Bossi: una vergogna padana


(archivio dito Bossi)

Bossi: un gestaccio sull’inno e guerra ai professori del sud

di Wildgreta

Mi dispiace per le tante persone che hanno votato Lega e che oggi devono registrare un’ennesima precipitazione di stile (caduta è troppo poco) da parte dei membri del nostro governo. All’orrore non c’è più limite: dopo la pornopolitica e la cloaca-CSM di Gasparri, arriva a  stretto giro  il più raffinato di tutti, Bossi, a darci il colpo di grazia alzando il dito sull’inno di Mameli. Siamo alla frutta, che purtroppo per molti, è diventata troppo cara. Mi dispiace per chi ha creduto che Bossi, Berlusconi e il resto dell’allegra comitiva fossero cambiati. Di cambiata c’è solo la situazione dell’Italia, molto peggiore dell’ultima volta che questi boyscout della politica hanno governato.

Il leader del Carroccio alza il dito medio all’inno di Mameli: «Altro che schiavi di Roma». E sulla scuola: «I professori meridionali tolgono lavoro a quelli del nord». Poi apre sulle riforme con il Pd
PADOVA
Sulle riforme e sul federalismo c’è ancora spazio di dialogo con le opposizioni e, in particolare, con il Pd di Walter Veltroni. Lo ribadisce il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi che, dopo aver dichiarato ieri sera a Venezia una piena sintonia con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, confida oggi, dal palco del congresso nazionale della Liga Veneta a Padova, di non aver ancora sentito per telefono il premier. Per il dialogo sulle riforme con l’opposizione, dice il ministro Umberto Bossi, «c’è spazio, c’è spazio. Siamo pronti ad accogliere le loro proposte anche sul federalismo». Nessuna chiusura, quindi, con il Partito democratico. Leggi il seguito di questo post »

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Governo: il fattore incompetenza

Editoriali RIFLESSIONI SUL GOVERNO
di Giovanni Sartori
Parecchi italiani tornano a sperare. I partitini sono stati spazzati via, la squadra di governo è stata messa assieme in pochi giorni, e il cosiddetto Berlusconi IV durerà, si prevede, cinque anni. Tutto bello e bene. Ma ci sono anche cose che non vanno bene. E l’aspetto che mi colpisce di più del nuovo governo è la quasi totale e abissale incompetenza (impreparazione, inesperienza) dei suoi componenti. Salvo pochissime eccezioni (Tremonti, Sacconi, Brunetta) l’incompetenza regna sovrana.

Si dirà che è sempre stato così sin da quando la Dc inventò il manuale Cencelli per la spartizione dei posti di governo. Però proprio così no. Ai tempi del dominio Dc non c’era alternanza. Inoltre vigeva la convenzione dei governi «brevi». Pertanto il potere veniva spartito in rapida rotazione pescando sempre nella stessa nomenklatura. Il che consentiva a tutti di tornare più volte al potere, e così finiva che molti tornassero a ministeri che avevano già guidato. La competenza valeva poco anche allora; ma la prassi finiva per produrre ministri che si erano man mano addestrati. Oggi non è più così. E il manuale Cancelli è testé stato perfezionato dal manuale Verdini (un sistema di punteggio per le posizioni di potere che determina i posti assegnati a Fi, An e Lega). Senza contare che se uno sbaglia una volta e poi continua a malfare cento volte, alla fine il danno è centuplicato. Difatti è per questo che oggi siamo, nell’Occidente, quasi in fondo in quasi tutte le graduatorie. Facciamo qualche esempio. Leggi il seguito di questo post »

Bossi-delirio: o si fanno le riforme o pronti 300mila martiri…


30 aprile 2008

“Questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia casino”. Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, conversando con i giornalisti nel cortile interno della Camera. “Abbiamo – aggiunge – 300 mila uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi. E non scherziamo… mica siamo quattro gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? No, perché verrebbero giù anche dalle montagne”. Leggi il seguito di questo post »

21 febbraio 2008: Forza Italia prometteva “liste pulite”

di Wildgreta

Bondi 21 febbraio 2008: «Chi ha procedimenti in corso non sarà candidato. La regola non vale per processi di chiara origine politica».

Questo proclamava il probabile futuro ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi poco più di due mesi fa. Oggi è tutto dimenticato, e le bugie preelettorali non hanno impedito al PDL di vincere le elezioni nonostante abbia disatteso la promessa fatta. I parlamentari eletti nelle file del Partito delle Libertà che sono indagati, condannati o prescritti sono, infatti, 45. Qui trovate la lista completa  (l’unico partito che non ne ha è l’Italia dei Valori)

Oggi ho ritrovato per caso questo articolo de La Stampa del 21 febbraio 2008 e rileggendolo ho provato una strana sensazione. Ho pensato che, in fondo, a ben pochi politici interessano i cittadini. Sono ancora poche le persone che si informano bene prima di andare a votare, quindi contando su una macchina elettorale ricca di mezzi economici e televisivi, coloro che disattendono le promesse, rischiano di vincere nonostante bugie così macroscopiche. I giornali di tutto il mondo si stupiscono dell’esito delle elezioni italiane, e noi siamo qui a domandarci come sia potuto accadere. Un giornale tedesco, oggi, imputa tutto a Prodi. Sinceramente, non posso pensare che anche la perdita della mia vasca da bagno, della quale si lamenta l’inquilina del piano di sotto, si possa imputare a un errore di Prodi. Ma degli errori ci sono stati e d’ora in poi si riperquoteranno su milioni di persone, senza averli neppure individuati con certezza.

Articolo La Stampa 21 febbraio 2008

Miccichè-Lombardo, Sicilia spacca Pdl

ROMA
Dopo il pressing di Fini e della Lega, arriva il via libera di Forza Italia alle “liste pulite”. Nel Popolo delle libertà, alle prossime elezioni, non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. La conferma arriva dalla lettera che Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha inviato ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi.

Le conferme
«Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati – scrive Bondi – , esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione» dalle liste del Pdl. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi-Bossi: l’accordo c’è. Il nostro futuro in una fotografia

 

                      

 

Nessun vicepremier e quattro ministeri alla Lega
Berlusconi-Bossi, l’accordo c’è

Milano. Nessun vicepremier e Roberto Calderoli ‘dirottato’ verso il ministero dell’Attuazione del Programma. Sarebbe questo l’esito dell’accordo raggiunto sulla squadra di governo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi nel vertice durato poco meno di due ore nella sede della Lega Nord in via Bellerio a Milano. Leggi il seguito di questo post »

Lite tra Fini e Formigoni sul governo. Bossi conferma 4 ministri per la Lega

 

Governo: incontro interlocutorio Berlusconi-Formigoni 
 «Sì, credo che Formigoni onori il mandato degli elettori e resti a governare la Lombardia». Lo ha dichiarato il presidente di An, Gianfranco Fini.
«Non sapevo che fosse l’onorevole Fini a dover decidere del futuro mio e della Lombardia. Per quanto riguarda me e Berlusconi, abbiamo
aggiornato il nostro colloquio a domani sera» è stata la risposta immediata del governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Leggi il seguito di questo post »

Governo, Berlusconi frena la Lega. “Ci saranno sorprese”

Il Cavaliere argina Bossi, che aveva fatto i nomi dei suoi ministri
“Darò io la lista a Napolitano, deciderò all’ultimo momento”

Il capogruppo di Fi al Senato, Renato Schifani, verso la presidenza di Palazzo Madama
Ancora aperta la partita sulla Lombardia: martedì vertice con Formigoni
Silvio Berlusconi
ROMA – Ieri Umberto Bossi si era spinto molto in là, facendo numeri e nomi della presenza della Lega nel prossimo governo. Oggi Silvio Berlusconi frena e ridimensiona l’entusiasmo del Carroccio. “Nulla è ancora deciso, ci saranno sorprese, tutto si concluderà quando avrò l’intero panorama chiaro”, assicura il leader del Pdl che in apparenza smonta l’annuncio del Senatur, che ieri aveva proclamato la conquista per il suo partito di tre ministri e la carica vicepremier. Leggi il seguito di questo post »

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