTTI I LODI VENGONO AL PETTINE.

Lodo Alfano, lodo Consolo, immunità. Ne parliamo con il prof. Gaetano Azzariti Leggi il seguito di questo post »

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