ICI, PAGHI ANCHE LA CHIESA: FIRMA L’APPELLO DI MICROMEGA

Chi lo desidera, oltre a firmare può condividere l’appello su Facebook e su Twitter.

«Presidente Monti, Lei chiede pesanti sacrifici ai cittadini, ma senza toccare i privilegi della Casta e della Chiesa. Chiediamo al suo governo di abolirli affinché vengano mantenute le promesse di equità». L’appello di MicroMega

(08 dicembre 2011)

Secondo un calcolo di parteammonterebbe a oltre sei miliardi di euro la cifra che ogni anno i contribuenti italiani spendono per finanziare in modo diretto o indiretto le attività della Chiesa Cattolica.I privilegi del Vaticano sono stati più volte al centro di inchieste anche dell’Espresso, come questa sulla misteriosa cresta realizzata sugli stipendi dei sacerdoti, o questa che cerca di fare il punto sulla quantità di voci che, in una fase di sacrifici per tutti cittadini, potrebbero forse essere riviste. Leggi il seguito di questo post »
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DON PAOLO FARINELLA: LACRIME GRATIS, SANGUE A PAGAMENTO

Finalmente conosciamo la terapia, la condanna e il tipo di morte certificata dal governo tecnico del sig. Monti Mario che doveva essere la discontinuità, mentre, al contrario, toglie la maschera di quello che è: il governo «Berlusmonti». Una sola sintesi: se Berlusconi dice: «Monti ci ascolta» e lo appoggia solo con la fiducia è segno che questo governo è la protesi meccanica (governo tecnico) di Berlusconi che continua a manovrare da dietro e davanti le quinte. Tutte le misure all’80% e passa sono tasse sui redditi (si fa per ridere!) bassi-medio/bassi. Il resto sono pennellate di vasellina per mettere a tacere il genio del Pd che si è impiccato da solo nella casa del boia, portando la corda. Logico, per senso di responsabilità.

Mi dispiace veramente constatare che tutto quello che ho scritto nei due «Pacchi» precedenti si è avverato alla lettera, anche nella punteggiatura. Il governo Berlusmonti è una invenzione per limitare la democrazia reale, ridurre i diritti, schiacciare la parte preponderante che avrebbe potuto dare fastidio e che di regola, ma non sempre, vota a sinistra (quando la sinistra esisteva). Così imparano a protestare.
Berlusconi e il suo governo, Bossi incorporato, hanno ucciso l’Italia, dissanguata, stremata, violentata e non hanno cavato un ragno dal buco. Quando questa dissennata cricca ha smarrito definitivamente anche la decenza internazionale, trasformando l’Italia in campo di esercitazione al massacro dell’Europa, sono scappati come conigli e da vigliacchi quali sono. Il primo, il malato narcisista e debosciato per salvare la sua ditta che in borsa continuava a perdere al ritmo di 12 punti percentuale e il Bossi per tentare di risalire la china del suo elettorato che lo stava abbandonando.

Tutto è avvenuto secondo copione. Berlusconi ha dettato le sue condizioni: niente tasse sugli evasori (altrimenti lui e i suoi compagni di cricca avrebbero dovuto pagare benino), niente irose sui redditi alti (sopra i 75 mila euro: altrimenti il suo elettorato lo avrebbe passato a fil di ferro), niente patrimoniale sui grandi capitali finanziari e immobiliari. Addio, Monti sorgenti dall’equità …

Dopo lo scivolone di Vespa e del suo orrido Porta a Porta, Berlusmonti parla alla stampa nazionale, estera, comunicati, dichiarazioni,un profluvio di parole, pacate, serene, serie, equilibrate, formali, senza un pelo fuori posto. All’improvviso, come in un coup de théâtre giungono provvidenziali le lacrime della ministra Fornero. Suspense! Piange la ministro, dunque la situazione è tragica. Poverina, chi la consola? Non il Professore che fa finta di richiamarla a maggiore professionalità: «Commuoviti pure, ma correggimi!»; spetta al Paese, al popolo che a sua volta si commuove per induzione. Poveretti! Oltre ad essere cornuti, devono anche diventare mazziati. Le lacrime hanno distolto l’attenzione dalla batosta della manovra (la quarta in un anno): effetto distrazione di massa, riuscendoci alla grande e dando delle donne una immagine di debolezza nella persona di una ministra che era stata presentata come una «dura».
Berlusmonti aveva promesso «lacrime e sangue» e ha mantenuto la promessa alle lettera: le lacrime che sono gratis, a costo zero le mette il governo, anzi la parte femminile del governo che così ha qualcosa da fare, mentre il sangue lo fornisce il popolo dei pensionati, dei lavoratori, dei disoccupati, dei cassintegrati, dei precari e … dei nati nel 1952, i veri sfigati a marchio di fuoco: avrebbero potuto andare in pensione fra un anno, ci andranno, se sopravvivranno, fra cinque anni. Champagne per tutti! Pagano gli evasori con il denaro rubato ai soliti fessi.

don Paolo Farinella

(8 dicembre 2011)

Antonio Razzi e la compravendita dei parlamentari – [Gli Intoccabili, 07/12/’11]

Razzi e la compravendita: “Per dieci giorni mi fottevano la pensione”

In Parlamento? “Siamo qui a fare i cazzi nostri”. Ecco il racconto di come si diventa “responsabili” in parlamento, da gli Intoccabili, in onda su La7. Dalla fiducia del 14 dicembre alla Svizzera, tutto finalizzato a prendere il vitalizio. Perché, come dice l’onorevole Razzi: “Qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro”.

Parigi: “L’euro può esplodere”.Ue, oggi vertice di emergenza.

 Monti va a Bruxelles, ma prima incontrerà  Geithner a Milano

L’Italia di Mario Monti, con la sua dura manovra economica varata nei giorni scorsi, si presenta con le carte in regola al Consiglio europeo di Bruxelles (che prenderà il via questa sera con una cena informale dei 27 per poi proseguire domani con i lavori ufficiali). L’intervento sui nostri conti, sollecitato a più riprese dalle istituzioni europee e da singoli paesi partner, è arrivato ed ha passato un primo esame dei mercati. A differenza di un recentissimo passato quindi il nostro Paese arriva al summit belga con credenziali diverse, preceduto da sobrie dichiarazioni del nostro premier, tutte tese pero’ a far comprendere agli italiani, senza giri di parole o entusiasmi fuori luogo, la gravita’ estrema della situazione economico-finanziaria in cui si trova il nostro Belpaese e l’Unione europea tutta. E’ uno ”snodo fondamentale” per il Vecchio Continente il vertice europeo che comincia oggi, aveva ricordato lo stesso Monti nei giorni scorsi.

Un appuntamento che però non sembra aprirsi nel migliore dei modi. Con la speculazione che incalza e con le agenzie di rating – ultima la Standard and Poor’s che ha messo sotto osservazione l’eurozona ed ipotizzato di procedere ad un declassamento – che sembrano essere sempre piu’ l’ago della bilancia nella vita dei governi e delle economie dei singoli paesi, l’Europa si presenta all’appuntamento pericolosamente divisa. Il summit belga avrà come obiettivo prioritario quello di rafforzare la governance economica dell’eurozona, introducendo magari alcune delle misure proposte da Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio Ue, come lo stop al diritto di voto per quei paesi che non rispettano le regole di bilancio. Insomma, una due giorni che dovrebbe essere in grado di dare una risposta decisa ai mercati, segnando così la tenuta della moneta unica. Ma, come dicevamo, ancora una volta il fronte comunitario si presenta disunito. Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno rilanciato oggi la necessità di rivedere il Trattato Ue nel modo più rapido possibile, introducendo regole e impegni più vincolanti per i Pesi della zona euro, a partire da una unita’ fiscale. Nuovo trattato, hanno aggiunto, che dovrebbe essere pronto per il prossimo Consiglio europeo di marzo. Ma il piano franco-tedesco non convince molti partner. Uno scetticismo che lo stesso portavoce dellla Cancelliera tedesca rende evidente nel pomeriggio, parlando di ”un’agenda di lavori del vertice complicata. Prevediamo negoziati complicati e molto difficili”.
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