Non avevamo capito nulla: le impronte ai bimbi rom servivano per mandarli a scuola

Touadì torna nel PD: Usare come pretesto una battuta sul papa per lasciare Di Pietro, è come cambiare casa perchè perde il lavandino.

di Wildgreta

Incredibile Silvio, mentre risuona ancora l’eco del perfetto “p…” che lo renderà felice e l’Italia insieme al suo governo sono lo zimbello del mondo, Berlusconi dice che le impronte servono a mandare a scuola i bambini rom. Non credevo si potesse arrivare a tanto.Del resto, si vede che il suo opportunismo gli ha consigliato di inventare questa balla colossale per evitare di essere etichettato come un razzista. Qualcuno gli avrà creduto? Non penso.

Del resto, una persona seria non penserebbe solo a sè stesso, con un paese ridotto come l’Italia: Massimo di inflazione, allarme di Bankitalia,  gli scandali sulla sanità che si susseguono a ritmo vorticoso, l’esercito a Chiaiano, l’esercito per la sicurezza, il voto in condotta della Gelmini, la scure sui fannulloni di Brunetta, le pari opportunità per chi non si sa, la cultura di cui non si parla perchè nessuno al governo sa cosa sia, la condanna della satira, il ritorno di Robin Hood e il suo immediato ritiro, il blocca processi, il divieto di intercettare, l’immunità per alte cariche che serve solo ad una, il tentativo di rendere inoffensiva la magistratura, studiando nuove modifiche alla costituzione nel mese di agosto, la tessera dei poveri, l’aggravante dell’immigrazione e in serata il tetto agli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione che sparisce per decreto…. in nome del popolo. Mi fermo perchè dovremmo essere difesi dalle forze progressiste che vedono questo paese tornare indietro di cinquant’anni. Un paese democratico la cui democrazia viene minacciata ogni giorno e che , invece, vede chi dovrebbe difenderla parlare d’altro, come Veltroni o  D’Alema che rispolverano le larghe intese. Perchè non lo hanno detto subito che la loro mira era governare con Berlusconi? Avremmo perso meno tempo a cercare di capire cosa stesse facendo. Il PD crede ancora di essere al 33%? Perchè non ordina un sondaggio? Avrà delle sorprese e capirà che la gente non ne può più della sua classe dirigente. Non ne può più perchè non rappresenta più i suoi elettori. Un consiglio per Di Pietro: lasci andare gli ex PD che hanno approfittato dell’accordo elettorale per essere eletti con le liste di IDV. Veltroni aveva bisogno di spazio nelle liste del PD per  personaggi come la Madia e altri politici di “breve corso”. Usare come pretesto una battuta sul papa per lasciare Di Pietro, è come cambiare casa perchè perde il lavandino. Ricordo, per chi non lo sapesse, che Ratzinger, prima di essere eletto papa, avebbe dovuto essere processato in America per aver coperto casi di pedofilia. Non fu processato in quanto, nel frattempo, era divenuto capo di uno stato estero.Ma forse, non fa comodo ricordarsi sempre di tutto, quando si ha paura che i propri consensi migrino verso un partito che interpreta meglio la volontà dei cittadini. Leggi il seguito di questo post »

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Elezioni, Pedica IDV: 70 parlamentari sgraditi

di Stefano Pedica

Abbiamo terminato una campagna elettorale lunga e faticosa ma siamo soddisfatti. Sono stato eletto senatore, e per questo ringrazio tutti i centotrentamila elettori del Lazio.

Come Italia dei Valori ci dobbiamo impegnare ad abbattere ancora di più i costi della politica. Vogliamo che venga finalmente eliminato il vitalizio ai politici e che sia trasformato in un fondo di solidarietà. Dobbiamo fare in modo che questo fondo sia costituito non solo dai vitalizi dei Parlamentari, ma anche da quello dei Consiglieri regionali, dato che questi ne hanno diritto anche con un giorno solo di lavoro. Leggi il seguito di questo post »

Il Contratto con gli Italiani? Uno scherzo. Parola di Silvio Berlusconi

Il Contratto con gli Italiani era una farsa!

di Marco Travaglio

 

Il Contratto con gli Italiani siglato da Silvio Berlusconi a Porta a Porta l’8 maggio 2001, dinanzi al notaio Bruno Vespa, era uno scherzo. «Non era un contratto», «non ha mai avuto alcuna rilevanza giuridica»…

Insomma un semplice «atto politico» dotato di una «totale improduttività di effetti per nullità-inesistenza».

È nullo, non è mai esistito. Chi lo dice? Un antiberlusconiano sfegatato? Un demonizzatore accanito? No, lo dice lo stesso autore del Contratto-non contratto: Silvio Berlusconi in persona. Dove? Negli atti difensivi depositati dai suoi legali nella causa intentata due anni fa da un giovane rompiscatole, A.C.: l’unico italiano ad aver preso sul serio il Contratto con gli Italiani.

Al punto da recepirlo formalmente, recapitando al Cavaliere il 10 febbraio 2006 ­ penultimo giorno della penultima legislatura – un “atto di accettazione”. In quella letterina piena di riferimenti giuridici, A.C. rammentava all’ allora premier che quello siglato sulla celebre scrivania di ciliegio “può essere qualificato come un contratto con obbligazioni del solo proponente (art. 1333 Codice civile)”.

Quindi, non essendo “stato da Lei mai revocato”, è “giuridicamente vincolante” e sottoposto alla verifica della magistratura. Da quel momento si è perfezionato il contratto unilaterale fra Berlusconi e gli italiani (che non avevano firmato nulla), perché almeno uno di essi l’ha accettato. E, con quella firma, è scattata la trappola. Il rompiscatole e i suoi avvocati Alessandro Frittelli e Giuseppe Marazzita ricordano al Tribunale civile di Milano che il Cavaliere s’era impegnato a “non ripresentarmi alle elezioni del 2006 se, al termine dei 5 anni di governo, almeno 4 su 5 traguardi non fossero stati raggiunti”.

Impegno violato nel 2006 e nel 2008, quando Berlusconi s’è ricandidato per ben due volte, pur avendo mancato tutti e 5 i traguardi “contrattuali”. Lo stesso Cavaliere ­ osservano i legali di A.C. ­ séguita a ripetere di aver rispettato “l’85% degli impegni”, mentre in casa Vespa aveva promesso di realizzarne interamente 4 su 5. Dopodichè le aliquote fiscali sono rimaste 4, non 2; le pensioni minime non sono aumentate a 516 euro per tutti, ma solo per qualcuno; i delitti non sono diminuiti, ma aumentati; la disoccupazione non s’è dimezzata; il 40% di grandi opere non è partito.

Perciò il tignoso cittadino si sente preso in giro e chiede i danni: 5 mila euro simbolici per mancata ottemperanza dell’”obbligo di non facere”. Cioè di ritirarsi a vita privata. La difesa Berlusconi ribatte che il Contratto è “nullo”, dunque nessuno può pretenderne il rispetto: era un semplice “programma politico”.

Ma A.C. dimostra che il programma della Cdl era tutt’altra cosa rispetto al Contratto, come lo stesso Cavaliere proclamò solennemente a Porta a Porta. La difesa Berlusconi ammette addirittura che gl’impegni non furono rispettati, anche se accampa le solite scuse: “Se il mancato raggiungimento di una o più parti del programma politico si è verificato, cioè è dovuto a fattori politico-economici imprevedibili e indipendenti dalla volontà del dr. Berlusconi: a partire dell’attentato alle torri gemelle fino al buco di 37 mila miliardi di lire scoperto dopo l’insediamento del Governo…”.

Poi, a scanso di equivoci, invoca l’immunità parlamentare: il Contratto-non contratto rientrerebbe “nell’attività insindacabile” protetta dall’”art.68 della Costituzione” che “comporterebbe l’improcedibilità del giudizio o la sospensione del processo” in attesa dell’autorizzazione a procedere della Camera.

Ma qui il rompiscatole A.C. piazza il colpo che potrebbe essere decisivo: “Se il dr. Berlusconi sapeva che il Contratto era inesistente e dunque nullo, perché non ne ha dato notizia fin dall’inizio” a lui e agli altri 58 milioni di italiani?

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ELEZIONI: LOS ANGELES TIMES, ITALIA TERRA DI CORRUZIONE DECADENZA ECONOMICA

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) – “L’Italia e’ oggi una terra inondata da corruzione, decadenza economica, noia politica, dilagante impunita’ e uno standard di vita in declino”. Lo scrive il Los Angeles Times in un’impietosa descrizione del nostro paese in occasione delle elezioni politiche per la scelta del “62esimo governo in 63 anni”. Elezioni nelle quali gli elettori potranno scegliere fra “rei condannati” o “ballerine della tv”. Il titolo dell’articolo di Tracy Wilkinson e’: “In Italia il crimine paga e vi puo’ far eleggere”. “L’uomo che guida i sondaggi- scrive il quotidiano californiano- e’ Silvio Berlusconi, un tycoon miliardario che, all’eta’ di 71 anni, diventerebbe primo ministro per la terza volta. Per quanto abbia portato una sorta di stabilita’, e’ ampiamente accusato di governare per arricchire se’ stesso, il suo impero dei media e i suoi amici. Berlusconi -prosegue il Los Angeles Times- guida una lista di candidati che comprende il suo fisioterapista, un fascista non pentito e numerose donne del centro destra che, ha detto Berlusconi questa settimana, sono sicuramente piu’ belle delle donne di sinistra. Fra loro vi e’ una delle voluttuose ballerine normalmente mostrate in abiti succinti sul suo network televisivo”. “Il suo principale avversario e’ Walter Veltroni -continua il giornale- un popolare sindaco di Roma ed ex comunista che ha cercato

di lanciarsi come un agente di cambiamento, malgrado sia da decenni in politica. Guida una coalizione sciolta dei notoriamenti frazionati partiti di sinistra e centro sinistra”. (segue)

(Civ/Pe/Adnkronos)

13-APR-08 18:01

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Elezioni, R. Lerici IDV “Con le parole del vescovo di Gravina, io chiudo la mia campagna elettorale”

DI Roberta Lerici

E’ stata un’esperienza faticosa ma bella, per me che non avevo idea di cosa volesse dire essere “candidati”. Ho conoscuto molte persone, e in tanti mi avete scritto per sostenere questa battaglia a favore dei bambini.Non so se sarete in tanti a votare per l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che mi ha offerto questa possibilità. Ma spero che sarete in tanti ad aiutarmi a difendere i bambini comunque vadano le cose.
Vi ricordo che per votare per me, non bisogna mettere il mio nome, ma fare solo una croce sul simbolo DI PIETRO-ITALIA DEI VALORI (Trovate tutto sul volantino sul sito). Il fatto che qualcuno reputi Di Pietro solo un “giustizialista” è profondamente sbagliato. Io credo che la legalità sia l’unica strada da percorrere affinchè la politica possa riacquistare credibilità ai nostri occhi. Il concetto di legalità è ampio e abbraccia tanti aspetti della nostra vita. Se un concorso non è truccato, lo vinceranno i migliori, e saranno i migliori ad occupare posti in cui si richiede capacità. Se un primario è nominato dai politici, potrebbe non essere il migliore, e la salute dei cittadini potrebbe essere messa a repentaglio. Se un appalto è truccato, il lavoro costerà dieci volte di più e magari sarà fatto male. Questa è la legalità che dovrà impedire situazioni incredibili come quella dei rifiuti in Campania.Ma la legalità è anche non candidare persone che abbiano in corso processi o siano stati condannati. Di Pietro è stato l’unico a richiedere il certificato penale a tutti i candidati. Credo che questo sia un segnale importante da dare ai cittadini. Ho conosciuto il capo della segreteria politica di Di Pietro, Stefano Pedica, più di un anno fa, perchè mandai una mail a DI Pietro quando nessuno si interessava della situazione della scuola Olga Rover, in cui una preside aveva sbattuto fuori i genitori dalla scuola ed era impossibile avere un colloquio con le maestre. Naturalmente, sono state altre istituzioni contattate a risolvere poi la situazione (l’Ufficio Scuola della Regione Lazio, il Ministro Fioroni, la Bicamerale Infanzia, ecc.), ma Stefano Pedica mi ha ricevuto subito, e ha ipresentato interrogazioni parlamentari, proposte di legge, ha diffuso i dossier sui casi di pedofilia nelle scuole che io avevo raccolto e di cui nessuno parlava. Hanno dimostrato, insomma, di avere a cuore la tutela dell’infanzia.
“Abbiamo cominciato questa battaglia insieme e vorrei che la continuassimo insieme”
E’ stato questo il modo in cui l’italia dei valori mi ha chiesto di candidarmi al senato. Io sono rimasta sorpresa, non me lo aspettavo.
Ho accettato dopo averci pensato qualche giorno, perchè non sapevo cosa fare. Ora sono contenta, perchè in questa campagna elettorale, sono stati davvero in pochi a parlare di tutela dei bambini in modo approfondito. Come ho già avuto modo di dire, non basta dire che si vole combattere la pedofilia o lanciare slogan di condanna. Ci vogliono programmi di prevenzione, provvedimenti specifici, di cui, nelle poche occasioni che ho avuto, ho parlato forse soltanto solo io.
La tutela dell’infanzia è un’emergenza nazionale, questo devono ricordarlo tutti, a prescindere da chi vincerà le elezioni. E forse, l’unica persona che è riuscita a fare un discorso serio sull’infanzia in questi giorni di parole lanciate alla gente come caramelle, è monsignor Paciello, vescovo di Gravina, ai funerali di Francesco e Salvatore, i fratellini.
Ed è con le sue parole che io “chiudo la mia campagna elettorale” :
“Dobbiamo amare i bambini”
“Laggiù, Francesco e Salvatore certamente hanno invocato aiuto, hanno sperato fino alla fine che qualcuno li sentisse; ma, tutti e due, e specialmente il più piccolo, Salvatore di nome, morto perché voleva essere salvatore di fatto del fratello, hanno fatto l’esperienza più dolorosa della solitudine vera, dell’abbandono senza speranza.
Vorrei raccogliere quelle grida, quelle invocazioni e da questa Cattedrale farle rimbalzare lì dove si decidono le sorti del nostro Paese e dei nostri paesi. Tanti potenziali Ciccio e Tore, cioè ragazzi che, usciti di casa corrono rischi e pericoli di cui non sono coscienti, ce ne sono stati, e ce ne saranno nelle nostre città.
Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi; ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore, lasci il mondo come si trova. 

100 e non piu’ 100: lista dei condannati candidati dai partiti

Dal blog di Beppe Grillo
Travaglio e Gomez mi hanno inviato l’elenco dei condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio che verranno eletti in Parlamento. Anzi, che sono già stati eletti dai segretari di partito. Sono in tutto 100, con delle new entry meravigliose. Personale di prim’ordine. Come scelgono le ciurme Berlusconi (56) e Veltroni (18) , nessuno al mondo.
In altri Paesi, Finlandia o Stati Uniti ad esempio, sarebbe sufficiente proporre uno solo dei condannati presenti nella lista per perdere le elezioni. Da noi è tutto il contrario. Il condannato serve a vincerle le elezioni. Porta i voti delle mafie, delle lobbies, degli evasori. O, più semplicemente, la candidatura è il prezzo del silenzio. L’Italia è la terra di Machiavelli. Se il fine giustifica i mezzi, il condannato giustifica i voti. I condannati con sentenza definitiva e i prescritti ricevono il premio per la loro buona condotta. I condannati in primo o in secondo grado ottengono l’immunità parlamentare.
Il Parlamento è una zona franca. Nel senso che chi ci entra la fa franca. Un luogo dove la legge non può arrivare. L’Italia dei Valori è l’unica senza fedine sporche. Antonio Di Pietro è come la kriptonite per Testa d’Asfalto. Lunedì queste 100 persone potranno sedersi in Parlamento. Senatori e deputati della Repubblica. Nessuno di voi li avrà eletti. Per la loro condotta sociale riceveranno uno stipendio da favola e il diritto alla pensione dopo poco più di due anni. Segnatevi i loro nomi: è anche per loro che pagate le tasse.
Classifica partiti per numero di condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio(*):

– PDL 56
– PD 18
– UDC – Rosa Bianca 9
– Lega Nord 8
– Partito Socialista 3
– Sinistra Arcobaleno 3
– La Destra 2
– Aborto No Grazie 1
– Italia dei Valori 0

Chiusura campagna elettorale: Uolter batte Silvio 150.000 a 35.000

foto flikr.com

Veltroni: il comizio di chiusura della campagna elettorale 2008 in Piazza del Popolo a Roma

150.000 persone e tanti testimonial: da Jovanotti e Gigi Proietti.

Purtroppo, il comizio di chiusura di Berlusconi al Colosseo (con Fini e la Mussolini) non ha avuto lo stesso successo, se i cameramen hanno dovuto inquadrare un gruppo di fan di Silvio dotate di maglietta del “Berlusconi fan club” e le fotografie mostrano le classiche inquadrature “a drappello”, cioè molto strette. Presenze tra le 30 e le 40.000. Sarà stata la pioggia. Forse, nelle stesse ore, poco distante, cioè a piazza del Popolo, pioveva di meno.

Wildgreta 12 aprile 2008

 

 

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