Megaraduno neofascista a Milano:«Tutti in piazza San Babila». La sinistra: va vietato

25/3/2009 (7:5) – INCHIESTA

Neofascisti d’Europa in marcia su Milano  La città devastata dagli autonomi

Forza Nuova organizza un megaraduno il 5 aprile. La sinistra: va vietato

FABIO POLETTI
MILANO
Piazza San Babila, 5 aprile. A volte tornano. Il convegno lo organizza Forza Nuova. Il tema è di quelli tutto in maiuscolo: «La nostra Europa: Popoli e Tradizioni contro banche e usura». Le adesioni stanno già piovendo da mezzo continente. La destra che non scompare riappare nella storica piazza dei neofascisti milanesi. Ci saranno i francesi del Front National di Jean Marie Le Pen che quattro anni fa dichiarò che «le camere a gas sono un dettaglio della Storia». Hanno aderito i neonazisti tedeschi del Nationaldemokratische Partei Deutschland di Udo Voigt, condannato a quattro mesi di carcere per incitamento all’odio e alla violenza, che sogna di rifondare «una Grande Germania su principi nazionalisti e gerarchici» e che ha stretto recentemente un’alleanza con i naziskin delle Skinheads Sachsiche Schweiz che si firmavano SSS. Tanto per non sbagliare e giusto per esagerare. Dall’Ungheria arriveranno i principali esponenti del MIEP il Partito della Giustizia e della Vita. Leggi il seguito di questo post »

Bulgaria-Italia: “Allarmi siam fascisti”, autorizzati dal Ministero dell’Interno

di Wildgreta

Ecco tre versioni di quanto accaduto allo stadio di Sofia per la partita Bulgaria-Italia. Inutile dire che i giornali filogovernativi mistificano la realtà. Una realtà inquietante, se pensiamo che è stato proprio il Ministero dell’Interno ad autorizzare la trasferta dei 144 ultrà fascisti noti alla polizia. Ma ormai, visto che è stata proposta anche una tassa sull’immigrato e la riforma scolastica mira a spazzare via la “pericolosa ideologia progressista” annullando il Tempo Pieno, appare sempre più chiaro che la paura di una “dittatura dolce” evocata da Antonio Di Pietro, più che una paura sia una certezza. E sul “dolce” avrei qualche dubbio. Di seguito gli articoli più signficativi sulla partita.

Cori fascisti e botte per Bulgaria-Italia. La partita finisce 0 a 0, Lippi soddisfatto

Simboli nazifascisti allo stadio

Alcuni tifosi bulgari nello stadio di Sofia. Epa

Gli Ultras Italia erano arrivati allo stadio a piedi, scortati da una moto della polizia e alcuni agenti: e durante il percorso per le strade di Sofia e’ stato un miscuglio di cori calcistici, di ricordi per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola di un agente di polizia italiano, e soprattuto di ‘Faccetta Nera’, ‘Duce Duce’ e altri cori fascisti. Leggi il seguito di questo post »

Roma, rissa alla Sapienza fra esponenti di Forza Nuova e studenti di sinistra

Rissa alla Sapienza, 6 fermati: 2 di sinistra 4 di Forza Nuova

 

Universita' La Sapienza
Universita’ La Sapienza

Roma, 27 maggio 2008

Sono in tutto sei le persone al vaglio della Digos, dopo gli scontri avvenuti questa mattina a pochi metri dall’Universita’ La Sapienza di Roma. I fermati sono stati tutti trasferiti in questura, in via Genova. Di questi sei, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a movimenti di estrema destra: tra loro c’e’ anche Martin Avaro, esponente romano di Forza Nuova. Secondo quanto si apprende i fermati sono tutti gia’ noti alle forze dell’ordine. Intorno alle 18 Marini e Mercuri, a bordo di un’auto della polizia, hanno lasciato la Questura di Roma. Leggi il seguito di questo post »

Chiaiano, la gente: “Avevamo le mani alzate, hanno picchiato anche i bambini e preso a calci le donne”

 

di Wildgreta

Vorrei che nei giornali, oltre al plauso nei confronti del “governo forte”, trovasse posto anche la riflessione. Vorrei che i politici di sinistra o semplicemente intelligenti, cominciassero a riflettere sulle conseguenze che sta assumendo questo atteggiamento scellerato. Il pugno di ferro non ha mai pagato in termini di soluzione dei problemi e, a mio avviso, non pagherà ora. Leggete l’intervista al professor Otolani, trovate in rete altre testimonianze e non accontentatevi degli scarni comunicati di cronisti e politici. La guerra di Chiaiano è solo l’inizio e se nessuno capisce la gravità di ciò che sta accadendo, ho paura di immaginare quali saranno le conseguenze. Conccetti come “Pugno di ferro” “Tolleranza Zero”, oltre ad alimentare la violenza, evocano terribili pagine di storia che credevamo sepolte. Oggi il popolo di Chiaiano parla di “nuovi fascisti”  a proposito del governo e di Bassolino. Eppure il Partito Democratico non ha nulla da dire e Veltroni liquida la faccenda addossando le responsabilità a chi non ha fatto nulla per i rifiuti in passato. Parla di un partito a cui non bisogna chiedere “da dove viene, ma solo dove va” . Un modo per chiamarsi fuori dalle responsabilità? Comunque, la domanda su dove vada il Partito Democratico, me la sono posta anch’io e, sinceramente, non ho ancora trovato una risposta.

Fonte testimonianza gente di Chiaiano: video reporter.it

Verona, la confessione del neonazista: «Lo abbiamo picchiato noi»

Non ancora identificato quello che ha preso a calci in testa Nicola Tommasoli

Il ragazzo ha 19 anni. Ora è caccia agli altri quattro. I picchiatori sono tutti legati all’estrema destra.

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Lo striscione del gruppo neofascita Fronte Veneto Skinehads al corteo della Fiamma Tricolore a Verona del 12 dicembre 2007
VERONA – Ideologia e voglia di violenza. Raffaele Delle Donne ha 19 anni e in testa un mucchio di idee prese in prestito dal fascismo militante di alcuni amici suoi. La notte fra il 30 aprile e il primo maggio c’era anche lui fra gli aggressori di Nicola Tommasoli, 29 anni, il ragazzo di Verona che ora è in fin di vita e che difficilmente, dicono i medici, potrà salvarsi. Leggi il seguito di questo post »

Il saluto romano? Condannati in nove.

La sentenza ; «Un contesto che rievoca i neofascisti»

Condanna per il gesto in piazza San Babila: il luogo-simbolo fa la differenza

MILANO – Fare il «saluto romano »? Sebbene l’aria che tira sia quella dello sdoganamento di un gesto, derubricato a poco più che innocua intemperanza (ad esempio di recente nell’entusiasmo dei supporters di Alemanno in Campidoglio dopo la sua elezione a sindaco di Roma), può essere ancora reato di apologia di fascismo. Come pure gridare lo slogan «Camerati a chi? A noi!». O partecipare al coro «Me ne frego». Dipende dalle condizioni di contesto, dal teatro delle performance, dal «potenziale evocativo ». Leggi il seguito di questo post »

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