Ballottaggi Provinciali e Comunali 2009: Tutti i Risultati

REGIONALI SARDEGNA 2009: TUTTI I CANDIDATI ELETTI

IL 3 MARZO è finalmente stata resa nota la lista degli 80 candidati al consiglio regionale sardo. Qui trovate tutti i loro nomi e i voti ai partiti.

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Regionali Sardegna 2009: nomi 80 candidati eletti consiglio regionale


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Vittoria Cappellacci: Commenti stampa e web

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Elezioni Regionali Sardegna 2009: I migliori commenti trovati in rete

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Sardegna, Vittoria Cappellacci: Commenti e analisi sconfitta Soru

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Sardegna addio, Cappellacci:”Ora modificheremo il piano paesaggistico”

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Risultato Elezioni Regionali Sardegna: Ha vinto Cappellacci

di Wildgreta

Ecco quello che mangeranno in Sardegna per i prossimi cinque anni, a pranzo e a cena: cappellacci al sugo (questi sono alla zucca). Spero che non si lamenteranno, fra qualche mese. Hanno scelto un governatore poco conosciuto, un uomo politico che forse non ha altri meriti oltre a quello di essere figlio di un ex commercialista Fininvest. Ma tant’è, per dirla con Soru, “Va bene quello che sceglieranno i sardi”. (Cos’altro poteva dire?)

Cappellacci, dal canto suo, appena la vittoria si è consolidata ha pronunciato una frase che rimarrà scolpita nei libri di storia (subito dopo “Veni, vidi, vici” di Giulio Cesare) : “La Sardegna torna a sorridere”.

Nell’articolo che vi linko c’è tutto: votanti, telefonata di Soru a Cappellacci, percentuali eccetera e c’è  anche la reazione di Soru. Io vado a dormire perchè mi sento come se mi avessero dato una ennesima botta in testa.

Elezioni Regionali Sardegna: Ha vinto Cappellacci. Soru gli ha telefonato

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Elezioni Sardegna, chiusi i seggi: E Red TV annuncia chi ha vinto

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Sardegna: CHiuse le urne, al via lo spoglio

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Elezioni Sardegna: Red Tv annuncia chi ha vinto

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INTERVISTA CRESPI RED TV

Berlusconi fischiato a Cagliari, mentre parlava di “cura del sorriso”

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Sardegna; Berlusconi contestato a Cagliari, interrompe comizio

Roma, 10 gen. (Apcom) – Forte contestazione per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, costretto ad interrompere il suo comizio in sostegno di Ugo Cappellacci, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Sardegna.

Quando dalla platea si è sollevato un coro di fischi, il Cavaliere ha chiesto a Cappellacci: “Chi sono questi? Nostri o loro?”. Ma la risposta era nei fatti: una contestazione di un gruppo di giovani con cartelli di protesta contro i tagli alla scuola.

“Avete visto un motivo fondamentale per cui noi italiani non possiamo votare per questa sinistra”, si è difeso il premier. “Noi da liberali quali siamo – ha aggiunto – col nostro amore per la libertà e per la democrazia mai ci sogneremmo di andare a disturbare una libera manifestazione degli altri. E’ proprio per quel che avete visto che questi altri non possono e non debbono prevalere. Mai”.

Berlusconi a Cagliari: cancelleremo l’eredità di Soru
di FRANCESCA ORTALLI
Berlusconi sbarca in Sardegna, per la prima delle molte visite annunciate a sostegno del candidato del Polo delle Libertà alle prossime elezioni regionali del 15 e 16 febbraio. Obiettivo dichiarato della missione: far tornare a sorridere la Sardegna. Non con le battute, come si potrebbe credere, ma promettendo la cancellazione di tutte le leggi fatte dalla giunta Soru. È questo il biglietto da visita con cui presenta nel grande spazio della Fiera Campionaria di Cagliari il fidato commercialista Ugo Cappellacci che si candida alla successione del governatore uscente. Ed è per fare questa promessa che il Cavaliere nomina per l’unica volta nel suo discorso Renato Soru.

«Ci voleva una sala più grande perchè la Sardegna deve tornare a sorridere -dice il presidente del Consiglio -. Arrivando qui ho visto un manifesto con scritto “meglio Soru” e qualcuno aveva subito aggiunto sotto “meglio Soru a casa”. Non ho mai visto un pessimista che fa alcunchè di buono».
La cura del sorriso di Berlusconi inizia con una mezz’oretta di ritardo. Nel frattempo sul maxischermo, davanti a una platea di 5mila sedie in cui si intravedono numerosi spazi vuoti, viene proiettato un video di presentazione di Ugo Cappellacci, immagini che lo ritraggono nel suo studio mentre guarda pensieroso il mare della Sardegna. Uno stile del tutto diverso da quello di Soru, che nel primo appuntamento della sua campagna elettorale il 6 gennaio scorso a Cagliari si è presentato con persone vive sul palco, vive e parlanti, rappresentanti della società civile, dall’insegnante al pastore passando per l’imprenditrice. Simboli viventi dell’idea di una politica partecipata.

Qui no, siamo al grande spot, agli inni, ai mega annunci virtuali, ai maxischermi. Il presidente del Consiglio spiega la sua discesa in campo a sostegno dello sfidante Cappellacci con un suo «amore per la Sardegna» a smentita di una sfida che lo vedrebbe contrapposto a Soru anche sul piano nazionale. Il suo intervento viene però ritardato da una contestazione di un gruppetto di studenti universitari che irrompono nella sala al grido di «fuori i soldi per l’università e la ricerca». Gli studenti vengono subito allontanati, i loro striscioni contro i tagli della Gelmini affissi fuori della Fiera, in uno spazio pubblico, subito rimossi dalla sicurezza privata e dalla polizia.

«Ecco il motivo fondamentale – gli ha replicato il premier dalla tribuna – perchè gli italiani non possono votare questa sinistra. Noi non ci saremo mai sognati di interrompere e disturbare una libera manifestazione degli altri». Quindi la kermesse va avanti, con lui solo che parla.
L’Unità 10 gennaio 2009

ELEZIONI ABRUZZO: PER LATORRE, QUELLO DEL PIZZINO, E’ TUTTA COLPA DI DI PIETRO

ABRUZZO/ELEZIONI: CHI E’ GIANNI CHIODI

Notizia delle 23.30: Arrestato il sindaco di Pescara D’Alfonso, del PD. Il PD voleva candidarlo al posto di Costantini (IDV).

di Wildgreta

dal sito web di Chiodi, il manifesto del suo programma politico: “La Partecipazione e la Trasparenza Una società vale meno quando sono pochi a costruire per tutti. Una buona società è quella in cui ogni persona ha la possibilità di cooperare a costruire il futuro.”

Visto l’esempio del Premier, la sintesi del programma di Chiodi appare quanto mai strana. Se c’è stato un governo nella storia della Repubblica, in cui fossero pochissime persone a decidere per tutti, questo è proprio l’attuale governo Berlusconi, dove Tremonti, Ghedini e Berlusconi, decidono le sorti di un paese intero e dove, di fatto, il Parlamento è stato svuotato di qualsiasi ruolo. Chiodi è stato accusato di voto di scambio quando, all’inizio della campagna elettorale, ha invitato gli abruzzesi a recarsi ai suoi gazebo a lasciare il proprio curriculum. Leggi il seguito di questo post »

Ballottaggio in Sicilia, Sgarbi è sindaco. Gli altri risultati

affluenza in calo rispetto al primo turno

Il critico d’arte ha avuto più del 60% dei voti a Salemi (Trapani). Stravaganti alleanze e Pd in leggera rimonta

PALERMO – In 26 Comuni siciliani sopra i 10mila abitanti si è votato per il ballottaggio dei sindaci. Bassissima l’affluenza, -16,50% rispetto al primo turno del 15-16 giugno (53,93% contro il 70,44%). Il Pd è in leggera rimonta, batte sui numeri certi dei sindaci conquistati il Pdl, che aveva però stravinto al primo turno. Il Prc appoggia e fa vincere due candidati a sindaco, si registrano le «stravaganti alleanze» Pd-Pdl, Pdl-Idv, Pd-Mpa e l’astensionismo cresce. A Salemi vince il critico Vittorio Sgarbi che diventa sindaco e vuol cancelare il binomio che lega il suo comune alla mafia, mentre a Modica, il paese natale di Anna Finocchiaro, ha dichiarato vittoria un sindaco appoggiato da Pd e da liste di matrice Mpa. Il Pd avrebbe dunque conquistato più sindaci del Pdl anche se le squadre in gioco non erano ben chiare: i candidati erano appoggiati spesso da liste civiche o che provenivano dalla rottura di partiti ufficiali sia del centrodestra che del centrosinistra. Leggi il seguito di questo post »

Provinciali Sicilia: raffronto risultati con le precedenti elezioni

Elezioni in Sicilia, il centrodestra stravince otto a zero

di Valeria Russo
Il centrodestra fa bottino pieno anche nei grossi Comuni

Con una vittoria di otto a zero, il centrodestra in Sicilia si aggiudica tutte le Province in palio con alte percentuali di preferenze, tra il 53 e il 77 per cento. Il centrodestra si riconferma quindi alla presidenza delle province di Palermo, Catania, Messina, Agrigento e Trapani mentre strappa al centrosinistra le roccaforti di Caltanissetta, Enna e Siracusa. Se si considera anche la provincia di Ragusa, in cui le elezioni si erano già tenute lo scorso anno, tutte e nove le amministrazioni provinciali sono adesso governate da uomini del centrodestra. Una vittoria che ricorda quella del cosiddetto “cappotto” alle politiche di sette anni fa quando il Polo conquistò tutti e 61 i seggi disponibili, e che giunge in un momento in cui il governo nazionale parla di ridurre il numero delle province. Leggi il seguito di questo post »

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